1 Negli ultimi quattro anni e mezzo, mentre i credenti di tutto il mondo si sono adoperati per portare avanti la meta di far avanzare il processo di entrata in truppe, è diventato sempre più chiaro che la chiusura dell’attuale Piano di Cinque Anni segnerà un momento decisivo nello svolgersi della storica impresa a cui la comunità del Più Grande Nome si è accinta. Gli elementi richiesti per uno sforzo concertato di infondere nelle varie zone del mondo lo spirito della Rivelazione di Bahá'u'lláh si sono concretati in una struttura di azione che ora necessita solo di essere messa in atto.
2 Il nostro messaggio del 26 dicembre 1995, che concentrava l’attenzione del mondo Bahá’í su un cammino di intenso apprendimento della crescita sostenuta e rapida della Fede, descriveva in termini generali la natura del lavoro che doveva essere intrapreso per far fronte alle sfide connesse. Come primo passo, le comunità Bahá’í erano sollecitate a sistematizzare gli sforzi per sviluppare le risorse umane della Causa in una rete di istituti di formazione. Mentre ogni comunità nazionale prendeva le misure per creare la capacità istituzionale di esercitare questa funzione essenziale, solo all’apertura del Piano di Cinque Anni veniva ampiamente compreso il significato di un programma di formazione ben concepito. L’introduzione del concetto di area rendeva possibile per gli amici pensare alla crescita accelerata della comunità in misura accessibile e concepirla sotto forma di due movimenti complementari che si rafforzavano reciprocamente: il costante flusso di persone nella sequenza di corsi di istituto e il passaggio delle aree da uno stadio di sviluppo all’altro. Questa visione aiutava i credenti ad analizzare le lezioni apprese sul campo e ad usare parole comuni per spiegare quanto appreso. Mai prima sono stati meglio compresi i mezzi per stabilire un modello di attività che pone uguali enfasi sui processi gemelli di espansione e consolidamento. In effetti l’esperienza di programmi intensivi di crescita, realizzati sulla base di questa comprensione in varie aree, è stata così consistente che non resta alcuna possibilità di equivoco. La via tracciata è chiara e al Ridvan 2006 chiameremo i credenti a mettere alla prova la loro risolutezza e a procedere con tutta la forza delle loro energie sul percorso che è stato tracciato in modo così deciso.
3 Nel presentarvi gli elementi del prossimo Piano di Cinque Anni, oggetto delle vostre deliberazioni in questo convegno, rivedremo i recenti successi del mondo Bahá’í e indicheremo come gli attuali approcci, metodi e strumenti devono essere portati a questo stadio successivo. L’analisi evidenzierà che la corale risposta del singolo credente, della comunità e delle istituzioni alla guida che hanno ricevuto cinque anni fa ha innalzato la loro capacità a nuovi livelli. Il continuo sviluppo di questa capacità rimarrà essenziale al fine di far avanzare il processo di entrata in truppe – punto focale del mondo Bahá’í negli anni finali del primo secolo dell’Età Formativa.
L’individuo4 Non vi è necessità di descrivere in dettaglio le realizzazioni del singolo credente, in quanto le abbiamo già denotate nel nostro messaggio del 17 gennaio 2003 ai Bahá'í del mondo. In quel messaggio abbiamo messo in luce il crescente senso di iniziativa e intraprendenza, come pure il coraggio e l’audacia, che sono andate caratterizzando i credenti di ogni dove. Qualità come consacrazione, zelo, fiducia e tenacia attestano l’accresciuta vitalità della loro fede. Abbiamo anche riconosciuto il ruolo dell’istituto di formazione nel suscitare lo spirito di intraprendenza che è alla base della crescita di attività notata in tutto il mondo – l’espressione concreta di quella vitalità.
