Titolo orginale: Gleanings from the Writings of Bahá'u'lláh
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Deposito e amm.ne: 00040 Ariccia (Roma) Via F. Turati, 9 - Tel. 06 9334334
ISBN 88-7214-089-71 Lodato e glorificato sii Tu, o Signore mio Dio! Come
posso menzionarTi, certo come sono che non v'è lingua, per
profonda che ne sia la saggezza, che possa adeguatamente
magnificare il Tuo nome, né uccello di cuore umano, per
grande che ne sia il desiderio, che possa mai sperare di
ascendere al cielo della Tua maestà e della Tua sapienza?
2 Se Ti descrivo, o mio Dio, come Colui Che tutto discerne,
mi trovo costretto ad ammettere che Coloro Che sono le più
alte Personificazioni del discernimento sono stati creati per
virtù del Tuo comando. E se Ti esalto come Colui Che è il Più
Saggio, egualmente sono costretto a riconoscere che le stesse
Sorgenti della saggezza sono state generate per opera della
Tua Volontà. E se Ti proclamo l'Incomparabile, scopro ben
presto che Coloro Che sono l'intima essenza dell'unicità sono
stati inviati da Te e altro non sono che l'attestato della Tua
opera. E se Ti acclamo come il Conoscitore di tutte le cose,
devo confessare che Coloro Che sono la Quintessenza della
sapienza non sono altro che creazione e strumento del Tuo
Intendimento.3 Eccelso, incommensurabilmente eccelso sei Tu al disopra
degli sforzi dei mortali per svelare il Tuo mistero, descrivere
la Tua gloria o soltanto alludere alla natura della Tua Essenza.
Poiché qualunque sforzo compiano, non potranno mai sperare
di oltrepassare le limitazioni imposte alle Tue creature,
essendo questi sforzi motivati dal Tuo decreto e compiuti per
Tua invenzione. I sentimenti più elevati che i più santi dei
santi esprimano in Tua lode e la più profonda saggezza che i
più sapienti degli uomini pronunzino nel tentativo di
comprendere la Tua natura, tutto gravita attorno a quel
Centro Che è completamente soggetto alla Tua sovranità, Che
adora la Tua Bellezza e Che è spinto dal movimento della Tua
Penna.4 Anzi, o mio Dio, non sia mai ch'io abbia a pronunziare
parole che implichino necessariamente una relazione diretta
fra la Penna della Tua Rivelazione e l'essenza di tutte le cose
create. Lontani, ben lontani dal concetto di tale relazione sono
Coloro Che a Te sono correlati! Nessun raffronto e nessuna
somiglianza può render giustizia all'Albero della Tua
Rivelazione e ogni via è preclusa alla comprensione della
Manifestazione della Tua Persona e dell'Alba della Tua
Bellezza.5 Lungi, lungi dalla Tua gloria ciò che l'uomo afferma di
Te o Ti attribuisce o la lode con cui Ti glorifica! Il dovere
che Tu hai imposto ai Tuoi servi di esaltare al massimo la
Tua maestà e la Tua gloria non è che un segno della Tua
grazia verso di loro, perché possano ascendere allo stadio
conferito al loro più intimo essere, lo stadio della
conoscenza di se stessi.6 Nessuno, oltre Te, ha mai potuto penetrare il Tuo mistero
o esaltare adeguatamente la Tua grandezza. Impenetrabile e al
disopra delle lodi degli uomini Tu resterai per sempre. Non
v'è altro Dio che Te, l'Inaccessibile, l'Onnipotente,
l'Onnisciente, il Santo dei Santi.1 Principio di tutte le cose è la conoscenza di Dio e fine di
tutte le cose la rigorosa osservanza di tutto ciò che è stato
inviato dall'empireo della divina Volontà che pervade tutto
ciò che è nei cieli e sulla terra.1 La Rivelazione che da tempo immemorabile è stata
acclamata Scopo e Promessa di tutti i Profeti di Dio e sommo
Desiderio dei Suoi Messaggeri è stata adesso rivelata agli
uomini per virtù del penetrante Volere dell'Onnipotente e per
il Suo irresistibile comando. L'avvento di tale Rivelazione è
stato annunziato in tutte le sacre Scritture. E vedete come,
nonostante tale annunzio, l'umanità si sia sviata dal suo
sentiero e privata della sua gloria.2 Dì: O amanti del vero Unico Dio! Fate ogni sforzo per
ravvisarLo e riconoscerLo e per osservare degnamente i
Suoi precetti. Questa è una Rivelazione tale che se un
uomo versasse una goccia di sangue per amor suo, miriadi
di oceani ne sarebbero la ricompensa. State attenti, o amici,
a non perdere questo inestimabile beneficio e a non
ignorarne lo stadio trascendente. Considerate quante vite
sono state e sono ancora sacrificate in un mondo ingannato
da un mero fantasma concepito dalla vana fantasia dei suoi
popoli. Rendete grazie a Dio di aver realizzato il desiderio
del vostro cuore e di esservi uniti a Colui Che è la
Promessa di tutte le nazioni. Custodite, con l'aiuto
dell'unico vero Dio – esaltata sia la Sua gloria – l'integrità
dello stadio che avete raggiunto e afferratevi a ciò che
promuova la Sua Causa. Egli, invero, v'impone dirispettare ciò che è giusto e porta all'esaltazione dello
stadio dell'uomo. Glorificato sia il Misericordioso, il
Rivelatore di questa meravigliosa Tavola.1 Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono
stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente
grazia è stata infusa in tutte le cose create. Incombe a tutti i
popoli del mondo di conciliare i dissensi e dimorare in perfetta
unione e in pace all'ombra dell'Albero delle Sue cure e della
Sua amorosa premura. Essi hanno l'obbligo di attenersi a
qualunque cosa in questo Giorno conduca all'esaltazione del
loro stadio e ne promuova i migliori interessi. Felici coloro
che la gloriosissima Penna s'è mossa a ricordare e benedetti
quegli uomini il cui nome, in virtù del Nostro imperscrutabile
decreto, abbiamo preferito celare.2 Implorate il vero unico Dio di concedere che tutti gli
uomini siano benevolmente assistiti a compiere ciò che sia
accettabile ai Nostri occhi. Presto il presente ordine sarà
chiuso e uno nuovo sarà dispiegato in sua vece. Invero il tuo
Signore dice la verità ed è il Conoscitore dell'invisibile.
V1 Questo è il Giorno in cui l'Oceano della misericordia di
Dio è stato manifestato agli uomini, il Giorno in cui l'Astro
della Sua amorosa premura ha diffuso la sua luce ha
sfolgorato su di loro, il Giorno in cui le nubi dei Suoi munifici
favori hanno preso sotto la loro ombra l'umanità intera. Ora è
il momento di rallegrare e rincuorare gli oppressi con la
corroborante brezza dell'amore e della fraternità e con le
acque vivificanti dell'amicizia e della carità.2 Coloro che sono i benamati di Dio, ovunque si riuniscano
e chiunque incontrino, devono mostrare nel loroatteggiamento verso Dio e nel modo di celebrarNe le lodi e la
gloria tale umiltà e sottomissione che ogni atomo di polvere
sotto i loro piedi attesti la profondità della loro devozione. La
conversazione tenuta da queste anime sante dovrà essere
pervasa da tale potere che quegli atomi di polvere siano
rallegrati dalla sua influenza. Essi devono comportarsi in tale
maniera che la terra che calpestano non possa mai rivolger
loro parole come queste: «Dovrei esser preferita a voi.
Guardate, infatti, come sono paziente nel sopportare il peso
che l'agricoltore m'impone. Sono lo strumento che dispensa
continuamente a tutti gli esseri le benedizioni che Colui Che è
la Sorgente di ogni grazia gli ha affidato. Nonostante l'onore
conferitomi e gli innumerevoli attestati della mia ricchezza –
una ricchezza che provvede ai bisogni di tutta la creazione –
osservate la portata della mia umiltà, guardate con quale
assoluta sottomissione mi lascio calpestare dai piedi degli
uomini…».3 Mostrate tolleranza, benevolenza e amore gli uni per gli altri.
Se qualcuno fra voi fosse incapace di afferrare una verità o
dovesse compiere uno sforzo per comprenderla, mostrate,
conversando con lui, uno spirito di estrema gentilezza e buona
volontà. Aiutatelo a vedere, a ravvisare la verità senza sentirvi per
nulla superiori a lui o dotati di maggior talento.
4 L'intero dovere dell'uomo in questo Giorno è di ottenere
quella parte della fiumana di grazia che Dio riversa per lui.
Nessuno perciò consideri la grandezza o piccolezza del
recipiente. La porzione, per alcuni, può esser contenuta nel
cavo d'una mano, per altri può riempire una coppa e, per altri
ancora, persino un tino.5 Ogni occhio, in questo Giorno, dovrebbe cercare ciò che
meglio promuova la Causa di Dio. Colui Che è la Verità
Eterna Mi è testimone! Assolutamente nulla può, in questo
Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della
discordia e della lotta, delle contese, dell'estraniamento e
dell'apatia fra gli amati di Dio. Rifuggitele, col potere di Dio e
col Suo aiuto sovrano, e ingegnatevi a unire i cuori degli
uomini nel Suo Nome, l'Unificatore, l'Onnisciente, il
Sapientissimo.6 Implorate l'unico vero Dio di concedervi di gustare il
sapore di queste azioni compiute sul Suo sentiero e di
assaporare la dolcezza di quell'umiltà e sottomissione che
sono mostrate per amor Suo. Dimenticate voi stessi e volgete
lo sguardo verso il prossimo. Applicate le vostre energie a ciò
che promuova l'educazione degli uomini. Nulla è celato a Dio,
né può mai esserlo. Se seguirete la Sua via, le Sue incalcolabili
e imperiture benedizioni saranno riversate su di voi. Questa è
la luminosa Tavola i cui versetti sono fluiti dalla mobile Penna
di Colui Che è il Signore di tutti i mondi. Meditatela in cuor
vostro e siate fra coloro che osservano i Suoi precetti.
VI1 Vedete come i diversi popoli e tribù della terra abbiano
atteso la venuta del Promesso. Ma non appena Colui Che è il
Sole della Verità Si è manifestato, ecco che tutti si sono
allontanati da Lui tranne coloro che a Dio è piaciuto guidare.
Non osiamo, in questo Giorno, sollevare il velo che cela lo
stadio sublime che ogni vero credente può raggiungere,
poiché la gioia che questa rivelazione provocherebbe potrebbe
anche far venir meno e morire qualcuno.2 Colui Che è il Cuore e il Centro del Bayán ha scritto: «Il
germoglio che racchiude le potenzialità della Rivelazione che
verrà è dotato di una potenza superiore alle forze combinate
di tutti coloro che Mi seguono». E ha pure detto: «Di tutti gli
omaggi tributati a Colui Che verrà dopo di Me il massimo è
questo: la Mia confessione scritta che nessuna Mia parola può
adeguatamente descriverLo e che nessun riferimento a Lui, nel
Mio Libro, il Bayán, può render giustizia alla Sua Causa».
3 Chi abbia cercato nelle profondità degli oceani celati in
queste eccelse parole e ne abbia sondato l'importanza si può
dire che abbia scoperto un barlume dell'indicibile gloria di cui
è stata dotata questa potente, sublime e santissima
Rivelazione. Dall'eccellenza di una così grande Rivelazione si
può ben immaginare l'onore riservato ai suoi fedeli seguaci.
Per la giustizia dell'unico vero Dio! Il semplice alito di quelle
anime è in sé più prezioso di tutti i tesori della terra. Felice
l'uomo che vi è pervenuto e mal incolga all'incurante.
VII1 In verità Io dico: Questo è il Giorno in cui l'umanità può
contemplare il Volto del Promesso e udire la sua Voce.
L'Appello di Dio si è fatto udire e la luce del Suo sembiante è
sorta sugli uomini. Incombe a ognuno di cancellare impronte
di parole fatue dalla tavola del cuore e di mirare con mente
aperta e imparziale i segni della Sua Rivelazione, le prove
della Sua Missione e i pegni della Sua gloria.2 Grande è, invero, questo Giorno! Le allusioni che ne fanno
tutte le Scritture sacre come Giorno di Dio attestano la sua
grandezza. L'anima di ogni Profeta di Dio, di ogni
Messaggero divino ha agognato questo meraviglioso Giorno.
Tutti i popoli della terra hanno egualmente desiderato
ardentemente pervenirvi. E tuttavia, non appena l'Astro della
Sua rivelazione è apparso nel cielo della Volontà di Dio, tutti
sono restati interdetti e indifferenti, tranne coloro che
all'Onnipotente è piaciuto guidare.3 O tu che Mi hai ricordato! Il più opprimente dei veli ha
tenuto i popoli della terra lontani dalla Sua gloria e impedito
loro di porgere orecchio al Suo appello. Voglia Dio che la
luce dell'unità ammanti la terra intera e che il sigillo «Il Regno
è di Dio» sia impresso sulla fronte di tutti i Suoi popoli.
VIII1 Per la giustizia di Dio! Questi sono i giorni in cui Dio ha
messo alla prova i cuori della compagnia dei Suoi Messaggeri
e dei Suoi Profeti, indi quelli di coloro che stanno a guardia
del Suo sacro e inviolabile Santuario, gli abitanti del
Padiglione celeste e del Tabernacolo di Gloria. Com'è severa,
dunque, la prova alla quale devono essere sottoposti coloro
che danno compagni a Dio!1 O ?usayn! Considera con quale intenso desiderio alcuni
popoli e nazioni hanno atteso il ritorno dell'Imám ?usayn, la
cui venuta dopo l'apparizione del Qá'im è stata profetizzata
nei tempi passati dagli eletti di Dio, esaltata sia la Sua gloria.
Questi santi hanno anche annunziato che quando Colui Che è
l'Alba delle molteplici grazie di Dio Si manifesterà, tutti i
profeti e i Messaggeri, il Qá'im compreso, si riuniranno
all'ombra del sacro Stendardo issato dal Promesso. Quell'ora
è adesso venuta. Il mondo è illuminato dalla fulgida gloria del
Suo sembiante. Eppure, vedete come i suoi popoli si siano
allontanati dal Suo sentiero! Nessuno ha creduto in Lui,
eccetto coloro che, per il potere del Signore dei Nomi, infranti
gli idoli della vana fantasia e dei corrotti desideri, sono entrati
nella città della certezza. In questo Giorno e nel Suo Nome,
Colui Che basta a Se Stesso, è stato rotto il sigillo del Vino
Prelibato della Sua Rivelazione. La sua grazia si riversa sugli
uomini. Riempi la coppa e bevi, nel Suo Nome, il Santissimo,
il Lodatissimo.1 L'ora preordinata ai popoli e alle tribù della terra è giunta.
Le promesse di Dio menzionate nelle sacre Scritture si sono
tutte compiute. Da Sion è uscita la Legge di Dio e
Gerusalemme e i colli e la terra tutto attorno sono pieni della
gloria della Sua Rivelazione. Felice l'uomo che medita in cuor
suo ciò che è stato rivelato nei Libri di Dio, l'Aiuto nel
Pericolo, Colui Che esiste da Sé. Meditate, o benamati di Dio,
ascoltino le vostre orecchie la Sua Parola sì che possiate, per
Sua grazia e misericordia, libare le acque cristalline della
costanza e divenire saldi e incrollabili come montagne nella
Sua Causa.2 È scritto nel libro d'Isaia: «Entra nella roccia e nasconditi
nella polvere per timore del Signore e per la gloria della Sua
maestà». Chiunque mediti su questi versetti non può non
riconoscere la grandezza di questa Causa o dubitare
dell'eccelsa prerogativa di questo Giorno – il Giorno di Dio. Il
già citato versetto è seguito da queste parole: «Sarà esaltato il
Signore, Lui solo, quel Giorno». Questo è il Giorno che la
Penna dell'Altissimo ha glorificato in tutte le sacre Scritture.
Non c'è versetto che non celebri la gloria del Suo santo
Nome, né Libro che non attesti la sublimità di questo tema
eccelso. Se dovessimo rammentare tutto quello che è stato
rivelato in questi santi Libri e nelle sacre Scritture riguardo a
questa Rivelazione, questa Tavola assumerebbe proporzioni
smisurate. In questo Giorno incombe ad ogni uomo di porre
tutta la sua fiducia nelle multiformi munificenze di Dio e di
levarsi a diffondere con la massima saggezza le verità della
Sua Causa. Allora e soltanto allora la terra intera si
ammanterà della luce mattutina della Sua Rivelazione.
XI1 Sia gloria a questo Giorno, il Giorno in cui la fragranza
della misericordia aleggia su tutte le cose create, un Giorno
così benedetto che le età e i secoli passati non potranno mai
sperare di rivaleggiare con esso, un Giorno in cui il sembiante
dell'Antico dei Giorni Si è volto verso la Sua santa sede. Al
che, le voci di tutte le cose create e, al disopra di esse, quelle
dell'Accolta celeste, si sono udite gridare: «Affrettati, o
Carmelo, poiché, ecco, la luce del sembiante di Dio, il
Sovrano del Regno dei Nomi, l'Artefice dei cieli, si è levata su
di te».2 Pervaso da trasporti di gioia e alta levando la voce, esso
ha così esclamato: «Che la mia vita Ti sia offerta in sacrificio,
poiché hai fissato lo sguardo su me, profuso su me la Tua
munificenza e diretto verso di me i Tuoi passi. La separazione
da Te, o Sorgente di vita eterna, mi ha pressoché consunto e
la lontananza dalla Tua presenza ha incenerito l'anima mia.
Ogni lode a Te per avermi dato facoltà di udire il Tuo appello,
per avermi onorato delle Tue orme e aver risvegliata l'anima
mia con la fragranza vivificatrice del Tuo Giorno e la vibrante
voce della Tua Penna, voce che Tu destinasti quale squillo di
tromba fra la Tua gente. E quando sopravvenne l'ora in cui la
Tua irresistibile Fede doveva essere manifestata, Tu alitasti un
soffio del Tuo spirito nella Tua Penna ed, ecco, l'intera
creazione si scosse fino alle fondamenta, svelando all'umanità
i misteri celati entro i forzieri di Colui Che possiede tutte le
cose create».3 Non appena la sua voce ebbe raggiunto quell'eccelso
Luogo, rispondemmo: «Rendi grazie al tuo Signore, o
Carmelo. Il fuoco della tua separazione da Me ti stava
rapidamente consumando, quand'ecco l'oceano della Mia
presenza si gonfiò innanzi a te, allietando i tuoi occhi e gli
occhi di tutta la creazione e deliziando ogni cosa visibile e
invisibile. Esulta poiché Dio, in questo Giorno, ha posto il Suo
trono su di te, ti ha fatto oriente dei Suoi segni e alba della
Sua Rivelazione. Beato colui che gravita attorno a te, che
proclama la rivelazione della tua gloria e narra di quello che la
generosità del Signore tuo Dio ti ha elargito. Prendi il Calice
dell'Immortalità in nome del tuo Signore, il Gloriosissimo, e
rendiGli grazie poiché Egli, come pegno della Suamisericordia per te, ha cambiato la tua tristezza in gaudio e
tramutato il tuo dolore in beatitudine. Egli, invero, ama il
luogo che è divenuto sede del Suo trono, che i Suoi passi
hanno calcato, che ha onorato con la Sua presenza, dal quale
ha lanciato il Suo appello e sul quale ha versato le Sue
lacrime.4 «Chiama Sion, o Carmelo, e annunzia la lieta novella:
Colui Che era celato agli occhi mortali è venuto! La Sua
sovranità che tutto conquista è manifesta, il Suo splendore che
tutto pervade è rivelato. Bada di non esitare o fermarti.
Affrettati, e ruota intorno alla Città di Dio discesa dal cielo, la
Caaba celeste attorno alla quale hanno gravitato adoranti i
favoriti di Dio, i puri di cuore e l'accolta degli angeli più
eccelsi. Oh, come agogno di annunziare in ogni luogo sulla
terra e di portare a ognuna delle sue città la lieta novella di
questa Rivelazione – una Rivelazione alla quale il cuore del
Sinai è stato attratto e nel nome della quale il Roveto Ardente
esclama: «A Dio, il Signore dei Signori, appartengono i regni
della terra e del cielo. Questo è invero il Giorno in cui a
quest'annunzio terra e mare esultano, il Giorno per il quale
sono state serbate le cose che Dio, con munificenza
inconcepibile a mente o cuore mortali, ha stabilito di rivelare.
Ben presto Dio farà navigare la Sua Arca su te e paleserà la
gente di Bahá di cui si fa cenno nel Libro dei Nomi».
