Il Centro Internazionale di Insegnamento ha preparato il documento allegato dal titolo "Gli Istituti di Addestramento e la Crescita Sistematica" il quale costituisce la sequenza di quello dell'aprile 1998 che fu consegnato ai delegati durante l'Ottava Convenzione Internazionale Bahà'i. L'opinione della Casa Universale di Giustizia è che tale documento sarà di considerevole importanza per coloro che sono coinvolti nel funzionamento degli istituti di formazione.
Con amorevoli saluti baha'iDocumento redatto dal Centro Internazionale di Insegnamento
Febbraio 2000Nel suo messaggio del Ridvan 153 la Casa Universale di Giustizia ha posto la realizzazione e lo sviluppo degli istituti di addestramento nel contesto dei notevoli cambiamenti che caratterizzeranno il progresso della Fede in questo periodo della storia bahá'í.
I prossimi quattro anni saranno un periodo speciale della storia della nostra Fede, una svolta di dimensioni epocali. Quello che ora gli amici di tutto il mondo sono invitati a fare è dedicare se stessi, le proprie risorse mentali, i propri talenti e il proprio tempo allo sviluppo di una rete di istituti di addestramento su scala mai prima sperimentata. 1
Nell'esaminare lo sviluppo degli istituti di formazione nel corso del Piano dei Quattro Anni, siamo stupiti di constatare il livello in cui questa visione è stata realizzata. La rete di istituti di addestramento che avvolge il globo è di circa 350 in 170 paesi e quasi 100.000 credenti hanno partecipato almeno ad un corso di istituto. La portata di questo esito positivo trova un suo parallelo soltanto nell'"incalcolabile potenziale" che essa auspica per l'acceleramento del processo dell'entrata in truppe.
Lo scopo degli istituti di addestramento era stato chiarito ed elaborato nel documento dell'aprile 1998 dal titolo "Istituti di Addestramento", un documento preparato e approvato dalla Casa Universale di Giustizia. Basandosi su questa delucidazione del processo dell'istituto, le comunità nazionali hanno iniziato a focalizzare i loro sforzi sull'elaborazione di una sequenza di corsi mirati a generare negli amici capacità e impegno per svolgere atti di servizio. Un maggior accento era stato posto sulla decentralizzazione del processo dell'istituto in modo da raggiungere un numero sempre maggiore di credenti. Gli ultimi due anni sono stati testimoni non solo dell'espansione degli istituti di formazione in tutto il mondo ma anche di un più profondo apprezzamento, in tutto il mondo bahá'i, del singolare e vitale ruolo che gli istituti devono avere nel promuovere una crescita sistematica.
Questo documento offre un esame dello sviluppo del processo dell'istituto dalla pubblicazione del documento dell'Aprile 1998 in poi. L'analisi è strutturata secondo le norme date dalla Casa di Giustizia alle Assemblee Spirituali Nazionali negli ultimi due anni sull'argomento degli istituti di addestramento. E' composta di quattro sezioni:
1. ESPERIEZA DEL PROCESSO DI ISTITUTO3. SISTEMATICITA' DELL'INSEGNAMENTO (PROGRAMMI DI CRESCITA DI AREA)
4. SFIDE CHE GLI ISTITUTI DI FORMAZIONE DEVONO AFFRONTARE
4.1 Qualità ed efficaciaNel suo messaggio del Ridván 156 la Casa Universale di Giustizia si riferiva alla "dimostrata efficacia degli istituto di formazione". Per comprendere meglio il potenziale di vasta portata degli istituti e il loro impatto sul progresso della Fede, potrebbe essere utile considerare gli elementi che caratterizzano un efficace istituto di formazione. Qual'è la struttura amministrativa che si è dimostrata capace di implementare i programmi dell'istituto? Quale grado di collaborazione fra le istituzioni della Fede ha aiutato a promuovere il processo dell'istituto? Sono stati assimilati alcuni principi per lo sviluppo del curriculum? C'è un sistema di diffusione che si è dimostrato efficace in modo particolare? Per rispondere a queste e ad altre domande offriamo qui l'esperienza di comunità nazionali di tutto il mondo le quali, con la guida della Casa di Giustizia, hanno fatto passi avanti nello sviluppo degli istituti di formazione con straordinaria rapidità e con ampi risultati.
Il documento "Istituti di Addestramento", presentato dalla Casa di Giustizia alla Convenzione Internazionale del 1998, descriveva le modifiche nelle comunità nazionali e come l'istituto di addestramento avrebbe potuto acquisire forme diverse a seconda delle caratteristiche dei vari paesi e della natura e misura della loro comunità bahá'i. Comunque l'osservazione più rilevante che si possa fare nell'analizzare la crescita degli istituti di formazione nel mondo negli ultimi due anni, è che ci sono considerevoli paralleli fra i programmi che hanno avuto maggior successo e che, nello sviluppo degli istituti di formazione, c'è una direzione comune di pensiero e di azione emersa dalla messa in opera dell'accurata guida della Casa di Giustizia in questa impresa mondiale.
1.1 Struttura AmministrativaNella maggior parte dei paesi del mondo la struttura amministrativa fondamentale degli istituti di addestramento si è basata sulla realizzazione di un istituto nazionale con un suo direttivo. In alcune comunità nazionali con una popolazione bahá'i abbastanza numerosa o sparsa su una grande area geografica, e generalmente laddove esistono i Consigli Regionali Bahá'i, sono stati organizzati istituti regionali con il proprio direttivo. Nella maggioranza di questi casi le Assemblee Spirituali Nazionali hanno stabilito che il direttivo dell'istituto si riferisse ai Consigli Regionali mentre le Assemblee Nazionali stesse hanno tracciato un piano d'azione e norme per lo sviluppo del processo dell'istituto in generale.
I direttivi degli istituti di addestramento di tutto il mondo hanno assunto la loro responsabilità con efficacia, eseguendo le loro funzioni con la supervisione o dell'Assemblea Nazionale o dell'appropriato Consiglio Regionale ed hanno dimostrato di aver ben compreso la natura del loro ruolo. Le persone incaricate del direttivo dell'istituto devono essere preparate a conoscere le sfide e le prospettive di uno sviluppo delle risorse umane, devono essere consapevoli della necessità di focalizzarsi sull'addestramento ed essere capaci di lavorare efficientemente in piccoli gruppi. La collaborazione dei due rami dell'Ordine Amministrativo nel processo di nomina si è dimostrato essenziale.
