La Pace Mondiale, un segno distintivo dell'emergente civiltà globale, sarà realizzata come
espressione tangibile del principio dell'unicità dell'umanità. Questa assicurazione viene data dagli
insegnamenti di Bahá'u'lláh. Tale pace sarà il risultato del culminare di due processi distinti ma
simultanei, che traggono forza l'uno dall'altro: uno che porta all'unità spirituale della razza umana,
detta "la Più Grande Pace"; l'altro che porta all'unità politica delle nazioni, conosciuta come "Pace
Minore". La prima è una meta lontana, che richiede un cambiamento imponente della condotta
umana che solo una fede religiosa può assicurare; l'altra è più immediata e può già essere scorta
sull'orizzonte politico. L'una è direttamente collegata con gli sforzi della comunità baha'i per
promuovere il principio cardine della loro Fede; l'altra dipende dalle azioni dei leader politici del
mondo e in nessun modo è legata a piani o azioni da parte dei Baha'i. L'unità politica delle nazioni
implica il raggiungimento di relazioni che permettano loro di risolvere questioni di portata
internazionale tramite consultazioni piuttosto che con l'uso delle armi e che porterà alla formazione
di un governo mondiale. Il raggiungimento della pace nel campo politico è riconducibile alla messa
in atto di un processo che si può dire si sia già stabilito definitivamente nel corso del ventesimo
secolo in mezzo al terrore e al subbuglio che hanno così largamente caratterizzato questo periodo. È
interessante notare che la maggioranza delle nazioni si è formata nel corso di questo secolo e che
esse hanno optato per relazioni pacifiche fra di esse entrando a far parte delle Nazioni Unite e
partecipando a organizzazioni di area che facilitano il funzionamento comune. Inoltre il processo di
unificazione politica si sta accelerando con il risveglio di una coscienza pacifica tra i popoli del
mondo che dà valore al lavoro delle Nazioni Unite, e tramite conquiste scientifiche e tecnologiche,
che hanno già ristretto e trasformato il mondo in un singolo, complesso organismo.
Le orrende esperienze di due guerre mondiali che hanno dato il via dapprima alla Lega delle
Nazioni e poi alle Nazioni Unite; la frequenza con cui leader mondiali, in particolare negli anni
novanta, si sono incontrati e si sono accordati per una risoluzione ai problemi del mondo; l'appello
per un ordine mondiale che è scaturito dalla partecipazione di questi leader alla celebrazione del
cinquantesimo anniversario delle Nazioni Unite; il moltiplicarsi di organizzazioni civili in campo
sociale che concentrano l'attenzione su una gamma di questioni internazionali e operano su reti di
attività sempre più vaste; la nascita di tribunali internazionali; i rapidi sviluppi nella tecnologia delle
comunicazioni che hanno creato un mondo senza confini, tutte queste sono tra le ampie prove di un
moto verso pacifiche relazioni internazionali che è chiaramente divenuto irreversibile.
Gli scritti baha'i indicano che la pace tra le nazioni sarà stabilita nel ventesimo secolo; dicono, però,
che un fermento universale e spaventosi sovvertimenti sociali segneranno la transizione da un
mondo bellicoso verso un mondo pacifico, ma non indicano che accada alcuno specifico evento
catastrofico alla fine del secolo. È inevitabile che il movimento che porta all'unità mondiale debba
andare incontro a tendenze opposte radicate in abitudini pervicaci di sciovinismo e partigianeria che
rifiutano di arrendersi alle aspettative di un'era nuova. La straziante sofferenza imposta da
condizioni quali povertà, guerra, violenza, fanatismo, malattie e degrado ambientale, a cui masse di
esseri umani sono soggetti, è una conseguenza di questa opposizione. E quindi, prima che la pace
delle nazioni maturi in una realtà completa, si deve passare attraverso difficili stadi, simili a quelli
vissuti dalle singole nazioni fino a quando non giunsero al loro consolidamento interno. Ma una
cosa è innegabile: il processo verso la pace è di gran lunga avanzato.