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Casa Universale di Giustizia : 07-07-76
CASA UNIVERSALE DI GIUSTIZIA
Centro Mondiale Bahá'í
7 luglio 1976
Caro amico Bahá'í,

La Casa Universale di Giustizia ha ricevuto la sua lettera del 15 maggio nella quale lei esprime il

suo pensiero sulla necessità che i Bahá'í si interessino per quanto necessario di politica e partecipino ad

attività volte a sradicarel'ingiustizia.

La sincerità che l'ha spinta a scrivere tale lettera e il candore con i quali esprime i suoi sentimenti,

ha commosso la Casa Universale di Giustizia. Siamo stati incaricati di presentarle I suoi commenti.

Lei chiede se il silenzio da parte dei Bahá'í non faccia si che il caos e l'umiliazione umana

divengano una condizione permanente sulla terra, e che il fatto di evitare la politica da parte dei Bahá'í,

non faccia che limitare la libertà di coloro che lottano nel mondo.

Quando guardiamo le condizioni della nostra società, vediamo un mondo assediato da mali e che

geme sotto il peso delle sofferenze. Queste sofferenze, Bahá'u'lláh ha testimoniato, esistono perchè "il

corpo" del mondo "benchè sano e perfetto al momento della creazione, è ora affetto, per cause diverse,

da gravi disturbi e malattie", e "la sua malattia si è sempre più aggravata perchè è stato abbandonato a

medici ignoranti, intenti soltanto a dare libero sfogo ai loro piaceri personali, e che hanno commesso

penosi errori". Ciò che dice Bahá'u'lláh in questo passo, si conclude con l'asserzione che il "sovrano

rimedio" sta nel volgersi e sottomettersi ad "un Medico potentissimo ed ispirato", "questa soltanto è la

verità e tutto il resto non è che errore".

Questo Medico Divino ci ha assicurato nei suoi scritti che Dio è onniveggente e ha voluto stabilire

in questo Giorno fra gli uomini il Suo Regno eterno.

"L'intera terra" ha detto Bahá'u'lláh, "si trova ora in stato di gestazione. Si avvicina il giorno in cui

essa avrà prodotto i suoi nobili frutti, in cui essa avrà prodotto gli alberi più eccellenti, i germogli

più incantevoli, le benedizioni piu celestiali".

Per poter raggiungere questo scopo, Dio ci ha mandato lo spirito e il messaggio del Nuovo Giorno

per mezzo di due Manifestazioni successive, ed ambedue sono state respinte dalla maggioranza

dell'umanità, la quale ahimè ha preferito continuare nella propria cecità e perversità. Commentando

tale spettacolo del mondo Bahá'u'lláh scrisse: "Presto l'ordine attuale sarà rimosso, e un altro sarà

posto in sua vece".

"Dopo un certo tempo" ha Egli scritto ancora, "tutti i governi della terra cambieranno.

L'oppressione circonderà il mondo, e a seguito di una universale convulsione il sole della giustizia si

leverà dall'orizzonte del regno invisibile".

Quando ci rivolgiamo agli altri Suoi Scritti per sapere di più sul Suo ammonimento che "l'ordine

attuale sarà rimosso", leggiamo dichiarazioni e predizioni come queste: "Il tempo per la distruzione del

mondo e della sua gente è arrivata". "Si avvicina l'ora in cui apparirà la più grande convulsione". "Il

giorno promesso è giunto, il giorno in cui prove tormentose saranno sulle vostre teste e sotto piedi

dicendo: Vedete che cosa le vostre mani hanno compiuto"! "Presto I venti della Sua punizione si

abbatteranno su di voi e la polvere dell'inferno vi circonderà," "E quando l'ora fissata sarà giunta,

apparirà improvvisamente ciò che farà tremare le membra dell'umanità". "Si avvicina il giorno in cui le

fiamme della civiltà divoreranno le città, in cui la lingua della Grandezza proclamerà : 'il regno è di

Dio, l'Onnipotente, il Lodatissimò!". "Si avvicina il giorno in cui la collera furiosa dell'Onnipotente si

impadronirà di loro. Egli, invero, è l'Onnipotente, Colui che tutto soggioga, il Potentissimo. Egli

purificherà la terra dalla contaminazionedella loro corruzione, e la darà in eredità a quei Suoi servi che

Gli sono vicini".