Se si nomina un direttivo, i suoi membri dovrebbero essere selezionati dall'Assemblea Spirituale Nazionale in consultazione con i Consiglieri e con il loro pieno sostegno...2
Quando i Consiglieri, le Assemblee Nazionali e il direttivo dell'istituto studiano come offrire i corsi ad un numero crescente di credenti, viene generalmente sollevata la questione della necessità di una struttura amministrativa. La Casa di Giustizia ha consigliato di non istituire un elaborato sistema di diramazioni regionali che può rivelarsi costoso e richiedere lo stesso che i credenti si rechino in una località centrale:
...in questa fase del vostro lavoro per creare risorse umane non è necessario fondare ramificazioni regionali, che, generalmente, comportano un costo elevato sia per il mantenimento del luogo e l'attrezzatura, sia per le spese di trasporto, vitto e alloggio da parte dei partecipanti. 3
Piuttosto che ramificazioni regionali, una struttura che si è dimostrata efficiente è stata quella di nominare dei coordinatori regionali che curino la diffusione dei corsi di istituto nelle comunità locali della regione. Man mano che in una zona il numero di circoli di studio aumenta, i coordinatori regionali sono necessari per incoraggiare e sostenere l'impegno degli insegnanti, per promuovere un'ulteriore moltiplicazione dei circoli si studio e per coordinare il lavoro dell'istituto con le istituzioni della zona.
In alcune comunità nazionali c'è stata una proliferazione di attività alle quali si è riferito come "istituti". E' stato necessario chiarire che queste iniziative locali, per la maggiore focalizzate sull'approfondimento, benché apprezzabili, non erano "istituti" come indicato dalla Casa di Giustizia. A questo proposito è importante fare una distinzione fra queste iniziative e la diffusione dei corsi di istituto a livello locale come parte di un programma nazionale o regionale che offra un addestramento ad un crescente numero di credenti. La Casa di Giustizia spiega:
Man mano che i credenti acquisteranno una più chiara comprensione dello scopo della Casa di Giustizia nella raccomandazione di dar vita agli istituti, queste attività locali verranno gradualmente collegate, come ramificazioni o gruppi di studio, ad un istituto regionale che raggiungerà una popolazione molto più ampia. In questo contesto, la definizione di una regione sarà necessariamente diversificata... Di là da questo, con il rafforzamento degli istituti regionali, il concetto di istituto di formazione diventerà, nella mente degli amici, sempre più distinto da quello della classe di approfondimento locale o di un gruppo di insegnamento. 4
1.2 CollaborazioneNel suo messaggio di Ridvan 153 e in altre lettere, la Casa di Giustizia raccomanda una stretta collaborazione fra i due rami dell'Amministrazione per sviluppare gli istituti. Analizzando la crescita e il progresso degli istituti di formazione durante il Piano di Quattro Anni, una delle conclusioni più rilevanti è stata l'importanza della consultazione fra i Consiglieri e le Assemblee Spirituali Nazionali sull'orientamento e sul funzionamento degli istituti di addestramento. Nella misura in cui una stretta collaborazione è stata raggiunta, si è creata un'equivalente probabilità che il processo dell'istituto di addestramento fosse saldamente fondato nei parametri di guida della Casa di Giustizia ed avesse avuto successo nel formare un insieme di sostenitori della Fede saldi e attivi.
In una comunità nazionale deve esserci, fra i Consiglieri e l'Assemblea Spirituale Nazionale, una visione comune circa la caratteristica e l'orientamento del processo di istituto. Ciò è stato raggiunto laddove c'è stato un "intimo coinvolgimento nelle pianificazioni di istituto" da parte dei Consiglieri e dei loro Ausiliari. Inoltre, la collaborazione dei Consiglieri con quei Consigli Regionali Bahá'í che hanno la responsabilità di amministrare gli istituti di addestramento regionali, ha offerto a questo ramo dell'Amministrazione l'opportunità di espandere il suo sacro scopo di diffondere le Divine Fragranze e di promuovere l'apprendimento. Come spiegato nel suo messaggio del Ridvan 153, il carattere degli istituti "si armonizza con le responsabilità educative dei membri del Consiglio Ausiliare". 5
La Casa di Giustizia ha specificato in diverse occasioni la necessità di una continua collaborazione fra i due rami dell'Amministrazione:
La cosa richiede un'intensificazione della collaborazione fra Consiglieri Continentali e Assemblee Spirituali Nazionali. Infatti il successo di questi istituti di addestramento dipenderà in stragrande misura dall'attivo coinvolgimento dei Consiglieri Continentali e dei membri del Consiglio Ausiliare nelle loro operazioni. In particolare i membri del Consiglio Ausiliare dovranno tenere uno stretto rapporto operativo con gli istituti...6
Per la preparazione e l'approvazione del piano annuale e del budget per gli istituti, si deve raggiungere un processo di decisione in consultazione fra voi e i Consiglieri. Questo, naturalmente, comporta, in ogni caso, una stretta collaborazione fra i Consiglieri e gli istituti o direttivi di istituti...7
Nel funzionamento dei direttivi degli istituti di formazione abbiamo visto come l'intima collaborazione dei due rami dell'Amministrazione e, in particolare, la partecipazione dei membri del Consiglio Ausiliario, abbia risposto alle aspettative della Casa di Giustizia che "lo stretto coinvolgimento nell'operazione dell'istituto deve diventare ora parte delle funzioni in evoluzione di questi funzionari della Fede" 8
Da queste direttive si può osservare che è pienamente accettabile che membri del Consiglio Ausiliare siano nominati dall'Assemblea Nazionale, in accordo con i Consiglieri, come membri del direttivo di un istituto. Naturalmente la loro partecipazione al lavoro dell'istituto non si limita al far parte del direttivo. Come osservato nella sua lettera, molti serviranno anche come coordinatori e come insegnanti. Saranno essi stessi che, in consultazione con il Consigliere direttamente interessato, dovranno decidere se svolgere queste funzioni a tempo pieno. 9
I membri del Consiglio Ausiliare servono nei direttivi di istituto nella maggior parte dei paesi. Tuttavia, un maggior progresso si è notato laddove è stata pienamente seguita la guida della Casa di Giustizia sul ruolo determinante dei membri del Consiglio nello sviluppo del processo di istituto.
Nei paesi dove esistono i Consigli Regionali Bahá'i, una stretta interazione fra un Consiglio e un istituto di formazione è di importanza vitale e può produrre "una galvanizzante coerenza dei processi che determinano l'espansione e il consolidamento in una regione", e "il collegamento pratico dei servizi formativi degli istituti con le necessità di sviluppo delle comunità locali ". 10
1.3 CurriculumIl curriculum selezionato dal direttivo dell'istituto, in consultazione con l'Assemblea Spirituale Nazionale e i Consiglieri, è la parte vitale dell'istituto di formazione.
Considerando l'esperienza fin qui acquisita, siete sollecitati ad impostare, in consultazione con i Consiglieri e i membri del Consiglio, una sequenza di corsi mirati a dotare gli amici della vostra comunità di una presa di coscienza spirituale, di sapienza e di abilità necessarie per servire la Fede con crescente efficacia. 11
Poiché ogni curriculum è uno strumento per conseguire obiettivi educativi, il più efficace curriculum per gli istituti si è dimostrato quello che veramente prepara i credenti al servizio nel campo dell'espansione e del consolidamento. Nei primi tempi del Piano dei Quattro Anni divenne chiaro in molti paesi che, benché l'approfondimento fosse essenziale e dovesse continuare, lo studio approfondito di un testo o di un argomento specifico negli istituti non avrebbe ottenuto il risultato di mobilizzare un gran numero di bahá'i a diventare insegnanti attivi. Naturalmente ci sono molti argomenti importanti nei quali i credenti devono essere approfonditi, ma la Casa di Giustizia, in diverse lettere, ha sconsigliato gli istituti di formazione dall'incorporare argomenti specifici nei loro programmi a scapito di un progetto di una sequenza di corsi base.
