Questo è quel che è disceso dal regno della Gloria, proferito
dalla lingua della forza e del potere e rivelato ai Profeti
dell’antichità. Noi ne abbiamo presa l’intima essenza e
l’abbiamo adornata con la veste della brevità quale pegno di fa-
vore ai buoni, acciocché essi possano rimanere fedeli al Patto di
Dio, adempiendo nella vita la Sua consegna ed ottenendo nel
regno dello Spirito la gemma della virtù Divina.Il Mio primo consiglio è questo: Abbi un cuore puro, gentile e
radioso, affinché la tua possa essere una sovranità antica, impe-
ritura, sempiterna.Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non
allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io
possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discer-
nere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere
per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò
nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è
il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila
adunque innanzi agli occhi.Velato nel Mio essere immemorabile e nella antica eternità della
Mia essenza, conobbi il Mio amore per te; e perciò ti ho creato,
ho inciso in te la Mia immagine e ti ho rivelato la Mia bellezza.
4. O FIGLIO DELL’UOMO!Amai crearti e perciò ti creai. AmaMi dunque così che Io possa
proclamare il tuo nome e colmare l’anima tua con lo spirito del-
la vita.AmaMi acciocché Io possa amarti. Se tu non M’ami, il Mio
amore non potrà mai raggiungerti. Sappilo, o Mio servo.
6. O FIGLIO DELL’ESSERE!Il tuo Paradiso è il Mio amore; la tua celeste dimora è l’unione
con Me. Entravi, non indugiare. Questo è ciò che è stato desti-
nato per te nel Nostro regno celeste e nel Nostro eccelso domi-
nio.Se Mi ami, allontanati da te stesso, se cerchi il Mio compiaci-
mento, non considerare il tuo, acciocché tu possa morire in Me
e Io possa eternamente vivere in te.Tu non avrai mai pace, se non rinunziando a te stesso e volgen-
doti verso di Me; poiché t’incombe di gloriarti del Mio nome e
non del tuo, di porre la tua fede in Me e non in te stesso, giac-
ché Io desidero essere amato da solo al di sopra di tutto ciò che.
9. O FIGLIO DELL’ESSERE!Il Mio amore è la Mia fortezza; chi vi entra è salvo e sicuro, e
chi se ne allontana andrà sperso e perirà.Tu sei la Mia fortezza; entra, per dimorarvi al sicuro. Il Mio
amore è in te, sappilo, acciocché tu possa trovarMi accanto a te.
11. O FIGLIO DELL’ESSERE!Tu sei la Mia lampada e la Mia luce è in te. Trai da essa il tuo
splendore e non cercare altri che Me, poiché Io ti ho creato ric-
co e ho sparso munificamente su te i Miei favori.Io ti feci con le mani del potere e ti creai con le dita della forza
e in te riposi l’essenza della Mia luce. Siine pago e non cercare
altro, poiché perfetta è l’opera Mia e inviolabile il Mio coman-
do. Non discuterlo, non dubitarne.Ti ho creato ricco, perché ti riduci in povertà? Ti ho creato no-
bile, perché ti degradi? Dall’essenza del sapere ti diedi la vita,
perché cerchi lume da altri che Me? Ti plasmai con la creta
dell’amore, perché ti dai da fare con altri? Rivolgi lo sguardo in
te stesso così che tu Mi possa trovare dentro di te, forte, pos-
sente e sufficiente a tutto.Tu sei il Mio dominio e il Mio dominio non perisce mai; perché
temi dunque di perire? Sei la Mia luce, e la Mia luce non si e-
stinguerà mai; perché dunque temi l’estinzione? Sei la Mia glo-
ria e la Mia gloria non si affievolisce; sei la Mia veste e la Mia
veste non sarà mai logora. Dimora dunque nel tuo amore per
Me, cosicché tu possa trovarMi nel regno della gloria.
15. O FIGLIO DEL VERBO PARLATO!Volgi il tuo viso verso il Mio e rinunzia a tutto fuorché che a
Me, poiché la Mia sovranità dura in eterno ed il Mio dominio
non perisce. Se cerchi altri invece di Me, dovessi frugare in e-
terno l’universo, vano sarebbe il tuo cercare.Dimentica tutto eccetto Me ed entra in comunione col Mio spi-
rito. Quest’è parte dell’essenza del Mio comandamento; segui-
lo.Sii pago di Me e non cercare altro aiuto, poiché nessuno, eccet-
to Me, potrà mai bastarti.Non Mi chiedere ciò che non desideriamo per te; sii dunque pa-
go di ciò che abbiamo disposto in tuo vantaggio, poiché questo
è ciò da cui trarrai profitto se te ne appagherai.
19. O FIGLIO DELLA VISIONE MERAVIGLIOSA!Ho alitato entro di te un soffio del Mio Spirito, acché tu Mi a-
massi. Perché Mi hai abbandonato e hai cercato altro amore che
Me?Il Mio diritto su di te è grande e non può essere obliato. La Mia
benevolenza verso di te è traboccante e non può essere occulta-
ta. Il Mio amore ha trovato in te la sua dimora e non può essere
celato. La Mia luce ti è manifesta e non può essere ottenebrata.
21. O FIGLIO DELL’UOMO!Sull’albero della fulgida gloria ho appeso per te i frutti più scel-
ti; perché dunque ti sei allontanato, pago di ciò che è meno
buono? Ritorna a ciò che è meglio per te nell’eccelso reame.
22. O FIGLIO DELLO SPIRITO!Ti ho creato nobile, eppure ti sei degradato. Assurgi dunque a
cui per cui fosti creato.Io ti chiamo verso le cose eterne, eppure tu cerchi ciò che è pe-
rituro. Che cosa ti ha fatto allontanare dal Nostro desio e segui-
re il tuo?Non oltrepassare i tuoi limiti e non pretendere ciò che non ti si
addice. Prostrati innanzi al sembiante del tuo Dio, il Signore
della forza e del potere.Non millantarti con il povero perché Io lo conduco per la sua
via, e ti vedo nel tuo miserevole stato, e ti confonderò in eterno.
