More Books by Bahá'u'lláh

Epistola al figlio del Lupo
Gemme di misteri divini
Gli inviti del Signore degli Eserciti
Il Libro della Certezza
Il tabernacolo dell'unità
Kitáb-i-Aqdas
L'epistola al figlio del lupo
La proclamazione di Bahá'u'lláh ai re e ai governanti del mondo
Le parole celate
Le Sette Valli e le Quattro Valli
Preghiere e Meditazioni
Spigolature
Tavole di Bahá'u'lláh
Tre tavole
Free Interfaith Software

Web - Windows - iPhone








Bahá'u'lláh : Le parole celate
Bahá'u'lláh
LE
PAROLE
CELATE
Casa Editrice Bahá'í
Parte Prima
(dall’arabo)
EGLI È LA GLORIA DELLE GLORIE!

Questo è quel che è disceso dal regno della Gloria, proferito

dalla lingua della forza e del potere e rivelato ai Profeti

dell’antichità. Noi ne abbiamo presa l’intima essenza e

l’abbiamo adornata con la veste della brevità quale pegno di fa-

vore ai buoni, acciocché essi possano rimanere fedeli al Patto di

Dio, adempiendo nella vita la Sua consegna ed ottenendo nel

regno dello Spirito la gemma della virtù Divina.
1. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Il Mio primo consiglio è questo: Abbi un cuore puro, gentile e

radioso, affinché la tua possa essere una sovranità antica, impe-

ritura, sempiterna.
2. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non

allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io

possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discer-

nere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere

per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò

nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è

il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila

adunque innanzi agli occhi.
3. O FIGLIO DELL’UOMO!

Velato nel Mio essere immemorabile e nella antica eternità della

Mia essenza, conobbi il Mio amore per te; e perciò ti ho creato,

ho inciso in te la Mia immagine e ti ho rivelato la Mia bellezza.

4. O FIGLIO DELL’UOMO!

Amai crearti e perciò ti creai. AmaMi dunque così che Io possa

proclamare il tuo nome e colmare l’anima tua con lo spirito del-

la vita.
5. O FIGLIO DELL’ESSERE!

AmaMi acciocché Io possa amarti. Se tu non M’ami, il Mio

amore non potrà mai raggiungerti. Sappilo, o Mio servo.

6. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Il tuo Paradiso è il Mio amore; la tua celeste dimora è l’unione

con Me. Entravi, non indugiare. Questo è ciò che è stato desti-

nato per te nel Nostro regno celeste e nel Nostro eccelso domi-

nio.
7. O FIGLIO DELL’UOMO!

Se Mi ami, allontanati da te stesso, se cerchi il Mio compiaci-

mento, non considerare il tuo, acciocché tu possa morire in Me

e Io possa eternamente vivere in te.
8. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Tu non avrai mai pace, se non rinunziando a te stesso e volgen-

doti verso di Me; poiché t’incombe di gloriarti del Mio nome e

non del tuo, di porre la tua fede in Me e non in te stesso, giac-

ché Io desidero essere amato da solo al di sopra di tutto ciò che.

9. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Il Mio amore è la Mia fortezza; chi vi entra è salvo e sicuro, e

chi se ne allontana andrà sperso e perirà.
10. O FIGLIO DEL VERBO PARLATO!

Tu sei la Mia fortezza; entra, per dimorarvi al sicuro. Il Mio

amore è in te, sappilo, acciocché tu possa trovarMi accanto a te.

11. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Tu sei la Mia lampada e la Mia luce è in te. Trai da essa il tuo

splendore e non cercare altri che Me, poiché Io ti ho creato ric-

co e ho sparso munificamente su te i Miei favori.
12. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Io ti feci con le mani del potere e ti creai con le dita della forza

e in te riposi l’essenza della Mia luce. Siine pago e non cercare

altro, poiché perfetta è l’opera Mia e inviolabile il Mio coman-

do. Non discuterlo, non dubitarne.
13. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Ti ho creato ricco, perché ti riduci in povertà? Ti ho creato no-

bile, perché ti degradi? Dall’essenza del sapere ti diedi la vita,

perché cerchi lume da altri che Me? Ti plasmai con la creta

dell’amore, perché ti dai da fare con altri? Rivolgi lo sguardo in

te stesso così che tu Mi possa trovare dentro di te, forte, pos-

sente e sufficiente a tutto.
14. O FIGLIO DELL’UOMO!

Tu sei il Mio dominio e il Mio dominio non perisce mai; perché

temi dunque di perire? Sei la Mia luce, e la Mia luce non si e-

stinguerà mai; perché dunque temi l’estinzione? Sei la Mia glo-

ria e la Mia gloria non si affievolisce; sei la Mia veste e la Mia

veste non sarà mai logora. Dimora dunque nel tuo amore per

Me, cosicché tu possa trovarMi nel regno della gloria.

15. O FIGLIO DEL VERBO PARLATO!

Volgi il tuo viso verso il Mio e rinunzia a tutto fuorché che a

Me, poiché la Mia sovranità dura in eterno ed il Mio dominio

non perisce. Se cerchi altri invece di Me, dovessi frugare in e-

terno l’universo, vano sarebbe il tuo cercare.
16. O FIGLIO DELLA LUCE!

Dimentica tutto eccetto Me ed entra in comunione col Mio spi-

rito. Quest’è parte dell’essenza del Mio comandamento; segui-

lo.
17. O FIGLIO DELL’UOMO!

Sii pago di Me e non cercare altro aiuto, poiché nessuno, eccet-

to Me, potrà mai bastarti.
18. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Non Mi chiedere ciò che non desideriamo per te; sii dunque pa-

go di ciò che abbiamo disposto in tuo vantaggio, poiché questo

è ciò da cui trarrai profitto se te ne appagherai.

19. O FIGLIO DELLA VISIONE MERAVIGLIOSA!

Ho alitato entro di te un soffio del Mio Spirito, acché tu Mi a-

massi. Perché Mi hai abbandonato e hai cercato altro amore che

Me?
20. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Il Mio diritto su di te è grande e non può essere obliato. La Mia

benevolenza verso di te è traboccante e non può essere occulta-

ta. Il Mio amore ha trovato in te la sua dimora e non può essere

celato. La Mia luce ti è manifesta e non può essere ottenebrata.

21. O FIGLIO DELL’UOMO!

Sull’albero della fulgida gloria ho appeso per te i frutti più scel-

ti; perché dunque ti sei allontanato, pago di ciò che è meno

buono? Ritorna a ciò che è meglio per te nell’eccelso reame.

22. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Ti ho creato nobile, eppure ti sei degradato. Assurgi dunque a

cui per cui fosti creato.
23. O FIGLIO DELL’ESSERE SUPREMO!