La Casa di Giustizia ha, tuttavia, delle riserve sulla opportunità di coinvolgere gli Istituti di Formazione in questo programma. Gli Istituti di Formazione dovrebbero sviluppare e svolgere un programma sistematico e costante per aumentare le risorse umane della comunità bahá'i. Naturalmente, come parte di tale curriculum, ci sarà spazio per includere riferimenti alla legge del Huqùqu'lláh e tutto l'argomento del sostegno ai fondi della Fede, come parte della vita individuale del credente ed elemento essenziale della vita di comunità bahá'i. Tuttavia, il coinvolgere gli istituti di formazione in uno specifico progetto per educare i membri della comunità nella legge del Huqùqu'lláh, oppure per preparare materiale di formazione, potrebbe apparire come una deviazione del loro scopo principale. 12
Nel progettare il programma per l'educazione dei membri della comunità bahá'i sugli Insegnamenti e nel selezionare il curriculum delle scuole estive o di simili occasioni, una Assemblea Spirituale Nazionale dovrebbe includere tutti gli aspetti di vita, compreso quello della scelta del partner, ma la Casa di Giustizia è d'avviso che sia importante che ciò sia fatto nel suo ambito e non ritiene che questo specifico argomento sia pertinente agli istituti di formazione, i quali hanno un loro scopo ben definito. 13
1.3.1 Approccio sistematicoIl documento dell'Aprile 1998 sugli istituti di formazione illustra come la preparazione del materiale per un curriculum, che combini l'acquisizione di sapere e abilità con il perfezionamento delle qualità interiori, in una sequenza che possa preparare gradualmente i credenti a livelli di servizio sempre più elevati, sia un'operazione piuttosto complessa. Per questa ragione le comunità nazionali sono state incoraggiate ad utilizzare materiale, già preparato in altre parti del mondo, che adottava un approccio sistematico ed era concepito in modo da rendere i credenti capaci di levarsi a servire.
La Casa di Giustizia si sente molto stimolata dal piano di attività proposto del vostro istituto ed è particolarmente soddisfatta di notare che si sta concentrando nella esecuzione del suo programma tratto da materiale già pronto, non permettendo che le sue energie siano logorate nella progettazione ed elaborazione. 14
Il Centro Internazionale di Insegnamento, che ha, come parte della sua funzione, il compito di valutare i vari curriculum già presenti nel mondo bahá'i, ha riscontrato che il materiale dell'Istituto Ruhi è particolarmente appropriato. Molte comunità nazionali usano il curriculum dell'Istituto Ruhi come punto focale dei loro istituti di formazione oppure come una traccia di studio.
Il curriculum dell'Istituto Ruhi è stato sperimentato e migliorato nel corso di parecchi anni ed ha permesso agli amici di diversi paesi di impostare e rendere operativo in breve tempo il sistema dell'istituto. Piuttosto che rendere i partecipanti passivi ascoltatori di una gran quantità di lezioni non solidamente strutturate, il materiale dell'Istituto Ruhi cerca di coinvolgere completamente gli amici nel processo di apprendimento. I bahá'í di diversi background culturali ed educativi hanno ritenuto attraente ed efficace l'apparentemente semplice approccio, fortemente basato sul rapporto del credente con la Parola Creativa.
Modifiche e adeguamenti alle condizioni locali sono occasionalmente state fatte anche in quei paesi dove il materiale dell'Istituto Ruhi è stato adottato come curriculum principale oppure come traccia dell'istituto. In alcuni paesi è stato realizzato un corso iniziale per nuovi credenti che precede il Libro1. In alcune aree i libri dell'Istituto Ruhi sono stati arricchiti con altro materiale adatto alle esigenze locali. Nel corso del tempo, tramite una sistematica esperienza educativa, verranno sviluppati, in varie parti del mondo, altre serie di curriculum con lo stesso criterio del materiale dell'Istituto Ruhi, ma derivate dall'esperienza di diverse comunità nazionali.
1.3.2 Sequenza dei corsiLa Casa Universale di Giustizia ha dato rilievo all'importanza di una sequenza di corsi che preparino gli amici al lavoro di espansione e di consolidamento:
...potrebbe essere il momento di prendere in considerazione l'introduzione di un altro componente nel programma del vostro istituto. A differenza dei corsi predisposti per approfondire i credenti in generale, questo componente si atterrebbe a sostenere una certa percentuale di amici, specialmente giovani con un'educazione di base, ad accrescere la propria capacità di svolgere compiti associati con l'accelerazione del processo di espansione e di consolidamento. Significherebbe scegliere una sequenza di corsi che, potenziandosi a vicenda, gradualmente doterebbero gli studenti della conoscenza, abilità e qualità necessarie per servire la Fede con efficacia crescente. 15
Sono stati fatti grandi passi per coinvolgere gli amici nei corsi di istituto, ma bisogna prestare più attenzione alla necessità che essi continuino a frequentare una sequenza di corsi.
Una volta selezionata la sequenza, un numero costantemente crescente di credenti viene iscritto al primo corso di base e una loro percentuale abbastanza significativa è incoraggiata a frequentare corsi di livelli sempre più elevati aumentando così la loro capacità di servizio.16
In paesi dove i bahá'i sono pochi , gran parte degli amici non ha frequentato un solo corso ma ha completato una sequenza di corsi successivi. L'esperienza, però, ha dimostrato che, in paesi con un gran numero di bahá'i, la maggior parte dei partecipanti studiano soltanto il corso di primo livello. In una comunità come quella dell'India, dove circa 34.000 credenti hanno completato il primo livello, questo è certamente un grande successo, tuttavia, man mano che il numero degli iscritti al programma di istituto aumenta, allo stesso modo dovrebbe aumentare la percentuale dei credenti che proseguono lo studio in una sequenza di corsi successivi. In questo modo lo sviluppo delle risorse umane assumerà la caratteristica di una piramide in espansione continua. La grandezza della "piramide" è un'indicazione del successo di una comunità nazionale nel generare le risorse umane necessarie che possano assumersi il compito dell'espansione e consolidamento.
In paesi dove le risorse umane stanno aumentando, sono stati introdotti altri corsi di studio oltre alla serie di base. Questi corsi possono essere fissati su argomenti come l'educazione dei fanciulli, l'alfabetizzazione oppure la sanità.
1.4 Il Sistema di diffusioneIn tutto il mondo i bahá'i hanno sperimentato diversi tipi di diffusione in modo da poter ampliare l'accesso ai loro istituti nazionali o regionali. Oltre ai corsi tenuti in località centrali, in un certo numero di paesi sono stati realizzati con successo parecchi sistemi di educazione a distanza. Questi includono corsi completi nei quali il programma dell'istituto nazionale viene tenuto in un'area che può contare sui bahá'i di un gruppo di villaggi o di città; campagne di istituto dove serie di classi intensive sono tenute a livello locale per un periodo di alcune settimane, e circoli studio dove un piccolo gruppo di credenti si riunisce regolarmente nella propria località con un insegnante addestrato il quale li aiuta a procedere in una sequenza di corsi selezionati.
