la Casa Universale di Giustizia ha notato che vari giorni fa avete inviato ad ogni delegato della vostra prossima Convenzione Nazionale una copia del vostro rapporto annuale del 2007, che presenta in gran parte la stessa analisi sul progresso del Piano quinquennale negli Stati Uniti contenuto nella lettera del 19 marzo 2007 indirizzata ad essa (la Casa di Giustizia). Quando avete inviato questo rapporto ai delegati, non avevate ancora il beneficio della guida fornita nella risposta, datata 12 aprile 2007, inviatavi a nome della Casa di Giustizia. Vi viene chiesto quindi di condividere con i delegati riuniti alla Convenzione questo messaggio, che delinea alcuni dei punti contenuti nella lettera del 12 aprile.
Se da un canto è naturale che gli amici siano preoccupati dell’attuale basso numero di dichiarazioni negli Stati Uniti, è importante fare un passo indietro e considerare questo andamento in un contesto più ampio. Le dichiarazioni sono in generale diminuite negli Stati Uniti per oltre tre decenni, in quanto la comunità bahá’í americana, come molte altre, ha gradualmente abbandonato l’impegno di registrare grandi numeri perché non poteva sostenere l’espansione rapida della Fede, In effetti è stato proprio per far fronte alla sfida di sostenibilità che il Piano quinquennale nel 1996 ha messo il mondo bahá’í su una strada di apprendimento profondo della crescita della Fede. In questa luce quello che bisogna riconoscere è che il recentissimo deciso declino da 2000 a 1000 dichiarazioni all’anno è avvenuto tra il 1997 e il 2003, un periodo in cui negli Stati Uniti non si era giunti ad una piena comprensione delle necessità dei Piani mondiali e, di conseguenza, si era data enfasi a certi tipi di misure: proclamazione tramite i media, iniziative specifiche rivolte e delineate da Assemblee Spirituali Locali, appelli ispiranti volti a catturare la fantasia dei credenti e a stimolarli all’azione, vaste analisi di temi diversi. Deve quindi essere chiaro che un ritorno a queste misure non risponderà ai bisogni della comunità bahá’í americana. Con questo non si intende dire che non vi sia spazio per la proclamazione nei piani di azione, ad esempio, di un’area in cui il processo dell’istituto è sufficientemente avanzato e in cui si devono attrarre nuove anime ai fireside e alle attività fondamentali. E non stiamo suggerendo di sminuire l’importanza del ruolo in evoluzione che le Assemblee Locali svolgono nelle nuove realtà create alla base. Pur tuttavia l’essenziale è che questi ruoli e funzioni prendano forma nella struttura per l’azione che è stata elaborata nel messaggio del 27 dicembre 2005 indirizzato al Convegno dei Corpi Continentali dei Consiglieri.
L’attuale Piano quinquennale richiede che si comprenda come i diversi elementi descritti in quel messaggio si combinano per creare condizioni che portino alla crescita della Fede. In ogni area le istituzioni e le agenzie che guidano il processo – i membri del Consiglio ausiliare e l’istituto, assieme al Comitato di insegnamento di area – devono regolarmente esaminare le dinamiche della crescita e analizzare il modo in cui questi elementi interagiscono, per identificare mancanze e determinare quali adattamenti occorre fare. L’analisi così conseguita deve, naturalmente, essere oggetto di una scrupolosa consultazione in una riunione di riflessione con la generalità dei credenti, portandoli verso un processo decisionale. Se il numero di coloro che si muovono lungo la sequenza dei corsi dell’istituto è insufficiente, bisogna prendere provvedimenti per superare questa difficoltà. Se non si riesce a formare un ambiente in cui gli amici che possono fare i facilitatori si sentano capaci di accompagnare altri nei loro primi tentativi di compiere atti di servizio, occorre esplorare i requisiti spirituali per la creazione di un ambiente di questo tipo. Se coloro che hanno completato i corsi non sono mobilitati nel campo del servizio in modo consistente, se un numero crescente di ricercatori non si inserisce nelle attività, se non si raggiungono le popolazioni ricettive, allora bisogna concentrare il pensiero su come rimediare alla situazione – non una volta, ma per un lungo periodo di tempo sì che un costante processo di consultazione, azione e riflessione porti a una comprensione sempre migliore di come realizzare la crescita sostenuta. I Consigli regionali bahá’í dovranno assicurare che questo diventi un modo operativo in tutte le aree degli Stati Uniti.
Via via che questo processo di apprendimento si sviluppa sempre più a livello delle aree, è importante che esso sia incanalato verso i Consiglieri e l’Assemblea Spirituale Nazionale affinché essi considerino nelle loro consultazioni congiunte dove sono necessarie più risorse, sotto forma di incoraggiamento, guida, informazioni o fondi. Inoltre, l’apprendimento conseguito sarà trasmesso al Centro Mondiale in modo che l’esperienza della comunità bahá’í americana nel mettere in atto la struttura per l’azione possa contribuire al grosso della conoscenza alimentato dalle comunità nazionali di tutto il mondo, conoscenza che a sua volta continuerà ad apportare beneficio al progresso delle aree negli Stati Uniti.
Vista l’importanza cruciale delle consultazioni che avverranno durante la Convenzione Nazionale di quest’anno, la Casa Universale di Giustizia ha deciso di inviare come suo rappresentante alla Convenzione il Consigliere membro del Centro Internazionale di Insegnamento dottoressa Penelope Walker. Confida che ella riuscirà a affrontare le questioni che sorgeranno nel corso delle discussioni. Vi assicuriamo della sue preghiere alle Sacre Tombe affinché le delibere dei delegati attraggano le confermazioni divine.
Con affettuosi saluti bahá’í,