Io ti chiamo verso le cose eterne, eppure tu cerchi ciò che è pe-

rituro. Che cosa ti ha fatto allontanare dal Nostro desio e segui-

re il tuo?
24. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non oltrepassare i tuoi limiti e non pretendere ciò che non ti si

addice. Prostrati innanzi al sembiante del tuo Dio, il Signore

della forza e del potere.
25. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Non millantarti con il povero perché Io lo conduco per la sua

via, e ti vedo nel tuo miserevole stato, e ti confonderò in eterno.

26. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Come hai potuto dimenticare i tuoi falli e occuparti dei falli al-

trui? Chiunque fa ciò è da Me maledetto.
27. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non palesare i peccati altrui perché anche tu sei un peccatore.

Se dovessi trasgredire a questo comandamento, maledetto sare-

sti, ne fo’ Io testimonianza.
28. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Sappi che colui che esorta gli uomini ad essere giusti e poi

commette iniquità, non è parte di Me, ancorché egli porti il Mio

nome.
29. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Non attribuire ad anima viva ciò che non avresti attribuito a te

stesso e non parlare di ciò che non fai. Questo è il Mio coman-

damento, bada di osservarlo.
30. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non negare al Mio servo ciò che egli dovesse chiederti, perché

il suo viso è il Mio viso; umiliati quindi al Mio cospetto.

31. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Fa’ ogni giorno un esame di coscienza prima che tu sia chiama-

to a render conto di te stesso, poiché la morte ti raggiungerà

inaspettata e sarai chiamato a render conto delle tue azioni.

32. O FIGLIO DELL’ESSERE SUPREMO!

Ho fatto della morte un messaggero di gioia per te. Perché ti

duoli? Creai la luce perché diffondesse su te il suo splendore.

Perché te ne schermisci?
33. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Con le giulive novelle della luce Io ti saluto: gioisci! Alla corte

della santità Io ti chiamo: dimora in essa, acciocché tu possa

vivere in pace eternamente.
34. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Lo spirito della santità t’apporta le gioiose novelle del ravvici-

namento; perché ti duoli? Lo spirito del potere ti conferma nella

Sua causa; perché ti schermisci? La luce del Suo sembiante ti

guida; come puoi smarrirti?
35. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non t’addolorare fuorché che per la tua lontananza da Noi. Non

gioire se non quando tu t’avvicini e ritorni a Noi.

36. O FIGLIO DELL’UOMO!

Gioisci nella letizia del tuo cuore, acciocché tu possa essere de-

gno di avvicinarti a Me e rispecchiare la Mia beltà.

37. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non spogliarti del Mio splendido manto e non rinunziare alla

tua parte della Mia fontana meravigliosa per tema che tu debba

rimanere assetato in eterno.
38. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Cammina sulle orme delle Mie leggi per amor mio e, se cerchi il

Mio compiacimento, nega a te stesso ciò che brami.

39. O FIGLIO DELL’UOMO!

Non trascurare i Miei comandamenti se ami la Mia bellezza e

non dimenticare i Miei consigli se vuoi entrare nelle Mie buone

grazie.
40. O FIGLIO DELL’UOMO!

Dovessi tu percorrere veloce l’immensità dello spazio e traver-

sare la vastità dei cieli, non troveresti riposo fuorché che nella

sottomissione al Nostro comandamento e nell’umiltà al Nostro

cospetto.
41. O FIGLIO DELL’UOMO!

Esalta la Mia causa acciocché Io possa rivelarti i misteri della

Mia grandezza e risplendere su di te con la luce dell’eternità.

42. O FIGLIO DELL’UOMO!

Umiliati al Mio cospetto acciocché Io possa benignamente visi-

tarti. Sorgi per il trionfo della Mia causa, affinché, mentre sei

tuttora in terra, tu possa conseguire la vittoria.

43. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Proclama il Mio nome sulla Mia terra, affinché Io mi possa

rammentare di te nei Miei cieli, così saranno consolati i Miei ed

i tuoi occhi.
44. O FIGLIO DEL TRONO!

Il tuo udito è il Mio, ascolta dunque con esso. La tua vista è la

Mia vista, guarda dunque con essa, acciocché nell’intimo

dell’anima tua, tu possa attestare la Mia eccelsa santità e Io

possa testimoniare, entro di Me, del tuo glorioso stadio.

45. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Cerca la morte del martire sul Mio cammino, pago del Mio

compiacimento e grato di ciò che Io dispongo, acciocché tu

possa riposare con Me sotto il baldacchino della maestà al ripa-

ro del tabernacolo della gloria.
46. O FIGLIO DELL’UOMO!

Pondera e rifletti. È tuo desiderio morire nel tuo letto o sparge-

re il tuo sangue sulla polvere, martire sul Mio cammino, e di-

ventare così manifestazione del Mio comandamento e il rivela-

tore della Mia luce nel paradiso supremo? Giudica rettamente, o

servo!
47. O FIGLIO DELL’UOMO!

Nel nome della Mia beltà! Tingere i tuoi capelli col sangue tuo è

cosa più grande ai Miei occhi che non la creazione dell’universo

e la luce di entrambi i mondi. Sforzati dunque di conseguire ciò,

o servo!
48. O FIGLIO DELL’UOMO!

Per ogni cosa v’è il suo simbolo. Il simbolo dell’amore è la sal-

dezza nell’ottemperare al Mio decreto e la pazienza nel sotto-

stare alle Mie prove.
49. O FIGLIO DELL’UOMO!

Il vero amante agogna il soffrire così come il ribelle agogna il

perdono e il peccatore la misericordia.
50. O FIGLIO DELL’UOMO!

Se l’avversità non t’incoglie sulla Mia via, come potrai seguire

le orme di coloro che sono paghi del Mio compiacimento? Se le

prove non t’affliggono mentre aneli di avvicinarti a Me, come

potrai raggiungere la luce nel tuo amore per la Mia beltà?

51. O FIGLIO DELL’UOMO!

Le Mie calamità sono una provvidenza; apparentemente sono

fuoco e vendetta, ma in realtà sono luce e misericordia. Affret-

tati verso di esse, acciocché tu possa divenire luce eterna e spi-

rito immortale. Questo è il mio comandamento per te, osserva-

lo.
52. O FIGLIO DELL’UOMO!

Se la fortuna dovesse arriderti, non gioire, e se la sventura do-

vesse colpirti non t’addolorare, perché entrambe passeranno e

non saranno più.
53. O FIGLIO DELL’UOMO!

Se la povertà ti raggiunge, non ti rattristare, perché col tempo il

Signore della ricchezza verrà a visitarti. Non temere

l’avvilimento, perché un giorno la gloria si poserà su di te.

54. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Se il tuo cuore mira a questo eterno, imperituro dominio e a

questa antica, sempiterna vita, abbandona questa sovranità ter-

rena e fuggitiva.
55. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Non t’affannare con le cose di questo mondo, perché col fuoco

Noi saggiamo l’oro e con l’oro saggiamo i Nostri servi.