5 Gli sviluppi che sono seguiti non sono serviti che a dimostrare ulteriormente l’efficacia di una sequenza di corsi che cerca di costruire la capacità di servizio concentrandosi sull’applicazione del risveglio spirituale acquisito tramite lo studio approfondito degli Scritti. I partecipanti sono esposti ad una massa di conoscenza che alimenta una serie di abitudini, atteggiamenti e qualità connessi e sono aiutati a perfezionare certe abilità e capacità necessarie a fare atti di servizio. La discussione che ruota attorno alla Parola Creatrice, nell’atmosfera seria e ispirante di un circolo di studio, eleva il livello di coscienza dei propri doveri verso la Causa e crea la convinzione che si trae gioia dall’insegnare la Fede e dal servirne gli interessi. Il contesto spirituale in cui si affrontano atti specifici li dota di significato. La fiducia viene pazientemente costruita mentre gli amici si impegnano in atti di servizio sempre più complessi e impegnativi. Ma sopra tutto ciò che li sostiene nei loro sforzi è confidare in Dio. Quanti sono i racconti di credenti che entrano nel campo dell’insegnamento con trepidazione e poi si trovano rafforzati da conferme da ogni parte. Vedendo con nuovi occhi le possibilità e opportunità che si aprono davanti a loro, testimoniano di prima mano la potenza dell’aiuto divino, mentre si sforzano di mettere in pratica quanto hanno appreso e ottengono risultati molto superiori alle loro aspettative. È senza dubbio un fenomeno nuovo che lo spirito di fede che nasce dal contatto intimo con la Parola di Dio abbia un effetto tale sulle anime. Ciò che rincuora è che il processo di istituto aiuta tutte queste numerose persone a sperimentare il potere trasformatore della Fede. Estendere questa edificante influenza ad altre centinaia di migliaia di persone deve essere oggetto di uno sforzo intenso nei prossimi cinque anni.
6 Un risultato visibile dell’enfasi sulla creazione di capacità è stato il continuo aumento della messa in atto dell’iniziativa individuale – iniziativa che è disciplinata da una comprensione dei requisiti di un’azione sistematica nel portare avanti il processo di entrata in truppe. L’impegno viene portato avanti con un umile atteggiamento di apprendimento nell’ambito definito dal Piano. Come risultato le attività che danno espressione a una diversità di talenti si armonizzano in un movimento in avanti e si evita la stagnazione causata da infiniti dibattiti su preferenze personali dei vari approcci. Cresce l’impegno per un’azione a lungo termine, che inserisce nel contesto le iniziative intraprese dai credenti in qualsiasi particolare momento.
7 In nessun campo, se non in quello dell’insegnamento, è stata più chiaramente dimostrata la crescita dell’iniziativa individuale. Gli sforzi individuali di insegnare la Fede, che siano sotto forma di fireside o di circoli di studio, sono indiscutibilmente in aumento. I credenti, dotati di abilità e metodi, efficaci e accessibili a tutti, e incoraggiati dalla risposta alle loro azioni, si associano più strettamente con persone di ogni strato sociale, impegnandole in serie conversazioni su temi di portata spirituale. Con una sempre maggiore percezione spirituale, essi riescono a sentire la ricettività e riconoscono la sete delle vivificanti acque del messaggio di Bahá'u'lláh. Fra tutti quelli che incontrano – genitori di bambini vicini di casa, coetanei a scuola, colleghi di lavoro, conoscenze occasionali – essi cercano anime con cui condividere una porzione di quanto Egli ha così misericordiosamente donato all’umanità. Un’accresciuta esperienza permette loro di adattare la loro presentazione alle necessità del ricercatore, utilizzando metodi di insegnamento diretto che attingono agli Scritti per offrire il messaggio in un modo tanto affabile quanto invitante.
8 Assai degno di nota al riguardo è lo spirito di iniziativa mostrato da credenti che ampliano il raggio dei loro impegni per assistere altri che stanno sforzandosi di percorrere il sentiero del servizio. Una volta acquisita la capacità di servire da facilitatori di corsi di istituto, accolgono la sfida di accompagnare i partecipanti nei loro iniziali tentativi di fare atti di servizio finché anch’essi sono pronti a dar vita ai propri circoli di studio e ad aiutare altri a fare la stessa cosa, allargando così il raggio di influenza dell’istituto e portando anime infiammate in contatto con la Parola di Dio. Questo aspetto particolare del processo di istituto, che serve a moltiplicare il numero di attivi sostenitori della Fede in un modo che si autoalimenta, racchiude molte promesse e speriamo che la sua potenzialità sarà realizzata nel prossimo Piano. “Non si contentino” sono le parole del Custode riferentesi ad ogni insegnante della Causa “finché non avranno infuso nel loro figlio spirituale un desiderio così profondo da spingerlo a levarsi a sua volta in modo indipendente, e a dedicare le sue energie al risveglio di altre anime e a sostenere le leggi e i principi esposti dalla sua Fede di nuova adozione.”