1.4.1 Educazione a distanzaDurante i primi due anni del Piano di Quattro Anni, allo stadio iniziale dell'avviamento di molti istituti, si facevano arrivare gruppi di credenti in una località centrale, nella capitale o in un centro regionale per una o più settimane per partecipare a corsi di formazione e poi tornare alle proprie comunità. Ma divenne presto evidente che il numero di credenti che possono essere addestrati con questo tipo di approccio è limitato. O per il mero numero di credenti che deve essere addestrato o per via dei costi e l'inconveniente del viaggio e dell'alloggio per la durata del programma, l'educazione a distanza si è dimostrato un sistema di diffusione efficace. In diverse occasioni la Casa di Giustizia ha fatto notare il valore di questo approccio decentralizzato:
Ciò che può estendere l'ampiezza di ricezione degli istituti è di selezionare alcuni corsi ben concepiti e di preparare un gruppo di facilitatori che poi possano tenere in tutta la regione corsi a livello locale per credenti volenterosi. In tal modo crescerà costantemente il numero di coloro che parteciperanno ai programmi di istituto in vari livelli. 17
Un approccio di decentralizzazione per la diffusione dei corsi non trasferisce la responsabilità della formazione alle istituzioni locali, ma è un sistema adottato dall'istituto nazionale o regionale per diffondere il suo programma alla massa dei credenti. In molti casi la Casa di Giustizia ha chiarito lo scopo della decentralizzazione descritto nel documento dell'Aprile 1998 sugli "Istituti di Formazione":
La soluzione non sembra essere l'istituzione di istituti locali indipendenti dall'istituto nazionale... che corrono il rischio di trasformarsi in classi di approfondimento. Ciò non vuol significare che ogni comunità locale non debba continuare a condurre regolari programmi di approfondimento ma che, per quanto riguarda lo sviluppo delle risorse umane, la metodologia che sembra essere più efficace nel raggiungere i credenti a livello locale è la formazione di circoli di studio coordinati da un istituto nazionale o una delle sue diramazioni.18
1.4.2 Circoli di StudioDei tre sistemi di diffusione descritti sopra, quello praticato di più in ogni continente è il circolo di studio, chiamato a volte gruppo di studio, circolo di studio oppure circolo di apprendimento. La Casa di Giustizia ha incoraggiato questa forma di educazione a distanza flessibile e di basso costo:
All'inizio, potrebbe essere necessario svolgere questi corsi nella sede dell'istituto ma, man mano che un maggior numero di facilitatori verrà addestrato, si potranno formare circoli di studio in tutto il paese. Questo sistema di educazione a distanza sembra essere particolarmente adatto alla conformazione geografica della Papua Nuova Guinea. 19
...il sistema di diffusione dei corsi attraverso circoli di studio, sistema che, ci sembra, l'istituto nazionale della Bolivia stia cercando di impostare gradualmente in tutto il paese, è concepito per portare i corsi di istituto al livello di ogni località. In questo caso si è organizzata una sequenza di corsi, per piccoli gruppi di credenti nei villaggi e nei paesi, tenuti da docenti addestrati dallo stesso istituto o da una sua derivazione operativa nella regione. L'impegno per mettere a punto un sistema così vasto può svilupparsi solo in un ambiente contraddistinto da uno spirito di unità e collaborazione fra le istituzioni della Fede.20
Una particolare caratteristica dei circoli di studio è che, in molti paesi e in tante diverse culture, hanno dato origine ad una nuova dinamica in seno alla comunità e sono diventati il nucleo della vita comunitaria e gli elementi catalizzatori per l'insegnamento, il servizio e lo sviluppo della comunità. I partecipanti ai circoli di studio, bahá'i e non, oltre a studiare i corsi di istituto, spesso partecipano al servizio e ad attività extra curriculum che suscitano amicizia nel gruppo ed attraggono altri a questo sistema di apprendimento. Avendo sperimentato il metodo di apprendimento partecipativo dei corsi, gli iscritti si assumono gradatamente un maggior impegno di servire attivamente e di applicare al lavoro per la Fede la conoscenza e abilità acquisite. Alcuni partecipanti ai corsi di studio vengono eventualmente addestrati come facilitatori che poi iniziano il loro circolo di studio.
Finito un corso, molti partecipanti di un circolo di studio continueranno insieme un altro corso mentre molti potrebbero fermarsi fino a quando si sentiranno pronti e in grado di frequentare un corso successivo. Man mano che gli amici procedono verso livelli di corsi più elevati, e altri amici si iscrivono in periodi diversi della sequenza, la partecipazione ad un circolo di studio può gradualmente cambiare. Anche se i partecipanti di un circolo di studio avvieranno insieme attività sociali e di servizio, non dovrebbero svilupparsi fra di loro sentimenti di esclusività. Inoltre, i circoli di studio, nel pianificare attività ricreative, di insegnamento e di servizio, dovrebbero essere guidati dallo spirito di consultazione.
Dato che lo scopo principale dei circoli di studio è quello di formare risorse umane da utilizzare nella comunità, le Assemblee Spirituali Locali, i comitati di insegnamento di zona e i Membri del Consiglio Ausiliare hanno bisogno di sapere in quali località si tengono in modo da poter far leva sui suoi partecipanti per i compiti di insegnamento e di consolidamento. In diverse lettere scritte da parte della Casa di Giustizia viene sottolineata l'importanza della collaborazione nel sostenere gli amici nel loro lavoro di insegnamento:
...in località dove le Assemblee Spirituali Locali funzionano, queste collaboreranno con l'istituto nazionale e le sue diramazioni nell'appoggiare il lavoro dei circoli di studio pur portando avanti i propri piani per l' espansione e il consolidamento della Causa. 21
L'insegnamento individuale richiede l'incoraggiamento delle istituzioni; può essere sostenuto, da una parte, dalle Assemblee Spirituali Nazionali o Locali e dall'altra dai Consiglieri e i loro Membri Ausiliari. Le istituzioni devono anche nutrire e sostenere i partecipanti dei circoli di studio e gli altri membri della comunità impegnati in atti di servizio scaturiti dalla propria iniziativa individuale.
1.4.3 Facilitatori e il loro addestramentoL'esperienza degli ultimi anni ha dimostrato quanto siano cruciali la selezione e la formazione dei facilitatori per l'estensione del processo di istituto a tutti i credenti in generale e per il successo dei circoli di studio. In molte parti del mondo questa cognizione ha stimolato l'impegno di formare un crescente numero di facilitatori, inizialmente fra i partecipanti ai circoli di studio oppure fra i credenti più preparati, i quali partecipano ad eventi che sono una combinazione di corsi di istituto e di formazione di docenti.