26. O FIGLIO DELL’ESSERE!Come hai potuto dimenticare i tuoi falli e occuparti dei falli al-
trui? Chiunque fa ciò è da Me maledetto.Non palesare i peccati altrui perché anche tu sei un peccatore.
Se dovessi trasgredire a questo comandamento, maledetto sare-
sti, ne fo’ Io testimonianza.Sappi che colui che esorta gli uomini ad essere giusti e poi
commette iniquità, non è parte di Me, ancorché egli porti il Mio
nome.Non attribuire ad anima viva ciò che non avresti attribuito a te
stesso e non parlare di ciò che non fai. Questo è il Mio coman-
damento, bada di osservarlo.Non negare al Mio servo ciò che egli dovesse chiederti, perché
il suo viso è il Mio viso; umiliati quindi al Mio cospetto.
31. O FIGLIO DELL’ESSERE!Fa’ ogni giorno un esame di coscienza prima che tu sia chiama-
to a render conto di te stesso, poiché la morte ti raggiungerà
inaspettata e sarai chiamato a render conto delle tue azioni.
32. O FIGLIO DELL’ESSERE SUPREMO!Ho fatto della morte un messaggero di gioia per te. Perché ti
duoli? Creai la luce perché diffondesse su te il suo splendore.
Perché te ne schermisci?Con le giulive novelle della luce Io ti saluto: gioisci! Alla corte
della santità Io ti chiamo: dimora in essa, acciocché tu possa
vivere in pace eternamente.Lo spirito della santità t’apporta le gioiose novelle del ravvici-
namento; perché ti duoli? Lo spirito del potere ti conferma nella
Sua causa; perché ti schermisci? La luce del Suo sembiante ti
guida; come puoi smarrirti?Non t’addolorare fuorché che per la tua lontananza da Noi. Non
gioire se non quando tu t’avvicini e ritorni a Noi.
36. O FIGLIO DELL’UOMO!Gioisci nella letizia del tuo cuore, acciocché tu possa essere de-
gno di avvicinarti a Me e rispecchiare la Mia beltà.
37. O FIGLIO DELL’UOMO!Non spogliarti del Mio splendido manto e non rinunziare alla
tua parte della Mia fontana meravigliosa per tema che tu debba
rimanere assetato in eterno.Cammina sulle orme delle Mie leggi per amor mio e, se cerchi il
Mio compiacimento, nega a te stesso ciò che brami.
39. O FIGLIO DELL’UOMO!Non trascurare i Miei comandamenti se ami la Mia bellezza e
non dimenticare i Miei consigli se vuoi entrare nelle Mie buone
grazie.Dovessi tu percorrere veloce l’immensità dello spazio e traver-
sare la vastità dei cieli, non troveresti riposo fuorché che nella
sottomissione al Nostro comandamento e nell’umiltà al Nostro
cospetto.Esalta la Mia causa acciocché Io possa rivelarti i misteri della
Mia grandezza e risplendere su di te con la luce dell’eternità.
42. O FIGLIO DELL’UOMO!Umiliati al Mio cospetto acciocché Io possa benignamente visi-
tarti. Sorgi per il trionfo della Mia causa, affinché, mentre sei
tuttora in terra, tu possa conseguire la vittoria.
43. O FIGLIO DELL’ESSERE!Proclama il Mio nome sulla Mia terra, affinché Io mi possa
rammentare di te nei Miei cieli, così saranno consolati i Miei ed
i tuoi occhi.Il tuo udito è il Mio, ascolta dunque con esso. La tua vista è la
Mia vista, guarda dunque con essa, acciocché nell’intimo
dell’anima tua, tu possa attestare la Mia eccelsa santità e Io
possa testimoniare, entro di Me, del tuo glorioso stadio.
45. O FIGLIO DELL’ESSERE!Cerca la morte del martire sul Mio cammino, pago del Mio
compiacimento e grato di ciò che Io dispongo, acciocché tu
possa riposare con Me sotto il baldacchino della maestà al ripa-
ro del tabernacolo della gloria.Pondera e rifletti. È tuo desiderio morire nel tuo letto o sparge-
re il tuo sangue sulla polvere, martire sul Mio cammino, e di-
ventare così manifestazione del Mio comandamento e il rivela-
tore della Mia luce nel paradiso supremo? Giudica rettamente, o
servo!Nel nome della Mia beltà! Tingere i tuoi capelli col sangue tuo è
cosa più grande ai Miei occhi che non la creazione dell’universo
e la luce di entrambi i mondi. Sforzati dunque di conseguire ciò,
o servo!Per ogni cosa v’è il suo simbolo. Il simbolo dell’amore è la sal-
dezza nell’ottemperare al Mio decreto e la pazienza nel sotto-
stare alle Mie prove.Il vero amante agogna il soffrire così come il ribelle agogna il
perdono e il peccatore la misericordia.Se l’avversità non t’incoglie sulla Mia via, come potrai seguire
le orme di coloro che sono paghi del Mio compiacimento? Se le
prove non t’affliggono mentre aneli di avvicinarti a Me, come
potrai raggiungere la luce nel tuo amore per la Mia beltà?
51. O FIGLIO DELL’UOMO!Le Mie calamità sono una provvidenza; apparentemente sono
fuoco e vendetta, ma in realtà sono luce e misericordia. Affret-
tati verso di esse, acciocché tu possa divenire luce eterna e spi-
rito immortale. Questo è il mio comandamento per te, osserva-
lo.Se la fortuna dovesse arriderti, non gioire, e se la sventura do-
vesse colpirti non t’addolorare, perché entrambe passeranno e
non saranno più.Se la povertà ti raggiunge, non ti rattristare, perché col tempo il
Signore della ricchezza verrà a visitarti. Non temere
l’avvilimento, perché un giorno la gloria si poserà su di te.
54. O FIGLIO DELL’ESSERE!Se il tuo cuore mira a questo eterno, imperituro dominio e a
questa antica, sempiterna vita, abbandona questa sovranità ter-
rena e fuggitiva.Non t’affannare con le cose di questo mondo, perché col fuoco
Noi saggiamo l’oro e con l’oro saggiamo i Nostri servi.