5 Santificato sia il Signore di tutta l'umanità, alla menzione
del Cui nome tutti gli atomi della terra hanno vibrato e la
Lingua della Grandezza è stata mossa a svelare ciò che era
stato racchiuso nella Sua sapienza e celato nel tesoro della
Sua possanza. In verità, per il potere del Suo nome,
l'Onnipotente, il Possente, l'Altissimo, Egli è il Sovrano di
tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.1 Svegliatevi, o uomini, in attesa dei giorni della giustizia
divina, poiché adesso l'ora promessa è giunta. Attenti che non
manchiate di comprenderne l'importanza e che non siate così
annoverati fra coloro che errano.1 Considerate il passato. Quanti uomini, potenti e umili,
hanno in tutte le epoche trepidamente atteso l'avvento delle
Manifestazioni di Dio nelle persone benedette dei Suoi Eletti!
Quante volte hanno aspettato la Sua venuta, hanno pregato
perché spirasse la brezza della misericordia divina e la Beltà
promessa uscisse da dietro il velo dell'occultamento,
palesandosi al mondo intero. E ogni qual volta le porte della
grazia si sono aperte, e sull'umanità dalle nubi della
munificenza divina è caduta la pioggia, e la luce dell'Invisibile
ha brillato sull'orizzonte della potenza celeste, tutti Lo hanno
rinnegato e si sono allontanati dal Suo volto, che è il volto di
Dio...2 Riflettete, quale può essere stato il motivo di quegli
atti? Che cosa può aver provocato quel comportamento
verso i Rivelatori della beltà del Gloriosissimo? Qualunque
causa in giorni passati abbia portato la gente al diniego e
all'opposizione, ora induce alla perversità la gente di
quest'epoca. Sostenere che la testimonianza dellaProvvidenza era incompleta e che ciò è stato causa del
diniego della gente, non è che esplicita bestemmia. Lungi
dalla grazia, dalla provvidenza amorosa e dalle tenere
misericordie del Munifico prescegliere un'anima fra tutti gli
uomini per guidare le Sue creature e poi, da un canto,
negarLe l'interezza della Sua testimonianza divina e,
dall'altro, infliggere punizioni severe a chi s'allontana dal
Suo Prescelto! No, le infinite grazie del Signore di tutti gli
esseri hanno sempre pervaso la terra e tutto ciò che vi
dimora, grazie alle Manifestazioni della Sua Essenza
divina. Neppure per un attimo la Sua grazia è stata negata
o le piogge della Sua amorosa premura hanno cessato di
cadere sull'umanità. Di conseguenza, quella condotta non
può essere attribuita ad altro che alla meschinità di anime
che percorrono la valle dell'arroganza e dell'orgoglio, che
si perdono nelle selve della lontananza, camminano su vie
di fantasie oziose e seguono i dettami dei capi della loro
fede. Loro principale interesse è l'opposizione, loro unico
desiderio ignorare la verità. A ogni osservatore perspicace
è evidente e chiaro che se nei giorni di ciascuna delle
Manifestazioni del Sole della Verità questa gente avesse
purificato occhi, orecchi e cuore da tutto ciò che aveva
veduto, udito e provato, certamente non le sarebbe stato
negato di contemplare le beltà di Dio, né si sarebbe
allontanata dalle dimore della gloria. Ma hanno pesato la
testimonianza di Dio con le norme del loro sapere, raccolto
dagli insegnamenti dei capi della loro fede e, avendolo
trovato in contrasto con la loro limitata comprensione, si
sono levati a perpetrare simili indegnità...3 Considerate Mosè. Armato della verga del dominio
celeste, adorno della bianca mano della sapienza divina,
procedendo dal Párán dell'amore di Dio, brandendo il
serpente della potenza e della maestà eterna, Egli apparve sul
mondo dal Sinai della Luce. Convocò tutti i popoli e le tribù
della terra al regno dell'eternità e li invitò a gustare i frutti
dell'albero della fedeltà. Certamente sapete della feroce
opposizione di Faraone e del suo popolo e delle pietre di vane
fantasie che mani infedeli scagliarono contro quell'Albero
benedetto. Tanto che, alla fine, Faraone e il suo popolo
insorsero e fecero il massimo sforzo per smorzare con le
acque della menzogna e del diniego il fuoco di quell'Albero
sacro, dimentichi del fatto che acqua terrena non può
estinguere la fiamma della saggezza divina, o soffio mortale
spegnere la lampada del dominio sempiterno. Anzi,quell'acqua non può che intensificare l'ardore della fiamma,
quei soffi non possono che assicurare la conservazione della
lampada, se osservaste con l'occhio del discernimento e
camminaste sulla via del santo volere e del compiacimento di
Dio...4 E quando i giorni di Mosè furono finiti e la luce di Gesù,
irradiandosi dall'aurora dello Spirito, pervase il mondo, tutto
il popolo d'Israele si sollevò rumoreggiando contro di Lui.
Protestarono che Colui il Cui avvento era stato predetto dalla
Bibbia doveva promulgare e adempiere le leggi di Mosè,
mentre quel giovane Nazzareno, che pretendeva la dignità di
divino Messia, aveva abrogato le leggi del divorzio e del
sabato, le più importanti di tutte le leggi mosaiche. Inoltre,
dov'erano i segni della Manifestazione avvenire? Ancor oggi il
popolo d'Israele aspetta la Manifestazione preannunciata dalla
Bibbia! Quante Manifestazioni di Santità, quanti Rivelatori
della luce eterna sono apparsi dal tempo di Mosè, eppure
Israele, avvolto in fitti veli di fantasia satanica e false
immaginazioni, aspetta ancora che l'idolo creato dalle sue
mani appaia con i segni da lui stesso concepiti! Così Dio li ha
ghermiti pei loro peccati, ha estinto in loro lo spirito della fede
e li ha tormentati con le fiamme del fuoco dell'abisso. E
questo per la sola ragione che Israele si rifiutò di comprendere
il significato delle parole rivelate nella Bibbia a proposito dei
segni della Rivelazione successiva. Non ne afferrò mai il vero
significato e, poiché apparentemente quegli eventi non si
produssero mai, non poté riconoscere la beltà di Gesù né
contemplare il volto di Dio. E ancora Ne aspetta la venuta! Da
tempo immemorabile fino al giorno d'oggi, tutte le tribù e i
popoli della terra si sono attaccati a simili pensieri fantastici e
indegni, privandosi così delle limpide acque sgorganti dalle
sorgenti della purezza e della santità...5 A coloro che sono dotati di comprensione è chiaro e
manifesto che quando il fuoco dell'amore di Gesù arse i veli delle
limitazioni giudaiche e la Sua autorità fu resa manifesta e
parzialmente fatta valere, Egli, Rivelatore della Beltà invisibile,
rivolgendoSi un giorno ai Suoi discepoli accennò alla Sua
dipartita e, accendendo nei loro cuori il fuoco del cordoglio,
disse: «Vado e tornerò a voi». Altrove disse: «Vado e verrà un
altro, che vi dirà tutto ciò che Io non vi ho detto e adempirà tutto
ciò che ho detto». Queste due frasi hanno un unico significato, se
rifletterai con divina penetrazione sulle Manifestazioni dell'Unità
di Dio.Dispensazione del Corano furono confermati sia il Libro sia la
Causa di Gesù. Quanto ai nomi, Mu?ammad dichiarò: «Io
sono Gesù». Egli riconobbe la verità dei segni delle profezie e
delle parole di Gesù e attestò che erano tutte di Dio. In questo
senso, né la persona né gli scritti di Gesù erano diversi dalla
persona e dal sacro Libro di Mu?ammad, perché entrambi
hanno propugnato la Causa, cantato le lodi e rivelato i
comandamenti di Dio. E perciò Gesù dichiarò: «Vado e
tornerò a voi». Considerate il sole. Dovesse ora dire: «Sono il
sole di ieri», direbbe il vero; e se, tenendo in mente la
successione del tempo, pretendesse di essere differente,
direbbe ancora il vero. In egual maniera se si dicesse che tutti i
giorni non sono che uno stesso giorno, si direbbe il giusto e il
vero. E se, in riferimento al nome e alla designazione, si
dicesse che sono differenti, anche questo sarebbe vero.
Poiché, sebbene siano gli stessi, pure si riconoscono da una
designazione differente, da un attributo specifico, da un
carattere particolare. Considera allo stesso modo le
caratteristiche di distinzione, variazione e unità delle varie
Manifestazioni di santità, sì da comprendere le allusioni fatte
dal creatore di tutti i nomi e attributi quanto ai misteri della
distinzione e dell'unità e scoprire la risposta al tuo quesito del
perché quella Beltà sempiterna Si sia data nomi e titoli
differenti in tempi differenti...7 Allorché l'Invisibile, l'Eterno, l'Essenza divina, fece sì che
sorgesse sull'orizzonte della sapienza l'Astro di Mu?ammad,
uno dei cavilli che i teologi ebrei Gli opposero fu che dopo
Mosè Dio non avrebbe inviato nessun altro Profeta. Nelle
Sacre Scritture era stato detto di un'Anima Che Si sarebbe
manifestata per far progredire la Fede di Mosè e favorire gli
interessi dei Suoi seguaci, acciocché la Legge della Sua
Dispensazione si diffondesse in tutto il mondo. Così si è
espresso il Re della gloria eterna nel Suo Libro riguardo alle
parole pronunziate da coloro che erravano nella valle della
lontananza e dell'errore: «Dicono i giudei: "La mano di Dio è
ora chiusa". Siano le loro mani chiuse e incatenate e siano
maledetti per quel che hanno detto! Che anzi ambo le mani di
Dio sono aperte!». «La mano di Dio sta sopra le loro mani».
Quantunque i commentatori del Corano abbiano riferito in
diverse maniere le circostanze relative alla rivelazione di
questo versetto, pure, devi sforzarti di comprenderne il senso.
Egli dice: Com'è falso ciò che hanno immaginato gli Ebrei!
Come può la mano di Colui Che è il Re della Verità, Che fece
sì che si manifestasse il sembiante di Mosè cui conferì il manto
della Missione Profetica, come può la mano di un Essere
simile essere incatenata o vincolata? Come si può concepire
ch'Egli non possa suscitare un altro Messaggero dopo Mosè?
Osserva l'assurdità del loro dire: com'è fuorviato e lontano
dalla via della sapienza e della comprensione! Osserva come
tutti costoro si occupano, anche oggi, di tali stolte assurdità.
Per più di mille anni hanno recitato questo versetto e
inconsciamente hanno criticato gli Ebrei senza rendersi conto
che loro stessi, apertamente e in segreto, ne ripetono le
opinioni e le credenze! Sei certamente a conoscenza del loro
vano assunto che tutte le Rivelazioni sono finite, che le porte
della misericordia divina sono chiuse, che dall'alba della
santità eterna, non sorgerà più altro sole, che l'Oceano della
munificenza sempiterna si è placato per sempre e che dal
Tabernacolo dell'antica Gloria hanno cessato di manifestarsi i
Messaggeri di Dio. Tale è la portata della comprensione di
questa gente meschina e spregevole. Hanno immaginato che il
flusso dell'onnipresente grazia e dell'abbondante misericordia
di Dio, la cui fine nessuna mente può prevedere, si sia
arrestato. Dappertutto si sono levati e hanno indossato la
veste della tirannia facendo ogni sforzo per spegnere la
fiamma del Roveto Ardente di Dio con l'acqua amara della
loro fatua immaginazione, dimentichi che il globo del Potere
proteggerà la Lampada di Dio entro la Sua possente
fortezza...8 Guarda come la sovranità di Mu?ammad, il Messaggero
di Dio, è oggi chiara ed evidente fra le genti. Sai bene che
cosa accadde alla Sua Fede al principio della SuaDispensazione. Quali tormentose sofferenze la mano
degl'infedeli e dei traviati, dei teologi del tempo e dei loro
accoliti, inflisse a quell'Essenza spirituale, a quel purissimo e
santo Essere. Che abbondanza di spine e rovi sparsero sul Suo
sentiero! È evidente che quella miserabile generazione, nella
sua immaginazione perfida e satanica, considerava ogni colpo
inferto a quell'Essere immortale come un mezzo per
raggiungere una felicità duratura, poiché i teologi riconosciuti
di quel tempo come 'Abdu'lláh-i-Ubayy, Abú 'Ámir,l'eremita, Ka'b-ibn-i-Ashraf e Na?r-ibn-i-?árith, Lo
trattarono tutti da impostore e Lo dichiararono pazzo e
calunniatore. Gli mossero accuse così atroci che, se le riferissi,
Dio impedirebbe all'inchiostro di scorrere, alla penna di
muoversi e alla pagina di sopportarle. Queste accuse maligne
incitarono il popolo a sollevarsi e a tormentarLo. E quanto
son fieri i tormenti, se i teologi dell'epoca ne sono i capi
istigatori, se Lo denunziano ai loro seguaci, Lo scacciano di
fra loro e Lo dichiarano miscredente! Non è accaduto lo
stesso a questo Servo, come tutti hanno potuto constatare?
9 Per questa ragione Mu?ammad esclamò: «Nessun Profeta
di Dio ha sofferto quello che ho sofferto Io». E nel Corano
sono registrate tutte le calunnie e i rimproveri mossi contro di
Lui e anche tutte le pene che soffrì. Consultatelo, sì da
apprendere, forse, ciò che è avvenuto alla Sua Rivelazione. Si
trovò in frangenti tali che per un certo tempo tutti troncarono
ogni rapporto con Lui e con i Suoi compagni. Chiunque Lo
avvicinasse diventava vittima dell'implacabile crudeltà dei
Suoi nemici...10 Considera che grande cambiamento oggi! Osserva quanti
Sovrani s'inginocchiano al Suo nome! Quante nazioni e regni
hanno cercato l'asilo della Sua ombra e sono fedeli alla Sua
Fede e ne sono orgogliosi! Dall'alto dei pulpiti salgono oggi
parole di lode che con profonda umiltà glorificano il Suo
nome benedetto e dalla cima dei minareti risuona l'appello che
invita le schiere della Sua gente ad adorarLo. Persino i Re
della terra che si sono rifiutati di abbracciare la Sua Fede e di
abbandonare l'abito della miscredenza confessano e
riconoscono la grandezza e la maestà irresistibile di
quell'Astro di tenero amore. Tale è la Sua sovranità terrena
che ne puoi trovare testimonianza in ogni luogo. Questa
sovranità deve rivelarsi e affermarsi o durante la vita della
Manifestazione di Dio o dopo la Sua ascensione alla Sua vera
dimora nel regno supremo...frappongono tra l'occhio della comprensione umana e il
divino Luminare che risplende dall'alba dell' Essenza
divina. Considerate come, per generazioni, gli uomini
abbiano ciecamente imitato i loro padri e siano stati educati
secondo le regole e i principi stabiliti dai dettami della loro
Fede. Perciò se improvvisamente scoprissero che un Uomo
vissuto fra loro, il Quale, rispetto a ogni limitazione umana,
è stato loro eguale, Si è levato ad abolire tutti i principi
tradizionali imposti dalla loro Fede – principi che li
avevano disciplinati per secoli, ogni avversario e negatore
dei quali s'erano abituati a considerare infedele, scellerato
e malvagio – sarebbero certamente ottenebrati e ostacolati
nel riconoscere la Sua verità. Queste cose sono come
«nubi» che velano gli occhi di coloro il cui intimo essere
non ha assaporato il Salsabíl del distacco, né bevuto dal
Kawthar della conoscenza di Dio. Costoro, quando ne
vengono informati, sono così accecati che senza la minima
esitazione dichiarano la Manifestazione di Dio infedele e
Lo condannano a morte. Devi aver sentito dire che simili
cose sono accadute in tutte le epoche e le vedi anche in
questi giorni.12 Ci conviene perciò compiere il massimo sforzo perché
con l'invisibile aiuto di Dio questi oscuri veli, queste nubi
di prove mandate dal Cielo, non c'impediscano di mirare la
beltà del Suo Sembiante luminoso e possiamo riconoscerLo
solo dal Suo Essere...1 La Primavera divina è giunta, o Eccelsa Penna, poiché la
Festività del Misericordiosissimo s'avvicina rapidamente.
Sorgi e magnifica il nome di Dio al cospetto dell'intera
creazione e celebra la Sua lode, in tal guisa che tutte le cose
create ne siano rigenerate e rinnovate. Parlane senza posa.
L'astro della beatitudine brilla sull'orizzonte del Nostro nome,
il Beato, poiché il regno del nome di Dio è stato abbellito
dell'ornamento del nome del tuo Signore, il Creatore dei cieli.
Sorgi innanzi alle nazioni della terra, àrmati del potere di
questo Nome Massimo e non essere di coloro che indugiano.
2 Mi pare che tu ti sia fermata e non ti muova sulla Mia
Tavola. Ti ha forse disorientata lo splendore del divino
Sembiante, o ti hanno colmata di dolore i vani discorsi dei
caparbi paralizzando così il tuo moto? Bada che nulla ti
distolga dall'esaltare la grandezza di questo Giorno – il
Giorno in cui il Dito della maestà e del potere ha infranto il
suggello del Vino del Ricongiungimento e ha chiamato tutti
coloro che sono nei cieli e sulla terra. Preferisci indugiare
mentre la brezza annunciatrice del Giorno di Dio ha già
spirato su di te, o sei di quelli che sono separati da Lui come
da un velo?3 Non ho mai permesso ad alcun velo, o Signore di tutti i
nomi e Creatore dei cieli, d'impedirmi di riconoscere le glorie
del Tuo Giorno – il Giorno che è lampada di Guida per il
mondo intero e segno dell'Antico dei Giorni per tutti quelli
che vi dimorano. Il mio silenzio dipende dai veli che hanno
accecato gli occhi delle Tue creature impedendo loro di
vederTi e il mio mutismo è causato dagli ostacoli che hanno
impedito alla Tua gente di riconoscere la Tua verità. Tu sai
che cosa è in me, ma io non so che cosa è in Te. Tu sei
l'Onnisciente, Colui Che conosce tutto. Per il Tuo nome che
eccelle su tutti gli altri nomi! Se il Tuo supremo e irresistibile
decreto mi raggiungesse, mi darebbe il potere di vivificare le
anime di tutti gli uomini col Tuo eccelso Verbo che ho udito
pronunziare dalla Tua Lingua di possanza nel Tuo Regno di
gloria. Mi consentirebbe di annunziare la rivelazione del Tuo
fulgido sembiante per il quale ciò che era celato agli occhi
degli uomini è stato palesato nel Tuo nome, il Perspicuo, il
Protettore sovrano, Colui Che esiste da Sé.4 Potresti scoprire altri che Me, o Penna, in questo Giorno?
Cos'è avvenuto della creazione e delle sue manifestazioni?
Cosa dei nomi e del loro regno? Dove sono andate tutte le
cose create visibili e invisibili? Cos'è avvenuto dei segreti
celati dell'universo e delle sue rivelazioni? Ecco: l'intera
creazione è scomparsa! Null'altro rimane se non il Mio Volto,
l'Eterno, il Risplendente, il Gloriosissimo.5 Questo è il Giorno in cui null'altro si vede fuor che gli
splendori della Luce che risplende dal volto del Tuo Signore,
il Benigno, il Generosissimo. In verità, abbiamo fatto spirare
ogni anima in virtù della Nostra irresistibile sovranità che tutto
soggioga e poi, in segno di grazia verso gli uomini, abbiamo
chiamato all'esistenza una nuova creazione. Io sono, invero, il
Generosissimo, l'Antico dei Giorni.6 Questo è il Giorno in cui il mondo invisibile esclama:
«Grande, o terra, è la tua benedizione poiché sei stata fatta
piedistallo del tuo Dio e scelta quale sede del Suo potente
trono». Il regno della gloria esclama: «Ti sia sacrificata la mia
vita, poiché Colui Che è il Benamato del Misericordiosissimo
ha stabilito su di te la Sua sovranità per il potere del Suo
Nome che è stato promesso a tutte le cose, del passato e del
futuro». Questo è il Giorno in cui ogni cosa profumata ha
attinto la fragranza dall'effluvio della Mia veste, una veste che
ha esalato profumo sull'intera creazione. Questo è il Giorno in
cui le impetuose acque della vita eterna sono scaturite dalla
Volontà del Misericordiosissimo. Accorrete con tutto il cuore
e con tutta l'anima e bevete a sazietà, o Coorti dei regni
superni!7 Dì: Egli è la Manifestazione di Colui Che è l'Inconoscibile,
l'Invisibile degli Invisibili, se solo lo capiste! Egli è Colui Che
ha svelato innanzi a voi la Gemma celata e custodita, se solo
la cercaste! Egli è il Benamato di tutte le cose, del passato e
del futuro. Se solo poneste il cuore e la speranza in Lui!
8 Abbiamo udito la tua supplica, o Penna, e scusiamo il tuo
silenzio. Che cosa ti ha confusa così profondamente?