56. O FIGLIO DELL’UOMO!

Tu brami l’oro e Io desidero che tu te ne liberi. Tu ti ritieni ric-

co nel possederlo e Io valuto la tua ricchezza dal tuo distacco

da esso. Per la Mia vita! Questo è ciò che Io so, e la tua è

un’illusione; com’è possibile conciliare il Mio pensiero col tuo?

57. O FIGLIO DELL’UOMO!

Distribuisci la Mia ricchezza ai Miei poveri, acciocché tu possa

attingere in cielo dalle riserve di perenne splendore e dai tesori

di gloria imperitura. Ma per la Mia vita! Offrire l’anima tua è

cosa più gloriosa, solo che tu possa vedere con i Miei occhi.

58. O FIGLIO DELL’UOMO!

Il tempio dell’essere è il Mio trono; purificalo d’ogni bruttura,

affinché Io possa ivi stabilirMi e dimorare.
59. O FIGLIO DELL’ESSERE!

Il tuo cuore è la Mia dimora; santificalo per la Mia discesa . Il

tuo spirito è il luogo della Mia rivelazione, mondalo per la Mia

manifestazione.
60. O FIGLIO DELL’UOMO!

Poni la mano entro il Mio petto affinché Io Mi possa innalzare

al di sopra di te radioso e risplendente.
61. O FIGLIO DELL’UOMO!

Ascendi al Mio cielo affinché tu possa conseguire la gioia della

riunione e bere avidamente il vino incomparabile dal calice della

gloria imperitura.
62. O FIGLIO DELL’UOMO!

Più e più giorni sono trascorsi e tu t’affanni ancora con le tue

ubbie e le tue vane immaginazioni. Per quanto tempo ancora

vorrai restare assopito nel tuo letto? Destati e alza la testa, poi-

ché il sole è giunto allo zenit e potrà forse risplendere su te con

la luce della bellezza.
63. O FIGLIO DELL’UOMO!

La luce risplendette su di te dall’orizzonte del sacro Monte e lo

spirito illuminatore ha alitato sul Sinai del cuor tuo. Liberati

dunque dai veli delle vane fantasie ed entra nella Mia corte, af-

finché tu possa essere idoneo alla vita eterna e degno

d’avvicinarti a Me. Possano così non raggiungerti né morte, né

stanchezza, né affanni.
64. O FIGLIO DELL’UOMO!

La Mia eternità è la Mia creazione, Per te l’ho creata. Fanne la

veste del tuo tempio. La Mia unicità è l’opera delle Mie mani;

l’ho plasmata per te, rivestiti di essa, affinché tu possa essere

per tutta l’eternità la rivelazione del Mio essere sempiterno.

65. O FIGLIO DELL’UOMO!

La Mia maestosità è il mio dono per te e la Mia grandiosità è il

pegno della Mia misericordia verso di te. Nessuno potrà com-

prendere o narrare ciò che Mi si addice. In verità l’ho riposto

nei Miei magazzini nascosti e nelle tesorerie al Mio comando,

quale segno del Mio tenero amore per i Miei servi e della Mia

misericordia per la Mia gente.
66. O FIGLIOLI DELLA DIVINA ED INVISIBILE ES-
SENZA!

Sarete ostacolati nell’amore per Me e le anime vostre saranno

turbate quando pronunceranno il Mio nome, poiché non posso-

no concepirMi le menti né contenerMi i cuori.
67. O FIGLIO DELLA BELLEZZA!

In nome del Mio spirito e della Mia benevolenza! In nome della

Mia misericordia e della Mia bellezza! Tutto ciò che ti ho rivela-

to con la lingua del potere e tutto ciò che ho scritto per te con

la penna della possanza, fu in armonia con le tue capacità ed il

tuo intelletto, non col Mio stato e con la Melodia della Mia vo-

ce.
68. O FIGLIOLI DEGLI UOMINI!

Non sapete voi perché vi creammo tutti dalla stessa polvere?

Affinché nessuno esaltasse se stesso sull’altro. Ponderate co-

stantemente nei vostri cuori in qual modo foste creati. Poiché vi

abbiamo creati tutti da una stessa sostanza, v’incombe d’essere

appunto come un’anima sola, di camminare con gli stessi piedi,

di mangiare con la stessa bocca e di dimorare sulla stessa terra,

affinché dal vostro intimo essere, mercé il vostro operato e le

vostre azioni, possano manifestarsi i segni dell’unicità e della

rinunzia. Tale è il mio consiglio per voi, o moltitudine di luce!

Date ascolto a questo consiglio affinché possiate raccogliere il

frutto della santità dall’albero della meravigliosa gloria.

69. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Voi siete il Mio tesoro poiché in voi ho riposto le perle dei Miei

misteri e le gemme del Mio sapere. Proteggetele dagli infidi tra i

Miei servi e dagli empi tra la Mia gente.
70. O FIGLIO DI COLUI CHE MEDIANTE LA SUA EN-
TITÀ RIMASE NEL REGNO DI SE STESSO!

Sappi che ho profuso su di te tutte le fragranze della santità, che

ti ho rivelato appieno la Mia parola, che ho perfezionato per tuo

mezzo la Mia munificenza e desiderato per te ciò che ho deside-

rato per Me stesso. Sii dunque pago del Mio compiacimento e

grato verso di Me.
71. O FIGLIO DELL’UOMO!

Scrivi tutto ciò che ti abbiamo rivelato con l’inchiostro della

luce sulla tavola del tuo spirito. Se ciò non fosse in tuo potere,

allora trai l’inchiostro dall’essenza del cuore. Se non lo puoi

fare, scrivi allora con l’inchiostro purpureo che è stato versato

sul Mio cammino. Più dolce invero Mi è questo d’ogni altra co-

sa, possa la sua luce durare in eterno.
Parte Seconda
(dal persiano)
NEL NOME DEL SIGNORE DELLA FAVELLA, IL POS-
SENTE
1. O VOI, CHE AVETE MENTE PER COMPRENDERE
ED ORECCHIE PER UDIRE!

Il primo appello del Diletto è questo: O Mistico Usignolo! Di-

mora unicamente nel roseto dello Spirito. O Messaggero del

Salomone dell’amore! Non cercare rifugio altrove che nella Sa-

ba del beneamato. O fenice immortale! Non soffermarti che sul

monte della fedeltà. Ivi è la tua dimora, se sulle ali dell’anima

t’innalzi al regno dell’infinito e cerchi di raggiungere la mèta.

2. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

L’uccello cerca il suo nido; l’usignolo l’incanto della rosa; men-

tre codesti uccelli, i cuori degli uomini, paghi della polvere fu-

gace, si sono smarriti lungi dal loro nido eterno e, gli occhi ri-

volti verso la melma dell’incuria, sono orbati della gloria della

presenza divina. Ohimè! Com’è strano e pietoso; per una mera

ciotola d’acqua si sono privati dei fluttuanti mari dell’Altissimo

e sono rimasti lontani dal più fulgido orizzonte.
3. O AMICO!