56. O FIGLIO DELL’UOMO!Tu brami l’oro e Io desidero che tu te ne liberi. Tu ti ritieni ric-
co nel possederlo e Io valuto la tua ricchezza dal tuo distacco
da esso. Per la Mia vita! Questo è ciò che Io so, e la tua è
un’illusione; com’è possibile conciliare il Mio pensiero col tuo?
57. O FIGLIO DELL’UOMO!Distribuisci la Mia ricchezza ai Miei poveri, acciocché tu possa
attingere in cielo dalle riserve di perenne splendore e dai tesori
di gloria imperitura. Ma per la Mia vita! Offrire l’anima tua è
cosa più gloriosa, solo che tu possa vedere con i Miei occhi.
58. O FIGLIO DELL’UOMO!Il tempio dell’essere è il Mio trono; purificalo d’ogni bruttura,
affinché Io possa ivi stabilirMi e dimorare.Il tuo cuore è la Mia dimora; santificalo per la Mia discesa . Il
tuo spirito è il luogo della Mia rivelazione, mondalo per la Mia
manifestazione.Poni la mano entro il Mio petto affinché Io Mi possa innalzare
al di sopra di te radioso e risplendente.Ascendi al Mio cielo affinché tu possa conseguire la gioia della
riunione e bere avidamente il vino incomparabile dal calice della
gloria imperitura.Più e più giorni sono trascorsi e tu t’affanni ancora con le tue
ubbie e le tue vane immaginazioni. Per quanto tempo ancora
vorrai restare assopito nel tuo letto? Destati e alza la testa, poi-
ché il sole è giunto allo zenit e potrà forse risplendere su te con
la luce della bellezza.La luce risplendette su di te dall’orizzonte del sacro Monte e lo
spirito illuminatore ha alitato sul Sinai del cuor tuo. Liberati
dunque dai veli delle vane fantasie ed entra nella Mia corte, af-
finché tu possa essere idoneo alla vita eterna e degno
d’avvicinarti a Me. Possano così non raggiungerti né morte, né
stanchezza, né affanni.La Mia eternità è la Mia creazione, Per te l’ho creata. Fanne la
veste del tuo tempio. La Mia unicità è l’opera delle Mie mani;
l’ho plasmata per te, rivestiti di essa, affinché tu possa essere
per tutta l’eternità la rivelazione del Mio essere sempiterno.
65. O FIGLIO DELL’UOMO!La Mia maestosità è il mio dono per te e la Mia grandiosità è il
pegno della Mia misericordia verso di te. Nessuno potrà com-
prendere o narrare ciò che Mi si addice. In verità l’ho riposto
nei Miei magazzini nascosti e nelle tesorerie al Mio comando,
quale segno del Mio tenero amore per i Miei servi e della Mia
misericordia per la Mia gente.Sarete ostacolati nell’amore per Me e le anime vostre saranno
turbate quando pronunceranno il Mio nome, poiché non posso-
no concepirMi le menti né contenerMi i cuori.In nome del Mio spirito e della Mia benevolenza! In nome della
Mia misericordia e della Mia bellezza! Tutto ciò che ti ho rivela-
to con la lingua del potere e tutto ciò che ho scritto per te con
la penna della possanza, fu in armonia con le tue capacità ed il
tuo intelletto, non col Mio stato e con la Melodia della Mia vo-
ce.Non sapete voi perché vi creammo tutti dalla stessa polvere?
Affinché nessuno esaltasse se stesso sull’altro. Ponderate co-
stantemente nei vostri cuori in qual modo foste creati. Poiché vi
abbiamo creati tutti da una stessa sostanza, v’incombe d’essere
appunto come un’anima sola, di camminare con gli stessi piedi,
di mangiare con la stessa bocca e di dimorare sulla stessa terra,
affinché dal vostro intimo essere, mercé il vostro operato e le
vostre azioni, possano manifestarsi i segni dell’unicità e della
rinunzia. Tale è il mio consiglio per voi, o moltitudine di luce!
Date ascolto a questo consiglio affinché possiate raccogliere il
frutto della santità dall’albero della meravigliosa gloria.
69. O FIGLIO DELLO SPIRITO!Voi siete il Mio tesoro poiché in voi ho riposto le perle dei Miei
misteri e le gemme del Mio sapere. Proteggetele dagli infidi tra i
Miei servi e dagli empi tra la Mia gente.Sappi che ho profuso su di te tutte le fragranze della santità, che
ti ho rivelato appieno la Mia parola, che ho perfezionato per tuo
mezzo la Mia munificenza e desiderato per te ciò che ho deside-
rato per Me stesso. Sii dunque pago del Mio compiacimento e
grato verso di Me.Scrivi tutto ciò che ti abbiamo rivelato con l’inchiostro della
luce sulla tavola del tuo spirito. Se ciò non fosse in tuo potere,
allora trai l’inchiostro dall’essenza del cuore. Se non lo puoi
fare, scrivi allora con l’inchiostro purpureo che è stato versato
sul Mio cammino. Più dolce invero Mi è questo d’ogni altra co-
sa, possa la sua luce durare in eterno.Il primo appello del Diletto è questo: O Mistico Usignolo! Di-
mora unicamente nel roseto dello Spirito. O Messaggero del
Salomone dell’amore! Non cercare rifugio altrove che nella Sa-
ba del beneamato. O fenice immortale! Non soffermarti che sul
monte della fedeltà. Ivi è la tua dimora, se sulle ali dell’anima
t’innalzi al regno dell’infinito e cerchi di raggiungere la mèta.
2. O FIGLIO DELLO SPIRITO!L’uccello cerca il suo nido; l’usignolo l’incanto della rosa; men-
tre codesti uccelli, i cuori degli uomini, paghi della polvere fu-
gace, si sono smarriti lungi dal loro nido eterno e, gli occhi ri-
volti verso la melma dell’incuria, sono orbati della gloria della
presenza divina. Ohimè! Com’è strano e pietoso; per una mera
ciotola d’acqua si sono privati dei fluttuanti mari dell’Altissimo
e sono rimasti lontani dal più fulgido orizzonte.Nel giardino del tuo cuore non piantare altro che la rosa
dell’amore e non lasciarti sfuggire l’usignolo dell’affetto e del
desiderio. Fa’ tesoro della compagnia dei giusti e schiva ogni
comunanza con gli empi.Dove può l’innamorato volgere i passi, se non verso la terra
dell’amata? E quale ricercatore può trovare pace lungi dal desi-
derio del suo cuore? Per il fido amante l’unione è vita e la sepa-
razione morte: il suo petto è privo di pazienza e il suo cuore
non ha pace. Egli rinunzierebbe ad una miriade di vite per affret-
tarsi verso la dimora dell’amata.In verità ti dico: Di tutti gli uomini il più negligente è colui che
disputa vanamente e cerca d’avvantaggiarsi a scapito del fratel-
lo. Dite, fratelli! Opere e non parole siano il vostro ornamento.