9 L'ebbrezza della Tua presenza, o Benamato di tutti i
mondi, mi ha colta impossessandosi di me.10 Sorgi e proclama all'intera creazione le novelle che Colui
Che è il Misericordiosissimo ha volto i passi verso il Ri?ván e
vi è entrato. Poi guida le genti nel giardino della delizia di cui
Dio ha fatto il Trono del Suo Paradiso. Ti abbiamo scelta
perché tu sia la nostra Tromba più possente, il cui squillo
segnalerà la resurrezione dell'intera umanità.11 Dì: Questo è il Paradiso sul cui fogliame il nèttare della
Parola ha impresso la testimonianza: «Colui Che era celato
agli occhi degli uomini Si è rivelato, cinto di sovranità e
potenza!». Questo è il Paradiso, il fruscio delle cui foglie
proclama: «O abitatori dei cieli e della terra! È apparso ciò
che non era mai apparso prima. Colui Che dall'eternità aveva
nascosto il Volto alla vista della creazione è ora venuto».
Dalla sussurrante brezza che spira fra i suoi rami si leva il
grido: «Colui Che è il Signore sovrano di tutto Si è
manifestato: il Regno è di Dio!»., mentre dalle sue acque
scorrenti si ode il mormorio: «Tutti gli occhi si rallegrano,
poiché Colui Che nessuno aveva veduto, il Cui segreto
nessuno aveva penetrato, ha sollevato il velo della gloria e
scoperto il volto della Bellezza».12 In questo Paradiso e dall'alto delle sue più eccelse stanze,
le Ancelle del Cielo hanno gridato esclamando: «Esultate, o
abitatori dei regni superni, poiché nel cuore dei cieli le dita di
Colui Che è l'Antico dei Giorni suonano la Più Grande
Campana in nome del Gloriosissimo. Le mani dellamunificenza hanno offerto la coppa della vita eterna.
Avvicinatevi e bevete a sazietà. Bevete con pura delizia, voi
che siete incarnazioni della brama, voi che siete13 Questo è il Giorno in cui Colui Che è il Rivelatore dei
nomi di Dio è uscito dal Tabernacolo della gloria e ha
proclamato a tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra:
«Riponete le coppe del Paradiso e tutte le acque vivificatrici
che vi sono contenute, poiché, ecco, le genti di Bahá sono
entrate nella dimora beata della Presenza divina e hanno libato
il vino del ricongiungimento dal calice della bellezza del loro
Signore, Colui Che tutto possiede, l'Altissimo».14 Dimentica il mondo della creazione, o Penna, e volgiti
verso il volto del tuo Signore, il Signore di tutti i nomi.
Adorna, dunque, il mondo con l'ornamento dei favori del tuo
Signore, il Re dei giorni eterni. Sentiamo la fragranza del
Giorno in cui Egli, il Desiderio di tutte le nazioni, ha fatto
brillare lo splendore della luce dei Suoi più eccelsi nomi sui
regni dell'invisibile e del visibile, avvolgendoli nel fulgore dei
luminari dei Suoi più amabili favori, favori che nessuno può
valutare eccetto Lui, Che è il Protettore onnipotente
dell'intera creazione.15 Non guardare le creature di Dio se non con occhio
benevolo e misericordioso, poiché la Nostra amorevole
provvidenza ha pervaso tutte le cose create e la Nostra grazia
ha abbracciato la terra e i cieli. Questo è il Giorno in cui i veri
servi di Dio gustano le acque vivificatrici delricongiungimento, il Giorno in cui coloro che Gli sono vicini
possono dissetarsi al fiume dolcemente scorrentedell'immortalità e coloro che credono nella Sua unità possono
bere il vino della Sua Presenza, riconoscendo in Lui il
Supremo e Ultimo Fine di tutto, in Cui la Lingua della Maestà
e della Gloria lancia l'appello: «Il Regno è Mio. Io sono, per
Mio diritto, il suo Sovrano».16 Attira i cuori degli uomini col richiamo di Colui Che è
l'unico, il solo Benamato. Dì: Questa è la Voce di Dio, se
porgeste orecchio. Questa è l'Alba della Rivelazione di Dio,
se lo sapeste. Questo è l'Orizzonte da cui sorge la Causa di
Dio, se lo riconosceste. Questa è la Sorgente delcomandamento di Dio, se giudicaste equamente. Questo è il
Segreto palese e celato, se lo intuiste. O popoli del mondo!
Gettate via nel Mio nome, che trascende ogni altro, ciò che
possedete e immergetevi in quest'Oceano nelle cui profondità
sono celate le perle della saggezza e della parola, un oceano
che si solleva nel Mio nome, il Misericordioso. Così
v'istruisce Colui che ha con Sé il Libro Primigenio.
17 L'Amatissimo è giunto. Nella mano destra ha il Vino
suggellato del Suo nome. Felice l'uomo che si volge a Lui, ne
beve a sazietà ed esclama: «Sia lode a Te, o Rivelatore dei
segni di Dio!». Per la giustizia dell'Onnipotente! Ogni cosa
celata si è palesata per il potere della verità. Tutti i favori di
Dio sono stati inviati come pegno della Sua grazia. Le acque
della vita eterna sono state offerte agli uomini in tutta la loro
pienezza. Ogni coppa è stata offerta dalla mano del Benamato.
Avvicinati e non indugiare neppure per un breve istante.
18 Beati coloro che, librandosi sulle ali della rinunzia, hanno
raggiunto lo stadio che, come Dio ha disposto, prende sotto la
sua ombra la creazione intera, coloro che né vane fantasie di
sapienti, né moltitudini di eserciti terreni hanno potuto far
deviare dalla Sua Causa. Chi di voi, o uomini, rinunzierà al
mondo e si avvicinerà a Dio, il Signore di tutti i nomi? Dove si
troverà colui che, per il potere del Mio nome che trascende
tutte le cose create, getterà via ciò che gli uomini possiedono
e si aggrapperà con tutta la sua forza a ciò che Dio, Che
conosce l'invisibile e il visibile, gli ha ingiunto di osservare?
Così la Sua generosità è stata inviata agli uomini, la Sua
testimonianza si è compiuta e la Sua prova ha brillato
sull'Orizzonte della misericordia. Ricca è la ricompensa che
sarà guadagnata da colui che ha creduto ed esclamato:
«Lodato sii Tu, o Benamato di tutti i mondi! Magnificato sia il
Tuo nome, o Desiderio d'ogni cuore che comprende!».
19 Esulta di suprema gioia, o gente di Bahá, nell'evocare il
ricordo del Giorno di felicità suprema, il Giorno in cui la
Lingua dell'Antico dei Giorni ha parlato nel lasciare la Sua
Dimora per recarSi nel Luogo dal quale ha diffuso sull'intera
creazione gli splendori del Suo nome, il Misericordiosissimo.
Dio Ci è testimone. Se rivelassimo i segreti celati di questo
Giorno, tutti coloro che dimorano in terra e nei cieli
cadrebbero in deliquio e morrebbero, tranne coloro che Dio,
l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Più Sapiente, volesse salvare.
20 Tale è l'effetto inebriante delle parole di Dio su Colui Che
è il Rivelatore delle Sue indubbie prove, che la Sua Penna non
può più muoversi. Con queste parole Egli conclude la Sua
Tavola: «Non v'è altro Dio che Me, l'Eccelso, il Più Potente,
il Più Eccellente, l'Onnisciente».1 La Penna della Rivelazione esclama: «In questo Giorno il
Regno è di Dio!». La Lingua del Potere proclama: «In questo
Giorno ogni sovranità, nella più assoluta realtà, è di Dio!». La
Fenice dei reami superni grida dal Ramo immortale: «La
gloria di ogni grandezza appartiene a Dio, l'Incomparabile,
l'Irresistibile!». La Colomba Mistica proclama dalla sua
benedetta pèrgola nel paradiso eterno: «In questo Giorno la
sorgente di ogni generosità proviene da Dio, l'Unico, il
Clemente!». L'Uccello del Trono gorgheggia la sua melodia
nel suo rifugio di santità: «In questo Giorno, il potere
supremo non dev'essere attribuito ad altri che a Dio, Colui
Che non ha né pari, né eguali, Che è il Più Potente, Colui Che
tutto soggioga!». L'intima essenza di tutto proclama a tutte le
cose la testimonianza: «In questo Giorno, ogni clemenza
emana da Dio, Cui nessuno può paragonarsi, Cui nessuno può
associarsi, il Sovrano Protettore di tutti gli uomini e
l'Occultatore dei peccati!». La Quintessenza della Gloria ha
levato la voce sul Mio capo e ha gridato da tali altezze che né
penna né lingua potranno mai descrivere: «Dio mi è
testimone! Egli, l'Antico dei giorni eterni, è venuto
ammantato di maestà e potere. Non v'è altro Dio che Lui, il
Gloriosissimo, l'Onnipotente, l'Altissimo, il Più Saggio, Colui
Che tutto pervade, Che tutto vede, Che tutto sa, il Sovrano
protettore, la Sorgente di luce eterna».2 O mio servo, che hai cercato il beneplacito di Dio e ti sei
stretto al Suo amore nel Giorno in cui tutti, fuorché i pochi
dotati d'intuito, si sono staccati da Lui! Ti renda Iddio, per la
Sua grazia, una ricompensa generosa, incorruttibile ed eterna
per averLo tu cercato nel Giorno in cui gli occhi erano ciechi.
Sappi che se ti rivelassimo una sola goccia dei diluvi che per
volere di Dio si sono riversati su di Noi per mano degli
invidiosi e dei maligni, piangeresti copiose lacrime e
lamenteresti giorno e notte la Nostra sorte. Oh, potesse
trovarsi un'anima perspicace ed equa che riconoscesse le
meraviglie di questa Rivelazione, meraviglie che proclamano
la sovranità di Dio e la grandezza del Suo potere. Potesse tale
uomo sorgere e unicamente per amor di Dio ammonire
privatamente e apertamente gli uomini sì che s'adoprino ad
aiutare questo Essere vilipeso Che gli artefici d'iniquità hanno
così crudelmente afflitto.3 Ma credo di udire dietro di Me la Voce dello Spirito Santo
chiamarMi dicendo: «Varia tema e cambia tono, sì che il
cuore di colui che ha posto lo sguardo sul Tuo volto non sia
rattristato. Dì: Per la grazia di Dio e per la Sua forza non ho
implorato l'aiuto di alcuno nel passato, né voglio chiedere
aiuto ad alcuno in avvenire. È Lui Che Mi ha aiutato col
potere della verità nei giorni dell'esilio in 'Iráq. È Lui Che Mi
ha circondato della Sua protezione al tempo in cui la gente
della terra Mi osteggiava. È Lui Che Mi ha consentito di
lasciare la città ammantato di una maestà che nessuno, tranne i
negatori e i maligni, può disconoscere.4 Dì: Il Mio esercito è la Mia fiducia in Dio; il Mio popolo,
la forza della Mia fede in Lui. Il Mio amore è il Mio stendardo
e il Mio compagno il ricordo di Dio, il Signore Sovrano di
tutto, il Potentissimo, il Gloriosissimo, l'Assoluto.
5 O viandante, sorgi sul sentiero dell'Amore di Dio e
sostieni la Sua Causa. Dì: O genti, non barattate questo
Giovane né con le vanità di questo mondo né con le delizie del
cielo. Per la giustizia del vero unico Dio! Un Suo capello vale
più di tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Attenti, o
uomini, a non lasciarvi tentare di separarvi da Lui, in cambio
dell'oro e dell'argento che possedete. Che il Suo amore sia
una riserva di tesori per le vostre anime nel Giorno in cui
nessun altro che Lui vi gioverà, il Giorno in cui ogni colonna
sarà scossa, in cui persino la pelle degli uomini si raggriccerà,
in cui gli occhi tutti saranno spalancati per il terrore. Dì: O
genti! Temete Dio e non vi allontanate sdegnosamente dalla
Sua Rivelazione. Prostratevi col viso a terra innanzi a Dio e
giorno e notte celebrate la Sua lode.6 Possa l'anima tua avvampare della fiamma di questo
Fuoco immortale che arde nel più intimo cuore del mondo, sì
che le acque dell'universo non abbiano il potere di smorzarne
l'ardore. Fa' quindi menzione del tuo Signore a che
gl'incuranti fra i Nostri servi siano ammoniti dalle tue parole e
i cuori dei retti rallegrati.impareggiabile dev'essere anche la lingua che celebra la lode
del Desiato di tutte le nazioni e ineguagliabili le azioni che
aspirano ad esserGli ben accette. L'intera razza umana ha
agognato questo Giorno, caso mai essa adempia ciò che si
confà al suo stato ed è degno del suo destino. Beato l'uomo
che gli interessi terreni non sono riusciti a distogliere dal
riconoscere Colui Che è il Signore di tutte le cose.
2 Il cuore umano si è così ottenebrato che né la distruzione
della città, né lo sgretolarsi della montagna e neppure lo
spaccarsi della terra ne scuotono il torpore. Le allusioni fatte
dalle Scritture sono state spiegate, i segni in esse predetti sono
stati rivelati e il grido profetico si è levato incessantemente.
Eppure tutti, salvo quelli che Dio Si è compiaciuto di guidare,
sono disorientati dall'ebbrezza dell'ignavia!3 Vedete come ogni giorno il mondo sia afflitto da nuove
calamità. La sua tribolazione continua ad aggravarsi. Dal
momento della rivelazione della Súriy-i-Rá'ís (Tavola a Rá'ís)
sino al giorno d'oggi il mondo non si è placato, né si sono
tranquillizzati i cuori dei suoi popoli. Ora è stato agitato da
lotte e dissensi, ora è stato sconvolto da guerre ed è caduto
vittima di malattie croniche. Il suo male s'avvicina alla fase
dell'inguaribilità assoluta, perché s'impedisce al vero Medico
di somministrare il rimedio, mentre ai ciarlatani è fatta
benevola accoglienza e accordata piena libertà di azione… La
polvere della sedizione ha ottenebrato il cuore degli uomini e
ne ha accecato gli occhi. Ben presto si accorgeranno delle
conseguenze di ciò che le loro mani hanno operato nel Giorno
di Dio. Così vi ammonisce Colui Che di tutto è informato, per
ordine di Colui Che è il Potentissimo, l'Onnipotente.
XVIIMisericordiosissimo è venuto, investito di sovranità
indiscussa. La Bilancia è stata stabilita e tutti coloro che
dimorano sulla terra sono stati radunati. La Tromba ha
squillato, ed ecco, gli occhi tutti si sono spalancati per il
terrore e i cuori di tutti coloro che sono in cielo e sulla terra
hanno tremato, tranne quelli che, vivificati dall'alito dei
versetti di Dio, si sono distaccati da tutto.2 Questo è il Giorno in cui la terra narrerà le sue novelle. Gli
artefici d'iniquità sono i suoi fardelli, se solo ve ne accorgeste.
S'è spaccata la luna delle vane fantasie e il cielo ha prodotto
fumo visibile. Vediamo la gente abbattuta, terrorizzata dalla
paura del suo Signore, l'Onnipotente, il Possente. Il Banditore
ha gridato e gli uomini sono stati travolti, tale è stato il furore
della Sua collera. Il popolo della sinistra sospira e si lamenta.
Quello della destra dimora in nobili magioni, e liba il Vino che
è vera vita dalle mani del Misericordioso, ed è in verità beato.
3 La terra è stata scossa, le montagne sono scomparse e gli
angeli Ci sono apparsi schiera a schiera. La maggior parte
della gente è confusa dall'ubriachezza e porta impressi sul
viso i segni della collera. Così abbiamo radunato gli artefici
d'iniquità. Li vediamo precipitarsi verso il loro idolo. Dì:
Nessuno sarà al sicuro dal verdetto di Dio in questo Giorno. È
davvero un Giorno tremendo. Noi indichiamo loro quelli che li
hanno condotti alla perdizione. Li vedono, ma non li
riconoscono. Hanno gli occhi allucinati: sono, in verità, ciechi.
Prova ne siano le calunnie che hanno pronunziato; le loro
calunnie sono condannate da Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui
Che esiste da Sé. Il Maligno ha suscitato la malvagità nei loro
cuori e sono afflitti da un tormento che nessuno può
allontanare. Corrono verso i perversi portando l'elenco degli
artefici d'iniquità. Tali sono le loro azioni.4 Dì: I cieli sono stati ripiegati, la terra sta nel Suo pugno
e gli artefici della corruzione sono stati acciuffati per i
capelli e ancora non capiscono. Bevono acqua inquinata e
non lo sanno. Dì: Il grido è stato lanciato e le genti sono
uscite dai sepolcri e alzandosi si guardano attorno. Taluni
si sono affrettati a raggiungere la corte del Dio della
Misericordia, altri sono caduti bocconi nel fuocodell'Inferno, mentre altri ancora sono smarriti nello
stupore. I versetti di Dio sono stati rivelati, eppure se ne
sono allontanati. La Sua prova è stata manifestata, eppure
l'ignorano. E quando guardano il volto delMisericordiosissimo, i loro visi sono contriti, mentre
vivono dissolutamente. Corrono verso il Fuoco dell'Inferno
confondendolo con la luce. Lungi da Dio ciò chestoltamente immaginano! Dì: Vi rallegriate o scoppiate di
collera, i cieli si sono spaccati e Dio è disceso rivestito di
radiosa sovranità. Udiamo tutte le cose create esclamare:
«Il Regno è di Dio, l'Onnipotente, l'Onnisciente, il
Sapientissimo».5 Sappi, inoltre, che, a causa dell'operato degli infedeli,
siamo stati gettati in un'affliggente Prigione e circondati dalle
legioni della tirannia. Tale è, però, la gioia provata da questo
Giovane che nessuna gioia terrena può esserle paragonata. In
nome di Dio! Il male che ha sofferto per mano dell'oppressore
non potrà mai addolorarGli il cuore, né Lo rattristerà il
dominio di coloro che hanno ripudiato la verità.6 Dì: La tribolazione è un orizzonte della Mia Rivelazione.
L'astro della grazia vi risplende, irradiandone una luce che né
nubi di fatue chimere umane né fantasie di aggressore possono
oscurare.7 Segui le orme del tuo Signore e ricorda i Suoi servi, come
Egli ricorda te, incurante dello strepito dei negligenti e della
spada del nemico… Spargi ovunque il dolce aroma del tuo
Signore e non esitare, fosse pure per meno di un attimo, a servire
la Sua Causa. S'avvicina il giorno in cui sarà proclamata la
vittoria del tuo Signore, il Clemente, il Generosissimo.
XVIII1 Dì: Abbiamo fatto sgorgare dal Nostro trono i fiumi della
parola divina sì che dal suolo dei vostri cuori potessero
sbocciare le tenere pianticelle della saggezza e della
comprensione. Non siete riconoscenti? Coloro che non si
degnano di adorare il loro Signore saranno fra i reietti. E ogni
qual volta son loro ripetuti i Nostri versetti, persistono in
orgoglioso disprezzo e flagrante violazione della Sua legge, e
non lo sanno. Coloro che non hanno creduto in Lui saranno in
ombra di denso fumo. «L'Ora» li ha colti nella dissolutezza.
Sono stati acciuffati per i capelli, e non lo sanno.
2 Ciò che doveva avvenire è avvenuto improvvisamente;
guardate come fuggono. L'inevitabile si è compiuto; siate
testimoni di come se lo gettano alle spalle! Questo è il Giorno
in cui ogni uomo rifuggirà se stesso e ancor più i propri simili,
se solo ve ne accorgeste! Dì: Nel nome di Dio! Lo squillo
della tromba ha risonato, ed ecco, l'umanità è caduta in
deliquio innanzi a Noi! L'Araldo ha gridato e il Banditore ha
levato la voce dicendo: «Il Regno è di Dio, il Potentissimo,
l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé».3 Questo è il Giorno in cui tutti gli occhi saranno spalancati per
il terrore, il Giorno in cui i cuori di coloro che dimorano sulla
terra tremeranno, tranne coloro che il tuo Signore, l'Onnisciente,
il Sapientissimo Si compiacerà di dispensare. Tutti i volti si sono
oscurati eccetto quelli ai quali il Dio di Misericordia ha concesso
cuore raggiante. Allucinati sono gli occhi di coloro che si sono
apertamente rifiutati di guardare il volto di Dio, il Gloriosissimo,
il Lodatissimo.4 Dì: Non avete letto il Corano? Leggetelo, caso mai
troviate la verità, poiché questo Libro è in verità la Retta Via.
È la Via di Dio per tutti coloro che sono nei cieli e per tutti
coloro che sono in terra. Se non vi siete curati del Corano,
non può dirsi che il Bayán vi sia lontano. Tenetelo aperto
davanti agli occhi. Leggetene i versetti, caso mai evitiate di
commettere ciò che farebbe lamentare e gemere i Messaggeri
di Dio.5 Affrettatevi a uscire dai sepolcri. Per quanto tempo ancora
volete dormire? La tromba ha squillato per la seconda volta.
Chi state guardando? Questo è il vostro Signore, il Dio di
Misericordia. Guardate come vi opponete ai Suoi segni! La
terra ha tremato per una forte scossa e ha deposto i suoi
fardelli. Non volete ammetterlo? Dì: Non volete riconoscere
che le montagne sono diventate come fiocchi di lana, che le
genti sono profondamente sgomente davanti alla tremenda
maestà della Causa di Dio? Guardate come le loro case non
siano che vuote rovine e loro stessi un esercito sconfitto.