Poiché l'abilità dei facilitatori è determinante per il successo del processo di istituto, è stata data sempre più attenzione al contenuto della formazione, alle capacità necessarie per organizzare un circolo di studio e guidare i partecipanti attraverso i corsi, e alle attitudini necessarie sia per promuovere l'apprendimento dei partecipanti sia per salvaguardare la coesione del gruppo. I facilitatori devono apprendere come mantenere l'attenzione dei partecipanti sul programma, come formulare domande che stimolino una riflessione e come accrescere una partecipazione attiva del gruppo. È necessario che essi uniscano qualità come amore, umiltà e pazienza con la dedizione, perseveranza e impegno necessari per creare un'atmosfera spirituale che stimoli l'apprendimento. Si deve considerare che la formazione dei facilitatori non è un evento singolo ma un'attività nella quale essi si incontrano periodicamente per condividere esperienze e idee. In molti paesi i giovani con una buona istruzione hanno dimostrato di essere una eccellente fonte di facilitatori per l'istituto.
I coordinatori regionali, che spesso sono scelti fra le fila dei facilitatori, oltre a queste capacità, devono avere anche una certa abilità amministrativa per gestire i documenti, seguire il progresso dei circoli di studio, organizzare i programmi, dirigere i facilitatori e coordinare il lavoro dell'istituto con le attività delle istituzioni della zona.
2. ISTITUTI IN AZIONEMentre in ogni paese i credenti procedono in una sequenza di corsi e le loro capacità e abilità migliorano, sono poi le istituzioni della Fede che hanno la responsabilità di incanalare le energie, i talenti e le nuove abilità acquisite da questi amici in qualche forma di servizio attivo alla Causa. A questo proposito la Casa di Giustizia fa notare:
Bisogna dar loro ampie opportunità di mettere in pratica ciò che hanno appreso e, per questo ci sarà bisogno di creare nella vostra comunità un'atmosfera talmente incoraggiante che gli amici sentano l'audacia di avanzare e di assumersi il lavoro per la Fede qualsiasi sia la loro capacità. 22
Uno degli aspetti più interessanti di un'analisi dei risultati del Piano dei Quattro Anni è stato quello di osservare lo sviluppo degli istituti di formazione in tutto il mondo e prendere nota dei buon esiti riportati da alcune comunità nazionali nell'avanzamento del processo dell'entrata in truppe. Ogni continente ha avuto le proprie sfide e testimonianze di successo nell'evoluzione degli istituti di formazione. In generale, comunque, è emerso un modello di processo di istituto non limitato solo ad un paese o ad una parte del mondo, ma che evidenzia una tendenza comune del mondo bahá'i nello sviluppo delle risorse umane.
Nel campo dell'istituto l'Africa aveva avuto nel passato diversi anni di esperienza ma è stato necessario un cambiamento sostituendo i corsi di approfondimento con programmi di formazione. Per implementare questo nuovo orientamento, si è posta l'attenzione sulla formazione degli insegnanti e sulla traduzione in francese e portoghese del materiale di istituto, oltre che a molte lingue locali. Gli istituti di formazione in molte comunità nazionali in Africa hanno effettuato un significativo progresso estendendo la portata del processo di istituto in tutto il proprio paese dando vita, allo stesso tempo, ad attività socio-economiche. L'Istituto Bahá'í per lo Sviluppo in Uganda ha uno straordinario sistema di diffusione dei corsi: più di 1.500 amici hanno completato il corso di primo livello e il 35% di essi ha finito corsi superiori. In Zambia l'istituto di formazione ha avuto lo stesso successo. Quasi 1.000 credenti hanno completato il primo corso e un terzo di questi partecipanti ha completato una sequenza di corsi superiori. Sia l'Uganda, sia lo Zambia hanno sistematicamente formato i docenti - 185 e 144 rispettivamente - per poter sostenere il loro sistema di disseminazione.
Nelle due Americhe si è verificata una enorme accelerazione dello sviluppo delle risorse umane. Ci sono più di 500 circoli di studio in America Latina dove sono stati addestrati circa 1.000 docenti. Solamente in Brasile lo sviluppo delle risorse umane è stato impressionante: 568 docenti e 260 circoli di studio, con la partecipazione al processo di istituto di più di 5.000 credenti, dei quali 400 giovanissimi. L'Istituto Ruhí, che si trova in Colombia, ha provveduto ad addestrare più di 40 membri di Assemblee Nazionali e direttivi di istituti ad ha preparato un gruppo di 16 consulenti che possono offrire ad istituti di diversi paesi consigli sui propri programmi. Negli Stati Uniti alcuni bahá'i di più di 52 paesi hanno partecipato ad una formazione sulla metodologia del curriculum di base, uno degli argomenti di istituto in questo paese.
In tutti i 39 paesi dell'Asia dove ci sono le Assemblee Nazionali, sono stati organizzati istituti di formazione che hanno registrato il maggior livello di partecipazione sia in termini numerici che percentuali. Circa 60.000 amici hanno seguito almeno un corso di formazione e di questi, almeno 34.000 in India. Il Nepal ha mostrato un alto livello di partecipazione con circa il 20% dei bahá'i che hanno completato il corso di primo livello. In Russia e negli altri paesi dell'Unione degli Stati Indipendenti una grande percentuale delle comunità nazionali ha frequentato almeno un corso di istituto - per esempio, il 60% dei bahá'i in Armenia e il 35% degli amici in Kazakhstan. Nei paesi arabi, in parte a causa delle minuscole dimensioni delle loro comunità, la percentuale è ancora più alta: il 76% a Bahrain, il 43% in Kuwait ad il 36% in Oman.
Questo vasto impegno dei credenti negli istituti si riflette sulla realizzazione, da parte delle comunità nazionali, della traduzione del curriculum in lingue locali. - 14 in India, 10 nel Sud-est Asiatico, e 5 nell'Asia Centrale. La maggior parte degli istituti, sia in Asia, sia in Africa, ha inoltre sviluppato contenuti specifici nei propri istituti di modo che, oltre alla sequenza dei corsi base, ci sono programmi per l'alfabetizzazione, educazione morale e, in alcuni casi, corsi di "alto livello".
Gli istituti in Australasia, come quelli in Africa, dedicano sempre di più le loro energie ai programmi di formazione piuttosto che solamente ai corsi di approfondimento. Sono stati utilizzati insegnanti esterni per formare facilitatori per le zone anglofone e francofone in Australia, Nuova Zelanda e in dieci isole del Pacifico. Una sequenza di corsi e di circoli studio sono stati programmati in parecchi stati dell'Australia e nelle maggiori isole delle Hawaii. In Papua Nuova Guinea l'istituto ha organizzato una efficiente rete di diffusione dei corsi, per la maggior parte approfondimenti sulla natura, a quasi i due terzi dei credenti. Ora l'istituto si sta concentrando nell'offrire una sequenza di corsi che formeranno una percentuale di questi amici nel campo dell'espansione e del consolidamento.
L'Europa ha posto l'attenzione dei suoi istituti su una sequenza di corsi ed un sistema di diffusione decentralizzato. Dal Baltico ai Balcani, una schiera di 125 docenti è stata formata e, in tutto il continente, sono stati identificati anche dei consulenti che possano assistere le comunità nazionali nel campo degli istituti di formazione. In un periodo di nove mesi si sono tenuti 12 seminari per istruttori di docenti, in Inghilterra, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Albania, Romania e Bielarussia. Da questa attività sono stati lanciati centinaia di circoli di studio in un paese dopo l'altro.
