Ai credenti riuniti per le celebrazioni del completamento dei progetti del monte Carmelo
Cari Amici bahá'í,Cento quarantotto anni sono passati dal momento in cui nelle tenebre del Síyáh-Chál Bahá'u'lláh ricevette l'invito divino a proclamare a tutti sulla terra l'alba del Giorno di Dio:
In verità Noi Ti daremo la vittoria con l'ausilio Tuo e della Tua Penna... Fra non molto Dio susciterà i tesori della terra: uomini che Ti aiuteranno mediante Te Stesso ed il Tuo nome col quale il Signore ha vivificato il cuore di coloro che Lo hanno riconosciuto
Nei termini dei tempi della storia, un brevissimo intervallo separa quell'istante iniziale dalla splendida vittoria che celebriamo questa settimana. Voi che siete venuti assieme da ogni angolo della terra e da ogni segmento della famiglia umana rappresentate uno spaccato di coloro che Bahá'u'lláh ha suscitato perché Lo aiutassero e nessuno di noi può sperare di esprimere adeguatamente la propria gratitudine per il fatto di trovarsi in questa compagnia.
I maestosi edifici che ora si ergono sull'Arco appositamente tracciato da Shoghi Effendi sulle falde del monte Carmelo, assieme alla magnifica fuga di terrazze con giardini che circondano il Mausoleo del Báb, sono un'espressione esteriore dell'immenso potere che anima la Causa che serviamo. Sono un'eterna testimonianza del fatto che i seguaci di Bahá'u'lláh sono riusciti a costruire le fondamenta di una comunità mondiale che trascende tutte le differenze che dividono la razza umana e hanno portato all'esistenza le principali istituzioni di un Ordine Amministrativo, unico e inattaccabile, che ne modella la vita. Nella trasformazione avvenuta sul monte Carmelo, la Causa bahá'í emerge sulle scene del mondo come una visibile realtà degna di rispetto, come un centro focale di forze che, quando Dio lo vorrà, comporteranno la ricostruzione della società e come una sorgente mistica di rinnovamento spirituale per tutti coloro che si volgono verso di lei.
La riflessione su ciò che la comunità è riuscita a realizzare rende ancor più doloroso lo spettacolo delle sofferenze e delle privazioni che affliggono la grande maggioranza del nostro prossimo. È necessario che così sia, perché così la nostra mente e la nostra anima si aprono alle vitali implicazioni della missione che Bahá'u'lláh ci ha affidato. "Sappi in verità", Egli dichiara, "che queste grandi oppressioni che si sono verificate nel mondo lo preparano all'avvento della Suprema Giustizia". "Sia lodato Iddio", aggiunge 'Abdu'l-Bahá, "il sole della giustizia è sorto sull'orizzonte di Bahá'u'lláh, poiché nelle Sue Tavole sono state poste le basi di una tale giustizia quale nessuna mente ha concepito, sin dall'inizio della creazione". In ultima analisi, questo è lo scopo divino che tutte le nostre attività intendono servire. Saremo in grado di promuoverlo nella misura in cui comprenderemo la posta in gioco, mentre ci occupiamo di insegnare la Fede, di fondarne e consolidarne le istituzioni e di aumentarne l'influenza sulla vita della società.
L'urgente bisogno dell'umanità non troverà risposta nelle lotte fra ambizioni contendenti o nelle proteste contro l'uno o l'altro degli innumerevoli malanni che affliggono questa età disperata. Occorre invece un fondamentale cambiamento delle coscienze, una sincera adesione all'insegna-mento di Bahá'u'lláh che è giunto il momento in cui ogni essere umano sulla terra deve imparare ad accettare di essere responsabile del benessere dell'intera famiglia umana. La dedizione a questo rivoluzionario principio darà sempre più ai credenti personalmente e alle istituzioni bahá'í il potere di risvegliare gli altri al Giorno di Dio e alle capacità spirituali e morali latenti che possono trasformare questo mondo in un altro mondo. Dimostriamo questa dedizione, ci dice Shoghi Effendi, quando ci comportiamo con rettitudine nei confronti degli altri, discipliniamo la nostra natura e siamo del tutto liberi dai pregiudizi che ostacolano l'azione collettiva nella società che ci circonda, vanificando ogni spinta positiva verso il cambiamento.