6 Questo è il Giorno in cui il Misericordiosissimo è disceso
in nubi di sapienza, ammantato di sovranità manifesta. Egli
conosce bene le azioni degli uomini. Egli è Colui la Cui gloria
nessuno può misconoscere, se solo lo capiste! Il cielo di ogni
religione s'è squarciato, la terra dell'umana comprensione s'è
spaccata e si vedono scendere gli angeli di Dio. Dì: Ecco il
Giorno del reciproco inganno, dove fuggite? Le montagne
sono scomparse, i cieli sono stati ripiegati e la terra intera è
nella stretta del Suo pugno, se solo lo capiste! Chi potrà
proteggervi? Nessuno, in nome di Colui Che è ilMisericordiosissimo! Nessuno, tranne Dio, l'Onnipotente, il
Gloriosissimo, il Benefico. Ogni donna che portava un peso
nel grembo ha deposto il proprio fardello. Vediamo uomini
ebbri in questo Giorno, il Giorno in cui uomini e angeli sono
stati radunati assieme.7 Dì: V'è alcun dubbio riguardo a Dio? Guardate com'è
disceso dal cielo della Sua grazia, cinto di potere e investito di
sovranità. V'è alcun dubbio riguardo ai Suoi segni? Aprite gli
occhi e considerate la Sua prova manifesta. Il Paradiso è alla
vostra destra e vi è stato avvicinato, l'Inferno è stato posto in
fiamme. Osservate le sue vampe divoratrici. Affrettatevi a
entrare in Paradiso, pegno della Nostra misericordia per voi, e
bevete dalle mani del Misericordiosissimo il Vino che è vera
vita.8 Bevete con sana delizia, o genti di Bahá. In verità, siete i
privilegiati. Ecco ciò che hanno ottenuto coloro che son vicini
a Dio. Ecco l'acqua scorrente che vi è stata promessa nel
Corano e poi nel Bayán, quale ricompensa del vostro Signore,
il Dio di Misericordia. Beati coloro che la bevono!
9 O Mio servo che hai volto il viso verso di Me! Rendi
grazie a Dio ché ti ha inviato questa Tavola in questa
Prigione, perché tu ricordi alle genti i giorni del tuo Signore, il
Gloriosissimo, l'Onnisciente. In tal guisa abbiamo fondato per
te, con le acque della Nostra saggezza e dei Nostri detti, le
basi del tuo credo. Questa è, invero, l'acqua su cui è stato
innalzato il Trono del tuo Signore. «Il Suo Trono si librava
sulle acque». Medita in cuor tuo, sì che tu ne comprenda il
significato. Dì: Sia lode a Dio, Signore di tutti i mondi.
XIX1 A ogni cuore sottile e illuminato è evidente che Dio,
Essenza inconoscibile, Essere divino, è immensamente eccelso
al di là d'ogni attributo umano, come esistenza corporea,
ascesa e discesa, egresso e regresso. Lungi dalla Sua gloria
qualsiasi cosa lingua umana possa adeguatamente cantare in
Sua lode, o cuore umano comprendere il Suo insondabile
mistero! Egli è, ed è sempre stato, celato nell'eternità antica
della Sua Essenza e resterà eternamente nascosto, nella Sua
Realtà, alla vista degli uomini. «Non L'afferrano gli sguardi ed
Egli tutti gli sguardi afferra. È di sguardo sottile e di tutto ha
notizia»...2 E poiché la porta della sapienza dell'Antico dei Giorni è
chiusa a tutti gli esseri, la Sorgente della grazia infinita, secondo il
Suo detto: «La Sua grazia ha trasceso tutte le cose; la Mia le ha
abbracciate tutte», ha fatto sì che dal regno dello spirito
apparissero, nella nobile forma del tempio umano, le luminose
Gemme della Santità e, manifestate a tutti gli uomini, impartissero
al mondo i misteri dell'Essere immutabile e narrassero gli arcani
della Sua Essenza imperitura.3 Tutti questi Specchi purissimi, queste Aurore di antica
gloria sono Esponenti sulla terra di Colui Che è l'Orbe
centrale dell'universo, sua Essenza e suo Fine ultimo. Da Lui
scaturiscono la loro sapienza e il loro potere; da Lui deriva la
loro sovranità. La bellezza del loro sembiante non è che un
riflesso della Sua immagine; la loro rivelazione un segno della
Sua gloria immortale. Essi sono Miniere della sapienza divina,
Depositari della saggezza celestiale. Tramite loro fluisce una
grazia che è infinita e da loro vien rivelata la luce che non può
spegnersi... Questi Tabernacoli di santità, questi Specchi
Primevi che riflettono la luce d'inestinguibile gloria, non sono
altro che espressioni di Colui Che è l'Invisibile degli Invisibili.
Mediante la rivelazione di queste gemme di virtù divina si
manifestano tutti i nomi e gli attributi di Dio quali sapienza e
potere, sovranità e dominio, misericordia e saggezza, gloria,
generosità e grazia.4 Questi attributi di Dio non sono e non sono mai stati
concessi specialmente a certi Profeti e negati ad altri. Anzi
tutti i Profeti, gli eletti, i santi e i Messaggeri prescelti di Dio
sono senza eccezione portatori dei Suoi nomi epersonificazioni dei Suoi attributi. Differiscono soltanto
nell'intensità della rivelazione e nella relativa potenza della
luce. Così come Egli ha rivelato: «Di tali Apostoli alcuni li
abbiam resi superiori agli altri».5 È perciò dimostrato in modo chiaro ed evidente che
nell'intimo Tempio di questi Profeti ed Eletti di Dio è
rispecchiata la luce dei Suoi nomi infiniti e dei Suoi eccelsi
attributi, anche se la luce di alcuni di loro può apparentemente
non essere rivelata agli occhi degli uomini da questi Templi
luminosi. Se un certo attributo di Dio in apparenza non è stato
manifestato esteriormente da queste Essenze del Distacco, ciò
non implica affatto che Coloro Che sono Albe degli attributi
di Dio e Tesori dei Suoi santi nomi, effettivamente non lo
posseggano. Dunque queste Anime illuminate, questi Volti
leggiadri, sono stati tutti dotati di tutti gli attributi di Dio,
quali sovranità, dominio e simili, anche se esteriormente
sembrano privi di ogni maestà terrena.1 Sappi con certezza che l'Invisibile non può in alcun
modo incarnare la Sua essenza e rivelarla agli uomini. Egli
è ed è sempre stato immensamente superiore a tutto ciò
che si possa esprimere e vedere. Dal Suo asilo di gloria la
Sua voce non fa che proclamare: «In verità Io sono Dio;
non v'è altro Dio che Me, l'Onnisciente, il Sapientissimo.
Mi sono manifestato agli uomini e ho inviato loro Colui
Che è l'Alba dei segni della Mia Rivelazione. Per Suo
mezzo ho fatto sì che tutta la creazione riconoscesse che
non v'è altro Dio che Lui, l'Incomparabile, il Consapevole,
il Più Saggio. Colui Che è sempre celato agli occhi degli
uomini non può esser conosciuto che per mezzo della Sua
Manifestazione e la Sua Manifestazione non può addurre
maggior prova della verità della Sua Missione che la prova
della Sua Persona.1 O Salmán! La porta della sapienza dell'Essere Antico è
sempre stata e continuerà per sempre ad essere chiusa agli
uomini. Nessun intelletto umano otterrà mai accesso alla Sua
santa corte. Però, come pegno della Sua misericordia e come
prova della Sua premura amorosa, Egli ha manifestato agli
uomini gli Astri della Sua guida divina, i Simboli della Sua
unità divina e ha stabilito che conoscere queste sante Persone
equivalga a conoscere la Sua Persona. Chi riconosce loro ha
riconosciuto Dio. Chi porge orecchio al loro appello ha porto
orecchio alla Voce di Dio e chi attesta la verità della loro
Rivelazione ha attestato la verità di Dio Stesso. Chi
s'allontana da loro s'è allontanato da Dio e chi non crede in
loro non ha creduto in Dio. Ciascuno di loro è la Via di Dio
che unisce questo mondo coi reami superni e lo Stendardo
della Sua Verità per tutti coloro che sono nei regni della terra
e del cielo. Essi sono le Manifestazioni di Dio fra gli uomini,
le testimonianze della Sua Verità e i segni della Sua gloria.
XXII1 I Latori del pegno di Dio sono stati manifestati ai popoli
della terra come Rappresentanti di una nuova Causa e
Portatori di un nuovo Messaggio. Tutti questi Uccelli del
Trono Celeste, discendendo dal cielo della volontà di Dio e
levandosi a proclamare la Sua irresistibile Fede, sono
considerati un'unica anima e una stessa persona, perché
bevono tutti alla stessa coppa dell'amore di Dio e tutti
mangiano i frutti dello stesso Albero di Unicità.2 Ciascuna di queste Manifestazioni di Dio ha un doppio
stato. Uno è quello di pura astrazione e unità essenziale. Sotto
questo aspetto, se li chiamassi tutti con un nome e attribuissi
loro le medesime qualità, non ti allontaneresti dal vero.
Com'Egli ha rivelato: «Non facciamo distinzione alcuna fra i
Messaggeri tutti che Iddio ha inviato». Poiché tutti esortano i
popoli della terra a riconoscere l'Unità di Dio e annunziano il
Kawthar d'infinita grazia e munificenza. Sono tutti investiti
del manto della Missione Profetica e onorati del peplo della
gloria. Così ha rivelato Mu?ammad, il Punto del Corano: «Io
sono tutti i Profeti». E inoltre: «Sono il primo Adamo, Noè,
Mosè e Gesù». Dichiarazioni analoghe sono state fatte da
'Alí. Espressioni come queste, che indicano l'unità essenziale
di questi Esponenti di Unicità, sono altresì emanate dai
Ruscelli dell'immortale parola di Dio e dai Forzieri delle
gemme della sapienza divina e sono state inserite nelle
scritture. Questi Sembianti sono ricettacoli del Comando
Divino e aurore della Sua Rivelazione. E questa Rivelazione è
eccelsa al di sopra dei veli della pluralità e delle esigenze
numeriche. Così Egli dice: «La Causa Nostra è unica e sola».
Dato che la Causa è unica e sola, i suoi Esponenti sono
necessariamente uno e lo stesso. Similmente gli Imám della
Fede Mu?ammadica, lampade di certezza, hanno detto:
«Mu?ammad è il nostro primo, Mu?ammad è il nostro3 È chiaro ed evidente che tutti i Profeti sono Templi della
Causa di Dio apparsi in differenti vesti. Se osserverai con
occhio scrutatore, li vedrai dimorare tutti nello stesso
tabernacolo, librarsi nello stesso cielo, assisi sullo stesso
trono, pronunziare le stesse parole e proclamare la stessa
Fede. Questa è l'unità di queste Essenze dell'essere, di quei
Luminari d'infinito e incommensurabile splendore. Pertanto se
una di queste sante Manifestazioni proclamasse: «Sono il
ritorno di tutti i Profeti», direbbe la pura verità. In tal modo,
in ogni Rivelazione che segue vi è di fatto il ritorno di quella
precedente e questa verità è conclusivamente comprovata...
4 L'altro è lo stadio di distinzione e riguarda il mondo della
creazione e delle sue limitazioni. Da questo punto di vista ogni
Manifestazione di Dio ha una differente individualità, una
Missione definitivamente assegnata, una Rivelazione
predestinata e limitazioni particolarmente fissate. Ognuna di
esse è conosciuta con un nome differente, è caratterizzata da
un attributo speciale, compie una missione definita e le è
affidata una particolare Rivelazione. Com'Egli disse: «Di tali
Messaggeri Divini alcuni li abbiam resi superiori ad altri; fra
essi c'è chi parlò con Dio, ed Egli ne ha elevati alcuni di vari
gradi. Così demmo a Gesù, figlio di Maria, prove chiare e Lo
confermammo con lo Spirito Santo».5 A causa di questa differenza di stadio e missione le parole
e le affermazioni che scaturiscono da queste Sorgenti di
sapienza divina sembrano contraddirsi e differire. Ma agli
occhi di coloro che sono iniziati ai misteri della saggezza
divina, tutti i loro discorsi non sono, in realtà, che espressione
di un'unica Verità. La maggior parte della gente, non essendo
riuscita a valutare gli stadi ai quali Ci siamo riferiti, è
perplessa e inquieta di fronte alle espressioni diverse
pronunziate dalle Manifestazioni, che sono, poi,6 È sempre stato chiaro che tutte le diversità di espressione
sono da attribuirsi alla differenza di stadio. Così, osservandole
dal punto di vista dell'unicità e del distacco sublime, è stato ed
è possibile applicare a tutte quelle Essenze dell'esistenza gli
attributi di Ente Supremo, Divinità, Assoluta Singolarità e
Intima Essenza, poiché esse stanno tutte sul trono della
Rivelazione divina e sono assise sul seggio dell'Occultamento
divino. Con la loro comparsa vien manifestata la Rivelazione
di Dio e dal loro sembiante viene rivelata la Beltà di Dio. Ecco
perché da queste Manifestazioni dell'Essere divino si sono
sentiti pronunciare gli accenti di Dio.7 Osservate alla luce del secondo stadio – stadio di diversità,
differenziazione, limitazioni temporali, caratteristiche e regole
– esse dimostrano assoluto asservimento, completaabnegazione e totale rinunzia. Com'Egli ha detto: «Sono il
servo di Dio. Non sono che un uomo come voi»...8 Se una delle Manifestazioni universali di Dio dichiarasse:
«Sono Dio», direbbe esattamente la verità senza dare adito a
dubbi. Poiché è stato ripetutamente dimostrato che con la loro
Rivelazione, i loro attributi e nomi, appaiono nel mondo la
Rivelazione, il nome e gli attributi di Dio. Così Egli ha
rivelato: «E non eri Tu a lanciar frecce, bensì Dio le lanciava».
E inoltre dice: «In verità, coloro che prestano giuramento di
fedeltà a Te, prestan giuramento di fedeltà a Dio». E se una di
esse proferisse questa dichiarazione: «Sono il Messaggero di
Dio», direbbe la verità senz'alcun dubbio. Com'Egli dice:
«Mu?ammad non è padre di nessuno fra i vostri uomini, bensì
è il Messaggero di Dio». Esaminate sotto questa luce, non
sono altro che Messaggeri di quel Re ideale, di quell'essenza
immutabile. E se tutte affermassero: «Sono il suggello dei
Profeti», affermerebbero il vero, senza la minima ombra di
dubbio. Poiché sono una sola persona, una sola anima, un solo
spirito, un solo essere, una sola rivelazione. Sono tutte
Manifestazioni del «Principio»e della «Fine», del «Primo» e
dell'«Ultimo», del «Visibile» e del «Celato», di tutto ciò che
concerne Colui Che è l'intimo Spirito degli Spiriti e l'eterna
Essenza delle Essenze. E se dicessero: «Siamo servi di Dio»,
anche questo è un fatto evidente e indiscutibile. Poiché si sono
manifestate nello stato della più perfetta servitù, una servitù
che nessuno potrà mai eguagliare. Così, allorché si immersero
profondamente negli oceani della santità antica ed eterna, o
quando si librarono verso le più eccelse vette dei misteri
divini, queste Essenze dell'essere proclamarono che la loro
parola è la Voce della divinità, l'Appello di Dio.
9 Se l'occhio del discernimento fosse aperto, riconoscerebbe
che proprio in questo stadio si sono consideratecompletamente annullate e inesistenti al cospetto di Colui Che
tutto pervade, l'Incorruttibile. Penso che si siano reputate
assoluta nullità e abbiano ritenuto blasfemo d'essere nominate
in quella Corte. Poiché entro quella Corte il minimo sussurro
di sé è segno di autoaffermazione e di esistenza indipendente.
Agli occhi di coloro che sono pervenuti a quella Corte un'idea
simile è, di per sé, una grave trasgressione. Quanto più grave
sarebbe se dinanzi a quella Presenza fosse nominato altro, se
cuore, lingua, mente o anima d'uomo fossero occupati d'altro
che del Beneamato, se gli occhi mirassero altro sembiante che
la Sua beltà, gli orecchi fossero pronti ad ascoltare altra
melodia che la Sua voce e i piedi calcassero altro sentiero che
il Suo...10 In virtù di questo stadio esse hanno rivendicato a sé la
Voce della Divinità e simili, mentre in virtù del Rango
Messianico si sono dichiarate Messaggeri di Dio. In ogni
circostanza hanno pronunziato una parola conforme alle
necessità del momento e si sono attribuite tutte queste
dichiarazioni; dichiarazioni che dal regno della Rivelazione
divina giungono fino al regno della creazione e dal dominio
della Divinità arrivano fino al dominio dell'esistenza terrena.
Così, quale che sia la loro parola, si riferisca ai regni della
Divinità, della Sovranità, della Missione Profetica, del Rango
Messianico, del Custodiato, dell'Apostolato odell'Asservimento, è sempre verace, senza ombra di dubbio.
Perciò le considerazioni da Noi citate a sostegno dei Nostri
argomenti devono essere attentamente valutate, perché i detti
contraddittori usati dalle Manifestazioni dell'Invisibile e dalle
Fonti di Santità cessino di turbare l'anima e di intricare la
mente.1 Considera le precedenti generazioni. Osserva come ogni
qual volta l'Astro della generosità divina ha irradiato la
luce della Sua Rivelazione sul mondo, la gente della Sua
Era si è sollevata contro di Lui e ha respinto la Sua verità.
Coloro che erano considerati capi fra gli uomini si sono
invariabilmente sforzati d'impedire ai loro seguaci di
volgersi verso Colui Che è l'Oceano della sconfinata
generosità di Dio.2 Vedi come, in seguito al verdetto pronunciato dai teologi
della Sua epoca, la gente abbia gettato nel fuoco Abramo,
l'Amico di Dio, come Mosè, Colui Che conversò conl'Onnipotente, sia stato accusato di essere un impostore e un
calunniatore. Rifletti come Gesù, lo Spirito di Dio, sia stato
trattato dai Suoi nemici, nonostante la Sua ineffabile
mansuetudine e la sublime tenerezza Suo cuore. L'ostilità che
Egli, Essenza dell'Essere e Signore del visibile e dell'invisibile,
dové affrontare, fu così feroce che non aveva neppure dove
posare il capo. Errò senza posa da un luogo all'altro privo di
una stabile dimora. Rifletti su quello che accadde a
Mu?ammad, il Suggello dei Profeti, possa la vita di tutti
esserGli offerta in sacrificio! Quali gravi afflizioni i capi degli
Ebrei e degli idolatri inflissero a Colui Che è il Signore
sovrano di tutto, per aver Egli proclamato l'unità di Dio e la
verità del Suo Messaggio! Per la giustizia della Mia Causa! La
Mia Penna geme e tutte le cose create versano tutte le loro
lacrime davanti ai dolori che Egli soffrì per mano di coloro
che hanno infranto il Patto di Dio, violato il Suo Testamento,
respinto le Sue prove e contestato i Suoi segni. Narriamo ciò
che è accaduto nel passato perché tu comprenda.3 Hai saputo quanto duramente siano stati afflitti i Profeti di
Dio, i Suoi Messaggeri e i Suoi Eletti. Soffermati a meditare
sul motivo e sulla ragione che hanno causato talepersecuzione. In nessuna epoca, in nessuna Dispensazione, i
Profeti di Dio sono sfuggiti alla blasfemia dei nemici, alla
crudeltà degli oppressori, alla denunzia dei dotti del tempo
che apparivano camuffati di rettitudine e pietà. Giorno e notte
hanno sopportato agonie che nessuno potrà mai misurare
eccetto la sapienza dell'unico vero Dio, esaltata sia la Sua
gloria.4 Considera questo Essere vilipeso. Quantunque le prove
più evidenti attestino la verità della Sua Causa, benché le
profezie che fece, in linguaggio inequivocabile, si siano
avverate, sebbene, pur non essendo annoverato fra i dotti, non
avendo frequentato le scuole e non essendo esperto nelle
discussioni che si svolgono fra i teologi, abbia riversato sugli
uomini la pioggia della Sua multiforme sapienza ispirata da
Dio, pure vedi come questa generazione abbia rifiutato la Sua
autorità e Gli si sia ribellata! Per la maggior parte della vita
Egli è stato duramente provato nelle grinfie dei Suoi nemici.