6. O FIGLIO DELLA TERRA!Sappi invero che il cuore ove ancora permane la minima traccia
di invidia non raggiungerà mai il Mio dominio eterno, né aspire-
rà i soavi profumi di santità che emanano dal Mio Santo regno.
7. O FIGLIO DELL’AMORE!Non v’è che un passo che ti separi dalle gloriose, eccelse vette e
dal celestiale albero dell’amore. Fa’ un passo e col seguente i-
noltrati nel regno immortale ed entra nel padiglione
dell’eternità. Quindi presta ascolto a ciò che è stato rivelato dal-
la Penna della gloria.Percorri veloce il sentiero della santità ed entra nel cielo della
comunione con Me. Forbisci il tuo cuore col brunitoio dello spi-
rito e affrettati verso la corte dell’Altissimo.Oltrepassa gl’infimi stadi del dubbio e innalzati alle eccelse vette
della certezza. Apri l’occhio della verità, affinché tu possa mira-
re la Bellezza senza veli ed esclamare: “Benedetto sia il Signore,
l’eccelso fra tutti i creatori!”Presta ascolto a questo: Giammai occhio mortale riconoscerà la
bellezza eterna, o cuore senza vita troverà godimento altrove
che nel fiore avvizzito; poiché ogni simile cerca il proprio simile
e trova piacere nella compagnia di chi gli è pari.
11. O FIGLIO DELLA POLVERE!Bendati gli occhi onde mirar la Mia bellezza, turati le orecchie
onde ascoltar la dolce melodia della Mia voce; svuótati di tutto
il tuo sapere per aver parte del Mio sapere e santificati dalle ric-
chezze per ottenere una porzione duratura dall’oceano della
Mia ricchezza eterna. Bendati gli occhi, cioè, a tutto fuorché la
Mia bellezza; tùrati le orecchie per ascoltare solo la Mia parola,
svuótati di tutto il sapere fuorché la conoscenza di Me, sì che
con chiara visione, cuore puro e orecchio attento, tu possa en-
trare nella corte della Mia santità.Chiudi uno dei tuoi occhi e apri l’altro. Chiudi l’uno al mondo e
a tutto ciò che è in esso, e apri l’altro alla santa bellezza del Di-
letto.Io temo che, privati della melodia della colomba celeste, voi ri-
cadiate nelle tenebre dell’assoluta perdizione e, non avendo mai
mirato la bellezza della rosa, ritorniate ad essere acqua e fango.
14. O AMICI!Non abbandonate la bellezza eterna per una beltà che deve peri-
re e non riponete i vostri affetti su questo mortale mondo di
polvere.Tempo verrà che l’usignolo della santità non rivelerà più gli in-
timi misteri e voi sarete privati della melodia celestiale e della
voce superna.Miriadi di lingue mistiche trovano espressione in un solo discor-
so e miriadi di misteri nascosti sono rivelati in una singola me-
lodia; eppure, ohimè‚ non v’è orecchio che oda né cuore che
intenda.Le porte che si aprono di là dallo Spazio sono spalancate e la
dimora dell’Amato è adornata col sangue degli amanti, eppure
tutti, tranne pochi, rimangono privi di questa città celestiale, e
anche fra questi pochi, tranne un piccolissimo manipolo, non s’è
trovato alcuno che avesse cuore puro e spirito santificato.
18. O ABITATORI DELL’ECCELSO PARADISO!Proclamate a tutti i figli della certezza, che nei reami della santi-
tà, nei pressi del celestiale paradiso, è apparso un nuovo giardi-
no intorno al quale incedono i cittadini del supremo regno e gli
immortali abitatori dell’eccelso Paradiso. Sforzatevi dunque di
raggiungere quello stadio, onde possiate scoprire nei suoi ane-
moni i misteri dell’amore e dai suoi eterni frutti apprendere il
segreto della divina e perfetta saggezza. Ricreati sono gli occhi
di coloro che v’entrano e vi dimorano!Avete dimenticato quel puro e radioso mattino nel quale, in quei
sacri e benedetti luoghi, eravate tutti radunati in Mia presenza
all’ombra dell’albero della vita piantato nel paradiso d’ogni glo-
ria? Attoniti e reverenti Mi ascoltaste mentre proferivo questi
tre santissimi precetti: “O amici! Non anteponete il vostro vole-
re al Mio; non desiderate mai ciò che Io non ho desiderato per
voi; non vi avvicinate a Me con cuori inerti, inquinati da desideri
e bramosie mondane”. Sol che santificaste le vostre anime, ri-
cordereste in quest’ora quel luogo e le sue adiacenze, e la verità
del Mio detto sarebbe palesata a voi tutti.Nell’ottava delle santissime righe, nella quinta Tavola del Pa-
radiso, Egli dice:Epoche ed epoche son passate e le vostre vite preziose sono
pressoché alla fine, eppure non un solo alito di purezza da parte
vostra ha raggiunto la Nostra corte di santità. Pur immersi
nell’oceano della miscredenza, tuttavia con le vostre labbra voi
professate l’unica vera fede di Dio. Colui che Io aborro l’avete
amato e del Mio nemico avete fatto un amico. E nondimeno
camminate sulla Mia terra compiaciuti e soddisfatti di voi stessi,
ignorando che la Mia terra è stanca di voi e che ogni cosa in
essa vi schiva. Sol che apriste gli occhi, in verità, preferireste
una miriade di dolori a questa gioia, e valutereste anche la mor-
te migliore di questa vita.Io desidero la comunione con te, ma tu non hai voluto confidare
in Me. La spada della tua ribellione ha abbattuto l’albero della
tua speranza. Io ti sono vicino in ogni istante, ma tu sei sempre
lungi da Me. Io ho voluto per te una gloria imperitura, ma tu hai
scelto vergogna senza fine. Ritorna finché sei ancora in tempo e