La comunità9 L’accresciuta vitalità che contraddistingue la vita del singolo credente è parimenti evidente nella vita comunitaria Bahá’í. Il grado in cui si manifesta questa vitalità dipende naturalmente dallo stadio di sviluppo dell’area. Un’area ad uno stadio avanzato di crescita offre una visione di quanto si può realizzare molto maggiore che non in un’area agli stadi iniziali, in cui gli amici stanno ancora lottando per tradurre in azione quanto previsto dal Piano. Quindi dobbiamo guardare a queste aree più avanzate per analizzare i compimenti della comunità, convinti che la loro esperienza sarà emulata da altre via via che continuano a progredire.
10 In svariate occasioni abbiamo fatto riferimento alla coerenza che il processo di crescita acquisisce con l’istituzione di circoli di studio, incontri devozionali e classi per bambini. La costante moltiplicazione di attività fondamentali, spinta dall’istituto di formazione, crea un modello sostenibile di espansione e consolidamento che è nel contempo strutturato e organico. Mentre i ricercatori si aggregano a queste attività e dichiarano la propria fede, gli impegni di insegnamento individuale e collettivo prendono slancio. Tramite lo sforzo fatto di assicurare che una percentuale dei nuovi credenti si iscriva ai corsi di istituto, la riserva di risorse umane richieste per portare avanti il lavoro della Fede si arricchisce. Tutte queste attività, quando vengono strenuamente proseguite in un’area, alla fine portano condizioni favorevoli per lanciare un programma intensivo di crescita.
11 Un esame ravvicinato di aree che si trovano in questo stadio conferma che la coerenza così acquisita si estende a vari aspetti della vita comunitaria. Lo studio e l’applicazione degli insegnamenti diventano una abitudine generale e lo spirito di culto comunitario generato dagli incontri devozionali inizia a permeare le attività collettive della comunità. Una piacevole integrazione delle arti in varie attività sottolinea l’ondata di energia che mobilita i credenti. Classi per l’educazione spirituale di bambini e giovanissimi servono a rafforzare le radici della Fede nella popolazione locale. Perfino un semplice atto di servizio come la visita a casa di un nuovo credente, che sia in un villaggio del Pacifico o in una vasta area metropolitana come Londra, rafforza legami di fratellanza che legano insieme i membri della comunità. Le ‘visite a casa’, concepite come mezzi per esporre credenti ai fondamenti della Fede, stanno dando vita ad uno spiegamento di sforzi di approfondimento, sia individuali sia collettivi, in cui gli amici si immergono negli Scritti e ne esplorano le implicazioni nella loro vita.
12 Mentre le fondamenta spirituali della comunità vengono così rafforzate, il livello di discorso collettivo si innalza, le relazioni sociali fra gli amici assumono un nuovo significato e un senso di proposito comune ispira le loro interazioni. Non ci si meraviglia quindi che uno studio fatto dal Centro Internazionale di Insegnamento mostri che, in circa cinquanta aree avanzate esaminate, la qualità della Festa del Diciannovesimo Giorno è migliorata. Altre relazioni indicano che le contribuzioni al Fondo sono aumentate mentre la coscienza del suo significato spirituale si amplia e il bisogno di mezzi materiali viene compreso meglio. Gli incontri di riflessione a livello di area diventano un’arena per la discussione di bisogni e piani, creando una identità collettiva e rafforzando la volontà collettiva. Là dove tali aree avanzate fioriscono, l’influenza che esercitano comincia a diffondersi oltre i confini e arricchisce eventi più ampi, tipo scuole estive e invernali.
13 Come nel caso dell’individuo, l’apprendimento è il segno distintivo di questa fase nello sviluppo della comunità. Sollecitiamo voi e i vostri ausiliari a esercitare il massimo sforzo nei prossimi anni per assicurare che, in area dopo area, l’apprendimento sia integrato nel tessuto del processo decisionale.