Ora, in questa sconsolata Prigione in cui i Suoi oppressori
L'hanno ingiustamente gettato, le Sue sofferenze sono giunte
al colmo. Voglia Iddio che tu osservi con visione penetrante e
cuore radioso ciò che è accaduto e anche adesso accade e che,
meditando in cuor tuo, tu riconosca quel che la maggior parte
degli uomini non è riuscita a scorgere in questo Giorno. Se Gli
piacerà, Dio ti permetterà di aspirare la dolce fragranza del
Suo Giorno e di avere una parte dell'illimitata effusione della
Sua grazia, di dissetarti, per Sua amabile concessione, dal più
grande Oceano che fluttua in questo Giorno in nome
dell'Antico Re e di rimanere saldo e incrollabile nella Sua
Causa come una montagna.5 Dì: Gloria a Te Che hai fatto sì che tutti i Santi confessino
la propria impotenza innanzi alle molteplici rivelazioni della
Tua potenza e che ogni Profeta riconosca la Propria nullità
davanti al fulgore della Tua eterna gloria. Ti supplico, per il
Tuo nome che ha dischiuso le porte del Cielo ed estasiato
l'Accolta celeste, di permettermi di servirTi in questo Giorno
e di rafforzarmi nell'osservanza di ciò che hai prescritto nel
Tuo Libro. Tu conosci, o Mio Signore, quel che c'è in me, ma
io non conosco quel che c'è in Te. Tu sei l'Onnisciente, Colui
Che di tutto è informato.1 Badate, o credenti nell'Unità di Dio, di non essere tentati
di fare differenze fra le Manifestazioni della Sua Causa o di
discriminare i segni che hanno accompagnato e proclamato la
loro Rivelazione. Questo è indubbiamente il vero significato
dell'Unità divina, se siete di coloro che comprendono e
credono in questa verità. Siate certi soprattutto che le opere e
le azioni di tutte queste Manifestazioni di Dio, anzi qualunque
cosa appartenga a loro o essi manifesteranno in avvenire, sono
tutte cose ordinate da Dio e tutte riflettono la Sua Volontà e il
Suo Intento. Chi fa la benché minima differenza fra le loro
persone, le loro parole, i loro messaggi, i loro atti e le loro
maniere non ha invero creduto in Dio, non ha accettato i Suoi
segni e ha tradito la Causa dei Suoi Messaggeri.Manifestazione di Dio è divinamente ordinata e, in un certo
senso, può essere definita il Giorno fissato di Dio. Ma il
Giorno presente è unico e deve essere distinto da quelli che
l'hanno preceduto. La designazione «Suggello dei Profeti»
rivela pienamente il Suo stadio. Il Ciclo Profetico si è
veramente chiuso. La Verità Eterna è ora apparsa. Egli ha
issato l'Insegna del Potere e irradia ora sul mondo il terso
splendore della Sua Rivelazione.1 Sia lodato Iddio Che tutto possiede, il Re della gloria
incomparabile, lodato sia illimitatamente al di sopra della
comprensione di tutte le cose create ed esaltato oltre la
portata dell'intelletto umano. Nessun altro che Lui è stato
capace di cantare adeguatamente la Sua lode, né mai nessuno
riuscirà a descrivere appieno la Sua gloria. Chi può pretendere
di aver raggiunto le altezze della Sua eccelsa Essenza e quale
mente può misurare le profondità dei Suoi insondabili misteri?
Da ogni rivelazione scaturita dalla Sorgente della Sua gloria
sono apparse prove sante e infinite d'inconcepibile splendore e
da ogni manifestazione del Suo invincibile potere si sono
riversati oceani di luce eterna. Immensamente eccelse le
meravigliose testimonianze della Sua onnipotente sovranità,
un barlume della quale distruggerebbe completamente, se
appena li toccasse, tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra!
Indescrivibilmente sublimi i segni del Suo perfetto potere, un
sol segno del quale, per quanto minimo, oltrepassa la
comprensione di qualunque cosa sia stata chiamata in essere
dal principio che non ha principio,o sarà creata in avvenire
sino alla fine che non ha fine. Tutte le Personificazioni dei
Suoi Nomi errano nel deserto della ricerca sitibonde e anelanti
di scoprire la Sua Essenza e tutte le Manifestazioni dei Suoi
Attributi Lo implorano dal Sinai della Santità di svelare il Suo
mistero.2 Una goccia del ribollente oceano della Sua infinita
misericordia ha abbellito tutta la creazione con l'ornamento
dell'esistenza e un soffio sprigionatosi dal Suo incomparabile
Paradiso ha rivestito tutti gli esseri col manto della Sua santità
e della Sua gloria. Un'emanazione dell'insondabile profondità
della Sua Volontà sovrana e onnipresente ha, dal nulla
assoluto, tratto all'esistenza una creazione infinita nella sua
portata e immortale nella sua durata. Le meraviglie della Sua
munificenza non potranno mai cessare e il rivolo della Sua
grazia misericordiosa non potrà mai essere arrestato. Il
processo della Sua creazione non ha avuto principio e non
può aver fine.3 In ogni epoca e in ogni ciclo Egli ha ricreato ogni cosa per
mezzo della risplendente luce irradiata dalle Manifestazioni
della Sua meravigliosa Essenza, sì che nulla di tutto ciò che
nei cieli e sulla terra riflette i segni della Sua gloria resti privo
del flusso della Sua misericordia o disperi di ottenere la
pioggia dei Suoi favori. Le meraviglie della Sua grazia
illimitata abbracciano tutto! Mirate come abbiano pervaso
l'intera creazione. Tale è la loro virtù che non si può trovare
un solo atomo dell'universo intero che non proclami le prove
del Suo potere, che non glorifichi il Suo santo Nome o non
sprigioni la sfolgorante luce della Sua unità. La Sua creazione
è tanto perfetta e vasta che nessun intelletto, per quanto vivo,
e nessun cuore, per quanto puro, possono afferrare la natura
della più insignificante delle Sue creature, tanto meno
penetrare il mistero di Colui Che è l'Astro della Verità e
l'Essenza invisibile e inconoscibile. Le concezioni dei più
devoti mistici, le mète raggiunte dai più progrediti fra gli
uomini, le lodi più alte che lingua o penna umana possano
innalzare sono tutti prodotti della mente finita dell'uomo e
circoscritti dalle sue limitazioni. Diecimila Profeti, ciascuno
dei quali un Mosè, sono attoniti sul Sinai della ricerca per il
Suo diniego: «Non Mi vedrai!», mentre una miriade di
Messaggeri, tutti della grandezza di Gesù, sui loro troni celesti
sono sgomenti per l'interdizione: «Non afferrerai mai la Mia
Essenza!». Da tempo immemorabile Egli è stato velato nella
santità ineffabile del Suo eccelso Essere e continuerà
eternamente a essere avvolto nell'impenetrabile mistero della
Sua Essenza inconoscibile. Ogni tentativo di arrivare a
comprendere la Sua Realtà inaccessibile è finito in un
completo disorientamento e ogni sforzo di avvicinarsi al Suo
Essere eccelso e mirare la Sua Essenza si è risolto in un
irrimediabile insuccesso.4 Come mi sbalordisce, insignificante come sono, il tentativo
di sondare le sacre profondità della Tua sapienza! Come
appaiono futili i miei sforzi di ravvisare la grandezza del
potere inerente alla Tua opera – la rivelazione del Tuo potere
creativo! Come può il mio occhio, che non ha la facoltà di
scorgere se stesso, pretendere di aver scorto la Tua Essenza e
come può il mio cuore, già incapace d'intendere il significato
dei propri poteri, lusingarsi d'aver compreso la Tua natura?
Come posso presumere d'averTi conosciuto, quando l'intera
creazione è sbalordita innanzi al Tuo mistero, e confessare di
non averTi conosciuto quando, ecco, l'universo intero
proclama la Tua Presenza e attesta la Tua verità? Dall'eternità
le porte della Tua grazia sono rimaste aperte, e i mezzi di
accesso alla Tua Presenza sono stati resi disponibili a tutte le
cose create, e le rivelazioni della Tua impareggiabile Bellezza
sono state sempre impresse sulla realtà di tutti gli esseri visibili
e invisibili. Pure, nonostante questo amabilissimo favore,
questo perfetto e compiuto dono, mi sento spinto ad attestare
che la Tua corte di santità e di gloria è incommensurabilmente
eccelsa al di sopra della conoscenza di tutto fuor che Te e che
il mistero della Tua Presenza è imperscrutabile ad ogni mente
che non sia la Tua. Nessun altro che Te può svelare il segreto
della Tua natura e null'altro che la Tua Essenza trascendente
può afferrare la realtà del Tuo imperscrutabile Essere. Quanti
Esseri celestiali e gloriosissimi hanno vagato tutti i giorni della
loro vita nel deserto della separazione da Te, senza riuscire,
alla fine, a trovarTi! Quale vasta accolta di Anime immortali e
santificate si sono perse sbalordite mentre tentavano di mirare
il Tuo Viso nel deserto della ricerca! Vi sono miriadi di
ardenti innamorati Che la fiamma divoratrice della lontananza
da Te ha fatto precipitare e perire e innumerevoli sono le
Anime fedeli Che hanno volontariamente immolato la vita
nella speranza di contemplare fugacemente la luce del Tuo
sembiante. I sospiri e i gemiti di questi cuori anelanti che
palpitano per Te non potranno mai raggiungere la Tua santa
corte né potranno i lamenti dei viandanti, sitibondi di
comparire innanzi al Tuo volto, pervenire al Tuo seggio di
gloria.1 Ogni lode all'unità di Dio e ogni onore a Lui, Signore
sovrano, incomparabile, gloriosissimo Reggente dell'universo
Che, dal nulla assoluto, ha creato la realtà di ogni cosa, Che
dal nulla ha portato all'esistenza gli elementi più raffinati e
imponderabili della Sua creazione e Che, sollevando le Sue
creature dall'avvilimento della lontananza e dai pericoli
dell'estinzione finale, le ha accolte nel Suo regno di gloria
incorruttibile. Null'altro che la Sua grazia che tutto abbraccia
e la Sua misericordia che tutto pervade poteva farlo. Come
avrebbe altrimenti potuto l'assoluto nulla acquistare da sé la
dignità e la capacità di emergere dallo stato dell'inesistenza al
regno dell'esistenza?2 Dopo aver creato il mondo e tutto ciò che in esso vive e si
muove, Egli, per opera del Suo Volere sovrano e illimitato,
scelse di conferire all'uomo l'esclusivo privilegio e la facoltà
di conoscerLo e amarLo – una facoltà che deve essere
considerata l'impulso generatore e lo scopo principale che
contrassegna l'intera creazione… Sull'intima realtà di ogni
cosa creata Egli ha riversato la luce di uno dei Suoi nomi
facendone il ricettacolo della gloria di uno dei Suoi attributi.
Ma nella realtà dell'uomo ha accentrato la radiosità di tutti i
Suoi nomi e i Suoi attributi facendone lo specchio di Se
Stesso. Fra tutte le cose create solo l'uomo è stato scelto per
godere di un sì grande favore, di tale eterna munificenza.
3 Però queste energie con le quali l'Astro della divina
munificenza, la Sorgente della guida celeste, ha arricchito la
realtà dell'uomo sono latenti in lui, come la fiamma è celata
nella candela e i raggi della luce sono potenzialmente presenti
nella lampada. La radiosità di queste energie può essere
oscurata dai desideri mondani come la luce del sole può essere
nascosta sotto la polvere e la patina che ricoprono lo
specchio. Né la candela né la lampada possono accendersi
senza aiuto e col loro solo sforzo, né potrà mai lo specchio
riuscire a liberarsi dalla patina. È chiaro ed evidente che la
lampada non s'illuminerà finché non sarà accesa e che lo
specchio non potrà mai riprodurre l'immagine del sole o
rifletterne la luce e la gloria, a meno che la sua superficie non
sia stata liberata dalla patina.4 E siccome non può esservi alcun legame di diretta
comunicazione che unisca l'unico vero Iddio alla Sua
creazione e nessuna somiglianza potrà mai esistere fra il
transitorio e l'Eterno, il contingente e l'Assoluto, Egli ha
comandato che in ogni epoca e in ogni dispensazione
un'Anima pura e immacolata si manifesti nei regni della terra e
del cielo. A quest'Essere imponderabile, misterioso ed etereo,
Egli ha assegnato una doppia natura, quella fisica, che
appartiene al mondo della materia, e quella spirituale che
nasce dalla sostanza di Dio Stesso. Gli ha inoltre conferito un
doppio stadio. Il primo stadio, relativo all'intima realtà, Lo
rappresenta come Uno la Cui voce è la voce di Dio Stesso. Lo
attesta la tradizione: «Complessa e misteriosa è la Mia
relazione con Dio. Io sono Lui Stesso ed Egli è Me Stesso,
eccetto che io sono quel che sono ed Egli è quel che è».
Egualmente le parole: «Sorgi, o Mu?ammad, poiché, ecco,
Amante e Amato sono ricongiunti e resi una cosa sola in Te».
Egli ha anche detto: «Non v'è alcuna differenza fra Te e Loro,
eccetto che Essi sono Tuoi servi». Il secondo stadio è quello
umano, illustrato dai seguenti versetti: «Io non sono che un
uomo come voi», «Dì: Lode al mio Signore! Sono Io, un
apostolo, più di un uomo?». Queste essenze della Rinunzia,
queste Realtà risplendenti sono i canali dell'onnipresente
grazia di Dio. Guidate dalla luce dell'inestinguibile guida e
investite di suprema sovranità, sono incaricate di servirsi
dell'ispirazione delle loro parole, delle effusioni della loro
infallibile grazia e della santificante brezza della loro
Rivelazione per purificare dalla patina e dalla polvere delle
cure e delle limitazioni terrene ogni cuore desideroso e ogni
spirito ricettivo. Allora e soltanto allora il Pegno di Dio,
latente nella realtà dell'uomo, emergerà risplendente come
l'Astro ascendente della divina Rivelazione da dietro il velo
che lo cela e pianterà il vessillo della sua rivelata gloria sulle
vette dei cuori umani.5 Dalle allusioni e dai passi precedenti risulta indubbiamente
chiaro che nei regni della terra e del cielo bisogna che si
manifesti un Essere, un'Essenza che agisca da Manifestazione
e Veicolo per trasmettere la grazia della Divinità, il Signore
sovrano di tutto. Grazie agli Insegnamenti di questo Astro di
Verità, tutti gli uomini progrediscono e si sviluppano fino
conseguire lo stadio in cui possono mostrare le forze
potenziali delle quali il loro intimo vero essere è stato dotato.
È proprio per questo scopo che in ogni epoca e in ogni
dispensazione sono apparsi fra gli uomini i Profeti di Dio e i
Suoi Eletti e hanno emanato un tale potere che non poteva
essere generato altro che da Dio e una potenza che soltanto
l'Eterno può rivelare.6 Può mai uomo di mente sana immaginare seriamente che,
a causa di certe parole il cui significato egli non arriva a
capire, la porta dell'infinita guida di Dio possa mai chiudersi
agli uomini? Può mai concepire un principio e una fine di
questi divini Luminari, di queste Luci risplendenti? Quale
inondazione straripante può paragonarsi al flusso della Sua
grazia che tutto abbraccia e quale benedizione può sorpassare
i segni di una misericordia così grande e penetrante? Non può
esservi dubbio che, se per un solo istante la marea della Sua
misericordia e della Sua grazia si ritirasse dal mondo, esso
perirebbe immediatamente. Per questa ragione, le porte della
misericordia divina sono state spalancate innanzi a tutte le
cose create sin dal principio che non ha principio e le nubi
della Verità continueranno a far piovere favori e doni sulla
terra della capacità, della realtà e della personalità umana fino
alla fine che non ha fine. Questo è stato il metodo di Dio,
ininterrotto dall'eternità all'eternità.1 Felice l'uomo che si leverà a servire la Mia Causa e a
glorificare il Mio leggiadro Nome. Afferra il Mio Libro con la
forza della Mia potenza e attieniti tenacemente a ogni
comandamento prescrittovi dal tuo Signore, l'Ordinatore, il
Sapiente. Mira, o Mu?ammad, come le parole e gli atti dei
seguaci dell'Islam sciita abbiano affievolito la gioia e il fervore
dei primi giorni e oscurato lo splendore primigenio della sua
luce. Nei primi tempi, quando ancora aderivano ai precetti
legati al nome del loro Profeta, il Signore dell'umanità, la loro
via era segnata da un'ininterrotta catena di vittorie e di trionfi.
Man mano che si allontanarono dal sentiero del loro ideale
Capo e Maestro, che si scostarono dalla Luce di Dio e
corruppero il principio della Sua unità divina, concentrando
sempre più l'attenzione su coloro che erano soltanto esponenti
della potenza del Suo Verbo, la loro forza si trasformò in
debolezza, la gloria in vergogna e il coraggio in timore. Puoi
testimoniare a che punto si sono ridotti. Vedi come abbiano
dato compagni a Colui Che è il Punto Focale dell'unità divina.
Vedi come, nel Giorno della Resurrezione, le loro malvagie
azioni abbiano impedito loro di riconoscere il Verbo della
Verità, esaltata sia la Sua gloria. Confidiamo che d'ora innanzi
costoro si liberino da vane speranze e fatue chimere e arrivino
alla vera comprensione del significato dell'Unità divina.
2 La Persona della Manifestazione è sempre stata il
rappresentante e il portavoce di Dio. In verità, essa è l'Alba
dei più eccellenti Titoli di Dio e la Sorgente dei Suoi eccelsi
attributi. Se qualcuno Gli fosse messo accanto da pari, se
costui fosse considerato identico alla Sua Persona, come si
potrebbe allora sostenere che l'Essere divino è Uno e
Incomparabile, che la Sua Essenza è indivisibile e
impareggiabile? Medita su ciò che ti abbiamo rivelato col
potere della verità e sii di coloro che ne comprendono il
significato.1 Lo scopo di Dio nel creare l'uomo è stato e sarà sempre
quello di renderlo capace di conoscere il suo Creatore e di
pervenire alla Sua Presenza. Di questa mèta eccelsa, di questo
supremo fine fanno fede inequivocabilmente tutti i Libri sacri
e tutte le potenti Scritture divinamente rivelate. Chi ha
riconosciuto l'Alba della guida divina ed è entrato nella Sua
santa corte s'è avvicinato a Dio e ha raggiunto la Sua
Presenza, Presenza che è il vero Paradiso di cui le più alte
magioni del cielo non sono che un simbolo. Un tale uomo ha
raggiunto la conoscenza dello stadio di Colui Che è «alla
distanza di due archi» dal Sadratu'l-Muntahá. Chi non è
riuscito a riconoscerLo si è condannato da sé alla miseria della
lontananza, lontananza che non è che il niente assoluto e
l'essenza stessa del fuoco più abissale. Tale sarà il suo fato,
anche se in apparenza occuperà le più alte cariche e siederà
sul più eccelso trono della Terra.2 Colui Che è l'Alba della Verità è, senza dubbio,
pienamente capace di salvare da tale lontananza le anime
sviate e di farle avvicinare alla Sua corte e giungere alla Sua
Presenza. «Se a Dio fosse piaciuto, avrebbe fatto sicuramente
di tutti gli uomini un solo popolo». Ma il Suo scopo è rendere
capaci coloro che hanno spirito puro e cuore distaccato di
ascendere alle rive del Più Grande Oceano in virtù dei loro
poteri innati, perché così coloro che cercano la Beltà del
Gloriosissimo si distinguano e si separino dai perversi e dai
deviati. Così è stato ordinato dalla Penna gloriosissima e
risplendente…3 Che le Manifestazioni della giustizia divina, le Albe della
grazia celeste siano sempre state prive di dominio terreno e
sprovviste di mezzi di autorità terrena al loro apparire fra gli
uomini dev'essere attribuito allo stesso principio di
separazione e distinzione che animò il divino Intento. Se
l'Essenza Eterna manifestasse tutto ciò che è latente in Lei, se
splendesse in piena gloria, non si troverebbe alcuno che
dubitasse del Suo potere o rinnegasse la Sua verità. Anzi tutte
le cose create sarebbero così abbagliate e folgorate
dall'evidenza della Sua luce da esserne annientate. Come si
potrebbero allora separare in tali circostanze i timorati di Dio
dai perversi!4 Questo principio si è estrinsecato in tutte le precedenti
Dispensazioni ed è stato abbondantemente dimostrato… È per
questa ragione che, in ogni epoca, quando è apparsa una
nuova Manifestazione e una nuova rivelazione del potere
trascendente di Dio è stata concessa agli uomini, coloro che
non hanno creduto in Essa, ingannati dall'apparizione
dell'impareggiabile ed eterna Beltà in forma di uomo mortale,
non sono riusciti a riconoscerLa. Hanno errato lontano dal
Suo sentiero e schivato la Sua compagnia… la compagnia di
Colui Che è il Simbolo della vicinanza di Dio. Sono perfino
insorti a decimare i ranghi dei fedeli e a sterminare coloro che
credevano in Lui.5 Guarda come in questa Dispensazione gli insignificanti e
gli stolti si siano vanamente immaginati di poter spegnere la
Lampada che la Mano del potere divino aveva accesa o
eclissare l'Astro dello splendore eterno, con tali mezzi quali il
massacro, il saccheggio e l'esilio. Dimostrano di essere
completamente ignari della verità che questa stessa avversità è
l'olio che alimenta la fiamma di questa Lampada! Tale è il
potere trasformatore di Dio. Egli cambia ciò che vuole; Egli
invero ha potere su tutte le cose…6 Considera, in ogni epoca, la sovranità esercitata dal Re
ideale e osserva le prove del Suo potere e della Sua suprema
influenza. Purificatevi gli orecchi dai vani discorsi di coloro
che sono i simboli della negazione e gli esponenti della
violenza e dell'ira. Si avvicina l'ora in cui sarete testimoni del
trionfo del potere dell'unico vero Iddio su tutte le cose create
e vedrete i segni della Sua sovranità abbracciare tutta la
creazione. Quel giorno scoprirete che tutto, tranne Lui, sarà
dimenticato e considerato un mero nulla.Manifestazione non potranno mai essere separati dalla
grandezza e dalla sublimità che posseggono inerentemente.