non perdere questa tua occasione.I dotti e i saggi hanno lottato lunghi anni per giungere alla pre-
senza del Gloriosissimo e hanno fallito; hanno speso tutta la vita
nella ricerca di Lui, eppure non hanno visto la beltà del Suo
sembiante. Tu senza il minimo sforzo hai raggiunto la mèta e,
senza cercare, hai ottenuto l’oggetto della tua ricerca. E ciò no-
nostante sei rimasto così avvolto nei veli dell’egoismo, che i
tuoi occhi non hanno visto la bellezza dell’Amato, né le tue ma-
ni hanno toccato il lembo della Sua veste. O voi che avete oc-
chi, mirate e meravigliatevi.Raffiche del mondo mortale hanno investito la fiaccola eterna, e
la bellezza del Giovane celestiale è velata nell’oscurità della
polvere. Il re dei re dell’amore è oppresso dalla gente della ti-
rannia e la colomba della santità langue prigioniera fra gli artigli
delle strigi. Gli abitatori del padiglione della gloria e le moltitu-
dini celesti si dolgono e gemono, mentre voi riposate nel regno
della negligenza e vi considerate amici veri. Com’è vano il vo-
stro immaginare!Perché vi camuffate da pastori, quando internamente siete dive-
nuti lupi bramosi delle Mie greggi? Siete come la stella che
spunta prima dell’alba, che, pur sembrando radiosa e fulgente,
trae i viandanti della Mia città fuorché di strada sui sentieri della
perdizione.Siete come l’acqua limpida ma amara che all’apparenza è pura e
cristallina, ma della quale, quando sia saggiata dal divino Sag-
giatore, non una goccia è accettabile. Sì, il raggio del sole cade
ugualmente sulla polvere e sullo specchio, eppure essi differi-
scono nel riflettere la luce così come la stella differisce dalla ter-
ra: anzi incommensurabile è la differenza!Pondera un istante. Hai mai sentito dire che amico e nemico
convivano in uno stesso cuore? Scaccia dunque l’estraneo affin-
ché l’Amico possa entrare nella sua dimora.Tutto ciò che è in cielo e in terra, Io l’ho predisposto per te,
tranne il cuore umano che ho fatto dimora della Mia bellezza e
della Mia gloria; eppure tu hai donato la Mia casa e la Mia di-
mora ad altri che Me, e ogni qual volta la manifestazione della
Mia santità cercò la Sua dimora vi trovò un estraneo e, spode-
stata, s’affrettò al santuario dell’Amato. Pur nondimeno ho te-
nuto celato il tuo segreto e non ho voluto la tua vergogna.
28. O ESSENZA DEL DESIDERIO!Più di un’alba dai regni oltre lo Spazio Mi volsi verso la tua di-
mora e ti trovai sul letto dell’infingardaggine, occupato d’altri
anziché di Me. Rapido come il lampo dello Spirito, ritornai allo-
ra ai regni della gloria celestiale e non ne feci motto nel Mio riti-
ro eccelso alle coorti della santità.Dai deserti del nulla, con la creta del Mio comando ti feci appa-
rire, predisponendo ogni atomo esistente e l’essenza di ogni co-
sa creata per il tuo addestramento. Così, prima che tu uscissi dal
grembo di tua madre, destinai per te due fontane di rilucente
latte, occhi a vigilarti e cuori per amarti. Nel Mio tenero amore,
ti nutrii all’ombra della Mia misericordia, e ti salvaguardai con
l’essenza della Mia grazia e del Mio favore. E il Mio scopo in
tutto ciò era che tu potessi raggiungere il Mio perpetuo dominio
e divenire degno delle Mie invisibili elargizioni. Eppure tu rima-
nesti apatico e, divenuto adulto, ponesti in non cale i Miei favori
e t’occupasti delle tue vane fantasie, in tal guisa che divenisti
completamente immemore, e, allontanandoti dalle porte
dell’Amico, prendesti dimora nelle corti del Mio nemico.
30. O SCHIAVO INCATENATO DEL MONDO!Più di un’alba, la brezza del mio tenero amore spirò su di te e ti
trovo profondamente addormentato sul letto dell’accidia.
Commiserando allora la tua triste sorte, essa ritornò là donde
era venuta.Se vuoi aver Me, non cercare altri che Me; se vuoi contemplare
la Mia bellezza, chiudi gli occhi al mondo e a tutto ciò che è in
esso; poiché il Mio volere e il volere d’altri che Me, così come
l’acqua e il fuoco, non possono dimorare assieme nello stesso
cuore.La fiaccola del tuo cuore è accesa dalla mano del Mio potere,
non la spegnere con i venti ostili dell’egoismo e della passione.
Il balsamo di tutti i tuoi malanni è la rimembranza di Me, non lo
dimenticare. Fa’ del Mio amore il tuo tesoro e tienilo caro come
la vista, come la vita.Presta ascolto alle dilettose parole della Mia lingua melata e dal-
le Mie labbra zuccherine dissetati al rivo della santità mistica.
Spargi i semi della Mia sapienza divina sul puro terreno del tuo
cuore e annaffiali con l’acqua della certezza, affinché i giacinti
del Mio sapere e della Mia saggezza crescano rigogliosi e verdi
nella sacra città del tuo cuore.Con mani di tenero amore, ho piantato nel santo giardino del
paradiso l’alberello del vostro amore e della vostra amicizia e
l’ho annaffiato con le benefiche piogge della Mia tenera grazia.
Adesso che l’ora della fruttificazione è giunta, ingegnatevi di
proteggerlo e di non lasciarlo consumare dalle fiamme del desi-
derio e della passione.Spegnete la lampada dell’errore e accendete nei cuori la fiaccola
eterna della guida divina. Poiché fra non molto i saggiatori
dell’umanità, alla sacra presenza dell’Adorato, non accetteranno
null’altro che purissima virtù e azioni d’immacolata santità.