2.2 Impatto sull'insegnamento e sulla crescitaBenché ci sia sempre un insieme di fattori che contribuiscono alla crescita di una comunità, i rapporti dei Consiglieri e delle Assemblee Nazionali, sui risultati nel campo dell'insegnamento, indicano che questa crescita è sempre più influenzata, direttamente o indirettamente dal processo di istituto.
In Bangladesh, dove l'istituto di formazione è ben organizzato, sono entrati nella Fede più di 11.000 credenti durante il terzo anno del Piano dei Quattro Anni. Un'analisi eseguita da membri delle istituzioni di quel paese ha indicato che circa 8.000 di queste registrazioni sono state il risultato dell'insegnamento individuale dei partecipanti all'istituto e particolarmente dei facilitatori. In Sudafrica è stato riferito che fra i primi due anni del Piano dei Quattro anni ed il terzo anno del Piano, quando il processo di istituto era ben avviato, c'è stato un aumento del numero di dichiarazioni del 40% e l'Assemblea Spirituale Nazionale ha concluso che questo livello di crescita è dovuto principalmente all'iniziativa personale stimolata dai corsi degli istituti di formazione.
Progetti locali e campagne di insegnamento sono stati intrapresi con crescente vigore ed hanno fornito una strada maestra di servizio per i partecipanti all'istituto. Oltre all'aumento del 30% del numero dei progetti di insegnamento sovvenzionati dal Centro di Insegnamento fin dal 1998, la segnalazione di parecchie centinaia di progetti iniziati localmente, molti dei quali auto-finanziati, ha dimostrato un crescendo del ritmo nell'insegnamento in diverse parti del mondo.
I rapporti mostrano che c'è stato anche un marcato aumento del numero dei fire-side in tutto il mondo, cosa che indica il livello dell'insegnamento intrapreso per iniziativa personale. In Irlanda un programma nazionale chiamato "Progetto Cardine", il cui scopo è di dare vita a 20 fire-side, ha operato in collegamento con una serie di corsi di istituto di formazione.. Una tendenza simile è stata notata nella Slovacchia che ha lanciato una campagna nazionale di fire-side nell'ultimo anno del Piano dei Quattro Anni. Nelle regioni meridionali degli Stati Uniti l'iniziativa individuale si è manifestata in un numero crescente di fire-side, particolarmente da parte di partecipanti all'istituto. C'è stato anche un notevole aumento nel numero dei fire-side in tutta la parte meridionale dell'Australia, in Vittoria, New South Wales, e Australia Occidentale oltre che in qualche comunità delle isole del Pacifico, come Tonga, dove 660 anime hanno abbracciato la Fede negli ultimi tre anni. L'Assemblea Spirituale Nazionale del Giappone ha superato di molto la sua meta di fireside per il Piano dei Quattro Anni.
Parallelamente a quanto sopra, si è verificato un considerevole aumento del numero di riunioni di preghiera in tutto il mondo che hanno contribuito a sostenere l'atmosfera spirituale generale necessaria per l'insegnamento e la crescita. Il documento dell'Aprile 1998 sugli istituti di formazione accenna alla organizzazione di riunioni di preghiera come uno dei primi atti di servizio che possono essere eseguiti da coloro che hanno completato i corsi di istituto. Queste riunioni hanno avuto inizio in diversi paesi in Asia, dove, solo in India, se ne contano a centinaia, e nell'America Latina.
2.3 Strumenti mirati di insegnamentoNello stesso documento sugli istituti di formazione si suggeriva che le comunità bahá'i numericamente piccole, ma con una larga percentuale di credenti istruiti, considerassero di aprire i loro corsi di istituto ai non bahá'i. Sono state comunicate diverse dichiarazioni scaturite dai corsi di istituto in paesi come Francia, Grecia, Corea e Nepal come pure in paesi che hanno una grande popolazione bahá'i come l'Etiopia, il Taiwan, laTurchia e gli Stati Uniti. Anche gli Stati del Baltico, la Bielarussia, la Finlandia e l'Ucraina stanno aprendo i loro corsi ai non bahá'i. I paesi che hanno riscontrato una espansione su vasta scala come l'India, il Bangladesh e le Filippine, stanno ugualmente traendo beneficio da questo tipo di approccio all'insegnamento. Questi paesi hanno notato che la maggior parte dei non bahá'i che partecipa ai programmi di istituto accetta la Fede al completamento del primo corso.
3.SISTEMATICITA' DELL'INSEGNAMENTO (PROGRAMMI DI CRESCITA DI AREA)
Per poter realizzare il potenziale di crescita che la formazione di risorse umane ha generato, bisogna prestare attenzione alla sistematizzazione delle attività di insegnamento. Nel messaggio ai bahá'i del mondo che annunciava il Piano di Dodici Mesi e il Piano di Cinque Anni, la Casa di Giustizia ha presentato questa sfida alle comunità:
E' essenziale che durante l'impegno di un anno, gli istituti nazionali e regionali facciano diventare ovunque operativi i programmi e i sistemi che hanno elaborato. Le comunità nazionali dovrebbero accostarsi al Piano di Cinque Anni con la certezza che, con l'aiuto di una sequenza di corsi, l'acquisizione della conoscenza, di qualità e abilità di servizio da parte di un largo contingente di credenti, avanzerà senza intralci. Ampia attenzione deve essere rivolta anche ad una ulteriore sistematizzazione dei progetti di insegnamento, siano essi intrapresi individualmente o diretti dalla istituzioni.23
Con una ulteriore sistematizzazione delle attività di insegnamento in mente, Il Centro Internazionale di Insegnamento ha identificato alcuni modelli di espansione e consolidamento che conducono ad un processo di crescita accelerata e sostenuta, Questo approccio all'insegnamento sistematico sta sviluppandosi nel contesto di un "Programma di Crescita di Area" che si concentra in un'area geografica relativamente limitata, con un numero maneggevole di località. Il fulcro del Programma di Crescita di Area è un processo sistematico di istituto sotto la direzione dell'istituto nazionale o regionale. Man mano che un crescente numero di credenti prosegue con i corsi dell'istituto di formazione, aumentano le risorse umane disponibili per intraprendere varie attività di espansione e consolidamento. I membri del Consiglio Ausiliare e i loro assistenti incoraggeranno questi credenti ad utilizzare le nuove capacità acquisite per insegnare la Fede e per atti di servizio quali l'organizzazione di riunioni devozionali, l'approfondimento degli amici e la conduzione di classi per bambini. Il coinvolgimento esteso alla base, dove i credenti locali si consultano, agiscono e si sostengono a vicenda in attività individuali o di gruppo, è una caratteristica fondamentale del Programma di Crescita di Area.