14 Una delle vostre principali preoccupazioni sarà rafforzare la valorizzazione di azioni sistematiche, già suscitata dai successi ottenuti. Arrivare ad una visione unificata della crescita basata su una valutazione realistica delle possibilità e delle risorse, sviluppare strategie che le offrono una solida struttura, delineare e mettere in atto piani di azione commisurati alla capacità, per fare i necessari aggiustamenti pur mantenendo la continuità, costruire sui risultati – ecco alcuni dei requisiti della sistematizzazione che ogni comunità deve imparare e interiorizzare.
15 Similmente, il desiderio e la disponibilità ad aprire certi aspetti della vita comunitaria al vasto pubblico devono essere integrati in un modello di comportamento che attrae anime e le conferma. Al riguardo si è già realizzato molto mentre gli amici hanno adottato nuovi modi di pensare e di agire ad un livello collettivo. La comunità, nell’accogliere favorevolmente grandi numeri in un grande abbraccio, sta imparando a vedere più rapidamente il potenziale latente nelle persone e a evitare la formazione di barriere artificiali basate su nozioni preconcette. Si coltiva un ambiente affettuoso in cui ogni persona è incoraggiata a progredire con il suo ritmo senza la pressione di aspettative irragionevoli. Al cuore di tali sviluppi sta una crescente consapevolezza delle implicazioni della universalità e della totalità della Fede. L’azione collettiva è governata sempre più dal principio che il messaggio di Bahá’u’lláh deve essere presentato all’umanità in modo generoso e incondizionato. Le attività per far giungere a popolazioni ricettive gli insegnamenti della Fede sono assai gratificanti. Mentre incessanti forze sociali e politiche continuano a sradicare gente dalla patria e a lanciarle attraverso i continenti, un apprezzamento senza compromessi della diversità di origine e della forza che essa conferisce all’insieme si dimostrerà cruciale per l’espansione e il consolidamento della comunità.
16 Forse il compito che occuperà l’attenzione vostra e dei vostri ausiliari su tutto il resto è aiutare la comunità nel suo sforzo di mantenere la concentrazione. Questa capacità, lentamente acquisita tramite Piani successivi, rappresenta uno dei suoi più validi valori, conquistati duramente tramite la disciplina, l’impegno e la visione, mentre gli amici e le loro istituzioni hanno imparato a perseguire lo scopo unico di far avanzare il processo di entrata in truppe. Da una parte troverete necessario scoraggiare la tendenza di confondere concentrazione con uniformità o esclusività. Mantenere la concentrazione non implica che bisogni e interessi particolari vengano messi da parte, tanto meno che attività essenziali vengano interrotte per far posto ad altre. È chiaro che vi è una serie di elementi che comprendono la vita comunitaria Bahá’í, modellata per decenni, che deve essere ulteriormente affinata e sviluppata. D’altro canto, vorrete cogliere ogni opportunità per rafforzare la disposizione a fissare priorità – una cosa che riconosce che non tutte le attività hanno la stessa importanza a un certo stadio di crescita, che alcune devono necessariamente avere la precedenza su altre, che persino i propositi con le migliori intenzioni possono essere causa di distrazione, dissipare energie o impedire il progresso. Quello che deve essere riconosciuto con semplicità è che il tempo a disposizione degli amici per servire la Fede in ogni comunità non è illimitato. È più che naturale che parte preponderante di questa risorsa limitata dovrà essere spesa per far fronte a quanto previsto dal Piano.