36. O FIGLIO DELLA POLVERE!Savi sono coloro che non parlano se non ottengono udienza,
così come il coppiere il quale non porge la sua coppa finché non
trova chi la chieda, e come l’amante che non grida l’ardore dalle
profondità del cuore finché non posa lo sguardo sulla bellezza
dell’amata. Spargi dunque i semi della saggezza e del sapere nel
puro terreno del cuore e tienili celati finché i giacinti della divina
saggezza sboccino dal cuore, e non dal fango e dalla mota.
Nel primo rigo della Tavola è registrato e scritto, e dentro il
santuario del tabernacolo di Dio è celato:Non abbandonare un dominio eterno per ciò che è perituro, e
non gettar via la sovranità celeste per un desiderio mondano.
Questo è il fiume della vita eterna che è sgorgato dalla sorgente
della penna del Misericordioso. Beati coloro che ne bevono!
38. O FIGLIO DELLO SPIRITO!Infrangi la tua gabbia e, simile alla fenice dell’amore, librati nel
firmamento della santità. Dimentica te stesso e, animato dallo
spirito della misericordia, dimora nel regno della celeste santità.
39. O PROGENIE DELLA POLVERE!Non ti contentare degli agi di un giorno fuggente e non ti priva-
re del perenne riposo. Non barattare il giardino della delizia e-
terna per la polvere di un mondo mortale. Ascendi dalla tua pri-
gione alle gloriose superne pianure e dalla tua gabbia mortale
spicca il volo verso il paradiso oltre lo Spazio.Liberati dai ceppi di questo mondo, e svincola l’anima dalla pri-
gione dell’egoismo. Cogli questa occasione, ché non ti sarà più
data.Se tu potessi mirare la sovranità immortale, ti sforzeresti di la-
sciare questo mondo fugace. Ma il celarti l’uno e lo svelarti
l’altro è un mistero che niuno, tranne chi è puro di cuore, può
comprendere.Purifica il tuo cuore dalla malignità e, scevro d’invidia, entra
nella divina corte della santità.Camminate sui sentieri del compiacimento dell’Amico, e sappia-
te che il Suo compiacimento è nel compiacimento delle Sue cre-
ature. Ciò significa: che niuno dovrebbe entrare nella casa
dell’amico se non col suo consenso, né por mano sui suoi tesori,
né anteporre la propria volontà alla sua, né cercare in alcun mo-
do d’avvantaggiarsi su di lui. Meditate, o voi che avete intuito!
44. O COMPAGNO DEL MIO TRONO!Non ascoltare e non vedere alcun male, non degradarti, non so-
spirare, né piangere. Non dire il male, affinché tu possa non udi-
re il male che ti vien detto, e non esagerare le colpe degli altri,
affinché le tue possano non apparire grandi; non desiderare
l’avvilimento di alcuno, affinché non sia palesato il tuo. Vivi
dunque i giorni della tua vita, che sono meno di un fugace istan-
te, con mente immacolata, cuore incontaminato, pensieri puri e
natura santificata, cosicché, libero e felice, tu possa deporre
questa spoglia mortale, rifugiarti nel mistico paradiso e dimora-
re per sempre nel regno eterno.Veloci come la folgore voi siete passati accanto all’Amato e a-
vete dato i vostri cuori in balia di fantasie sataniche. Vi proster-
nate dinanzi alle vostre vane immaginazioni e le chiamate verità.
Volgete gli occhi verso la spina e la chiamate fiore. Non un alito
puro avete esalato, né l’aura della rinunzia ha spirato dai prati di
vostri cuori. Avete disperso al vento gli amorevoli consigli
dell’Amato, cancellandoli completamente dalla tavola dei vostri
cuori: simili alle bestie dei campi, v’aggirate e vivete fra i pasco-
li del desiderio e della passione.Perché avete trascurato di menzionare l’Amato e vi tenete lon-
tani dalla Sua sacra presenza? L’essenza della bellezza è
nell’impareggiabile padiglione, assisa sul trono della gloria,
mentre voi v’affannate in vane contese. I sacri aromi della santi-
tà esalano e il soffio della munificenza spira, eppure voi ne siete
privi e siete tutti in grave angoscia. Miseri voi e miseri coloro
che camminano sul vostro sentiero e seguono le vostre orme!
47. O FIGLI DEL DESIDERIO!Deponete le vesti della vanagloria e spogliatevi dell’abito
dell’alterigia.Nella terza delle santissime righe, scritte e registrate nella Ta-
vola di Rubino dalla penna dell’invisibile, è rivelato questo:
48. O FRATELLI!Siate tolleranti gli uni con gli altri e non ponete il vostro affetto
sulle cose di quaggiù. Non insuperbite della vostra gloria e non
vi vergognate dell’avvilimento. In nome della Mia bellezza! Ho
creato tutte le cose dalla polvere e in polvere tornare le farò.
49. O FIGLIOLI DELLA POLVERE!Narrate al ricco quanto sospiri il povero nel colmo della notte,
affinché l’indifferenza non lo conduca sulla via della distruzione
e non lo privi dell’Albero dell’Opulenza. Il donare e l’essere ge-
nerosi sono attributi Miei; beato colui che s’adorna delle Mie
virtù.Deponi ogni cupidigia e sii pago, poiché il cupido è stato sem-
pre in privazioni e il pago sempre amato e lodato.
51. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!Non turbarti nella povertà e non essere fiducioso nella ricchez-
za, poiché alla povertà segue la ricchezza e alla ricchezza la po-
vertà. Eppure l’esser povero di tutto eccetto Dio è un dono mi-
rabile; non ne sminuire il valore, poiché alla fine ti farò ricco in
Dio e così conoscerai il significato del detto “In verità voi siete i
poveri” e le sacre parole “Iddio è colui che tutto possiede” ri-
splenderanno gloriosamente, come l’alba all’apparir del giorno,
sull’orizzonte del cuore dell’amante e rimarranno salde sul tro-
no dell’opulenza.Avete permesso al Mio nemico d’entrare nella Mia casa e scac-
ciato il Mio amico, poiché avete serbato nel santuario del vostro
cuore l’amore per altri che Me. Date ascolto ai detti dell’Amico
e volgetevi verso il Suo paradiso. Gli amici mondani, alla ricerca
del loro vantaggio, sembrano amarsi, mentre il vero Amico vi ha
amato e tuttora vi ama per voi stessi. In verità per guidarvi Egli
ha sofferto innumerevoli calamità. Non mancate di fede a un
tale Amico, bensì accorrete a Lui. Quest’è l’astro della parola di
verità e di fede, sorto sull’orizzonte della penna del Signore
d’ogni Nome. Tendete le orecchie affinché possiate udire la pa-
rola di Dio Che aiuta nel pericolo e Che da Sé esiste.
