L’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia
Cari amici bahá’í,un riesame della corrispondenza inevasa al Centro Mondiale Bahá’í ha rivelato che il vostro messaggio email del 6 luglio 2005, con acclusa una lettera dell’Assemblea Spirituale Locale di… che sollevava diverse questioni sul tema dell’appartenenza alla comunità bahá’í, è rimasta senza risposta. Ci scusiamo del ritardo della risposta alla vostra comunicazione, causato dalla pressione del lavoro al Centro Mondiale.
Le riflessioni dell’Assemblea Locale sono caldamente apprezzate per il candore e la sollecita considerazione. Le dimissioni dalla Fede possono accompagnarsi a molte circostanze ed è importante riconoscere un genuino desiderio di rescindere l’appartenenza. Talvolta l’espressione del desiderio di ritirarsi è semplicemente un sintomo di infelicità o di un sentimento di indegnità o indica una mancanza di unità fra gli amici. L’Assemblea ha perciò il dovere di accertare le ragioni per cui una persona ha chiesto di ritirarsi e, possibilmente, porvi rimedio. Normalmente, l’unica ragione accettabile di un ritiro dalla Fede è che la persona non crede più in Bahá’u’lláh. Negare di essere bahá’í, pur credendo in Bahá’u’lláh, non significa ritirarsi, ma dissimulare la propria fede. E tuttavia, nelle questioni di fede, la coscienza non può essere sottoposta a coercizioni e ogni persona è libera di lasciare la Fede quando vuole. Accertare in modo discreto e amorevole questo fattore essenziale è una sfida che l’Assemblea deve affrontare, attenta alla consapevolezza che ogni persona ha diritto alla propria privacy.
Come l’Assemblea Locale ha affermato, per appartenere a una comunità bahá’í non è essenziale firmare un modulo di dichiarazione, ma alcune Assemblee Nazionali lo richiedono per potere avere una documentazione precisa dei loro credenti. L’uso di questi moduli è semplicemente un metodo per accertare che una persona desidera unirsi alla comunità bahá’í e per confermare la sua accettazione della Fede. Coloro che dichiarano di essere bahá’í devono essere stati affascinati dalla bellezza degli insegnamenti e toccati dall’amore per Bahá’u’lláh. Non è necessario che chi si dichiara conosca tutte le prove, la storia, le leggi e i principi della Fede, ma mentre si dichiara, oltre a cogliere la scintilla della fede, deve essere fondamentalmente informato delle Figure centrali della Fede e dell’esistenza di leggi che egli deve seguire e di un’amministrazione alla quale deve obbedire. L’insegnante ha il dovere di assicurarsi che il nuovo credente sia sufficientemente informato degli elementi essenziali del credo bahá’í prima che si dichiari e nel momento in cui lo fa e ha il dovere di approfondire la sua comprensione della Fede dopo che è diventato membro della comunità bahá’í.
L’Assemblea Locale ha detto di essere preoccupata per un gran numero di giovani che si sono arruolati nella Fede, firmando moduli di dichiarazione, in occasione del Convegno giovanile di Padova del 1972 e afferma che tutti quei giovani sono scomparsi e che i loro nomi sono stati tolti dall’elenco dei credenti. Se non si conosce l’indirizzo di un credente, il suo nome non deve essere rimosso dagli elenchi dei membri della comunità, ma tenuto in un elenco speciale di credenti di cui non si conosce l’indirizzo e che non devono essere contati nell’assegnazione dei delegati. Ma se l’Assemblea viene in possesso dell’indirizzo di uno di loro, deve cercare di contattarlo, possibilmente con una visita a casa. Se, dopo avere avuto informazioni sufficienti, l’Assemblea pensa che quella persona non desidera essere bahá’í, allora il suo nome può essere tolto dall’elenco dei bahá’í.
Quanto alla vostra domanda sulla registrazione dei bambini e dei giovani, la Casa di Giustizia non vuole stabilire regole da applicare universalmente e ha invece formulato alcune linee guida che valgono per tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, lasciando le singole Assemblee nazionali libere di elaborare le proprie procedure per l’applicazione di queste linee guida in modo adatto alle condizioni della propria particolare area di giurisdizione. Perciò, ogni Assemblea Spirituale Nazionale è libera di decidere quale metodo si debba seguire per accertare l’atteggiamento dei figli di genitori bahá’í quando compiono quindici anni, purché sia chiaro che un bambino bahá’í non diventa bahá’í a quell’età, ma sta semplicemente affermando la propria fede per se stesso. Se accerta da un giovane che egli, di fatto, non accetta la Fede, anche se questi è cresciuto in una famiglia bahá’í, l’Assemblea non deve registrarlo come giovane bahá’í e quel giovane, essendo ora maturo e responsabile delle proprie azioni, si troverebbe nella stessa situazione nella quale si trova qualunque altro giovane non baha’i che ha stretti contatti con la comunità bahá’í.
Con amorevoli saluti bahá’í,