Anzi, grandezza e sublimità sono esse stesse creazioni del Suo
Verbo, se vorrete vedere coi Miei occhi e non con i vostri.
XXX1 Dio attesta che non v'è altro Dio che Lui, il Benevolo, il
Più Amato. Sue sono la grazia e la munificenza. A chiunque
voglia Egli dà qualunque cosa Gli piaccia. Egli, in verità, è il
Potentissimo, l'Onnipotente, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che
esiste da Sé. In verità, crediamo fermamente in Colui Che,
nella persona del Báb, è stato inviato per Volontà dell'unico
vero Dio, il Re dei Re, il Lodatissimo. Giuriamo inoltre fedeltà
a Colui Che è destinato a manifestarSi al tempo del
Mustagháth, come pure a coloro che verranno dopo di Lui
fino alla fine che non ha fine. Riconosciamo nella
manifestazione di ciascuno di loro, esteriormente e
interiormente, la manifestazione di null'altro che Dio stesso,
se solo foste di coloro che comprendono! Ciascuno di loro è
uno specchio di Dio, che non riflette altro che la Sua Persona,
la Sua Beltà, la Sua Potenza e la Sua Gloria, se voleste
capirlo. Tutti tranne loro devono essere considerati specchi
capaci di riflettere la gloria di queste Manifestazioni Che sono
lo Specchio Principale dell'Essere Divino, se solo non
mancaste di comprensione! Nessuno ha mai potuto sfuggire a
loro, nessuno deve ostacolarli nel conseguimento del loro
scopo. Questi Specchi si succederanno per l'eternità e
continueranno a riflettere la luce dell'Antico dei Giorni.
Coloro che rispecchiano la loro gloria continueranno,
similmente, a esistere per sempre, poiché la Grazia di Dio non
può cessare di fluire. Questa è una verità che nessuno può
confutare.1 Osserva con l'occhio interiore la catena di Rivelazioni
successive che collega la Manifestazione di Adamo a quella
del Báb. Attesto innanzi a Dio che ciascuna di queste
Manifestazioni è stata inviata per opera della Volontà e
Finalità divine, che ciascuna di esse è stata apportatrice di un
Messaggio specifico, che a ciascuna è stato affidato un Libro
divinamente rivelato e ordinato di svelare i misteri di una
Tavola possente. La portata della Rivelazione con la quale
ciascuna di loro si è identificata era stata esattamente
predisposta. In verità, questo è un pegno del Nostro favore
verso di esse, se foste di coloro che capiscono questa verità...
E quando questo processo di Rivelazione progressiva è
culminato nello stadio in cui il Suo sembiante impareggiabile,
sacrosanto ed eccelso doveva svelarsi agli occhi degli uomini,
Egli ha deciso di nascondere la Sua Persona dietro mille veli
per tema che occhi profani e mortali scoprissero la Sua gloria.
Lo ha fatto nel momento in cui si riversarono su di Lui i segni
e i pegni di una Rivelazione divinamente designata – segni e
pegni che nessuno può ravvisare eccetto il Signore, vostro
Dio, il Signore di tutti i mondi. E allorché il tempo stabilito
per l'occultazione si fu compiuto, benché avvolto ancora in
miriadi di veli, sprigionammo un bagliore infinitesimo della
sfolgorante Gloria che avvolge il Volto del Giovane ed ecco,
tutte le schiere degli abitatori dei Reami supremi furono colte
da violento turbamento e i favoriti di Dio si prostrarono
adoranti innanzi a Lui. In verità, Egli ha manifestato una
gloria che nessuno nell'intera creazione aveva mai veduto,
poiché Si è levato di persona a proclamare la Sua Causa a tutti
coloro che sono nei cieli e in terra.Misericordiosissimo, è la verità e non lascia adito a dubbio. La
Voce di Dio Gli ordinò di sacrificare Ismaele, cosicché la Sua
saldezza nella Fede di Dio e il Suo distacco da tutti fuor che
Lui potessero essere dimostrati agli uomini. Lo scopo di Dio
era, inoltre, quello di sacrificarlo per redimere i peccati e le
iniquità di tutti i popoli della terra. Gesù, Figlio di Maria,
implorò l'unico vero Dio, siano esaltati il Suo nome e la Sua
gloria, di concederGli lo stesso onore. Per la stessa ragione
Mu?ammad, l'Apostolo di Dio, offrì in sacrificio ?usayn.
2 Nessuno potrà mai pretendere d'aver compreso la natura
della celata e multiforme grazia di Dio, nessuno può misurare
la Sua universale misericordia. Tali sono state le perversità e
le colpe degli uomini, così crudeli le prove inflitte ai Profeti di
Dio e ai loro prediletti, che l'umanità intera merita di essere
tormentata e perire. Però, la celata e amorevolissima
provvidenza di Dio l'ha protetta e continuerà a proteggerla,
con mezzi visibili e invisibili, dal castigo che merita per la sua
malvagità. Pondera ciò in cuor tuo perché ti sia rivelata la
verità e resti saldo sul Suo cammino.1 Abbiamo decretato che il Verbo di Dio e tutte le sue
potenzialità si manifestino agli uomini in esatta conformità con
le condizioni già predisposte da Colui Che è l'Onnisciente, il
Più Saggio. Abbiamo inoltre ordinato che il velo che Lo cela
non sia altri che la sua Persona. Questo è invero il Nostro
potere di raggiungere il Nostro Scopo. Se il Verbo liberasse
all'improvviso tutte le energie latenti, nessuno potrebbe
sopportare il peso di una così potente Rivelazione. Anzi tutto
quello che è in cielo e in terra fuggirebbe costernato davanti
ad esso.l'Apostolo di Dio. La portata della Rivelazione della quale era
latore era stata chiaramente prestabilita da Colui Che è
l'Onnipotente, il Potentissimo. Ma coloro che Lo sentirono
poterono capire il Suo fine soltanto secondo la misura del
proprio stadio e della propria capacità spirituale. Egli perciò
scoprì il Volto della Saggezza adeguatamente alla loro
possibilità di sostenere il peso del Suo Messaggio. Non
appena l'umanità ebbe raggiunto lo stadio della maturità, il
Verbo rivelò agli occhi degli uomini le energie latenti delle
quali era stato dotato – energie che si palesarono nel pieno
della gloria quando l'Antica Beltà apparve nell'anno sessanta
nella persona di 'Alí-Mu?ammad, il Báb.1 Ogni lode e gloria a Dio, Che per la forza della Sua
potenza ha affrancato la Sua creazione dalla nudità
dell'inesistenza, rivestendola col manto della vita. Fra le cose
create Egli ha scelto come oggetto del Suo favore speciale la
pura, preziosa gemma della realtà dell'uomo e l'ha rivestita
della capacità esclusiva di riconoscerLo e rispecchiare la
grandezza della Sua gloria. Questa duplice distinzione
conferitagli ha tolto dal suo cuore la ruggine di ogni vano
desiderio, rendendolo degno della veste con la quale il suo
Creatore aveva voluto rivestirlo. È servita ad affrancare la sua
anima dalla miseria dell'ignoranza.2 La veste con la quale il corpo e l'anima dell'uomo sono
stati adornati è la base del suo benessere e del suo sviluppo.
Benedetto il giorno in cui, aiutato dalla grazia e dalla potenza
del vero unico Dio, l'uomo si libererà dalla schiavitù e dalla
corruzione del mondo e di tutto quello che esso contiene e
raggiungerà il vero e duraturo riposo all'ombra dell'Albero
della Conoscenza!3 I canti che l'uccello del tuo cuore aveva modulato nel suo
grande amore per gli amici sono giunti alle Mie orecchie e Mi
hanno spinto a rispondere alle tue domande e a rivelarti quei
segreti che Mi è permesso svelare. Nella tua stimata lettera Mi
chiedi quale dei profeti di Dio si debba considerare superiore
agli altri. Sappi per certo che l'essenza di tutti i Profeti di Dio
è una e la stessa. La loro unità è assoluta. Dio, il Creatore,
dice: Non v'è differenza alcuna fra i Latori del Mio
Messaggio. Hanno tutti un solo scopo; il loro segreto è lo
stesso segreto. Non dev'essere in alcun modo permesso di
onorarne uno a preferenza di un altro, di esaltarne certuni più
degli altri. Ogni vero Profeta ha considerato il Proprio
Messaggio fondamentalmente uguale alla Rivelazione di tutti
gli altri Profeti che Lo precedettero. Pertanto, se qualcuno,
non riuscendo a comprendere questa verità, indulgesse a
discorsi vani e sconvenienti, nessuno che veda chiaro e abbia
la mente illuminata si lascerebbe scuotere nella propria fede da
simili chiacchiere.4 Ma la portata della Rivelazione dei Profeti di Dio in questo
mondo deve differire. Ciascuno di essi è stato il Latore di un
Messaggio distinto ed è stato incaricato di rivelarSi con azioni
specifiche. È per questa ragione che sembrano differire nella
loro grandezza. La loro Rivelazione può essere paragonata
alla luce della luna che diffonde la sua radiosità sulla terra.
Benché ogni qual volta appaia riveli una nuova misura del suo
splendore, pure, il suo splendore essenziale non potrà mai
diminuire, né può la sua luce estinguersi.5 È chiaro ed evidente, perciò, che qualsiasi apparente
variazione dell'intensità della loro luce non è inerente alla luce
stessa, ma è da attribuirsi alla cangiante recettività di un
mondo in continua trasformazione. A ciascun Profeta Che
l'Onnipotente e Impareggiabile Creatore ha designato di
inviare ai popoli della terra è stato affidato un Messaggio e
dato l'incarico di agire nel modo migliore per venire incontro
alle esigenze dell'epoca in cui è apparso. Nell'inviare i Suoi
Profeti agli uomini, Dio ha un duplice scopo. Il primo è quello
di liberare i figli degli uomini dalle tenebre dell'ignoranza e di
guidarli verso la luce della vera comprensione. Il secondo è
quello di assicurare la pace e la tranquillità dell'umanità
provvedendo tutti i mezzi adeguati per poterle stabilire.
6 I Profeti di Dio devono essere considerati dei medici il cui
compito è quello di favorire il benessere del mondo e dei suoi
popoli e di guarire, mediante lo spirito dell'unicità, la malattia
di un'umanità divisa. Nessuno ha il diritto di dubitare delle
loro parole e di criticarne il comportamento, poiché essi sono
gli unici che possono pretendere di aver capito il paziente e
diagnosticato esattamente i suoi mali. Nessuno, per quanto
perspicace, potrà mai sperare di arrivare alle vette raggiunte
dalla saggezza e dalla comprensione del Medico divino.
Nessuna meraviglia, perciò, se il rimedio prescritto dal medico
d'oggi non è identico a quello che è stato prescritto prima.
Come potrebbe essere altrimenti, quando i mali che affliggono
il sofferente necessitano, in ogni fase della malattia, un
rimedio speciale? Così, ogni qual volta hanno illuminato il
mondo con la sfolgorante radiosità dell'Astro della sapienza
divina, i Profeti di Dio hanno invariabilmente invitato i suoi
popoli ad abbracciare la luce di Dio coi mezzi più idonei alle
esigenze del tempo in cui sono apparsi. Hanno potuto così
disperdere le tenebre dell'ignoranza e riversare sul mondo la
gloria del loro sapere. Pertanto, è verso l'intima essenza di
questi Profeti che deve volgersi l'occhio di ogni uomo dotato
di discernimento, poiché il loro unico e solo scopo è sempre
stato quello di guidare i traviati e di dar pace agli afflitti.
Questi non sono giorni di prosperità e di trionfo. L'intera
umanità è oppressa da molteplici mali. Ci si sforzi, dunque, di
salvarne la vita con la benefica medicina che la possente mano
dell'infallibile Medico ha preparato.7 E ora, a proposito della tua domanda riguardo la natura
della religione. Sappi che coloro che sono veramente saggi
hanno paragonato il mondo al tempio umano. Come il corpo
dell'uomo ha bisogno di un abito per vestirsi, così il corpo
dell'umanità ha bisogno di essere adornato con il manto della
giustizia e della saggezza. Il suo abito è la Rivelazione
concessagli da Dio. Ogni qual volta questo abito avrà servito
allo scopo, l'Onnipotente lo rinnoverà certamente. Poiché
ogni epoca richiede una nuova misura della luce di Dio. Ogni
Rivelazione divina è stata inviata in modo confacente alle
condizioni dell'epoca in cui è apparsa.8 Circa la domanda relativa ai detti dei capi delle religioni
passate. Ogni uomo saggio e degno eviterà senza dubbio un
così vano e inutile discorso. Il Creatore incomparabile ha
creato tutti gli uomini di una stessa sostanza e ha esaltato la
loro realtà sul resto delle Sue creature. Successo o insuccesso,
guadagno o perdita devono, perciò, dipendere dagli sforzi
dell'uomo. Più lotta, maggiore sarà il progresso. In ogni modo
vogliamo sperare che le piogge primaverili della munificenza
di Dio facciano sbocciare i fiori della vera comprensione dal
suolo dei cuori umani liberandoli da tutte le impurità terrene.
XXXV1 Fermati a riflettere. Cos'ha istigato i popoli della terra, in
ogni Dispensazione, a evitare la Manifestazione del
Misericordiosissimo? Che cosa li ha spinti ad allontanarseNe e
a sfidarNe l'autorità? Se meditassero su queste parole che
fluirono dalla Penna del divino Ordinatore, tutti gli uomini si
affretterebbero ad abbracciare la verità di questa Rivelazione,
dono eterno di Dio, e attesterebbero ciò che Egli Stesso ha
solennemente affermato. È il velo delle immaginazioni vane
che, nei giorni delle Manifestazioni dell'Unità di Dio e delle
Sorgenti della Sua gloria eterna, si è frapposto e continuerà a
frapporsi fra loro e il resto dell'umanità. Poiché in quei giorni
Colui Che è la Verità Eterna Si manifesta conformemente a
ciò che Egli Stesso ha stabilito e non secondo i desideri e le
aspettative degli uomini. Com'Egli ha rivelato: «Ogni qual
volta un Apostolo viene a voi con ciò che le vostre anime non
desiderano, vi gonfiate d'orgoglio e trattate gli uni come
impostori e trucidate gli altri».2 Non v'è alcun dubbio che se questi Apostoli fossero
apparsi nei tempi e nei cicli passati, conformemente alle vane
fantasie escogitate dai cuori degli uomini, nessuno avrebbe
rinnegato la verità di questi Esseri santi. Pur ricordando notte
e giorno l'unico vero Dio, devotamente impegnati nelle
pratiche della preghiera, tuttavia questi uomini alla fine non
riconobbero le Albe dei segni di Dio e le Manifestazioni delle
Sue irrefutabili prove e non ebbero una parte della loro grazia.
Ne fanno fede le Scritture. Ne sei senza dubbio a conoscenza.
3 Considera la Dispensazione di Gesù Cristo. Osserva come
i sapienti di quella generazione, benché aspettassero
ansiosamente la venuta del Promesso, Lo abbiano rinnegato.
Tanto Anna, il più sapiente teologo del Suo tempo, quanto
Caifa, il grande sacerdote, Lo accusarono ed emisero una
sentenza di morte contro di Lui.4 Egualmente, quando apparve Mu?ammad, il Profeta di
Dio – possano tutti gli uomini essere sacrificati per Lui – nei
primi tempi della Sua Rivelazione i sapienti della Mecca e di
Medina insorsero contro di Lui e respinsero il Suo Messaggio,
mentre coloro che erano privi di ogni sapere riconobbero e
abbracciarono la Sua Fede. Soffermati a riflettere. Considera
come Balál, l'Etiope, benché illetterato, sia asceso al cielo
della fede e della certezza, mentre 'Abdu'lláh-i-Ubayy, sommo
capo fra i sapienti, si sia malvagiamente schierato contro di
Lui. Vedi come un semplice pastore sia stato così rapito in
estasi dalle parole di Dio da ottenere accesso alla dimora del
suo Amatissimo e restare unito a Colui Che è il Signore
dell'umanità, mentre coloro che vantavano sapere e saggezza
si siano allontanati dal Suo sentiero e siano restati privi della
Sua grazia. Per questa ragione Egli ha scritto: «Chi s'innalza
sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato». Riferimenti a
questo tema si trovano nella maggior parte dei Libri sacri,
nonché nei detti dei Profeti e dei Messaggeri di Dio.
5 Io dico in verità, tale è la grandiosità di questa Causa che il
padre fugge dal figlio e il figlio dal padre. Rammentate la
storia di Noè e di Canaan. Voglia Iddio che in questi giorni di
delizia paradisiaca non vi priviate del dolce aroma di Dio
Gloriosissimo e che partecipiate al flusso della Sua grazia in
questa Primavera spirituale. Sorgete in nome di Colui Che è
l'Oggetto di ogni conoscenza e con assoluto distacco dalle
dottrine degli uomini levate la voce a proclamare la Sua
Causa. Giuro per l'Astro della Rivelazione divina! Nel
momento stesso in cui sorgerete, vedrete che dal vostro cuore
sgorgherà un fiotto di sapienza divina e vedrete le meraviglie
della Sua celeste saggezza apparirvi innanzi in tutta la loro
gloria. Se gustaste la dolcezza delle parole delMisericordiosissimo non esitereste a rinunziare a voi stessi e
ad immolare la vita per il Benamato.6 Chi potrà credere che questo Servo di Dio non abbia mai
nutrito in cuor Suo il desiderio di onori o benefici terreni? La
Causa legata al Suo Nome è molto superiore alle cose
transitorie di questo mondo. GuardateLo esule, vittima della
tirannia, in questa Più Grande Prigione. I Suoi nemici Lo
hanno attaccato da ogni parte e continueranno così fino alla
fine della Sua vita. Perciò tutto quello che vi dice, ve lo dice
unicamente per amore di Dio, caso mai i popoli della terra si
purifichino il cuore dalla macchia dei desideri malvagi,
strappino i veli e giungano alla conoscenza dell'unico vero
Dio, lo stato più eccelso cui uomo possa aspirare. Che essi
credano o no nella Mia Causa non può né giovarMi né
nuocerMi. Li invitiamo unicamente per amor di Dio. Egli, in
verità, può fare a meno di tutte le Sue creature.1 Sappi invero che quando il Figlio dell'Uomo rese l'anima a
Dio l'intera creazione pianse tutte le sue lacrime; ma nel
sacrificarSi Egli infuse in tutte le cose create una nuova forza.
Le sue prove, presenti fra tutti i popoli della terra, sono ora
palesi innanzi a te. La più profonda saggezza che i saggi
abbiano espressa, la più alta dottrina che l'intelletto abbia mai
spiegato, le arti che le mani più abili abbiano prodotto,
l'influenza esercitata dai più potenti sovrani non sono che
manifestazioni del potere vivificatore emanate dal Suo spirito,
trascendente, penetrante e radioso.2 Attestiamo che quando venne al mondo, Egli irradiò lo
splendore della Sua gloria su tutte le cose create. Per Lui il
lebbroso guarì dalla lebbra della perversità e dell'ignoranza.
Per Lui gl'impuri e i malvagi furono risanati. Per il Suo
potere, generato da Dio Onnipotente, gli occhi del cieco
furono aperti e fu santificata l'anima del peccatore.
3 La lebbra può interpretarsi come qualunque velo si
frapponga fra l'uomo e il riconoscimento del Signore suo Dio.