Nel giardino del tuo cuore non piantare altro che la rosa

dell’amore e non lasciarti sfuggire l’usignolo dell’affetto e del

desiderio. Fa’ tesoro della compagnia dei giusti e schiva ogni

comunanza con gli empi.
4. O FIGLIO DELLA GIUSTIZIA!

Dove può l’innamorato volgere i passi, se non verso la terra

dell’amata? E quale ricercatore può trovare pace lungi dal desi-

derio del suo cuore? Per il fido amante l’unione è vita e la sepa-

razione morte: il suo petto è privo di pazienza e il suo cuore

non ha pace. Egli rinunzierebbe ad una miriade di vite per affret-

tarsi verso la dimora dell’amata.
5. O FIGLIO DELLA POLVERE!

In verità ti dico: Di tutti gli uomini il più negligente è colui che

disputa vanamente e cerca d’avvantaggiarsi a scapito del fratel-

lo. Dite, fratelli! Opere e non parole siano il vostro ornamento.

6. O FIGLIO DELLA TERRA!

Sappi invero che il cuore ove ancora permane la minima traccia

di invidia non raggiungerà mai il Mio dominio eterno, né aspire-

rà i soavi profumi di santità che emanano dal Mio Santo regno.

7. O FIGLIO DELL’AMORE!

Non v’è che un passo che ti separi dalle gloriose, eccelse vette e

dal celestiale albero dell’amore. Fa’ un passo e col seguente i-

noltrati nel regno immortale ed entra nel padiglione

dell’eternità. Quindi presta ascolto a ciò che è stato rivelato dal-

la Penna della gloria.
8. O FIGLIO DELLA GLORIA!

Percorri veloce il sentiero della santità ed entra nel cielo della

comunione con Me. Forbisci il tuo cuore col brunitoio dello spi-

rito e affrettati verso la corte dell’Altissimo.
9. O FUGACE OMBRA!

Oltrepassa gl’infimi stadi del dubbio e innalzati alle eccelse vette

della certezza. Apri l’occhio della verità, affinché tu possa mira-

re la Bellezza senza veli ed esclamare: “Benedetto sia il Signore,

l’eccelso fra tutti i creatori!”
10. O FIGLIO DEL DESIDERIO!

Presta ascolto a questo: Giammai occhio mortale riconoscerà la

bellezza eterna, o cuore senza vita troverà godimento altrove

che nel fiore avvizzito; poiché ogni simile cerca il proprio simile

e trova piacere nella compagnia di chi gli è pari.

11. O FIGLIO DELLA POLVERE!

Bendati gli occhi onde mirar la Mia bellezza, turati le orecchie

onde ascoltar la dolce melodia della Mia voce; svuótati di tutto

il tuo sapere per aver parte del Mio sapere e santificati dalle ric-

chezze per ottenere una porzione duratura dall’oceano della

Mia ricchezza eterna. Bendati gli occhi, cioè, a tutto fuorché la

Mia bellezza; tùrati le orecchie per ascoltare solo la Mia parola,

svuótati di tutto il sapere fuorché la conoscenza di Me, sì che

con chiara visione, cuore puro e orecchio attento, tu possa en-

trare nella corte della Mia santità.
12. O UOMO DALLE DUE VISIONI!

Chiudi uno dei tuoi occhi e apri l’altro. Chiudi l’uno al mondo e

a tutto ciò che è in esso, e apri l’altro alla santa bellezza del Di-

letto.
13. O MIEI FIGLIOLI!

Io temo che, privati della melodia della colomba celeste, voi ri-

cadiate nelle tenebre dell’assoluta perdizione e, non avendo mai

mirato la bellezza della rosa, ritorniate ad essere acqua e fango.

14. O AMICI!

Non abbandonate la bellezza eterna per una beltà che deve peri-

re e non riponete i vostri affetti su questo mortale mondo di

polvere.
15. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Tempo verrà che l’usignolo della santità non rivelerà più gli in-

timi misteri e voi sarete privati della melodia celestiale e della

voce superna.
16. O ESSENZA DELLA NEGLIGENZA!

Miriadi di lingue mistiche trovano espressione in un solo discor-

so e miriadi di misteri nascosti sono rivelati in una singola me-

lodia; eppure, ohimè‚ non v’è orecchio che oda né cuore che

intenda.
17. O COMPAGNI!

Le porte che si aprono di là dallo Spazio sono spalancate e la

dimora dell’Amato è adornata col sangue degli amanti, eppure

tutti, tranne pochi, rimangono privi di questa città celestiale, e

anche fra questi pochi, tranne un piccolissimo manipolo, non s’è

trovato alcuno che avesse cuore puro e spirito santificato.

18. O ABITATORI DELL’ECCELSO PARADISO!

Proclamate a tutti i figli della certezza, che nei reami della santi-

tà, nei pressi del celestiale paradiso, è apparso un nuovo giardi-

no intorno al quale incedono i cittadini del supremo regno e gli

immortali abitatori dell’eccelso Paradiso. Sforzatevi dunque di

raggiungere quello stadio, onde possiate scoprire nei suoi ane-

moni i misteri dell’amore e dai suoi eterni frutti apprendere il

segreto della divina e perfetta saggezza. Ricreati sono gli occhi

di coloro che v’entrano e vi dimorano!
19. O AMICI MIEI!

Avete dimenticato quel puro e radioso mattino nel quale, in quei

sacri e benedetti luoghi, eravate tutti radunati in Mia presenza

all’ombra dell’albero della vita piantato nel paradiso d’ogni glo-

ria? Attoniti e reverenti Mi ascoltaste mentre proferivo questi

tre santissimi precetti: “O amici! Non anteponete il vostro vole-

re al Mio; non desiderate mai ciò che Io non ho desiderato per

voi; non vi avvicinate a Me con cuori inerti, inquinati da desideri

e bramosie mondane”. Sol che santificaste le vostre anime, ri-

cordereste in quest’ora quel luogo e le sue adiacenze, e la verità

del Mio detto sarebbe palesata a voi tutti.

Nell’ottava delle santissime righe, nella quinta Tavola del Pa-

radiso, Egli dice:
20. O VOI CHE GIACETE COME MORTI SUL GIACI-
GLIO DELL’IGNAVIA!

Epoche ed epoche son passate e le vostre vite preziose sono

pressoché alla fine, eppure non un solo alito di purezza da parte

vostra ha raggiunto la Nostra corte di santità. Pur immersi

nell’oceano della miscredenza, tuttavia con le vostre labbra voi

professate l’unica vera fede di Dio. Colui che Io aborro l’avete

amato e del Mio nemico avete fatto un amico. E nondimeno

camminate sulla Mia terra compiaciuti e soddisfatti di voi stessi,

ignorando che la Mia terra è stanca di voi e che ogni cosa in

essa vi schiva. Sol che apriste gli occhi, in verità, preferireste

una miriade di dolori a questa gioia, e valutereste anche la mor-

te migliore di questa vita.
21. O MOBILE FORMA DI POLVERE!