Sia coloro che partecipano agli istituti, sia gli altri credenti locali parteciperanno a seminari e conferenze dell'area, a campagne di insegnamento regionali e a piccoli progetti di sviluppo socio-economico. Gradualmente scaturiranno imprese locali collettive e comitati di area, le Assemblee Spirituali Locali formuleranno i propri piani di espansione e consolidamento e gli amici cominceranno ad assumersi le responsabilità di una crescita sistematica nelle loro comunità.
Il processo della comprensione del significato di crescita, che era stato lanciato con il Piano di Quattro Anni, ha confermato la visione che la Casa di Giustizia trasmise nel suo messaggio di Ridvan 153, cioè che l'avanzamento del processo dell'entrata in truppe dipende dalla creazione di un gran numero di credenti addestrati. Man mano che un numero crescente di credenti partecipa ai corsi di istituto e, così facendo, sviluppa una più forte identità bahá'i e il desiderio di servire, si crea nelle comunità una dinamica di crescita. Anche se solo una frazione dei partecipanti diventa insegnanti attivi, essendoci sempre più bahá'i che continuano la sequenza dei corsi, si genera uno spirito che stimola i credenti e ravviva la comunità. Per questa ragione la strategia del Programma di Crescita di Area deve fare in modo che il lavoro di insegnamento e consolidamento ruoti attorno agli istituti.
4. SFIDE CHE GLI ISTITUTI DI FORMAZIONE DEVONO AFFRONTARE
La considerevole crescita degli istituti in tutto il mondo ha fatto emergere anche delle sfide, alcune delle quali di carattere generale, che devono essere affrontate da molte comunità, mentre altre sono specifiche di diversi continenti o singoli paesi. Una priorità generale per le comunità nazionali è la valutazione dei successi dei loro istituti, la verifica dell'efficacia del loro approccio e la modifica di alcuni elementi secondo l'esperienza acquisita o nuove condizioni. Valutazione e verifica dovrebbero avvenire periodicamente fra le Assemblee Nazionali e i Consiglieri e fra il direttivo degli istituti, i membri del Consiglio Ausiliare e i Consigli Regionali,i dove questo sia applicabile.
4.1 Qualità ed efficaciaDurante il Piano dei Quattro Anni, la maggior parte delle comunità nazionali si è occupata della progettazione e del funzionamento iniziale del processo di istituto. All'inizio si è data precedenza all'attuazione della capacità delle istituzioni di offrire alcuni corsi di base piuttosto che alla considerazione della qualità del programma. Gradualmente si è cominciato a dare maggior attenzione alla complessità di trovare un equilibrio fra la quantità e la qualità. Mentre pensare a come rendere accessibili i programmi di istituto ad un gran numero di amici rimane una priorità, si deve considerare, allo stesso tempo, un miglioramento dell'efficacia generale. Man mano che gli istituti si impegnano per migliorare la qualità della formazione e della divulgazione dei corsi, si avvicineranno sempre di più al raggiungimento dell'obiettivo di "mobilitare un gran numero di credenti addestrati per promuovere e favorire il processo dell'entrata in truppe con efficienza e amore". 24
4.2 AnalfabetismoIn un cospicuo numero di paesi sussiste il problema di un tasso di istruzione limitato. Alcune popolazioni o zone, hanno un tasso di istruzione così basso da mettere in difficoltà il processo di istituto. La Casa di Giustizia ha sottolineato che gli istituti non devono essere frenati al loro esordio a causa di questa condizione.
Bisogna menzionare che non tutti i credenti della Tanzania parteciperanno necessariamente al vostro programma di istituto. Piuttosto, una certa percentuale di amici avrà bisogno di ricevere una formazione per poter sviluppare la propria capacità di assumersi la responsabilità dell'espansione e del consolidamento, inclusi l'insegnamento e l'approfondimento della massa dei credenti. In questo stadio iniziale della realizzazione dell'istituto, dunque, la questione dell'analfabetismo non dovrebbe diventare l'assillo principale. L'immediata sfida che avete davanti è quella di consolidare un gran numero dei molti validi membri della vostra comunità, specialmente i giovani con una certa educazione formale, a procedere con una sequenza di alcuni corsi base. Una volta conseguito questo, potrà essere possibile che l'istituto espanda i suoi programmi fino ad includere un secondo schema di corsi per l'aumento delle risorse umane nel campo dello sviluppo socio economico, inclusa l'alfabetizzazione. 25
Nonostante i corsi di istituto, al momento, siano adeguati ai credenti in possesso di una educazione di base, man mano che l'istituto si sviluppa, si può prestare più attenzione al problema dell'analfabetismo offrendo, possibilmente, corsi di alfabetizzazione in programmi di sviluppo socio-economico. Ciò garantirebbe l'esistenza continua di una popolazione in grado di seguire corsi di formazione e tutelerebbe anche certi gruppi con un alto grado di analfabetismo, come le donne, dal venire esclusi dal processo di sviluppo delle risorse umane.
4.3 Persone risorsaQueste persone sono dei bahá'i con una solida preparazione ed esperienza a livello nazionale nello sviluppo degli istituti di formazione. Negli ultimi due anni del Piano di Quattro Anni si è verificato un maggior apprezzamento, da parte delle istituzioni della Fede, nell'utilizzo di specialisti. Impiegati a discrezione del Corpo dei Consiglieri Continentali, essi hanno svolto un significante ed efficace ruolo nella consultazione con istituzioni nazionali e regionali sull'argomento del processo di istituto e nella formazione dei coordinatori e dei facilitatori . In tutti e cinque continenti si sono raggiunti eccellenti risultati da tali programmi di formazione. Il Centro di Insegnamento gradirebbe vedere centinaia di individui di questo genere in ogni continente, disposti ad assistere le istituzioni con concetti chiarificatori, per formare i docenti e migliorare l'efficacia degli istituti. Questi consulenti esterni, comunque, non sostituiscono il processo di valutazione e di verifica che le Assemblee Nazionali, assieme ai Consiglieri, devono avviare e sostenere in modo che gli istituti di formazione diventino completamente indigeni e programmati dalle istituzioni.
4.4 InfrastruttureNelle fasi iniziali di crescita di un istituto non si è dato rilievo alla necessità di acquisire degli edifici per poter svolgere il programma. A questo riguardo la Casa di Giustizia ha precisato:
Per quanto riguarda l'istituto di formazione permanente, sarà necessario un ufficio per la conservazione dei documenti e la gestione di questa struttura ma i corsi di istituto devono pervenire ad una popolazione bahá'i ampiamente disseminata. Naturalmente sarà necessario avere accesso a strutture fisiche per i corsi di istituto, ma probabilmente non dovrà essere necessario l'acquisto di centri di istituti permanenti...La Casa di Giustizia teme che l'impegno relativo all'acquisto e al mantenimento di un nuovo edificio per l'istituto...richiederebbe risorse che sarebbe meglio adoperare per lo sviluppo dei programmi dell'istituto stesso. 26
Negli ultimi quattro anni sono stati dati consigli simili dalla Casa di Giustizia anche a comunità nazionali che hanno vasti programmi di istituto. Tuttavia, come indicato nel messaggio del 26 dicembre 1995 alla Conferenza del Corpo dei Consiglieri Continentali, l'istituto "ad un certo punto della sua evoluzione, potrebbe avere l'esigenza di un edificio proprio". 27 Senza dubbio l'argomento delle infrastrutture dovrà presto essere considerato accuratamente, particolarmente in quei paesi dove un gran numero di amici sta procedendo in sequenze di corsi.