I criteri stabiliti dal Custode valgono per l'intera comunità bahá'í, nella sua vita collettiva e in quella dei suoi membri, ma hanno un significato speciale per i giovani bahá'í, che sono benedetti dagli invidiabili vantaggi di una grande energia, flessibilità mentale e, perlopiù, libertà di movimento. Nel mondo ereditato dai giovani bahá'í la distribuzione delle opportunità educative, di quelle economiche e di altre fondamentali opportunità è vistosamente ingiusta. I giovani bahá'í non devono lasciarsi intimorire da questi ostacoli. La loro sfida è quella di comprendere le condizioni reali dell'umanità e di creare fra loro durevoli legami spirituali che li liberino non solo dalle divisioni razziali e nazionali ma anche da quelle create dalle condizioni sociali e materiali e che li preparino a portare avanti il grande pegno che è stato loro affidato.
Bahá'u'lláh ci incoraggia ad aspettarci dai giovani della Sua comunità un progresso verso la maturità molto più precoce di quello che caratterizza il resto della società. Chiaramente, ciò non significa che il perseguimento dell'educazione, delle realtà economiche o degli obblighi familiari sia per loro meno importante. Significa invece che essi possono accettare, e devono essere incoraggiati ad accettare, una loro specifica responsabilità di leadership morale nella trasformazione della società. A sostegno di queste parole, invochiamo la memoria di Uno il Cui Mausoleo ha oggi inondato di luce il Monte di Dio e il la memoria della schiera di giovani eroi ed eroine che con la grandezza della loro anima e la loro abnegazione lanciarono l'impresa nella quale siamo impegnati.
Il risultato che oggi celebriamo mette a fuoco due realtà paradossali. All'interno della Fede, la crescente forza della comunità bahá'í fa pensare a un grande balzo avanti, i cui segni sono evidenti dappertutto. Come Shoghi Effendi ha ripetutamente detto, è inevitabile che questo progresso susciti un'opposizione più intensa di quelle che la Causa ha finora incontrato, un'opposizione che a sua volta sprigionerà le maggiori forze necessarie per i futuri, ancor più difficili compiti.
Anche il mondo nel quale il nostro lavoro si svolge sta subendo profondi cambiamenti. Da un lato, la vasta rete di agenzie e di persone che promuovono la comprensione e la collaborazione fra i diversi popoli affermano con crescente forza il crescente riconoscimento del fatto che "la terra è un solo paese e l'umanità i suoi cittadini". Dall'altro, è altrettanto chiaro che il mondo va verso un periodo di paralisi, tirannia e anarchia sociali, un periodo caratterizzato dall'incuria nelle proprie responsabilità da parte dei governi e delle persone, un'incuria le cui estreme conseguenze nessuno sulla terra è in grado di prevedere. Questi due sviluppi, come Shoghi Effendi ha indicato, sveglieranno nel cuore di coloro con cui dividiamo il pianeta un anelito di unità e giustizia cui solo la Causa di Dio può rispondere.
Un lungo e difficile processo di lotte, sperimentazioni e costruzioni ci ha portati alle vittorie che innalzano il nostro cuore all'inizio del nuovo secolo. Grazie al rapido proliferare del sistema degli istituti e all'energia investita dappertutto nelle strategie delle aree di crescita, la comunità bahá'í è riuscita a far rapidamente tesoro dei risultati conseguiti. Per quanto fitte siano le tenebre che avvolgono il mondo, per il proseguimento della missione di Bahá'u'lláh il futuro non è mai apparso così luminoso. Noi che abbiamo avuto il privilegio di trovarci qui riuniti questa settimana abbiamo visto coi nostri occhi l'albeggiante realizzazione delle parole rivelate dal Signore degli Eserciti su questo monte oltre cent'anni fa, parole che fanno vibrare ogni atomo della terra: "Questo è invero il Giorno in cui a quest'annunzio terra e mare esultano, il Giorno pel quale sono state serbate le cose che Dio, con munificenza inconcepibile a mente o cuore mortali, ha stabilito di rivelare".
Un tale privilegio comporta una corrispondente responsabilità, quella di fare la nostra parte, a costo di qualsiasi sacrificio, a dispetto di qualsiasi difficoltà, per la realizzazione del vivo desiderio espresso da Bahá'u'lláh in quella storica occasione: "Oh, come agogno di annunziare in ogni luogo sulla terra e di portare a ognuna delle sue città la lieta novella di questa Rivelazione-una Rivelazione alla quale il cuore del Sinai è stato attratto e nel nome della quale il Roveto Ardente esclama: 'A Dio, il Signore dei Signori, appartengono i regni della terra e del cielo'".
Con tutto il fervore dei nostri grati cuori, pregheremo alla Santa Soglia che Bahá'u'lláh benedica e confermi ogni sforzo che farete per promuovere il Suo scopo per la redenzione dell'umanità e il risanamento dei suoi mali.
Con amorevoli saluti bahá'í