Io desidero la comunione con te, ma tu non hai voluto confidare

in Me. La spada della tua ribellione ha abbattuto l’albero della

tua speranza. Io ti sono vicino in ogni istante, ma tu sei sempre

lungi da Me. Io ho voluto per te una gloria imperitura, ma tu hai

scelto vergogna senza fine. Ritorna finché sei ancora in tempo e

non perdere questa tua occasione.
22. O FIGLIO DEL DESIDERIO!

I dotti e i saggi hanno lottato lunghi anni per giungere alla pre-

senza del Gloriosissimo e hanno fallito; hanno speso tutta la vita

nella ricerca di Lui, eppure non hanno visto la beltà del Suo

sembiante. Tu senza il minimo sforzo hai raggiunto la mèta e,

senza cercare, hai ottenuto l’oggetto della tua ricerca. E ciò no-

nostante sei rimasto così avvolto nei veli dell’egoismo, che i

tuoi occhi non hanno visto la bellezza dell’Amato, né le tue ma-

ni hanno toccato il lembo della Sua veste. O voi che avete oc-

chi, mirate e meravigliatevi.
23. O ABITATORI DELLA CITTÀ DELL’AMORE!

Raffiche del mondo mortale hanno investito la fiaccola eterna, e

la bellezza del Giovane celestiale è velata nell’oscurità della

polvere. Il re dei re dell’amore è oppresso dalla gente della ti-

rannia e la colomba della santità langue prigioniera fra gli artigli

delle strigi. Gli abitatori del padiglione della gloria e le moltitu-

dini celesti si dolgono e gemono, mentre voi riposate nel regno

della negligenza e vi considerate amici veri. Com’è vano il vo-

stro immaginare!
24. O VOI CHE SIETE SCIOCCHI! SEBBENE ABBIATE
NOME DI SAGGI!

Perché vi camuffate da pastori, quando internamente siete dive-

nuti lupi bramosi delle Mie greggi? Siete come la stella che

spunta prima dell’alba, che, pur sembrando radiosa e fulgente,

trae i viandanti della Mia città fuorché di strada sui sentieri della

perdizione.
25. O VOI CHE SEMBRATE GIUSTI, MA INTERNA-
MENTE SIETE CORROTTI!

Siete come l’acqua limpida ma amara che all’apparenza è pura e

cristallina, ma della quale, quando sia saggiata dal divino Sag-

giatore, non una goccia è accettabile. Sì, il raggio del sole cade

ugualmente sulla polvere e sullo specchio, eppure essi differi-

scono nel riflettere la luce così come la stella differisce dalla ter-

ra: anzi incommensurabile è la differenza!
26. O AMICO MIO A PAROLE!

Pondera un istante. Hai mai sentito dire che amico e nemico

convivano in uno stesso cuore? Scaccia dunque l’estraneo affin-

ché l’Amico possa entrare nella sua dimora.
27. O FIGLIO DELLA POLVERE!

Tutto ciò che è in cielo e in terra, Io l’ho predisposto per te,

tranne il cuore umano che ho fatto dimora della Mia bellezza e

della Mia gloria; eppure tu hai donato la Mia casa e la Mia di-

mora ad altri che Me, e ogni qual volta la manifestazione della

Mia santità cercò la Sua dimora vi trovò un estraneo e, spode-

stata, s’affrettò al santuario dell’Amato. Pur nondimeno ho te-

nuto celato il tuo segreto e non ho voluto la tua vergogna.

28. O ESSENZA DEL DESIDERIO!

Più di un’alba dai regni oltre lo Spazio Mi volsi verso la tua di-

mora e ti trovai sul letto dell’infingardaggine, occupato d’altri

anziché di Me. Rapido come il lampo dello Spirito, ritornai allo-

ra ai regni della gloria celestiale e non ne feci motto nel Mio riti-

ro eccelso alle coorti della santità.
29. O FIGLIO DELLA MUNIFICENZA!

Dai deserti del nulla, con la creta del Mio comando ti feci appa-

rire, predisponendo ogni atomo esistente e l’essenza di ogni co-

sa creata per il tuo addestramento. Così, prima che tu uscissi dal

grembo di tua madre, destinai per te due fontane di rilucente

latte, occhi a vigilarti e cuori per amarti. Nel Mio tenero amore,

ti nutrii all’ombra della Mia misericordia, e ti salvaguardai con

l’essenza della Mia grazia e del Mio favore. E il Mio scopo in

tutto ciò era che tu potessi raggiungere il Mio perpetuo dominio

e divenire degno delle Mie invisibili elargizioni. Eppure tu rima-

nesti apatico e, divenuto adulto, ponesti in non cale i Miei favori

e t’occupasti delle tue vane fantasie, in tal guisa che divenisti

completamente immemore, e, allontanandoti dalle porte

dell’Amico, prendesti dimora nelle corti del Mio nemico.

30. O SCHIAVO INCATENATO DEL MONDO!

Più di un’alba, la brezza del mio tenero amore spirò su di te e ti

trovo profondamente addormentato sul letto dell’accidia.

Commiserando allora la tua triste sorte, essa ritornò là donde

era venuta.
31. O FIGLIO DELLA TERRA!

Se vuoi aver Me, non cercare altri che Me; se vuoi contemplare

la Mia bellezza, chiudi gli occhi al mondo e a tutto ciò che è in

esso; poiché il Mio volere e il volere d’altri che Me, così come

l’acqua e il fuoco, non possono dimorare assieme nello stesso

cuore.
32. O AMICO SCONOSCIUTO!

La fiaccola del tuo cuore è accesa dalla mano del Mio potere,

non la spegnere con i venti ostili dell’egoismo e della passione.

Il balsamo di tutti i tuoi malanni è la rimembranza di Me, non lo

dimenticare. Fa’ del Mio amore il tuo tesoro e tienilo caro come

la vista, come la vita.
33. O MIO FRATELLO!

Presta ascolto alle dilettose parole della Mia lingua melata e dal-

le Mie labbra zuccherine dissetati al rivo della santità mistica.

Spargi i semi della Mia sapienza divina sul puro terreno del tuo

cuore e annaffiali con l’acqua della certezza, affinché i giacinti

del Mio sapere e della Mia saggezza crescano rigogliosi e verdi

nella sacra città del tuo cuore.
34. O ABITATORI DEL MIO PARADISO!

Con mani di tenero amore, ho piantato nel santo giardino del

paradiso l’alberello del vostro amore e della vostra amicizia e

l’ho annaffiato con le benefiche piogge della Mia tenera grazia.

Adesso che l’ora della fruttificazione è giunta, ingegnatevi di

proteggerlo e di non lasciarlo consumare dalle fiamme del desi-

derio e della passione.
35. O MIEI AMICI!