Le istituzioni17 Nessuna delle realizzazioni dell’individuo o della comunità potrebbe essere portata avanti senza la guida, l’incoraggiamento e il supporto del terzo protagonista del Piano – le istituzioni della Fede. È rincuorante vedere in che misura le istituzioni incoraggiano l’iniziativa individuale, canalizzando le energie nel campo dell’insegnamento, sottolineando il valore dell’azione sistematica, alimentando la vita spirituale della comunità e promuovendo un ambiente accogliente. Esse, aiutando la comunità a rimanere concentrata sullo scopo del Piano, apprendono in termini pratici cosa significa mantenere l’unità di visione fra gli amici, approntare meccanismi che facilitano i loro sforzi e fornire le risorse secondo priorità fissate con giudizio. Tra queste priorità naturalmente vi sono campi di attività che richiedono specifiche conoscenze da parte di individui. Meritano una menzione particolare in questa categoria il lavoro degli affari esterni, che le Assemblee Spirituali Nazionali stanno seguendo con diligenza, e le attività di sviluppo socio-economico intraprese, ad esempio, da organizzazioni di ispirazione Bahá’í. Le istituzioni, occupandosi dei bisogni di questo tipo, si sentono sempre più capaci di orientare la portata degli sforzi esercitati dalla generalità dei credenti verso l’esecuzione dei principali compiti del Piano.
18 Sono parimenti incoraggianti i passi specifici intrapresi dalle Assemblee Spirituali Nazionali, in collaborazione con i Consiglieri, per rispondere alle sfide amministrative provocate dalla crescita su larga scala nelle aree. I piani che emergono tendono ad esigere che una o più persone nominate dall’istituto di formazione coordinino la realizzazione di corsi della sequenza principale, come pure programmi per bambini e giovanissimi. Un Comitato Insegnamento di Area nominato dal Consiglio, o dalla Assemblea Nazionale stessa, è parimenti necessario per gestire altri aspetti degli sforzi sistematici volti a realizzare un’espansione e un consolidamento accelerati. I membri del Consiglio Ausiliario lavorano sui due fronti per assicurarsi che procedano senza intoppi i due movimenti che ora caratterizzano il processo di crescita. Mentre questi diversi elementi stanno stabilendosi area dopo area, resta ancora molto da apprendere sulla funzione di ciascuno e sui rapporti fra di essi. L’importante è che l’attuale grado di flessibilità, che permette la creazione di nuovi strumenti secondo necessità, non venga compromesso affinché il piano di coordinamento rappresenti una risposta alle esigenze della crescita stessa. Contiamo su di voi e sulle Assemblee Nazionali per orientare questo processo di apprendimento.
19 Nel corso del Piano abbiamo osservato con il massimo interesse gli effetti di questi sviluppi sul funzionamento delle Assemblee Spirituali Locali. Siamo lieti di constatare due tipi di progresso in questo contesto. In quelle aree dove gran parte delle Assemblee Locali sono state estremamente deboli, un numero crescente di queste stanno gradualmente assumendo la loro responsabilità via via che apprendono a guidare attività specifiche del Piano nelle zone sotto la loro giurisdizione. Nel contempo Assemblee Spirituali Locali di lunga data mostrano segni di una nuova forza via via che abbracciano una visione di crescita sistematica – e questo spesso dopo un periodo di adattamento in cui alcune hanno avuto difficoltà a comprendere le nuove realtà che si creano a livello di area.
20 Ciò che ci ha portato una gioia particolare è stato vedere che il processo di crescita che si dispiega nel mondo prende slancio nei centri urbani come nelle zone rurali. Un passo importante preso all’inizio del Piano in molte grandi città è stata la divisione in settori. Ciò si è dimostrato cruciale per pianificare una crescita durevole. Tuttavia con l’espansione delle comunità è ragionevole aspettarsi che le città abbiano bisogno di essere divise in settori più piccoli – forse addirittura in quartieri – in cui si tiene la Festa del Diciannovesimo Giorno. Per l’ulteriore sviluppo delle Assemblee Locali è essenziale mantenere una visione delle dimensioni potenziali delle comunità future. Per gestire gli affari delle comunità i cui membri arriveranno ad essere migliaia, e per realizzare il loro scopo di “fiduciari del Misericordioso tra gli uomini”, coloro che servono nelle Assemblee Spirituali dovranno necessariamente passare intensi periodi di apprendimento negli anni a venire. Abbiamo l’intenzione di monitorare da vicino lo sviluppo delle Assemblee Spirituali Locali nel corso del prossimo Piano e di autorizzare caso per caso, quando le dimensioni della popolazione Bahá’í e altre circostanze in una località lo richiedono, un processo elettorale a due tappe, seguendo il modello sviluppato a Teheran durante il ministero del Custode.