Da quanto sopra diviene evidente che la Mano della Provvidenza è al lavoro, e è impegnata

nell'adempiere lo scopo di Dio per l'umanità in questa Era. "Lo scopo di Dio" ci assicura Shoghi

Effendi, "non è altro che quello di aprire la strada, in modi che Lui solo può produrre e il significato dei

quali Lui solo può sondare, alla Grande Età dell'Oro di un 'umanità da lungo tempo divisa e afflitta. Il

suo stato presente e invero anche il suo stato futuro, è oscuro, terribilmente oscuro; ma il suo lontano

futuro è radioso, è splendidamente glorioso, tanto che nessun occhio può immaginarlo".

Consideriamo la Prima Guerra Mondiale che Shoghi Effendi ha descritta nei suoi scritti come il

"primo stadio di una convulsione titanica predetta da lungo tempo da Bahá'u'lláh". Sebbene essa sia

terminata apparentemente in un Trattato di Pace, 'Abdu'l-Bahá ha osservato: "Pace, Pace, proclamano

continuamente le labbra dei potenti e dei popoli, mentre il fuoco di un odio implacabile cova ancora nei

cuori". E poi nel 1920, egli scrisse: "I mali di cui il mondo soffre ora, si moltiplicheranno; l'oscurità

che lo circonda si farà più fitta" ed ancora "un'altra guerra, più violenta dell'ultima, scoppierà

sicuramente". Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939, Shoghi Effendi la chiamò

"una tempesta di violenza senza precedenti", e "il grande e potente vento di Dio che invade le più

remote e belle regioni della terra". Dopo la fine di questa guerra e la creazione delle Nazioni Unite, il

Custode scrisse nel 1948 prevedendo "convulsioni ancora più violente" e facendo riferimento alle "ali

di un conflitto" destinato ad "oscurare l'orizzonte internazionale". Ed infine, nel suo ultimo Messaggio

di Ridvan nell'aprile 1957, egli lasciò per la posterità la seguente analisi delle condizioni del mondo,

alla luce delle profezie riportate negli scritti della Fede: "Invero se noi guardiamo indietro, oltre il più

recente passato, ed osserviamo anche superficialmente le vicissitudini che affliggono una società

sempre più tormentata e richiamiamo alla memoria le pressioni e le violenze alle quali è andato

soggetto il tessuto di un Ordine morente, non possiamo che meravigliarci dello stridente contrasto

presentato, da una parte, da delle prove sempre più evidenti dell'evolversi ordinato e dell'ininterrotto

moltiplicarsi degli organi di un Ordine Amministrativo destinato as essere precursore di una civiltà

mondiale, e, dall'altra, dalle fatali manifestazioni di acuti conflitti politici, di irrequietezza sociale, di

animosità razziale, di antagonismo di classe, di immoralità, di irreligione che proclamano in maniera

indubbia, la corruzione e l'antiquatezza delle istituzioni di un Ordine in bancarotta.

"Sullo sfondo di questi turbamenti affliggenti - tumulto e tribolazioni di un'era travagliata - noi

possiamo ben ponderare sulle portentose profezie pronunciate quasi ottanta anni fa dall'autore della

nostra Fede, così come le terribili predizioni fatte da Colui che è l'infallibile Interprete dei Suoi

Insegnamenti, tutti presagenti una commozione universale di una portata e intensità senza pari nella

storia dell'umanità.