Chi rinunzia a Lui è davvero un lebbroso che non sarà
ricordato nel Regno di Dio, il Potente, il Lodato. Attestiamo
che, per il potere del Verbo di Dio, ogni lebbroso fu
purificato, ogni male fu guarito, ogni infermità umana fu
bandita. Fu Lui a purificare il mondo. Benedetto l'uomo che si
volge a Lui col volto raggiante di luce.1 Benedetto l'uomo che fa professione di fede in Dio e nei
Suoi segni e riconosce che «non Gli sarà chiesto conto delle
Sue azioni». Dio ha fatto di questo riconoscimento
l'ornamento e il vero fondamento di ogni credo. Da questo
dipende l'accettazione di ogni buona azione. Fissate bene gli
occhi su di esso a che, forse, il sussurrio dei ribelli non vi
faccia errare.2 Se anche Egli decretasse che è permesso ciò che da tempo
immemorabile è stato proibito, e proibito ciò che in ogni
epoca è stato ritenuto giusto, nessuno avrebbe il diritto di
discutere la Sua autorità. Colui che esitasse, anche meno di un
attimo, sarebbe considerato trasgressore.3 Chiunque non abbia riconosciuto questa sublime e
fondamentale verità e non sia riuscito a raggiungere questo
stadio eccelso, i venti del dubbio lo agiteranno e i discorsi
degli infedeli gli frastorneranno l'anima. Colui che avrà
riconosciuto questo principio avrà il dono della più perfetta
costanza. Ogni onore a questo gloriosissimo stadio, il cui
ricordo adorna ogni più eccelsa Tavola. Questo èl'insegnamento che Dio vi elargisce, un insegnamento che vi
libererà da ogni sorta di dubbi e di incertezze e vi permetterà
di giungere alla salvazione tanto in questo mondo quanto
nell'altro. Egli, in verità, è Colui Che sempre perdona, il
Munificentissimo.1 Sappi con certezza che in ogni Dispensazione la luce della
Rivelazione divina è stata concessa agli uomini in proporzione
diretta alla loro capacità spirituale. Considera il sole. Come
sono deboli i suoi raggi nel momento in cui esso appare
all'orizzonte e come aumentano gradatamente il suo calore e
la sua potenza a mano a mano che esso s'avvicina allo zenit,
dando nel frattempo la possibilità a tutte le cose create di
adattarsi alla crescente intensità della sua luce. Così pure
declina gradatamente sino a raggiungere il punto in cui
tramonta. Se manifestasse le sue energie latentiall'improvviso, porterebbe, senza dubbio, danno a tutte le
cose create... In ugual modo se il Sole della Verità rivelasse
repentinamente, nei primi stadi della sua manifestazione, la
pienezza delle forze donategli dalla provvidenzadell'Onnipotente, la terra della comprensione umana si
sgretolerebbe, perché i cuori degli uomini non resisterebbero
all'intensità della sua rivelazione né potrebbero rispecchiare la
radiosità della sua luce. Angosciati e sopraffatti, cesserebbero
di esistere.1 Lode a Te, o Signore Mio Dio, per le meravigliose
rivelazioni del Tuo imperscrutabile decreto e per la
molteplicità dei dolori e delle prove che Mi hai destinato. Una
volta Mi hai consegnato nelle mani di Nimrod, un'altra hai
permesso che Mi perseguitasse la verga di Faraone. Tu solo,
con la Tua sapienza che tutto abbraccia e per opera della Tua
Volontà, puoi giudicare le incalcolabili afflizioni che ho
sofferto dalle loro mani. Mi hai, poi, gettato nella prigione
riservata agli empi per la sola ragione che Mi sono spinto a
sussurrare all'orecchio dei privilegiati cittadini del Tuo Regno
un vago cenno della visione con la quale Mi avevi ispirato, per
mezzo della Tua sapienza, rivelandoMene il significato con la
forza della Tua potenza. E ancora hai decretato che fossi
decapitato dalla spada degli infedeli. Sono poi stato crocefisso
per avere svelato agli occhi degli uomini le gemme celate della
Tua gloriosa unità e rivelato i segni meravigliosi del Tuo
potere sovrano ed eterno. Quali amare umiliazioni mi sono
successivamente state inflitte nella pianura di Karbilá! Come
Mi sono sentito isolato fra la Tua gente! In quale stato di
abbandono sono stato ridotto in quella terra! Non contenti di
queste nefandezze, i Miei persecutori Mi hanno decapitato e,
portando la Mia testa impalata di terra in terra, ne hanno fatto
sfoggio sotto gli occhi delle moltitudini dei miscredenti e
l'hanno deposta sui seggi dei perversi e degli infedeli. Poi
sono stato appiccato e il Mio petto è stato bersagliato dagli
strali della maligna crudeltà dei Miei nemici. Le Mie membra
sono state crivellate dalle pallottole e il Mio corpo è stato
straziato. Infine vedi come in questo Giorno i Miei perfidi
nemici abbiano fatto lega contro di Me e complottino
continuamente per instillare nell'anima dei Tuoi servi il veleno
dell'odio e della malizia. Con tutte le forze tramano per
raggiungere il loro scopo... Pur penosa la Mia sorte, o Dio,
Mio Benamato, Ti rendo grazie e il Mio Spirito Ti è grato per
tutto ciò che Mi è avvenuto sul sentiero del Tuopredisposto per Me e accolgo con gioia le pur gravi pene e
tribolazioni che sono destinato a soffrire.1 O Mio Benamato! Hai alitato in Me il Tuo Respiro
separandoMi dal Mio stesso Essere. Indi hai decretato che
soltanto un debole riflesso, un semplice simbolo della Tua
Realtà in Me, restasse fra i perversi e gl'invidiosi. Osserva
come, ingannati da questo simbolo, essi si siano sollevati
contro di Me sopraffacendoMi con i loro dinieghi! Rivela,
dunque, il Tuo Essere, o Mio Amatissimo, e liberaMi dalla
Mia sorte.2 Al che una Voce replicò: «Amo questo simbolo e Mi è
profondamente caro. Come posso consentire che soltanto i
Miei occhi guardino questo emblema e che nessun cuore al di
fuori del Mio lo riconosca? Per la Mia Bellezza che è la Tua
Bellezza! Il Mio desiderio è quello di celarTi ai Miei occhi, ma
ancor di più agli occhi degli uomini!».improvvisamente si concluse, lasciando il Mio tema
incompiuto e la perla della Mia parola ancora da infilare.
XLI1 Dio Mi è testimone, o genti! Dormivo sul Mio giaciglio,
quand'ecco, la brezza di Dio alitando su di me Mi destò dal
sonno. Il Suo Spirito vivificatore Mi ha rigenerato e Mi ha
sciolto la lingua per lanciare il Suo Appello. Non Mi accusate
di aver peccato contro Dio! Non Mi guardate con i vostri
occhi, ma con i Miei. Così vi ammonisce Colui Che è
l'Amabile, l'Onnisciente. Credete, o genti, che Io abbia in
pugno il controllo della Volontà e del Disegno finale di Dio?
Lungi da Me arrogarMi questo vanto. Lo attesto innanzi a
Dio, l'Onnipotente, l'Eccelso, l'Onnisciente, il Più Saggio. Se
il destino finale della Fede di Dio fosse stato in mano Mia, non
avrei mai acconsentito, neppure per un attimo, a manifestarMi
a voi né Mi sarei lasciato sfuggire dalle labbra una sola parola.
In verità, Iddio Mi è testimone.1 O Figlio della Giustizia! Nottetempo la bellezza
dell'Essere immortale si è rifugiata dalle alture smeraldine
della fedeltà sotto il Sadratu'l-Muntahá e ha pianto un tal
pianto che le moltitudini dei cieli e gli abitatori dei regni
superni gemettero ai Suoi lamenti. Fu chiesto allora: Perché
questi gemiti e pianti? Egli rispose: Com'era stato richiesto,
Mi soffermai in attesa sul colle della fedeltà, ma non Mi giunse
la fragranza della fedeltà da coloro che dimorano in terra.
Indi, richiamato indietro, vidi, ohimè, talune colombe di
santità crudelmente tormentate fra le unghie dei cani della
terra. E allora la Fanciulla del cielo s'affrettò ad uscire,
splendida e senza veli, dalla Sua mistica magione e chiese i
loro nomi e tutti le furon detti tranne uno. Alla sua insistenza,
la prima lettera ne fu proferita, al che gli abitatori delle camere
celesti irruppero dalla loro abitazione di gloria. E mentre la
seconda lettera era pronunziata, essi caddero, dal primo
all'ultimo, giù nella polvere. In quell'istante dal più recondito
santuario si udì una voce: «Fin qui e non oltre». In verità Noi
diamo testimonianza di quel che essi hanno compiuto e stanno
ora compiendo.1 O Afnán, o tu che sei germogliato dal Mio antico Ceppo!
Su te riposi la Mia gloria e la Mia amorevole premura. Com'è
grande il tabernacolo della Causa di Dio! Ha gettato la sua
ombra su tutti i popoli e le tribù della terra e ben presto
radunerà sotto la sua protezione l'intera umanità. È giunto per
te il giorno di servire. Innumerevoli Tavole stanno ad attestare
i doni che ti sono concessi. Lèvati pel trionfo della Mia Causa,
soggioga i cuori degli uomini col potere della tua parola. Devi
mostrare ciò che assicurerà la pace ed il benessere dei miseri e
degli oppressi. Cingiti i lombi sì che, per avventura, coi tuoi
sforzi tu possa liberare il prigioniero dalle sue catene e
renderlo capace di raggiungere la vera libertà.2 La Giustizia, in questo giorno, lamenta la propria sorte e
l'Equità geme sotto il giogo dell'oppressione. Le oscure nubi
della tirannide hanno ottenebrato la faccia della terra e
avviluppato i suoi popoli. Col movimento della Nostra
gloriosa Penna, per ordine dell'Ordinatore onnipotente,
abbiamo alitato nuova vita in ogni forma umana e istillato
nuova potenza in ogni parola. Tutto il creato proclama i segni
di questa rigenerazione mondiale. Questa è la più grande, la
più lieta novella annunziata all'umanità dalla Penna di questo
Vilipeso. Di che, dunque, temete, o Miei amati? Chi può
sgomentarvi? Una traccia di umidore basta a dissolvere la
creta indurita di cui è modellata questa generazione perversa.
Il semplice atto di riunirvi è sufficiente a disperdere le forze di
questi esseri insignificanti e vani...3 In questo giorno, ogni uomo illuminato è pronto ad
ammettere che i consigli rivelati dalla Penna di questo Vilipeso
costituiscono il supremo potere animatore per il progresso del
mondo e l'elevazione dei suoi popoli. Levatevi, o genti, e
mediante la possanza di Dio, decidetevi a vincere voi stessi, sì
che la terra intera si liberi e purifichi dalla schiavitù degli dèi
delle sue vane fantasie – dèi che hanno inflitto tante perdite e
sono responsabili dello stato dei loro miserabili adoratori.
Questi idoli formano l'ostacolo che contrasta l'uomo nei suoi
sforzi per progredire sul sentiero della perfezione. Nutriamo la
speranza che la Mano del potere divino presti assistenza
all'umanità e la liberi dal suo stato di penoso avvilimento.
4 In una delle Tavole sono state rivelate queste parole: O
genti di Dio! Non affaccendatevi con le cose vostre, ma fissate
i vostri pensieri su quel che può riabilitare le sorti dell'umanità
e santificare i cuori e le anime degli uomini. Ciò può meglio
conseguirsi per mezzo di azioni pure e sante, di una vita
virtuosa e di una buona condotta. Atti valorosi assicureranno
il trionfo di questa Causa e un carattere puro ne rafforzerà il
potere. Agite secondo giustizia, o genti di Bahá! Questo è,
invero, il comandamento che vi ha dato questo Vilipeso e ciò
che la Sua incoercibile Volontà predilige per ciascuno di voi.
5 O amici! V'incombe di corroborare e ravvivare le vostre
anime con gli amabili favori che si riversano su voi in questa
Divina Primavera risvegliatrice d'anime. L'Astro della Sua
grande gloria ha raggiato su di voi il suo fulgore e vi
ricoprono le nubi della Sua grazia illimitata. Alta è la
ricompensa di colui che non si è privato di questo grande
benefizio e ha riconosciuto la beltà del Benamato in questa
Sua nuova veste. State in guardia, poiché il Maligno è in
agguato, pronto a ghermirvi. Proteggetevi contro i suoi
malvagi espedienti e, guidati dalla luce del nome di Dio
Onniveggente, fuggite dalle tenebre che vi circondano. Che la
vostra visione sia universale e non limitata a voi stessi. Il
Maligno è colui che vi impedisce di elevarvi e intralcia il
progresso spirituale dei figli degli uomini6 In questo Giorno è doveroso che tutti si dedichino a ciò
che favorisce gli interessi e innalza il rango di tutte le nazioni e
dei governi giusti. Per opera di ogni versetto rivelato dalla
Penna dell'Altissimo, le porte dell'amore e dell'unità sono
state disserrate e spalancate innanzi agli uomini. Abbiamo già
dichiarato tempo addietro – e la Nostra Parola è verità:
«Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in ispirito di
amicizia e di cameratismo». Tutto ciò che ha portato i figli
degli uomini a sfuggirsi ed è stato ragione di discordia e
divisione fra loro e stato annullato ed abolito per opera della
rivelazione di queste parole. Al fine di nobilitare il mondo
dell'essere e di elevare le menti e le anime degli uomini, dal
cielo della Volontà di Dio è stato inviato quello che è il più
efficace strumento per l'educazione della razza umana.
Tramite questa potentissima Rivelazione l'essenza più pura e
l'espressione più perfetta di tutto ciò che hanno detto o scritto
i popoli più antichi sono discese dal cielo della Volontà di
Colui Che tutto possiede, il Sempiterno Iddio. In antico, è
stato rivelato: «L'amor di patria è parte della Fede di Dio».
Ma nel giorno della Sua Manifestazione la Lingua della
Grandezza ha proclamato: «Non ci si vanti di amare il proprio
paese, bensì di amare il mondo». Col potere che si sprigiona
da queste parole eccelse, Egli ha dato nuovo impulso e
orientamento agli uccelli dei cuori umani, cancellando dal
sacro Libro di Dio ogni traccia di restrizione e limitazione.
7 O genti di giustizia! Brillate come la luce e splendete come
il fuoco che divampò dal Roveto Ardente. Senza dubbio, lo
splendore del fuoco del vostro amore fonderà e unificherà i
popoli e le tribù della terra in lotta, mentre la violenza della
fiamma dell'inimicizia e dell'odio non può ingenerare altro che
guerra e rovina. Imploriamo Dio che difenda le Sue creature
dai malvagi disegni dei Suoi nemici. Egli ha, invero, potere su
tutte le cose.8 Ogni lode all'unico vero Dio – esaltata Ne sia la gloria –
Che, con la Penna dell'Altissimo, ha disserrato le porte dei
cuori umani. Ogni versetto rivelato da questa Penna è una
porta luminosa e risplendente dischiusa sulle glorie di una vita
santa e pia e di azioni pure e immacolate. Gli appelli e il
messaggio che abbiamo lanciati non sono stati destinati a
raggiungere o a beneficare una nazione o un popolo soltanto.
L'umanità intera deve attenersi con fermezza a tutto ciò che le
è stato concesso e rivelato. Allora, e soltanto allora,
raggiungerà la vera libertà. La terra è tutta illuminata dalla
gloria splendente della Rivelazione di Dio. Nell'anno sessanta
Colui Che preannunciò la luce della Divina Guida – possa
tutta la creazione esserGli offerta in sacrificio – Si levò ad
annunziare una nuova rivelazione dello Spirito Divino, e
vent'anni più tardi fu seguito da Colui per la Cui venuta il
mondo è stato fatto beneficiario di questa gloria promessa, di
questo meraviglioso favore. Vedi come alla maggioranza degli
uomini sia stata conferita la capacità di ascoltare l'eccelso
Verbo di Dio – Verbo dal quale dipendono l'unione e la
resurrezione spirituale di tutti gli uomini.9 Volgete i cuori, o genti di Dio, ai consigli del vostro vero
e incomparabile Amico. Il Verbo di Dio può paragonarsi a un
alberello, le cui radici sono state piantate nei cuori umani.
Avete l'obbligo di proteggerne lo sviluppo con le vive acque
della saggezza, con le parole pure e sante, cosicché le sue
radici attecchiscano e i suoi rami si protendano alti nei cieli ed
oltre.10 O voi che dimorate sulla terra! I tratti distintivi
dell'eccellenza di questa Rivelazione Suprema consistono
nell'aver Noi, da un canto, cancellato dalle pagine del Sacro
Libro di Dio tutto ciò che è stato ragione di discordia,
malvagità e cattiveria fra i figli degli uomini e, dall'altro,
decretato i requisiti essenziali della concordia, della
comprensione e dell'unità completa ed eterna. Felici coloro
che osservano i Miei statuti!11 Abbiamo ripetutamente ammonito i Nostri amati di
evitare, anzi di fuggire qualsiasi cosa in cui si avverta sentore
di malizia. Il mondo è in grande scompiglio e le menti dei suoi
abitanti in istato di completa confusione. Supplichiamo
l'Onnipotente che Si degni di illuminarli con la gloria della
Sua Giustizia e che permetta loro di scoprire ciò che gioverà
loro in ogni occasione e circostanza. Egli è, invero, Colui Che
tutto possiede, l'Altissimo.1 Non mettete in disparte il timor di Dio, o sapienti della
terra, e giudicate con equità la Causa di questo Illetterato Cui
tutti i Libri di Dio, il Protettore, Colui Che esiste da Sé, hanno
reso testimonianza... Non vi assalirà la paura della
disapprovazione divina, il terrore di Colui Che non ha né pari
né uguali? Colui Che il mondo ha vilipeso non Si è mai
associato a voi, non ha mai studiato i vostri scritti, né
partecipato ai vostri dibattiti. La veste che indossa, i Suoi
capelli fluenti, il Suo copricapo fanno fede della verità delle
Sue parole. Per quanto tempo ancora persisteretenell'ingiustizia? Guardate in quale dimora è stato costretto ad
abitare, Lui, Che è l'incarnazione della giustizia. Aprite gli
occhi e, considerando il Suo misero stato, meditate
attentamente su ciò che le vostre mani hanno operato, sì che
non restiate privi della luce dei Suoi detti divini, né sprovvisti
della vostra parte dell'oceano della Sua sapienza.
2 Certuni, tanto fra il popolo quanto fra i nobili, hanno
obiettato che quest'Essere vilipeso non appartiene ad alcun
ordine ecclesiastico né discende dal Profeta. Dì: O voi che
ritenete di esser giusti! Fermatevi a riflettere e riconoscerete
quanto infinitamente superiore sia il Suo presente rango a
quello che secondo voi dovrebbe possedere. La Volontà
dell'Onnipotente ha decretato che la Sua Causa uscisse e si
manifestasse da una casa completamente sprovvista di tutto
ciò che i teologi, i dottori, i sapienti e gli studiosi
comunemente posseggono.3 Gli Aliti dello Spirito Divino, risvegliandoLo, Gli
comandarono di levarSi a proclamare la Sua Rivelazione. E
non appena Si scosse dal sonno, Egli levò la voce e invitò
l'umanità intera a Dio, il Signore di tutti i mondi. Siamo stati
spinti a rivelare queste parole in considerazione della
debolezza e della fragilità umana, ché altrimenti la Causa che
abbiamo proclamata è tale che nessuna penna potrebbe mai
descriverla o mente concepirne la grandezza. Ne è testimone
Colui Che ha il Libro Primigenio.1 L'Antica Bellezza ha consentito di essere incatenata
perché l'umanità si liberi dalla schiavitù e ha accettato di esser
fatta prigioniera in questa formidabile Fortezza perché il
mondo intero ottenga la vera libertà. Ha bevuto fino alla
feccia il calice del dolore perché tutti i popoli della terra
raggiungano la gioia eterna e siano colmi di contentezza.
Questo è opera della misericordia del vostro Signore, il
Compassionevole, il Misericordiosissimo. Abbiamo accettato
di essere avviliti, o credenti nell'Unità di Dio, perché voi siate
esaltati e abbiamo sofferto molteplici afflizioni perché voi
possiate prosperare e fiorire. Colui Che è venuto a ricostruire
il mondo intero, vedete come è stato costretto ad abitare nella
più squallida delle città da coloro che hanno dato compagni a
Dio!1 Non Mi dolgo del peso della prigionia. Né Mi addoloro
della miseria e delle tribolazioni che soffro per mano dei Miei
nemici. Per la Mia vita! Esse sono la Mia gloria, una gloria
della quale Dio Stesso Si è adornato. Se solo lo capiste!
2 L'affronto che Mi è stato fatto subire ha rivelato la gloria
della quale l'intera creazione era stata investita e per le
crudeltà che ho sopportato l'Astro della Giustizia si è
manifestato e ha sfolgorato sugli uomini.3 Il Mio dolore è per coloro che si sono abbandonati a
corrotte passioni e pretendono di esser parte della Fede di
Dio, il Benevolo, il Lodatissimo.4 Si addice alle genti di Bahá di morire al mondo e a tutto
quanto vi si trova e di essere tanto distaccate dalle cose
terrene da far sì che gli abitanti del Paradiso aspirino dalla loro
veste il dolce aroma della santità, che tutti i popoli della terra
riconoscano nei loro volti lo splendore delMisericordiosissimo e che per opera loro i segni e i pegni di
Dio, l'Onnipotente, il Sapientissimo, si propaghino
dappertutto. Coloro che hanno macchiato il buon nome della
Causa di Dio, seguendo le cose della carne, sono immersi
nell'errore!1 O Ebrei! Se è vostro intento crocifiggere ancora una volta
Gesù, lo Spirito di Dio, metteteMi a morte, poiché Egli,
ancora una volta, Si è manifestato a voi nella Mia persona.
