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Casa Universale di Giustizia : 31-05-88 su ineleggibilità donne nella Casa
31 maggio 1988

All’Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í della Nuova Zelanda

Cari amici Bahá’í,

siamo stati informati di un documento presentato a un recente convegno di Studi Bahá’í neozelandesi, che esprime la possibilità che l’ineleggibilità delle donne fra i membri della Casa Universale di Giustizia possa essere un provvedimento temporaneo soggetto a cambiamenti in un processo di espressione progressiva dello scopo divino. Presentiamo i seguenti punti come strumento per accrescere la comprensione degli amici di questo ben preciso provvedimento dell’Ordine di Bahá’u’lláh che l’appartenenza alla Casa Universale di Giustizia è limitata agli uomini.

Il sistema dell’Amministrazione Bahá’í è «indissolubilmente legato alle verità essenziali della Fede» esposte negli scritti di Bahá’u’lláh e ‘Abdu'l-Bahá. Una caratteristica peculiare di questo sistema è la nomina di interpreti autorizzati, nelle persone di ‘Abdu'l-Bahá e del Custode, per fornire affermazioni autorevoli sull’intento della Rivelazione di Bahá’u’lláh. Scrivendo nella «Dispensazione di Bahá’u’lláh», Shoghi Effendi ha affermato che il Custode partecipa «con ‘Abdu'l-Bahá al diritto e all’obbligo d’interpretare gli insegnamenti Bahá’í». Quanto alla propria funzione di interprete, egli affermò ulteriormente che «il Custode è stato specificamente dotato del potere necessario a rivelare il significato o a svelare il fine dei detti di Bahá’u’lláh e di ‘Abdu’l-Bahá». Il significato di questa importante disposizione è che la religione di Dio è custodita e protetta contro gli scismi e la sua unità essenziale è preservata.

La funzione degli interpreti nominati da Dio è evidente nella progressiva divulgazione e chiarificazione dei dettagli degli insegnamenti Bahá’í circa i membri della Casa Universale di Giustizia. Bahá’u’lláh nei Suoi Scritti ordinò sia la Casa Universale di Giustizia sia le Case Locali di Giustizia. Ma in molte delle Sue leggi Egli semplicemente menziona la «Casa di Giustizia» e i suoi membri come «Uomini della Giustizia», lasciando aperto a ulteriore chiarimento a quale livello o livelli dell’intera istituzione ciascuna legge è pertinente. ‘Abdu’l-Bahá, Centro del Patto di Bahá’u’lláh e infallibile Interprete della Sua Parola, non solo previde la formazione dell’Assemblea Spirituale Nazionale, che sarebbe stata chiamata in futuro Casa Secondaria di Giustizia, ma spiegò anche i mezzi per l’elezione della Casa Universale di Giustizia. Nelle Volontà e Testamento il Maestro scrisse:

E ora, riguardo alla Casa di Giustizia che Iddio ha preordinato quale fonte d’ogni bene e libera da errore, essa dev’essere eletta a suffragio universale, cioè dai credenti.... Con questa "Casa" s’intende la Casa Universale di Giustizia: cioè in ogni paese deve essere istituita una Casa secondaria di Giustizia e queste Case secondarie di Giustizia devono eleggere i membri di quella universale.

(p. 15)
E in una delle Sue Tavole aveva già scritto:

In qualunque momento tutti i diletti di Dio eleggono in ciascun paese i propri delegati e questi a loro volta eleggono i propri rappresentanti, e costoro eleggono un’istituzione, questa sarà considerata la Suprema Casa di Giustizia.

Nel seguente passo, ‘Abdu’l-Bahá dice che membri della «Casa di Giustizia» possono essere solo uomini, senza designare specificamente il livello o i livelli dell’istituzione alla quale questo provvedimento si riferiva:

Ma la Casa di Giustizia, secondo il testo esplicito della Legge di Dio, è riservata agli uomini: così è per una saggezza del Signore Iddio che fra non molto sarà palesata chiaramente come il sole a mezzodì.

(Antologia, p. 82)

In seguito il Maestro chiarì che solo nella Casa Universale di Giustizia l’appartenenza era limitata agli uomini. ‘Abdu’l-Bahá scrisse:

Secondo le ordinanze della Fede di Dio, le donne sono uguali agli uomini in tutti i diritti fuorché quello dell’essere membri della Casa Universale di Giustizia, perché, come è stato detto nel testo del Libro, il capo e i membri della Casa di Giustizia sono uomini. Ma, in tutte le altre istituzioni, come il Comitato per la Costruzione del Tempio, il Comitato per l’Insegnamento, l’Assemblea Spirituale, e nelle associazioni benefiche e scientifiche, le donne condividono tutti i diritti alla pari con gli uomini.

(da una Tavola recentemente tradotta)

Shoghi Effendi, in una lettera scritta a suo nome a un credente, fornì la seguente autorevole elaborazione di questo tema:

Quanto alla sua domanda sui membri della Casa Universale di Giustizia, esiste una Tavola di ‘Abdu’l-Bahá nella quale Egli afferma chiaramente che i membri della Casa Universale di Giustizia possono essere solo uomini, e che la saggezza di questo fatto sarà completamente rivelata e apprezzata in futuro. Ma nelle Case di Giustizia locali e Nazionali le donne hanno tutti i diritti di essere membri. Perciò, esse non possono essere elette solo nella Casa Internazionale...