Spegnete la lampada dell’errore e accendete nei cuori la fiaccola

eterna della guida divina. Poiché fra non molto i saggiatori

dell’umanità, alla sacra presenza dell’Adorato, non accetteranno

null’altro che purissima virtù e azioni d’immacolata santità.

36. O FIGLIO DELLA POLVERE!

Savi sono coloro che non parlano se non ottengono udienza,

così come il coppiere il quale non porge la sua coppa finché non

trova chi la chieda, e come l’amante che non grida l’ardore dalle

profondità del cuore finché non posa lo sguardo sulla bellezza

dell’amata. Spargi dunque i semi della saggezza e del sapere nel

puro terreno del cuore e tienili celati finché i giacinti della divina

saggezza sboccino dal cuore, e non dal fango e dalla mota.

Nel primo rigo della Tavola è registrato e scritto, e dentro il

santuario del tabernacolo di Dio è celato:
37. O MIO SERVO!

Non abbandonare un dominio eterno per ciò che è perituro, e

non gettar via la sovranità celeste per un desiderio mondano.

Questo è il fiume della vita eterna che è sgorgato dalla sorgente

della penna del Misericordioso. Beati coloro che ne bevono!

38. O FIGLIO DELLO SPIRITO!

Infrangi la tua gabbia e, simile alla fenice dell’amore, librati nel

firmamento della santità. Dimentica te stesso e, animato dallo

spirito della misericordia, dimora nel regno della celeste santità.

39. O PROGENIE DELLA POLVERE!

Non ti contentare degli agi di un giorno fuggente e non ti priva-

re del perenne riposo. Non barattare il giardino della delizia e-

terna per la polvere di un mondo mortale. Ascendi dalla tua pri-

gione alle gloriose superne pianure e dalla tua gabbia mortale

spicca il volo verso il paradiso oltre lo Spazio.
40. O MIO SERVO!

Liberati dai ceppi di questo mondo, e svincola l’anima dalla pri-

gione dell’egoismo. Cogli questa occasione, ché non ti sarà più

data.
41. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!

Se tu potessi mirare la sovranità immortale, ti sforzeresti di la-

sciare questo mondo fugace. Ma il celarti l’uno e lo svelarti

l’altro è un mistero che niuno, tranne chi è puro di cuore, può

comprendere.
42. O MIO SERVO!

Purifica il tuo cuore dalla malignità e, scevro d’invidia, entra

nella divina corte della santità.
43. O MIEI AMICI!

Camminate sui sentieri del compiacimento dell’Amico, e sappia-

te che il Suo compiacimento è nel compiacimento delle Sue cre-

ature. Ciò significa: che niuno dovrebbe entrare nella casa

dell’amico se non col suo consenso, né por mano sui suoi tesori,

né anteporre la propria volontà alla sua, né cercare in alcun mo-

do d’avvantaggiarsi su di lui. Meditate, o voi che avete intuito!

44. O COMPAGNO DEL MIO TRONO!

Non ascoltare e non vedere alcun male, non degradarti, non so-

spirare, né piangere. Non dire il male, affinché tu possa non udi-

re il male che ti vien detto, e non esagerare le colpe degli altri,

affinché le tue possano non apparire grandi; non desiderare

l’avvilimento di alcuno, affinché non sia palesato il tuo. Vivi

dunque i giorni della tua vita, che sono meno di un fugace istan-

te, con mente immacolata, cuore incontaminato, pensieri puri e

natura santificata, cosicché, libero e felice, tu possa deporre

questa spoglia mortale, rifugiarti nel mistico paradiso e dimora-

re per sempre nel regno eterno.
45. AHIMÈ! AHIMÈ! O AMANTI DEI DESIDERI MON-
DANI!

Veloci come la folgore voi siete passati accanto all’Amato e a-

vete dato i vostri cuori in balia di fantasie sataniche. Vi proster-

nate dinanzi alle vostre vane immaginazioni e le chiamate verità.

Volgete gli occhi verso la spina e la chiamate fiore. Non un alito

puro avete esalato, né l’aura della rinunzia ha spirato dai prati di

vostri cuori. Avete disperso al vento gli amorevoli consigli

dell’Amato, cancellandoli completamente dalla tavola dei vostri

cuori: simili alle bestie dei campi, v’aggirate e vivete fra i pasco-

li del desiderio e della passione.
46. O FRATELLI SULLA VIA!

Perché avete trascurato di menzionare l’Amato e vi tenete lon-

tani dalla Sua sacra presenza? L’essenza della bellezza è

nell’impareggiabile padiglione, assisa sul trono della gloria,

mentre voi v’affannate in vane contese. I sacri aromi della santi-

tà esalano e il soffio della munificenza spira, eppure voi ne siete

privi e siete tutti in grave angoscia. Miseri voi e miseri coloro

che camminano sul vostro sentiero e seguono le vostre orme!

47. O FIGLI DEL DESIDERIO!

Deponete le vesti della vanagloria e spogliatevi dell’abito

dell’alterigia.

Nella terza delle santissime righe, scritte e registrate nella Ta-

vola di Rubino dalla penna dell’invisibile, è rivelato questo:

48. O FRATELLI!

Siate tolleranti gli uni con gli altri e non ponete il vostro affetto

sulle cose di quaggiù. Non insuperbite della vostra gloria e non

vi vergognate dell’avvilimento. In nome della Mia bellezza! Ho

creato tutte le cose dalla polvere e in polvere tornare le farò.

49. O FIGLIOLI DELLA POLVERE!

Narrate al ricco quanto sospiri il povero nel colmo della notte,

affinché l’indifferenza non lo conduca sulla via della distruzione

e non lo privi dell’Albero dell’Opulenza. Il donare e l’essere ge-

nerosi sono attributi Miei; beato colui che s’adorna delle Mie

virtù.
50. O QUINTESSENZA DELLA PASSIONE!

Deponi ogni cupidigia e sii pago, poiché il cupido è stato sem-

pre in privazioni e il pago sempre amato e lodato.

51. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!

Non turbarti nella povertà e non essere fiducioso nella ricchez-

za, poiché alla povertà segue la ricchezza e alla ricchezza la po-

vertà. Eppure l’esser povero di tutto eccetto Dio è un dono mi-

rabile; non ne sminuire il valore, poiché alla fine ti farò ricco in

Dio e così conoscerai il significato del detto “In verità voi siete i

poveri” e le sacre parole “Iddio è colui che tutto possiede” ri-

splenderanno gloriosamente, come l’alba all’apparir del giorno,

sull’orizzonte del cuore dell’amante e rimarranno salde sul tro-

no dell’opulenza.
52. O FIGLIOLI DELLA NEGLIGENZA E DELLA PAS-
SIONE!