L'argomento delle infrastrutture si riferisce non soltanto agli edifici ma anche all'organizzazione necessaria per custodire dati e statistiche, per rimanere in contatto con i partecipanti e per far funzionare un sistema efficiente di reperimento. La Casa di Giustizia ha fatto i seguenti commenti su questi sviluppi:
Desidera ora che vi elogiamo per i passi intrapresi per creare un reparto presso il vostro Ufficio Nazionale per la sistematizzazione e la divulgazione di informazioni sullo sviluppo delle risorse umane. Il tenere informata la comunità sulla situazione del programma del vostro istituto e sui risultati conseguiti da coloro che vi prendono parte, vi aiuterà considerevolmente a mantenere vivo negli amici l'entusiasmo per la formazione . In questo e in altri modi, l'Ufficio per le Risorse Umane vi sarà certamente di grande aiuto. 28
4.5 Deputazione dello staff di istitutoI Consiglieri e i Membri Ausiliari sono stati convocati, oltre che a collaborare con le Assemblee Nazionali nei campi del budget, della gestione, del curriculum e della divulgazione dei corsi, anche a suscitare negli amici l'impegno di promuovere il lavoro di insegnamento per mezzo della deputazione dello staff dell'istituto, un'opportunità introdotta dalla Casa Universale di Giustizia nel Messaggio di Ridvan 153. Questa nuova regola ha offerto agli amici un'ulteriore via per adempiere l'ingiunzione di Bahá'u'lláh di propagare la Fede di Dio e che "Colui che non ne è capace ha il dovere di nominare chi possa, in sua vece, proclamare questa Rivelazione..." La Casa di Giustizia ha spiegato che l'appello per la deputazione fa parte della struttura dell'insegnamento e si fonda sulla risposta individuale:
Con la creazione di istituti di formazione attorno al globo, viene offerta all'individuo un'ulteriore opportunità di un coinvolgimento più diretto nella deputazione; la Casa di Giustizia, pertanto, è fiduciosa che gli amici possano essere aiutati a tenere vivo un certo legame con i centri specifici di attività di insegnamento ai quali le loro offerte di deputazione sono inviate. 29
Benché le istituzioni locali, nazionali e regionali già preparino gli amici all'importanza del loro sacro obbligo di insegnare e delle opportunità di deputazione, i Consiglieri e i Membri Ausiliari si trovano in una favorevole posizione per raggiungere i singoli credenti e per stimolare il loro interesse e impegno per questa impresa mondiale. La Casa di Giustizia ha precisato:
E' per questa ragione che i Consiglieri Continentali e i loro ausiliari, come funzionari che hanno una particolare responsabilità per la propagazione, sono stati scelti per svolgere un ruolo particolare in questo campo, perché i Membri del Consiglio Ausiliare e i loro assistenti operano alla base della comunità e sono in grado non solo di stimolare i singoli credenti ad insegnare ma anche a sollecitarli a rispondere alla necessità della deputazione, se le loro condizioni materiali lo permettono. 30
Tocca ai Consiglieri e ai membri del Consiglio dare agli amici informazioni dettagliate sulla presente necessità di deputazione, incluso il livello di adeguato sostegno dei facilitatori di istituto in varie parti del mondo.
__________________________Per concludere si potrebbe dire che "lo stato dinamico di trasformazione", al quale ci si riferisce nel Messaggio di Ridván 156, descrive perfettamente l'impatto degli istituti di formazione sulle nostre comunità durante il Piano dei Quattro Anni. L'istituto è diventato il punto centrale della vita della comunità e incomincia a produrre risorse umane ad un livello nemmeno immaginato all'inizio del Piano. È chiaro come sia proprio l'istituto ad essere il nucleo della coerenza di visione che ci sta guidando nel far avanzare il processo dell'entrata in truppe. Come espresso dalla Casa di Giustizia nello stesso messaggio: "Ovunque sta prendendo piede la comprensione della necessità di sistematicità nello sviluppo delle risorse umane." 31 Appare anche evidente che il processo che abbiamo intrapreso con gli istituti di formazione è un processo a lungo termine.
L'apprendimento che ha avuto luogo nel campo dello sviluppo sistematico delle risorse umane sarà ora esteso al processo di imparare la sistematizzazione dell'insegnamento. Con l'avvio del Programma di Crescita di Area in tutto il mondo, emergerà un nuovo genere di esperienza che darà forma al nostro approccio all'insegnamento e alle nostre strategie di crescita per le prossime due decadi. Questi sforzi di azione sistematica e sostenuta rappresentano il profondo desiderio e impegno di ogni bahá'i "per realizzare le intenzioni di un Piano il cui scopo principale è accelerare quel processo che farà sì che un numero crescente di popoli del mondo trovi l'Oggetto della sua ricerca e possa così costruire una vita unificata, pacifica e prospera." 32
RIFERIMENTI1. Messaggio Di Ridvan 153 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'i del mondo
2. Messaggio di Dicembre 1995 scritto dalla Casa Universale di Giustizia alla Conferenza dei Corpo dei consiglieri Continentali
3. Lettera del 19 Novembre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia alla Assemblea Spirituale del Chad
4. Lettera del 10 Agosto 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti
5. Messaggio di Ridván 153 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'i del mondo
6. idem7. Lettera del 9 Dicembre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Federazione Russa
8. Messaggio di Ridván 153 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'í del mondo
9. Lettera del 19 ottobre 1997 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ad un singolo credente
10. Messaggio di Ridván 156 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'í del mondo
11. Lettera del 27 marzo 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale del Vanuatu
12. Lettera del 18 Marzo 1999 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale del Regno Unito
13. Lettera del 18 gennaio 1999 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ad un singolo credente
14. Lettera del 29 luglio 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Bolivia
15. Lettera del 9 ottobre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Papua Nuova Guinea
16. Lettera del 16 marzo 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Tonga
17. Lettera del 14 aprile 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Costa d'Avorio
18. Lettera del 5 ottobre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ad un singolo credente
19. Lettera del 9 ottobre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Papua Nuova Guinea
20. Lettera del 10 dicembre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ad un singolo credente
21. Lettera del 5 ottobre 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ad un singolo credente
22. Lettera del 3 marzo 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Hong Kong
23. Lettera del 26 novembre 1999 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'í del mondo
24. Messaggio di Ridván 153 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'í del mondo
25. Lettera del 20 maggio 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Tanzania
26. Lettera del 22 settembre 1999 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Norvegia
27. Messaggio del 26 dicembre 1995 scritto dalla Casa Universale di Giustizia alla Conferenza dei Corpo dei consiglieri Continentali
28. Lettera del 10 aprile 1998 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'India
29. Lettera del 24 agosto 1999 scritto dalla Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti
30. Idem31. Messaggio di Ridván 156 scritto dalla Casa Universale di Giustizia ai bahá'í del mondo
32. idem.