"Il violento scompiglio dell'equilibrio del mondo, il tremore che afferrerà le membra dell'umanità;

la trasformazione radicale della società umana; la rimozione dell'attuale Ordine; i cambiamenti radicali

che influiscono sulla struttura del governo; l'indebolimento dei pilastri della religione; il sorgere delle

dittature; il diffondersi della tirannia; la caduta delle monarchie; il declino delle istituzioni

ecclesiastiche; l'aumento dell'anarchia e del caos; lo estendersi e il consolidarsi dei movimenti di

sinistra; il fiammeggiare del fuoco dormiente della lotta razziale; lo sviluppo di macchine da guerra

infernali; il bruciare delle città; la contaminazione della atmosfera della terra - questi sono i segni e i

portenti che debbono o annunciare o accompagnare la calamità punitrice che, come decretato da Colui

Che è il Giudice e Redentore dell'umanità, deve prima o poi, affliggere una società che, per la maggior

parte e per oltre un secolo è stata sorda alla voce del Messaggero di Dio in questo giorno - una calamità

che deve purificare la razza umana dalle scorie della sua secolare corruzione, e saldare le sue parti

componenti in una Fratellanza fermamente unita e mondiale."

Così noi vediamo come il Medico Divino è sia il "Giudice" dell'umanità che il suo "Redentore".

Questo stesso Medico indirizzandosi ai Suoi seguaci "I beneamati dell'unico vero Dio", scrisse:

"Evitate di preoccuparvi degli affari di questo mondo e di tutto ciò che è inesso, o di mescolarvi nelle

attività di coloro che sono I suoi capi apparenti. L'unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, ha

conferito il governo ai re: A nessuno è riconosciuto il diritto di agitare in maniera contraria alle vedute

ponderate di coloro che detengono l'autorità".

In un'altra Tavola Egli prescrisse ai Suoi seguaci l'obbligo "di comportarsi verso il governo del

paese in cui vivono con lealtà, onestà, sincerità". 'Abdu'l-Bahá riaffermò questi stessi principi; quando

si trovava in America spiegò: "L'essenza dello spirito Bahá'í è che, per poter stabilire un migliore

ordine sociale e migliori condizioni economiche, vi deve essere aderenza alle leggi e ai principi del

governo". E in una Tavola Egli fece riferimento a "l'irrefutabile comandamento che la Bellezza

Benedetta aveva dato" nelle Sue Tavole, cioè, "che i credenti debbono obbedire ai re con la più grande

sincerità e fedeltà, ed ha loro proibito totalmente di interferire in problemi politici: Ha vietato ai

credenti persino di discutere affari politici".

Ed infine nelle Sue Ultime Volontà e testamento scrisse: "Noi dobbiamo obbedire ed essere i fautori

del benessere del governo e del paese."

Ci è anche stato chiesto di farvi partecipi in questo momento dei seguenti due estratti di lettere

scritte dalla Casa Universale di Giustizia, e si spera che vi siano di aiuto nell'apprezzare il significativo

e vitale compito che i Bahá'í debbono svolgere nel mondo di oggi:

"Shoghi effendi ci dice che vi sono due grandi processi all'opera nel mondo: il grande Piano di Dio,

tumultuoso nel suo procedere, che opera nell'umanità intera, abbattendo barriere che impediscono

l'unità del mondo, e forgiano l'umanità in un corpo unificato dal fuoco della sofferenza e

dell'esperienza, Questo processo produrrà, al momento stabilito da Dio, la Pace Minore, cioè

l'unificazione politica del mondo. L'umanità in quel momento può essere paragonata ad un corpo che è

unificato, ma senza vita. Il secondo processo, il compito di alitare la vita nel corpo unificato del mondo,

quello di creare la vera unità e spiritualità che culminerà nella Più Grande Pace, è il compito dei Bahá'í,

che stanno operando coscienziosamente, con istruzioni dettagliate, e una continua guida divina, ad

erigere l'edificio del Regno di Dio sulla terra, al quale essi chiamano i loro confratelli conferendo così

loro la vita eterna.

"L'operare del Piano Maggiore di Dio procede misteriosamente in modi diretti da lui soltanto, ma il

Piano Minore, che ci è stato dato da realizzare come nostro compito nel Suo grandioso progetto di

redenzione dell'umanità, è delineato chiaramente. È a questo lavoro che dobbiamo dedicare tutte le

nostre energie, poichè non vi è nessun altro per farlo .