Programmi intensivi di crescita21 Un sostenuto sforzo da parte dell’individuo, della comunità e delle istituzioni per accelerare il processo di istituto in un’area, mentre contribuisce al suo movimento da uno stadio di sviluppo ad un altro tramite mezzi ben sperimentati, culmina nel lancio di un programma intensivo di crescita. In effetti i progressi più significativi dell’apprendimento durante il Piano attuale sono il frutto di sforzi in circa duecento aree per mettere in atto tali programmi. Siamo persuasi che questo apprendimento ora può essere sistematicamente propagato in ogni continente, e a Ridvan 2006 chiederemo ai Bahá’í di tutto il mondo di stabilire, nel prossimo Piano, programmi intensivi di crescita in non meno di 1500 aree.
22 Un programma intensivo di crescita, come concepito attualmente, è diretto, semplice ed efficace, ma implica un grado di sforzo che mette alla prova la determinazione degli amici. Ben conforme alla visione che abbiamo presentato cinque anni fa, utilizza alcune misure che si sono dimostrate indispensabili per l’espansione e il consolidamento su larga scala. Consiste in cicli di attività, in genere di tre mesi ognuno, che procedono secondo fasi distinte di espansione, consolidamento, riflessione e pianificazione.
23 La fase di espansione, spesso della durata di due settimane, richiede il massimo grado di intensità. Il suo obiettivo è allargare la cerchia di coloro che sono interessati alla Fede, trovare anime ricettive e insegnare loro. Questa fase, anche se include alcuni momenti di proclamazione, non dovrà essere vista come una occasione per organizzare alcuni eventi a tale scopo o per intraprendere una serie di attività che semplicemente trasmetteranno informazione. L’esperienza suggerisce che quanto più gli approcci e i metodi di insegnamento si conformano alle capacità acquisite dallo studio dei corsi di istituto tanto più gratificanti saranno i risultati.
24 I piani delineati per questa fase invariabilmente comportano la realizzazione di progetti di insegnamento accuratamente organizzati e campagne di visite a casa e fireside, spesso tramite la mobilitazione di gruppi di insegnamento. Tuttavia il modello di espansione che si sviluppa varia da area a area. Là dove la popolazione ha tradizionalmente mostrato un alto grado di ricettività alla Fede, ci si deve aspettare un rapido afflusso di nuovi credenti. In un’area di questo tipo, per esempio, la meta di cinquanta dichiarazioni in una località in un periodo di tre settimane è stata superata il secondo giorno e il gruppo ha giudiziosamente deciso di terminare la fase di espansione in attesa delle attività di consolidamento. Uno dei primi obiettivi di questa fase successiva è far partecipare al processo di istituto una certa percentuale dei nuovi credenti, affinché una riserva adeguata di risorse umane sia disponibile per i futuri cicli per mantenere la crescita. Coloro che non partecipano ai circoli di studio sono sostenuti da una serie di visite a casa e tutti sono invitati agli incontri devozionali, alle Feste del Diciannovesimo Giorno e alle celebrazioni dei Giorni Sacri e gradualmente vengono introdotti nelle attività della vita comunitaria. Capita spesso che la fase di consolidamento dia vita a nuove dichiarazioni quando i membri della famiglie e gli amici dei nuovi dichiarati accettano la Fede.
25 In altre aree, le dichiarazioni possono essere poco numerose nella fase di espansione, soprattutto nei primi cicli, e la meta è aumentare il numero di coloro che desiderano partecipare alle attività fondamentali. Questo quindi definisce la natura della fase di consolidamento, che implica in gran parte coltivare gli interessi dei ricercatori e accompagnarli nella loro ricerca spirituale finché saranno confermati nella loro fede. Questa fase, nella misura in cui queste indicazioni vengono vigorosamente seguite, può dar vita ad un considerevole numero di dichiarazioni. Va tuttavia notato che via via che l’apprendimento avanza e si acquista esperienza, si sviluppa la capacità non solo di insegnare ad anime ricettive, ma anche di identificare categorie della popolazione in generale che sono più ricettive, e il totale dei nuovi credenti aumenta di ciclo in ciclo.