53. O VOI CHE V’INORGOGLITE DELLE RICCHEZZESappiate in verità che la ricchezza è una potente barriera tra il
ricercatore e l’oggetto del suo desiderio, tra l’amante e
l’oggetto del suo amore. I ricchi, tranne alcuni, non giungeran-
no mai alla corte della Sua presenza, né entreranno nella città
dell’appagamento e della rassegnazione. Meritevole è quindi
chi, pur essendo ricco, non è dalle sue ricchezze tenuto lontano
dal reame eterno, né privato del dominio imperituro. Nel Nome
Supremo! Lo splendore d’un uomo così opulento illuminerà gli
abitatori dei cieli, così come il sole illumina le genti della terra!
54. O VOI RICCHI DELLA TERRA!I poveri fra voi sono il Mio pegno; prendetene cura e non siate
intenti soltanto al vostro benessere!Tèrgiti dalla contaminazione delle ricchezze e procedi in pace
perfetta nel regno della povertà, cosicché dalla fonte della ri-
nunzia tu possa libare il vino della vita immortale.
56. O FIGLIO MIO!La compagnia dell’empio accresce il dolore, mentre l’amicizia
del giusto deterge la ruggine dal cuore. Colui che cerca la co-
munione con Dio vada a cercare la compagnia dei Suoi amati; e
chi desidera ascoltare la parola di Dio, presti orecchio alle paro-
le dei Suoi prescelti.Bada! Non praticare l’empio e non associarti con lui, perché la
sua compagnia tramuta la radiosa luce del cuore in fuoco infer-
nale.Se agogni la grazia dello Spirito Santo, entra in comunanza col
giusto, poiché egli ha bevuto alla coppa della vita eterna dalle
mani dell’immortale Coppiere e, così come il vero mattino, il-
lumina e risuscita i cuori dei morti.Non crediate che i segreti dei cuori siano nascosti; tutt’altro.
Sappiate con certezza che essi sono incisi a chiare lettere aper-
tamente visibili al sacro Cospetto.In verità vi dico: qualunque cosa abbiate celata nel cuore Ci è
chiaramente manifesta come la luce del giorno; ma che ciò sia
celato è per Nostra grazia e Nostro favore e non perché voi lo
meritiate.Dall’insondabile oceano della Mia misericordia, feci cadere sui
popoli del mondo una goccia di rugiada, eppure non trovai nes-
suno ad accoglierla, poiché ogni uomo s’è distolto dal vino ce-
lestiale dell’Unità per volgersi verso le sozze fecce dell’impurità
e, pago della coppa mortale, ha messo da parte il calice della
bellezza immortale. Abietto è ciò di cui si è appagato.
62. O FIGLIO DELLA POLVERE!Non distogliere gli occhi dall’impareggiabile vino dall’Amato
immortale e non li volgere sulle sozze fecce mortali. Prendi dal-
le mani del divino Coppiere il calice della vita immortale, affin-
ché ti sia data ogni saggezza e tu possa ascoltare la mistica voce
che chiama dal regno dell’invisibile. Levate alte grida, o voi che
avete basse mire! Perché abbandonaste il Mio vino santo e im-
mortale per l’evanescente acqua?Sappiate in verità che un’impreveduta calamità v’insegue e una
dolorosa punizione v’attende. Non crediate che le azioni che
commesse siano state occultate alla Mia vista. Per la Mia bel-
lezza! Ogni vostro atto è stato inciso dalla Mia penna, a chiare
lettere, su tavole di crisòlito.Ritraete le mani dalla tirannia poiché Mi sono impegnato a non
perdonare alcuna ingiustizia. Questo è il Mio patto, che ho irre-
vocabilmente decretato nella tavola nascosta e suggellata col
Mio sigillo.La Mia indulgenza v’ha imbaldanziti e la Mia tolleranza v’ha
resi negligenti in tal guisa che avete spronato il focoso destriero
della passione per le perigliose vie che conducono alla distru-
zione. Credete voi che fossi sbadato o inconsapevole?
66. O GENTE ERRANTE!Vi diedi la lingua per far menzione di Me, non la contaminate
con la calunnia. Se la fiamma dell’egoismo vi sopraffà, rammen-
tate le vostre colpe e non quelle delle Mie creature, inquantoché
ciascuno di voi conosce se stesso meglio degli altri.
67. O FIGLIOLI DELLA FANTASIA!Sappiate in verità che allorquando l’alba radiosa irromperà
sull’orizzonte dell’eterna santità, i segreti satanici e le azioni
compiute nel buio della notte saranno esposti nudi e palesi in-
nanzi ai popoli della terra.Perché queste tue mani imbrattate non hanno toccato prima le
tue vesti e perché, col cuore contaminato dal desiderio e dalla
passione, cerchi d’entrare in comunione con Me e di penetrare
nel Mio sacro regno? Lungi, ben lungi voi siete da ciò che desi-
derate!Le sante parole e le azioni pure e pie ascendono al paradiso del-
la gloria celestiale. Sforzatevi affinché le vostre azioni mondate
dalla polvere dell’egoismo e dell’ipocrisia trovino favore alla
corte della gloria, poiché fra non molto i saggiatori
dell’umanità, alla santa presenza dell’Adorato, non accetteranno
altro che virtù assoluta e azioni d’immacolata purezza. Quest’è
l’astro della saggezza e del divino mistero che ha brillato
sull’orizzonte del volere divino. Benedetti coloro che vi si vol-
gono.Dilettoso è il regno dell’esistenza, sol che tu possa penetrarvi;
glorioso il dominio dell’eternità, sol che tu travalichi il mondo
mortale; dolce la santa estasi, sol che tu beva al mistico calice
dalle mani del Giovane celestiale. Se tu raggiungessi questo sta-
to, saresti liberato dalla distruzione e dalla morte, dalla fatica e
dal peccato.Rammentate il patto che avete stipulato con Me sul Monte di
Paran, situato entro i sacri domini di Zaman. Ho preso a testi-
moni le moltitudini dei cieli e gli abitatori della città eterna, ep-
pure ora non trovo più uno che sia fedele al patto. Indubbia-
mente l’orgoglio e la ribellione l’hanno cancellato dai cuori in
tal guisa che non ne rimane traccia. Ma pur sapendolo, attesi e
non lo palesai.Tu sei come una spada di tempra finissima celata nel buio della
sua guaina, il cui pregio è ignoto all’artefice. Epperciò, svinco-
lati dalla guaìna dell’egoismo e del desiderio, affinché il tuo va-
lore si faccia risplendente e manifesto a tutto il mondo.