"I Bahá'í sono spesso accusati di tenersi al di fuori 'dei problemì dei loro confratelli. Ma quando

sentiamo questa accusa non dimentichiamo che quelli che ce la fanno sono generalmente degli idealisti

materialisti per i quali il bene materiale è l'unico "vero" bene, mentre sappiamo che il funzionare del

mondo materiale non è che un riflesso delle condizioni spirituali e fino a che le condizioni spirituali

non saranno cambiate non vi può essere durevole cambaimento per migliorare gli affari materiali.

Noi dovremmo anche ricordare che la maggior parte della gente non ha un concetto chiaro di che

specie di mondo vogliono costruire, né cosa fare per costruirlo. Perfino coloro che si preoccupano di

migliorare le condizioni, sono ridotti a combattere ogni male apparente che richiama la loro attenzione.

La volontà di combattere contro il male, sia sotto forma di condizioni, che impersonato in uomini

cattivi, è divenuto così per la maggioranza della gente la pietra di paragone con la quale essi giudicano

il livello morale delle persone. I Bahá'í, d'altra parte, conoscono la meta verso la quale operano e sanno

quello che devono fare, passo per passo, per raggiungerla. Tutte le loro energie sono dirette verso

l'edificazione del bene, un bene che ha una tale forza positiva che dinanzi ad esso la moltitudine dei

mali - che sono essenzialmente negativi - svanirà e non esisterà più. Voler entrare nel visionario torneo

di demolire uno per uno i mali che esistono nel mondo è, per un Bahá'í un'inutile sciupio di tempo e di

sforzi . La sua intera vita è diretta verso la proclamazione del Messaggio di Bahá'u'lláh, di far rivivere

la vita spirituale dei suoi confratelli, di unirli in un Ordine Mondiale divinamente creato, e poi, mentre

quell'ordine cresce in forza e influenza, vedrà il potere di quel Messaggio trasformare l'intera società

umana e risolvere progressivamente i problemi, allontanare le ingiustizie che hanno così a lungo

tormentato il mondo".

Avete chiesto se è possibile avere una Federazione Mondiale quando non tutti i paesi hanno

raggiunto l'indipendenza. La risposta è no! Sia 'Abdu'l-Bahá che Shoghi Effendi, paragonarono

l'emergere della Repubblica Americana e l'unificazione "degli elementi differenziati e scarsamente in

relazione fra loro" della sua comunità "divisa" a formare un'entità nazionale, all'unità del mondo e

all'incorporazione delle sue unità federali in "un solo sistema coerente". Proprio come la Costituzione

Americana non permette ad uno stato di essere più autonomo dell'altro, così le nazioni del mondo

debbono godere di eguali diritti in qualsiasi forma di Federazione Mondiale. Invero una delle "candele"

dell'unità anticipate da 'Abdu'l-Bahá è unità nella libertà".

Ancora un'altra domanda è se sia moralmente giusto rimanere in silenzio quando la libertà è

oltraggiata. Il diletto Custode ci ha dato la seguente guida in una delle lettere scritte a suo nome: "Così

come gli amici debbono guardarsi dall'identificare se stessi o la Causa in alcun modo, con qualsiasi

partito politico, essi debbono anche guardarsi dall'altro estremo di non prendere mai parte assieme ad

altri gruppi progressisti, a conferenze o comitati miranti a promuovere attività che siano del tutto

d'accordo con i nostri insegnamenti come, per esempio, il miglioramento dei rapporti fra le razze".

La Casa Universale di Giustizia spera che voi e i vostri collaboratori Bahá'í nel vostro paese, vi

approfondiate negli insegnamenti di Bahá'u'lláh, sforzandovi di seguire nella vostra vita personale i

nobili modelli stabiliti da Lui, per attrarre, le moltitudini alla radiosità della Sua gloriosa Fede, e

metterle in grado di riscaldare i loro cuori ed accendere le loro anime con la fiamma di quel Fuoco

imperituro che "brucia e arde nel mondo della creazione".

La Casa Universale di Giustizia ci ha chiesto di assicurarvi delle sue preghiere per voi ai Luoghi

Santi.
Con affettuosi saluti Bahá'í,
Il Dipartimento della Segreteria

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