26 Qualunque sia la natura dell’area, è imperativo dedicare ovunque particolare attenzione ai bambini e ai giovanissimi. La preoccupazione per l’educazione morale e spirituale dei giovani si impone con forza nella coscienza dell’umanità e nessun tentativo di sviluppo delle comunità può permettersi di ignorarlo. L’efficacia di programmi educativi volti a rendere i giovanissimi padroni della loro vita spirituale è diventata particolarmente evidente nel corso del Piano di Cinque Anni attuale. Quando li si accompagna per tre anni in un programma che aumenta la loro percezione spirituale e li si incoraggia a partecipare alla sequenza principale dei corsi di istituto all’età di quindici anni, essi rappresentano una grande riserva di energia e talenti che possono essere consacrati all’avanzamento della civiltà spirituale e materiale. Siamo così impressionati dai risultati già raggiunti e il bisogno è così pressante che esorteremo tutte le Assemblee Spirituali Nazionali a considerare i gruppi di giovanissimi, formati tramite programmi realizzati dai loro istituti di formazione, come un quarta attività fondamentale tutta loro, e a promuoverne la moltiplicazione su larga scala.
27 La chiave del progresso di un programma intensivo di crescita è la fase dedicata alla riflessione, in cui le lezioni apprese con l’azione vengono espresse e incorporate in piani per il prossimo ciclo di attività. Il suo elemento principale è la riunione di riflessione – tempo di gioiosa celebrazione e nel contempo di seria consultazione. Analisi accurate dell’esperienza, tramite discussioni partecipative piuttosto che presentazioni eccessivamente complesse ed elaborate, servono a mantenere l’unità di visione, ad affinare la chiarezza del pensiero e ad aumentare l’entusiasmo. Al centro di tale analisi vi è la revisione di statistiche vitali che indicano la nuova serie di obiettivi da adottare. Si tracciano piani che prendono in considerazione da un lato l’aumentata capacità in termini di risorse umane disponibili alla fine del ciclo per eseguire certi compiti e, dall’altro, le conoscenze acquisite sulla ricettività della popolazione e sulle dinamiche dell’insegnamento. Quando le risorse umane crescono proporzionalmente all’aumento della popolazione Bahá’í nel suo insieme da un ciclo all’altro, è possibile non solo sostenere la crescita ma anche farla accelerare.
28 Per realizzare l’ambiziosa meta di stabilire 1500 programmi intensivi di questo tipo, il mondo Bahá’í dovrà sfruttare pienamente l’esperienza acquisita e le capacità sviluppate negli ultimi dieci anni. Dopo la vostra partenza dalla Terra Santa, dovrete impegnarvi in approfondite consultazioni con le Assemblee Spirituali Nazionali e i Consigli Regionali e insieme esaminare con cura le condizioni di ogni comunità nazionale per identificare le aree che riceveranno una attenzione concentrata e mettere a punto piani strategici.
29 L’esecuzione di questi piani deve cominciare il più presto possibile dopo Ridvan 2006. L’esperienza nel progresso delle aree da uno stadio all’altro ora è talmente diffusa che i metodi e gli strumenti sono ben compresi. Il processo di istituto deve essere rafforzato affinché un numero abbastanza grande di amici proceda lungo la sequenza principale dei corsi. In tal senso saranno essenziali delle campagne intensive di istituto che diano adeguata importanza alla componente pratica. Il numero di attività fondamentali deve moltiplicarsi continuamente e deve essere sistematicamente esteso l’avvicinamento al pubblico (comunità di interesse) (n.d.t.). Le riunioni di riflessione dovranno aver luogo periodicamente per poter monitorare il progresso fatto, per mantenere unità di pensiero e mobilitare le energie degli amici. Inoltre sistemi di gestione del processo di crescita devono essere messi progressivamente in atto, quando le circostanze lo richiedano. Mentre la capacità a livello di area di sostenere la crescita rimarrà la preoccupazione più pressante negli anni a venire, non si dovrà trascurare lo sviluppo continuo delle strutture regionali e nazionali per facilitare il flusso di informazioni e di risorse dal campo di azione e viceversa.