Avete permesso al Mio nemico d’entrare nella Mia casa e scac-

ciato il Mio amico, poiché avete serbato nel santuario del vostro

cuore l’amore per altri che Me. Date ascolto ai detti dell’Amico

e volgetevi verso il Suo paradiso. Gli amici mondani, alla ricerca

del loro vantaggio, sembrano amarsi, mentre il vero Amico vi ha

amato e tuttora vi ama per voi stessi. In verità per guidarvi Egli

ha sofferto innumerevoli calamità. Non mancate di fede a un

tale Amico, bensì accorrete a Lui. Quest’è l’astro della parola di

verità e di fede, sorto sull’orizzonte della penna del Signore

d’ogni Nome. Tendete le orecchie affinché possiate udire la pa-

rola di Dio Che aiuta nel pericolo e Che da Sé esiste.

53. O VOI CHE V’INORGOGLITE DELLE RICCHEZZE
PERITURE!

Sappiate in verità che la ricchezza è una potente barriera tra il

ricercatore e l’oggetto del suo desiderio, tra l’amante e

l’oggetto del suo amore. I ricchi, tranne alcuni, non giungeran-

no mai alla corte della Sua presenza, né entreranno nella città

dell’appagamento e della rassegnazione. Meritevole è quindi

chi, pur essendo ricco, non è dalle sue ricchezze tenuto lontano

dal reame eterno, né privato del dominio imperituro. Nel Nome

Supremo! Lo splendore d’un uomo così opulento illuminerà gli

abitatori dei cieli, così come il sole illumina le genti della terra!

54. O VOI RICCHI DELLA TERRA!

I poveri fra voi sono il Mio pegno; prendetene cura e non siate

intenti soltanto al vostro benessere!
55. O FIGLIO DELLA PASSIONE!

Tèrgiti dalla contaminazione delle ricchezze e procedi in pace

perfetta nel regno della povertà, cosicché dalla fonte della ri-

nunzia tu possa libare il vino della vita immortale.

56. O FIGLIO MIO!

La compagnia dell’empio accresce il dolore, mentre l’amicizia

del giusto deterge la ruggine dal cuore. Colui che cerca la co-

munione con Dio vada a cercare la compagnia dei Suoi amati; e

chi desidera ascoltare la parola di Dio, presti orecchio alle paro-

le dei Suoi prescelti.
57. O FIGLIO DELLA POLVERE!

Bada! Non praticare l’empio e non associarti con lui, perché la

sua compagnia tramuta la radiosa luce del cuore in fuoco infer-

nale.
58. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!

Se agogni la grazia dello Spirito Santo, entra in comunanza col

giusto, poiché egli ha bevuto alla coppa della vita eterna dalle

mani dell’immortale Coppiere e, così come il vero mattino, il-

lumina e risuscita i cuori dei morti.
59. O INDIFFERENTI!

Non crediate che i segreti dei cuori siano nascosti; tutt’altro.

Sappiate con certezza che essi sono incisi a chiare lettere aper-

tamente visibili al sacro Cospetto.
60. O AMICI!

In verità vi dico: qualunque cosa abbiate celata nel cuore Ci è

chiaramente manifesta come la luce del giorno; ma che ciò sia

celato è per Nostra grazia e Nostro favore e non perché voi lo

meritiate.
61. O FIGLIO DELL’UOMO!

Dall’insondabile oceano della Mia misericordia, feci cadere sui

popoli del mondo una goccia di rugiada, eppure non trovai nes-

suno ad accoglierla, poiché ogni uomo s’è distolto dal vino ce-

lestiale dell’Unità per volgersi verso le sozze fecce dell’impurità

e, pago della coppa mortale, ha messo da parte il calice della

bellezza immortale. Abietto è ciò di cui si è appagato.

62. O FIGLIO DELLA POLVERE!

Non distogliere gli occhi dall’impareggiabile vino dall’Amato

immortale e non li volgere sulle sozze fecce mortali. Prendi dal-

le mani del divino Coppiere il calice della vita immortale, affin-

ché ti sia data ogni saggezza e tu possa ascoltare la mistica voce

che chiama dal regno dell’invisibile. Levate alte grida, o voi che

avete basse mire! Perché abbandonaste il Mio vino santo e im-

mortale per l’evanescente acqua?
63. O POPOLI DEL MONDO!

Sappiate in verità che un’impreveduta calamità v’insegue e una

dolorosa punizione v’attende. Non crediate che le azioni che

commesse siano state occultate alla Mia vista. Per la Mia bel-

lezza! Ogni vostro atto è stato inciso dalla Mia penna, a chiare

lettere, su tavole di crisòlito.
64. O OPPRESSORI SULLA TERRA!

Ritraete le mani dalla tirannia poiché Mi sono impegnato a non

perdonare alcuna ingiustizia. Questo è il Mio patto, che ho irre-

vocabilmente decretato nella tavola nascosta e suggellata col

Mio sigillo.
65. O RIBELLI!

La Mia indulgenza v’ha imbaldanziti e la Mia tolleranza v’ha

resi negligenti in tal guisa che avete spronato il focoso destriero

della passione per le perigliose vie che conducono alla distru-

zione. Credete voi che fossi sbadato o inconsapevole?

66. O GENTE ERRANTE!

Vi diedi la lingua per far menzione di Me, non la contaminate

con la calunnia. Se la fiamma dell’egoismo vi sopraffà, rammen-

tate le vostre colpe e non quelle delle Mie creature, inquantoché

ciascuno di voi conosce se stesso meglio degli altri.

67. O FIGLIOLI DELLA FANTASIA!

Sappiate in verità che allorquando l’alba radiosa irromperà

sull’orizzonte dell’eterna santità, i segreti satanici e le azioni

compiute nel buio della notte saranno esposti nudi e palesi in-

nanzi ai popoli della terra.
68. O ERBA NATA DALLA POLVERE!

Perché queste tue mani imbrattate non hanno toccato prima le

tue vesti e perché, col cuore contaminato dal desiderio e dalla

passione, cerchi d’entrare in comunione con Me e di penetrare

nel Mio sacro regno? Lungi, ben lungi voi siete da ciò che desi-

derate!
69. O FIGLI D’ADAMO!

Le sante parole e le azioni pure e pie ascendono al paradiso del-

la gloria celestiale. Sforzatevi affinché le vostre azioni mondate

dalla polvere dell’egoismo e dell’ipocrisia trovino favore alla

corte della gloria, poiché fra non molto i saggiatori

dell’umanità, alla santa presenza dell’Adorato, non accetteranno

altro che virtù assoluta e azioni d’immacolata purezza. Quest’è

l’astro della saggezza e del divino mistero che ha brillato

sull’orizzonte del volere divino. Benedetti coloro che vi si vol-

gono.
70. O FIGLIO DELLA MONDANITÀ!