(28 luglio 1936)

‘Abdu’l-Bahá, si deve notare, aveva affermato, come i summenzionati estratti delle Sue Tavole attestano, che l’ineleggibilità delle donne alla Casa Universale di Giustizia era stata esposta «nel testo del Libro» e «nel testo esplicito della Legge di Dio». In altre parole, questo provvedimento è stato stabilito da Bahá’u’lláh in Persona.

Inoltre, rispondendo ad alcune domande sulla ineleggibilità e sulle procedure per l’elezione della Casa Universale di Giustizia, il segretario del Custode scrivendo a suo nome fece una distinzione fra le domande alle quali si poteva rispondere facendo riferimento al Testo «esplicitamente rivelato» e quelle alle quali non lo si poteva. La questione dell’appartenenza alla Casa Universale di Giustizia cade nella prima categoria. La lettera diceva:

I membri della Casa Universale di Giustizia possono essere solo uomini. Il numero dei membri, le procedure per la sua elezione e i termini del mandato si conosceranno in seguito, perché non sono esplicitamente rivelati nel Sacro Testo.

(27 maggio 1940)

Quindi, ‘Abdu’l-Bahá e il Custode hanno progressivamente rivelato, per ispirazione divina, il significato e le implicazioni degli insegnamenti originari di Bahá’u’lláh. Le loro interpretazioni sono fondamentali dichiarazioni di verità che non possono essere modificate dalla Casa Universale di Giustizia con una legge.

La progressiva chiarificazione dei dettagli delle leggi riguardanti i membri delle Case di Giustizia è stato accompagnato da una graduale applicazione delle loro clausole. Per esempio, in base ai Testi disponibili ai credenti a quel tempo, all’inizio i membri delle Case Locali di Giustizia furono solo uomini. Quando il Maestro incominciò a soffermarSi sulla differenza fra i livelli di questa Istituzione, Egli chiarì che l’esclusione delle donne valeva solo per la Casa Universale di Giustizia. In seguito a questo, le donne divennero eleggibili a servire in qualità di membri delle Assemblee Spirituali Locali e Nazionali. Le donne occidentali, che già godevano dei privilegi dell’istruzione e delle opportunità del coinvolgimento sociale, parteciparono a questa forma di servizio molto prima, per esempio, delle loro sorelle Bahá’í in Iran, cui questo diritto fu accordato solo nel 1954, «rimuovendo così l’ultimo ostacolo che restava nella applicazione della completa parità di diritti nella conduzione degli affari amministrativi della Comunità Bahá’í persiana». È importante notare che la scelta del momento dell’introduzione dei provvedimenti che le interpretazioni di ‘Abdu’l-Bahá e del Custode in relazione alle Assemblee Spirituali Locali e Nazionali comportavano, piuttosto che costituire una risposta a condizioni o pressioni esterne, fu dettato dal principio della progressiva applicazione delle leggi, secondo l’ingiunzione di Bahá’u’lláh. A proposito dell’applicazione delle leggi, Bahá’u’lláh scrisse in una delle Sue Tavole:

In verità le leggi di Dio sono come l’oceano e i figli degli uomini come pesci, se solo lo sapessero. Ma, nell’osservarle si deve esercitare tatto e saggezza .... Si deve guidare l’umanità all’oceano della vera comprensione in spirito di amore e tolleranza.

Come è già stato detto, la legge sui membri della Casa Universale di Giustizia è inserita nel Testo ed è stata semplicemente riaffermata dagli interpreti nominati da Dio. Pertanto non è né passibile di cambiamento né soggetta a speculazioni su possibili condizioni future.

Quanto alla condizione femminile, è importante che i Bahá’í ricordino che di fronte alle categoriche affermazioni degli Scritti Bahá’í che stabiliscono la parità fra uomini e donne, l’ineleggibilità delle donne alla Casa Universale di Giustizia non costituisce un segno della superiorità degli uomini sulle donne. Si deve anche tenere a mente che le donne non sono escluse da alcun’altra istituzione internazionale della Fede. Se ne trovano nei ranghi delle Mani della Causa. Servono come membri del Centro Internazionale per l’Insegnamento e come Consiglieri Continentali. E non c’è nulla nel Testo che ne precluda la partecipazione a futuri enti internazionali come il Tribunale Supremo.

Anche se per il momento potrà essere difficile per i credenti capire le ragioni per cui l’appartenenza alla Casa Universale di Giustizia è limitata agli uomini, invitiamo gli amici a essere rassicurati dalla promessa del Maestro che la chiarezza di comprensione sarà conseguita a tempo debito. Gli amici, uomini e donne, devono accettare con questa fede che il Patto di Bahá’u’lláh aiuterà loro e le istituzioni del Suo Ordine Mondiale a vedere la realizzazione di ogni principio ordinato dalla Sua infallibile Penna, inclusa la parità di uomini e donne, esposta negli Scritti della Causa.

Con amorevoli saluti Bahá’í

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