30 Parimenti importante sarà il sostegno dato ad un’area tramite l’afflusso di pionieri. Il desiderio di pionierismo nasce in modo naturale nel profondo del cuore di un singolo credente come risposta all’appello divino. Chiunque lascia il focolare con lo scopo di insegnare la Causa si unisce ai ranghi di quelle nobili anime i cui successi nel corso dei decenni hanno illuminato gli annali del pionierismo Bahá’í. Carezziamo la speranza che molti saranno ispirati a rendere questo servizio meritorio nel corso del prossimo Piano, sia sul fronte interno sia in campo internazionale – un atto che di per sé attrae immense benedizioni. Le istituzioni a loro volta dovranno vegliare con giudizio per assicurare che tali amici siano sistemati in modo strategico. Si dovrà dare priorità al pionierismo a breve e lungo termine in quelle aree che sono il centro focale di una attenzione sistematica, sia come mezzo per rafforzare le attività che mettono le basi per una crescita accelerata sia per stabilizzare cicli di attività in atto. È ragionevole supporre che uno sforzo concertato per costruire sulla forza acquisita risulterà in un flusso finale di pionieri che da quelle aree andranno in zone destinate a diventare teatro di future conquiste.
31 Cari amici, nelle settimane e nei mesi a venire e nel corso del Piano, voi e i vostri ausiliari sarete fonte costante di incoraggiamento per i credenti mentre accolgono la sfida che presentiamo loro. Vi chiediamo di cogliere ogni opportunità per trasmettere loro la nostra fiducia nella loro capacità di superare gli ostacoli che inevitabilmente si frapporranno sul loro cammino. Non dovranno mancare di riconoscere la vastità di ciò che hanno compiuto tramite la grazia sostenitrice di Bahá’u’lláh nell’ultimo decennio. Nel corso dei primi cinque anni hanno creato in tutto il globo la capacità istituzionale di impartire una educazione spirituale a sempre crescenti contingenti di credenti. Costruendo su questo successo, sono impegnati in un rigoroso processo di apprendimento che ha aperto davanti ai loro occhi prospettive di grandi e pur realizzabili possibilità. Il fatto che il mondo Bahá’í è riuscito a sestuplicare il numero di incontri devozionali negli ultimi cinque anni, che nel medesimo periodo classi per bambini e giovanissimi si siano più che triplicate, che il numero di circoli di studio in tutto il mondo è di oltre undicimila – questo dà la misura della forza straordinaria a cui i credenti possono attingere per addossarsi la responsabilità affidata loro.
32 Sopra tutto, gli amici devono restare sempre coscienti della vastità delle forze spirituali che sono a loro disposizione. Sono membri di una comunità “le cui attività universali, che si consolidano continuamente, costituiscono il solo processo di integrazione in un mondo le cui istituzioni, secolari e religiose, stanno in gran parte dissolvendosi.” Fra tutti popoli del mondo “essi soli possono riconoscere, nel tumulto di un’era tempestosa, la Mano del Divino Redentore che traccia il suo corso e ne controlla i destini. Essi soli sono coscienti della silenziosa crescita di questa comunità politica mondiale ordinata la cui trama essi stessi stanno tessendo.” Sono le loro istituzioni che “arriveranno ad essere considerate il sigillo e la gloria dell’era” che essi sono stati chiamati a instaurare. Il “processo costruttivo” a cui sono consacrati è “la sola speranza di una società provata.” Perché è “attuato dall’influenza generatrice dell’immutabile Scopo di Dio e si svolge entro l’ambito dell’Ordine Amministrativo della Sua Fede.” E ricordate loro che essi sono le anime illuminate previste da ‘Abdu’l-Bahá nella Sua preghiera: “Sono degli eroi, o mio Signore, conducili al campo di battaglia. Sono le guide, fa’ che parlino con argomenti e prove. Sono i servitori provvidenti, fa’ che passino in giro la coppa traboccante del vino della certezza. O mio Dio, fa’ che siano uccelli canterini che gioiosamente cinguettano nei giardini della bellezza, leoni accucciati nel folto delle foreste, balene che si tuffano nelle vaste profondità.”
La Casa Universale di Giustizia