Dilettoso è il regno dell’esistenza, sol che tu possa penetrarvi;

glorioso il dominio dell’eternità, sol che tu travalichi il mondo

mortale; dolce la santa estasi, sol che tu beva al mistico calice

dalle mani del Giovane celestiale. Se tu raggiungessi questo sta-

to, saresti liberato dalla distruzione e dalla morte, dalla fatica e

dal peccato.
71. O AMICI MIEI!

Rammentate il patto che avete stipulato con Me sul Monte di

Paran, situato entro i sacri domini di Zaman. Ho preso a testi-

moni le moltitudini dei cieli e gli abitatori della città eterna, ep-

pure ora non trovo più uno che sia fedele al patto. Indubbia-

mente l’orgoglio e la ribellione l’hanno cancellato dai cuori in

tal guisa che non ne rimane traccia. Ma pur sapendolo, attesi e

non lo palesai.
72. O MIO SERVO!

Tu sei come una spada di tempra finissima celata nel buio della

sua guaina, il cui pregio è ignoto all’artefice. Epperciò, svinco-

lati dalla guaìna dell’egoismo e del desiderio, affinché il tuo va-

lore si faccia risplendente e manifesto a tutto il mondo.

73. O AMICO MIO!

Tu sei l’astro dei cieli della Mia santità, non permettere che le

contaminazioni del mondo offuschino il tuo splendore. Lacera i

veli dell’incuria, affinché tu possa emergere risplendente dalle

nubi e adornare tutte le cose con il manto della vita.

74. O FIGLIOLI DELLA VANAGLORIA!

Per una sovranità fugace, avete abbandonato il Mio dominio

imperituro e vi siete adornati con la gaia livrèa del mondo me-

nandone vanto. Per la Mia bellezza! Tutti Io radunerò sotto il

manto unicolore della polvere, distruggendo tutti questi diversi

colori eccetto coloro che scelgono il Mio, che equivale a mon-

darsi da ogni colore.
75. O FIGLIOLI DELLA NEGLIGENZA!

Non riponete i vostri affetti sulla sovranità mortale e non gioite-

ne. Voi siete per l’appunto come l’uccello incauto che fiducioso

gorgheggia sul ramo, finché ad un tratto la Morte uccellatrice lo

getta nella polvere e le melodie, la forma ed il colore scompaio-

no senza lasciare traccia. E perciò state attenti, o schiavi del de-

siderio!
76. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!

La guida è sempre stata data con le parole, e ora è data con a-

zioni. Ognuno deve palesare azioni pure e sante, perché le paro-

le appartengono a tutti, mentre tali azioni appartengono soltanto

ai Nostri prediletti. Prodigatevi adunque con tutto il cuore e con

tutta l’anima per distinguervi con le vostre azioni. Tale è il No-

stro consiglio in questa santa e risplendente tavola.

77. O FIGLIO DELLA GIUSTIZIA!

Nottetempo la bellezza dell’Essere immortale si è rifugiata dalle

alture smeraldine della fedeltà sotto il Sadratu’l-Muntahá e ha

pianto un tal pianto che le moltitudini dei cieli e gli abitatori dei

regni superni gemettero ai Suoi lamenti. Fu chiesto allora: Per-

ché questi gemiti e pianti? Egli rispose: Com’era stato richiesto,

Mi soffermai in attesa sul colle della fedeltà, ma non Mi giunse

la fragranza della fedeltà da coloro che dimorano in terra. Indi,

richiamato indietro, vidi, ohimè‚ talune colombe di santità cru-

delmente tormentate fra le unghie dei cani della terra. E allora la

Fanciulla del cielo s’affrettò ad uscire, splendida e senza veli,

dalla Sua mistica magione e chiese i loro nomi e tutti le furon

detti tranne uno. Alla sua insistenza, la prima lettera ne fu profe-

rita, al che gli abitatori delle camere celesti irruppero dalla loro

abitazione di gloria. E mentre la seconda lettera era pronunzia-

ta, essi caddero, dal primo all’ultimo, giù nella polvere. In

quell’istante dal più recondito santuario si udì una voce: “Fin

qui e non oltre”. In verità Noi diamo testimonianza di quel che

essi hanno compiuto e stanno ora compiendo.
78. O FIGLIO DELLA MIA ANCELLA!

Dalla lingua del Misericorde dissètati al rivo del divino mistero

che fluisce e mira nella fonte della parola divina lo splendore

svelato dell’astro della sapienza. Spargi i semi della Mia saggez-

za divina nel puro terreno del cuore e annaffiali con le acque

della certezza, affinché i giacinti del sapere e della saggezza

possano sbocciare verdi e rigogliosi dalla sacra città del cuore.

79. O FIGLIO DEL DESIDERIO!

Per quanto tempo ti librerai nei regni del desiderio? Ti ho con-

cesso le ali affinché tu potessi volare verso i regni della mistica

santità e non verso le regioni della fantasia satanica. Il pettine

anche ti ho donato affinché tu potessi ravviare le Mie ciocche

corvine e non per lacerare la Mia gola!
80. O MIEI SERVI!

Voi siete gli alberi del Mio giardino; dovete produrre benefici e

meravigliosi frutti, acciocché voi e gli altri possiate profittarne.

Epperciò incombe ad ognuno l’obbligo di darsi ad arti o profes-

sioni, perché in esse sta il segreto della ricchezza, o uomini che

capite! Poiché i risultati dipendono dai mezzi, e la gloria di Dio

vi sarà in tutto sufficiente. Gli alberi che non danno frutto sono

stati e saranno sempre destinati al fuoco!
81. O MIO SERVO!

Gli uomini più abbietti sono quelli che non danno frutto sulla

terra. Tali uomini in verità sono considerati fra i morti, anzi al

cospetto di Dio valgono più i morti che non codeste anime o-

ziose e ignave.
82. O MIO SERVO!

I migliori degli uomini sono quelli che si guadagnano da vivere

col proprio lavoro e spendono i loro proventi a beneficio pro-

prio e del loro prossimo per amor di Dio, il Signore di tutti i

mondi.

La sposa mistica e meravigliosa fino ad ora nascosta sotto i

veli della favella, è stata ora, per grazia di Dio e del Suo divi-

no favore, palesata così come la luce risplendente che irradia

dalla bellezza del Dilettissimo. Io fo’ testimonianza, o amici,

che il favore è completo, la discussione esaurita, la prova ma-

nifesta e l’evidenza accertata. Mostrate che cosa riveleranno i

vostri tentativi sul sentiero della rinunzia. In tal guisa il divino

favore è stato pienamente largito a voi e a tutti coloro che sono

in cielo e in terra. Ogni lode a Dio, il Signore di tutti i Mondi!


Table of Contents: Albanian :Arabic :Belarusian :Bulgarian :Chinese_Simplified :Chinese_Traditional :Danish :Dutch :English :French :German :Hungarian :Italian :Japanese :Norwegian :Persian :Portuguese :Romanian :Russian :Spanish :Turkish :Ukrainian :