Con cuori gioiosi e grati, diamo il benvenuto a tutti coloro che sono venuti da vicino e da lontano per unirsi a noi in questa fausta occasione per i bahá'í del mondo. Siamo grati per la presenza di tanti illustri ospiti.
È trascorso un secolo e mezzo dall'inenarrabile tragedia che si è svolta nella Persia nord-occidentale quando il Báb affrontò la scarica di colpi diretti contro di Lui dai fucili di 750 soldati, che avevano seguito gli ordini delle supreme autorità del Paese. Il Suo corpo maciullato fu poi gettato sull'orlo d'un fossato fuori città e abbandonato a quella che i Suoi spietati persecutori pensavano sarebbe stata una fine ignominiosa. Essi avevano sperato di mettere così fine alla crescente influenza dei Suoi insegnamenti su masse di persone in tutto il Paese. Quelle masse avevano accettato, malgrado le violente persecuzioni, l'affermazione del Báb di essere un Profeta e la loro vita era spiritualmente e moralmente trasformata mentre Egli li preparava a quella che definiva l'alba di una nuova era nella quale sarebbe nata e fiorita una civiltà mondiale. Le aspettative che animavano innumerevoli cuori divennero ancor più sublimi quando il Báb annunciò che ben presto sarebbe venuto Uno più grande di Lui, Uno Che avrebbe rivelato l'impareggiabile carattere della promessa civiltà mondiale che avrebbe segnato il compimento della maggiore età per l'intera razza umana.
Non siamo qui riuniti per piangere la tragedia del martirio del Báb e delle persecuzioni che seguirono, ma per celebrare il culmine e riconoscere il significato di un progetto senza precedenti che ha avuto inizio oltre un secolo fa, quando Bahá'u'lláh, Che le autorità ottomane avevano esiliato ad Acri perché vi finisse i Suoi giorni confinato, visitò il monte Carmelo e scelse il luogo nel quale le spoglie del Suo Araldo avrebbero dovuto essere sepolte. Confidiamo umilmente che il meraviglioso risultato ottenuto con il completamento dei diciannove giardini a terrazza, nel cui cuore sorge il Mausoleo del Báb, sia una degna realizzazione della visione iniziata da Bahá'u'lláh.
Le sofferenze affrontate dal Báb per risvegliare il genere umano alle responsabilità della sua imminente maturità sono un segno della veemenza della lotta necessaria perché i popoli del mondo attraversino l'età dell'adolescenza collettiva dell'umanità. Il tumulto e le crisi dei nostri tempi evidenziano una storica transizione nelle cose umane. Dal giorno in cui il Báb apparve in Persia i processi simultanei di disintegrazione e integrazione si sono chiaramente accelerati in tutto il pianeta. Che la Terra sia divenuta un quartiere, nessuno può seriamente negarlo. Il mondo è in via di rinnovamento. I rantoli della morte stanno cedendo il passo alle doglie del parto. I dolori cesseranno quando i membri della razza umana agiranno in base al comune riconoscimento della loro essenziale unità. Alla fine di questo tunnel di cambiamenti c'è una luce che invita l'umanità verso la meta che le è destinata secondo le testimonianze registrate in tutti i Libri Sacri.
Il Mausoleo del Báb è un simbolo della validità di quell'antichissima promessa, un segno della sua urgenza. È anche un monumento al trionfo dell'amore sull'odio. I giardini che ne circondano la struttura, nella loro ricca varietà di colori e di piante, ricordano che la razza umana può vivere nell'armonia con tutte le sue diversità. La luce che risplende dall'edificio centrale è come un faro di speranza per le sterminate moltitudini che bramano una vita che soddisfi l'anima e il corpo.
Questa inestinguibile speranza nasce da parole come queste uscite dalla Penna di Bahá'u'lláh: "Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati dispensati agli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente grazia è stata infusa in tutte le cose create". Che tutti coloro che lottano, spesso contro grandi avversità, per sostenere i principi della giustizia e della concordia traggano incoraggiamento da queste assicurazioni.
Nel riflettere sugli anni di lavoro investiti in questo difficilissimo progetto, siamo mossi a esternare agli abitanti di Haifa il calore del sentimento del nostro cuore. La loro città sarà per sempre magnificata dai bahá'í di tutto il mondo come il luogo nel quale le spoglie mortali del giovane Profeta Araldo della loro Fede trovarono finalmente rifugio, dopo aver dovuto essere segretamente trasportate per mezzo secolo da un luogo all'altro nella Sua terra natia per ragioni di sicurezza. La pazienza e la cordialità dimostrata verso i bahá'í nel corso di tutti i difficili anni dei lavori di costruzione sono un esempio dello spirito di buona volontà di cui tanta parte del mondo ha tanto bisogno. Haifa è provvidenzialmente situata sul monte Carmelo, con la sua imperitura associazione a santi visionari, il cui interesse nel corso dei tempi fu per lo più rivolto verso la promessa della pace. Possa Haifa diventare famosa non solo come luogo di bellezze naturali ma anche come città di pace.
Esca dunque da questo sacro Luogo, da questo Monte del Signore, l'annuncio che l'unità e la pace del mondo non sono solo possibili, ma inevitabili. Il loro momento è giunto.
LA CASA UNIVERSALE DI GIUSTIZIA