73. O AMICO MIO!Tu sei l’astro dei cieli della Mia santità, non permettere che le
contaminazioni del mondo offuschino il tuo splendore. Lacera i
veli dell’incuria, affinché tu possa emergere risplendente dalle
nubi e adornare tutte le cose con il manto della vita.
74. O FIGLIOLI DELLA VANAGLORIA!Per una sovranità fugace, avete abbandonato il Mio dominio
imperituro e vi siete adornati con la gaia livrèa del mondo me-
nandone vanto. Per la Mia bellezza! Tutti Io radunerò sotto il
manto unicolore della polvere, distruggendo tutti questi diversi
colori eccetto coloro che scelgono il Mio, che equivale a mon-
darsi da ogni colore.Non riponete i vostri affetti sulla sovranità mortale e non gioite-
ne. Voi siete per l’appunto come l’uccello incauto che fiducioso
gorgheggia sul ramo, finché ad un tratto la Morte uccellatrice lo
getta nella polvere e le melodie, la forma ed il colore scompaio-
no senza lasciare traccia. E perciò state attenti, o schiavi del de-
siderio!La guida è sempre stata data con le parole, e ora è data con a-
zioni. Ognuno deve palesare azioni pure e sante, perché le paro-
le appartengono a tutti, mentre tali azioni appartengono soltanto
ai Nostri prediletti. Prodigatevi adunque con tutto il cuore e con
tutta l’anima per distinguervi con le vostre azioni. Tale è il No-
stro consiglio in questa santa e risplendente tavola.
77. O FIGLIO DELLA GIUSTIZIA!Nottetempo la bellezza dell’Essere immortale si è rifugiata dalle
alture smeraldine della fedeltà sotto il Sadratu’l-Muntahá e ha
pianto un tal pianto che le moltitudini dei cieli e gli abitatori dei
regni superni gemettero ai Suoi lamenti. Fu chiesto allora: Per-
ché questi gemiti e pianti? Egli rispose: Com’era stato richiesto,
Mi soffermai in attesa sul colle della fedeltà, ma non Mi giunse
la fragranza della fedeltà da coloro che dimorano in terra. Indi,
richiamato indietro, vidi, ohimè‚ talune colombe di santità cru-
delmente tormentate fra le unghie dei cani della terra. E allora la
Fanciulla del cielo s’affrettò ad uscire, splendida e senza veli,
dalla Sua mistica magione e chiese i loro nomi e tutti le furon
detti tranne uno. Alla sua insistenza, la prima lettera ne fu profe-
rita, al che gli abitatori delle camere celesti irruppero dalla loro
abitazione di gloria. E mentre la seconda lettera era pronunzia-
ta, essi caddero, dal primo all’ultimo, giù nella polvere. In
quell’istante dal più recondito santuario si udì una voce: “Fin
qui e non oltre”. In verità Noi diamo testimonianza di quel che
essi hanno compiuto e stanno ora compiendo.Dalla lingua del Misericorde dissètati al rivo del divino mistero
che fluisce e mira nella fonte della parola divina lo splendore
svelato dell’astro della sapienza. Spargi i semi della Mia saggez-
za divina nel puro terreno del cuore e annaffiali con le acque
della certezza, affinché i giacinti del sapere e della saggezza
possano sbocciare verdi e rigogliosi dalla sacra città del cuore.
79. O FIGLIO DEL DESIDERIO!Per quanto tempo ti librerai nei regni del desiderio? Ti ho con-
cesso le ali affinché tu potessi volare verso i regni della mistica
santità e non verso le regioni della fantasia satanica. Il pettine
anche ti ho donato affinché tu potessi ravviare le Mie ciocche
corvine e non per lacerare la Mia gola!Voi siete gli alberi del Mio giardino; dovete produrre benefici e
meravigliosi frutti, acciocché voi e gli altri possiate profittarne.
Epperciò incombe ad ognuno l’obbligo di darsi ad arti o profes-
sioni, perché in esse sta il segreto della ricchezza, o uomini che
capite! Poiché i risultati dipendono dai mezzi, e la gloria di Dio
vi sarà in tutto sufficiente. Gli alberi che non danno frutto sono
stati e saranno sempre destinati al fuoco!Gli uomini più abbietti sono quelli che non danno frutto sulla
terra. Tali uomini in verità sono considerati fra i morti, anzi al
cospetto di Dio valgono più i morti che non codeste anime o-
ziose e ignave.I migliori degli uomini sono quelli che si guadagnano da vivere
col proprio lavoro e spendono i loro proventi a beneficio pro-
prio e del loro prossimo per amor di Dio, il Signore di tutti i
mondi.La sposa mistica e meravigliosa fino ad ora nascosta sotto i
veli della favella, è stata ora, per grazia di Dio e del Suo divi-
no favore, palesata così come la luce risplendente che irradia
dalla bellezza del Dilettissimo. Io fo’ testimonianza, o amici,
che il favore è completo, la discussione esaurita, la prova ma-
nifesta e l’evidenza accertata. Mostrate che cosa riveleranno i
vostri tentativi sul sentiero della rinunzia. In tal guisa il divino
favore è stato pienamente largito a voi e a tutti coloro che sono
in cielo e in terra. Ogni lode a Dio, il Signore di tutti i Mondi!