Fate di Me quel che volete, poiché ho fatto voto di dare la vita
sul sentiero di Dio. Non temerò nessuno, anche se le forze
della terra e del cielo facessero lega contro di Me. Seguaci del
Vangelo! Se avete desiderio di uccidere Mu?ammad,l'Apostolo di Dio, impossessatevi di Me e ponete fine alla Mia
vita, perché Io sono Lui e il Mio Essere è il Suo Essere. Fate
di Me ciò che vi piace, poiché la più intensa brama del Mio
cuore è quella di giungere alla presenza del Mio Amatissimo
nel Suo Regno di Gloria. Questo è il decreto divino, se lo
conoscete. Seguaci di Mu?ammad! Se è vostro desiderio
crivellare di dardi il petto di Colui Che vi ha inviato il Suo
Libro, il Bayán, mettete le mani su di Me e perseguitateMi,
poiché Io sono il Suo Benamato, la Rivelazione del Suo
Essere, quantunque il Mio nome non sia il Suo nome. Sono
venuto all'ombra delle nubi della gloria e Dio Mi ha investito
di sovranità invincibile. Egli è, invero, la Verità, Colui Che
conosce le cose invisibili. In verità, Mi aspetto da voi il
trattamento che accordaste a Colui Che Mi ha preceduto.
Tutte le cose ne fanno fede, se foste di coloro che ascoltano!
O seguaci del Bayán! Se avete deciso di spargere il sangue di
Colui la Cui venuta il Báb ha proclamato, il Cui avvento
Mu?ammad ha profetizzato, la Cui Rivelazione Cristo Stesso
ha annunziato, eccoMi, pronto e indifeso davanti voi. Fate di
Me ciò che più vi aggrada.1 Dio Mi è testimone! Se non fosse stato contrario a ciò che
le Tavole di Dio hanno decretato, avrei di buon grado baciato
le mani di chiunque avesse tentato di spargere il mio sangue
sul sentiero del Benamato. Gli avrei anche concesso una parte
di quei beni terreni che Dio mi aveva accordato di possedere,
anche se colui che avesse perpetrato quest'atto avesse
suscitato la collera dell'Onnipotente, fosse incorso nella Sua
maledizione e avesse meritato di esser tormentato per tutta
l'eternità di Dio, Colui Che tutto possiede, l'Equo, il Più
Saggio.1 Sappi, invero, che ogni qual volta questo Giovane volge
gli occhi su Se Stesso trova di essere la cosa più insignificante
di tutta la creazione. Ma quando contempla lo sfolgorante
fulgore che ha avuto il potere di manifestare, ecco, questo
essere si trasfigura innanzi a Sé in una Potenza sovrana che
permea l'essenza di tutte le cose visibili e invisibili. Gloria a
Colui Che, col potere della verità, ha inviato la Manifestazione
del Proprio Essere affidandole il Suo messaggio per l'umanità
intera.1 O infingardi, scuotete il sonno della negligenza per mirare
il fulgore che la Sua gloria ha irradiato sul mondo intero.
Come sono stolti coloro che mormorano contro la nascita
prematura della Sua luce. O voi che siete interiormente ciechi!
Sia troppo presto o troppo tardi, le prove della Sua fulgida
gloria sono, adesso, veramente palesi. È vostro dovere
accertarvi se questa luce sia apparsa o no. Non è né in vostro
né in Mio potere stabilire l'epoca in cui dovrebbe manifestarsi.
L'imperscrutabile saggezza di Dio ne ha anticipatamente
fissata l'ora. Siate soddisfatte, o genti, di ciò che Dio ha
desiderato per voi e vi ha destinato... O voi che Mi odiate!
L'Astro della Guida eterna Mi è testimone. Se fosse stato in
Mio potere, non avrei mai acconsentito a distinguermi fra gli
uomini, poiché il Nome che porto disdegna completamente di
associarsi a questa generazione dalla lingua contaminata e dal
cuore falso. E ogni qual volta ho deciso di tacere e restar
fermo ecco la voce dello Spirito Santo dalla mia destra
scuotermi, e lo Spirito Supremo apparirmi innanzi, e Gabriele
pormi sotto la Sua ombra, e lo Spirito della Gloria agitarsi nel
mio petto e comandarmi di sorgere e rompere il silenzio. Se
aveste udito puro e orecchie attente, vi accorgereste
certamente che tutte le membra del mio corpo, anzi, tutti gli
atomi del mio essere proclamano e attestano questo appello:
«Dio è Colui oltre al quale non v'è altro Dio e Colui la Cui
beltà è ora palese è il riflesso della Sua gloria per tutti coloro
che sono in cielo e in terra».1 O Genti! Giuro per l'unico vero Dio! Questo è l'Oceano
dal quale sono derivati tutti i mari e nel quale, infine, ciascuno
di essi confluirà. Da Lui sono stati generati tutti i Soli e a Lui
tutti ritorneranno. Per Suo potere gli Alberi della Rivelazione
divina hanno dato i loro frutti, ciascuno dei quali è stato
inviato in forma di Profeta, recando un messaggio alle
creature di Dio in ciascuno dei mondi, il numero dei quali
soltanto Dio, nella Sua sapienza universale, può contare.
Tutto questo Egli ha fatto con una sola Lettera del Suo
Verbo, rivelata dalla Sua Penna – Penna guidata dal Suo Dito,
Dito sorretto dal potere della Verità divina.1 Dì: O genti! Non allontanatevi dalla grazia di Dio e della
Sua misericordia. Chi se ne allontana è invero in grave perdita.
E che, o genti! Adorate la polvere e vi allontanate dal vostro
Signore, l'Amabile, il Munifico? Temete Dio e non siate di
coloro che periscono. Dì: Il Libro di Dio è stato inviato nella
forma di questo Giovane. Santificato è, perciò, Dio, il più
eccellente dei creatori! Badate bene, o popoli del mondo, di
non distogliervi dal Suo volto. Accorrete invece alla Sua
presenza e siate di coloro che sono ritornati a Lui. Pregate di
essere perdonate, o genti, per aver mancato ai vostri doveri
verso Dio, per aver peccato contro la Sua Causa e non siate
del numero degli stolti. È Lui Che vi ha create; è Lui Che ha
nutrito l'anima vostra con la Sua Causa e vi ha rese capaci di
riconoscere Colui Che è l'Onnipotente, l'Eccelso,l'Onnisciente! È Lui Che ha svelato ai vostri occhi i tesori
della Sua sapienza e vi ha fatto ascendere al cielo della
certezza – la certezza della Sua Fede irresistibile, irrefutabile,
eccelsa. Attenti a non privarvi della grazia di Dio, vanificando,
così, le vostre opere, a non ripudiare la verità di questa
Rivelazione, la più evidente, sublime, splendida e gloriosa.
Giudicate equamente la Causa di Dio, il Creatore vostro,
contemplate ciò che è stato inviato dall'alto del Trono e
meditate con cuore innocente e puro. Allora la verità di questa
Causa vi apparirà evidente come il sole nella gloria meridiana.
Allora sarete del numero di coloro che hanno creduto in Lui.
2 Dì: La prima e principale testimonianza che afferma la Sua
verità è il Suo Essere. Dopo questa testimonianza viene la Sua
Rivelazione. Per coloro che sono incapaci di riconoscere l'una
o l'altra Egli ha stabilito quale prova della Sua realtà e della
Sua verità le parole che ha rivelate. Questa è, invero, una
dimostrazione della Sua tenera misericordia verso gli uomini.
Egli ha dotato ogni anima della capacità di riconoscere i segni
di Dio. Come avrebbe altrimenti adempiuto la Suatestimonianza agli uomini? Se foste di coloro che ponderano
la Sua Causa nel proprio cuore! Egli non farà mai torto a
nessuno né imporrà ad alcuno un compito superiore alle sue
forze. Egli è, invero, il Compassionevole, il3 Dì: Così grande è la gloria della Causa di Dio che anche i
ciechi possono vederla, tanto più coloro che hanno occhio
acuto e vista pura. I ciechi, pur incapaci di scorgere la luce del
sole, possono però sentirne il continuo calore. Ma i ciechi di
cuore fra la gente del Bayán – e Dio ne è testimone – per
quanto a lungo il Sole splenda su di loro, sono incapaci tanto
di percepire la radiosità della sua gloria quanto di apprezzare
il calore dei suoi raggi.4 Dì: O genti del Bayán! Vi abbiamo scelte nel mondo
affinché conosceste e individuaste la Nostra Persona. Vi
abbiamo accordato di avvicinarvi alla destra del Paradiso – il
Luogo dal quale il Fuoco immortale grida in vari accenti:
«Non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, l'Altissimo».
Badate di non mettervi nella condizione di essere tagliati fuori
come da un velo dall'Astro che brilla sull'orizzonte della
Volontà del vostro Signore, il Misericordiosissimo, la cui luce
ha circonfuso umili e potenti. Purificate la vista per poterne
scorgere la gloria con i vostri occhi e non dipendere dalla vista
d'altri fuor che la vostra, poiché Dio non ha maisovraccaricato un'anima al di là delle sue forze. Questo è
stato inviato ai Profeti e ai Messaggeri dell'antichità e
riportato in tutte le Scritture.5 O genti, sforzatevi di ottenere accesso a questa sconfinata
Immensità per la quale Dio non ha disposto né principio né
fine, nella quale si è levata la Sua voce e sulla quale è stato
diffuso il dolce aroma della santità e della gloria. Non
spogliatevi della Veste della grandezza e non consentite che il
vostro cuore si privi del ricordo del vostro Signore o le vostre
orecchie dell'ascolto delle dolci melodie della Sua
meravigliosa, sublime, irresistibile, chiara ed eloquente voce.
LIIItestimone. In questo Giorno il Giovane Celestiale ha alzato il
glorioso Calice dell'immortalità sul capo degli uomini e
attende sul Suo seggio domandandoSi quale occhioriconoscerà la Sua gloria e quale braccio si tenderà senza
esitare ad afferrare la Coppa dalla Sua candida mano per
vuotarla. Soltanto pochi sinora hanno delibato questa
impareggiabile, fluente grazia dell'Antico Re. Costoro
occupano le più eccelse dimore del Paradiso e sono
saldamente insediati sui seggi dell'autorità. Per la giustizia di
Dio! Né gli specchi della Sua gloria, né i rivelatori dei Suoi
nomi, né alcuna cosa che è stata o che sarà creata potrà mai
superarli, se siete di coloro che comprendono questa verità.
2 O Ná?ír! L'eccellenza di questo Giorno è immensamente
al di là della comprensione degli uomini, per quanto grande sia
la loro sapienza e profonda la loro comprensione. Quanto più
dovrà essa trascendere l'immaginazione di coloro che si sono
allontanati dalla sua luce e sono stati esclusi dalla sua gloria!
Se tu strappassi il fitto velo che ti ottenebra la vista, vedresti
una tale munificenza, che nulla, dal principio che non ha
principio sino alla fine che non ha fine, potrà rassomigliarle o
eguagliarla. Quale linguaggio dovrebbe usare Colui Che è il
portavoce di Dio perché coloro che sono separati da Lui come
da un velo Ne riconoscano la gloria? I giusti, abitatori del
Regno superno, berranno copiosamente il Vino della Santità
nel Mio nome, il gloriosissimo. Solo loro condivideranno tali
benefici.1 Per la giustizia di Dio, il Mio Benamato! Non ho mai
aspirato a domini terreni. Mio unico intento è stato quello di
offrire agli uomini ciò che Dio, l'Amabile, l'Incomparabile,
aveva ordinato di dare loro per distaccarli da tutto ciò che
appartiene a questo mondo e farli pervenire ad altezze che gli
empi non possono concepire, né i ribelli immaginare.
LV1 O Terra di ?á (Teheran), rammenta i giorni trascorsi
quando il tuo Signore ti aveva fatta sede del Suo Trono e
avvolta nel fulgore della Sua gloria. Quanti esseri beati,
simboli di certezza, hanno per te immolato la vita e sacrificato
i loro beni, per il grande amore verso di te! Gioia a te e
beatitudine a coloro che ti abitano. Attesto che da te, come
ogni cuore illuminato ben sa, esala il soffio vivente di Colui
Che è il Desiderio del mondo. In te è stato rivelato l'Invisibile
e da te si è palesato ciò che era celato a occhi umani. Chi
ricorderemo fra la moltitudine dei tuoi sinceri amanti il cui
sangue è stato versato fra le tue mura e le cui ceneri sono,
ora, celate sotto il tuo suolo? I dolci aromi di Dio hanno
incessantemente spirato e in eterno continueranno a spirare su
di te. La Nostra Penna è spinta a celebrarti e ad esaltare le
vittime della tirannide, uomini e donne che riposano sotto la
tua polvere.2 Fra loro v'è Nostra sorella che ora ricordiamo a
testimonianza della Nostra fedeltà e a riprova della Nostra
amorosa sollecitudine verso di lei. Come fu pietosa la sua
sorte! E in quale stato di rassegnazione ritornò al suo Dio!
Soltanto Noi lo sappiamo, nella Nostra conoscenza che tutto
abbraccia.3 O Terra di ?á! Sei ancora, per grazia di Dio, un centro
attorno al quale si radunano i Suoi benamati. Felici loro, felice
ogni ramingo che, nelle sue sofferenze sul sentiero di Dio, il
Signore di questo meraviglioso Giorno, cerca rifugio in te!
Benedetti coloro che rammentano l'unico vero Dio, che
magnificano il Suo Nome e cercano di servire con zelo la Sua
Causa. A loro si riferiscono gli antichi Libri sacri! Su di loro il
Comandante dei Fedeli profuse la sua lode dicendo: «La
benedizione che li attende sorpassa la benedizione di cui noi
godiamo adesso». Egli, invero, ha detto la verità e Noi ora
l'attestiamo. E tuttavia, la gloria del loro stadio non è stata
ancora svelata. La Mano del potere divino solleverà
certamente il velo ed esporrà alla vista degli uomini ciò che
rallegrerà e illuminerà l'occhio del mondo.4 Rendi grazie a Dio, la Verità Eterna, esaltata sia la Sua
gloria, per aver ottenuto da Lui un così meraviglioso favore
ed esser stata abbellita con l'ornamento della Sua lode.
Apprezza il valore di questi giorni e attieniti a tutto ciò che si
confà a questa Rivelazione. Egli è, invero, il Consigliere, il
Compassionevole, l'Onnisciente.1 Che nulla ti rattristi, o Terra di ?á, poiché Dio ti ha scelta
quale sorgente di gioia per l'umanità intera. Se sarà Suo
Volere, Egli benedirà il tuo trono insediandovi uno che
governerà con giustizia e radunerà il gregge di Dio che i lupi
hanno disperso. Quel sovrano volgerà il viso verso la gente di
Bahá con gioia e allegrezza e le concederà i suoi favori. In
verità, agli occhi di Dio egli è ritenuto una gemma fra gli
uomini. Su di lui posino per sempre la gloria di Dio e la gloria
di tutti coloro che dimorano nel regno della Sua Rivelazione.
2 Esulta d'immensa gioia, poiché Dio t'ha fatta «alba della
Sua Luce», poiché in Te nacque la Manifestazione della Sua
Gloria. Sii felice di questo nome che ti è stato conferito, un
nome per il quale l'Astro della grazia ha diffuso il suo
splendore e terra e cielo ne sono stati illuminati.
3 Fra non molto lo stato delle cose in te cambierà e le redini
del potere cadranno in mano al popolo. Invero, il tuo Signore
è l'Onnisciente. La Sua autorità abbraccia tutte le cose. Sii
certa del Suo amabile favore. L'occhio della Sua amorosa
premura sarà perennemente rivolto verso di te. S'avvicina il
giorno in cui il tuo travaglio si tramuterà in pace e calma
serena. Così è stato decretato nel meraviglioso Libro.
LVII1 O Mu?ammad, quando ti sarai allontanato dalla corte
della Mia presenza, volgi i passi verso la Mia Casa (la Casa di
Baghdad) e visitala per conto del tuo Signore. Giunto alla
porta fermati davanti ad essa e dì: Dov'è andata l'Antica
Beltà, o massima Casa di Dio, dov'è Colui per Cui Dio t'ha
fatta fulcro di un mondo adorante e proclamata emblema del
Suo ricordo per tutti coloro che sono nei cieli e per tutti
coloro che sono sulla terra? Oh! Per i giorni trascorsi in cui
fosti Suo piedistallo, o Casa di Dio, i giorni in cui da te
promanavano gl'incessanti accenti della melodia del
Misericordiosissimo! Cos'è avvenuto della tua gemma la cui
gloria ha brillato su tutta la creazione? Dove sono andati i
giorni in cui Egli, l'Antico Re, ti aveva fatta trono della Sua
gloria, i giorni in cui aveva scelto te sola quale fiaccola di
salvezza fra terra e cielo e ti faceva esalare, all'alba e al
tramonto, la soave fragranza del Gloriosissimo?2 Dov'è, o Casa di Dio, il Sole della maestà e del potere
Che ti aveva circonfusa del fulgore della Sua presenza? Dov'è
Lui, l'Alba delle dolci misericordie del tuo Signore,
l'Incoercibile, Che aveva posto il Suo seggio entro le tue
mura? O trono di Dio, che cos'ha modificato il tuo aspetto e
scosso le tue colonne? Che cos'ha chiuso la tua porta a coloro
che ti cercano ardentemente? Che cosa ti ha ridotta così
desolata? Ti hanno forse detto che l'Amato del mondo è
inseguito dalle spade dei Suoi nemici? Il Signore ti benedice e
benedice la tua fedeltà verso di Lui, perché rimanesti Sua
compagna in tutti i Suoi dolori e le Sue sofferenze.
3 Attesto che sei la sede della Sua gloria trascendente, la
Sua santissima dimora. Da te è spirato il Soffio del
Gloriosissimo, un Soffio che ha spirato su tutte le cose create
e colmato di gioia il petto dei devoti che dimorano nelle
magioni del Paradiso. L'Accolta superna e coloro che vivono
nelle Città dei Nomi di Dio piangono per te e lamentano quel
che ti è accaduto.4 Sei ancora il simbolo dei nomi e degli attributi
dell'Onnipotente, il Punto verso il quale sono rivolti gli occhi
del Signore della terra e del cielo. T'è accaduto ciò che è
accaduto all'Arca in cui era stata posta da Dio la divina
promessa della sicurezza. Beato chi comprende il senso di
queste parole e riconosce lo scopo di Colui Che è il Signore di
tutta la creazione.5 Felici coloro che aspirano da te i soavi aromi del
Misericordioso, che riconoscono la tua eccellenza, che
salvaguardano la tua santità e venerano sempre il tuo stadio.
Supplichiamo l'Onnipotente di concedere che coloro che si
sono distolti da te e non hanno apprezzato il tuo valore
aprano gli occhi, sì che riconoscano veramente te e Colui Che,
per il potere della verità, t'ha innalzata a tanta altezza. Ciechi
sono coloro che essendoti vicini t'ignorano completamente in
questo giorno. Il tuo Signore è in verità l'Amabile, il
Clemente.6 Attesto che per mezzo tuo Dio ha messo alla prova i cuori
dei Suoi servi. Benedetto l'uomo che volge i passi verso di te
e ti visita. Guai a colui che nega il tuo diritto, che s'allontana
da te, che disonora il tuo nome e profana la tua santità.
7 Non affliggerti, o Casa di Dio, se il velo della tua santità
sarà strappato dagl'infedeli. Dio ti ha adornata, nel mondo
della creazione, con la gemma del Suo ricordo. Nessuno potrà
mai profanare un simile ornamento. Gli occhi del tuo Signore
si volgeranno verso di te in ogni circostanza. Egli, invero,
porgerà orecchio alla preghiera di chiunque ti visiti, giri
attorno a te e Lo invochi in tuo nome. Egli è, in verità, il
Clemente, il Misericordiosissimo.8 Ti supplico, o mio Dio, per questa Casa che separandosi
da Te ha subito un sì tale cambiamento, che geme per la
lontananza dalla Tua presenza, che si duole della Tua
sofferenza, di perdonare me, i miei genitori, i miei parenti e
quei miei fratelli che hanno creduto in Te. Concedi che, per
opera della Tua munificenza, tutte le mie necessità siano
appagate, o Tu Che sei il Re dei Nomi. Tu sei il Più Munifico
dei munifici, il Signore di tutti i mondi.1 Rammenta ciò che fu rivelato a Mihdí, il Nostro servo, il
primo anno del Nostro esilio nella Terra del Mistero
(Adrianopoli). Gli predicemmo ciò che accadrà alla Nostra
Casa (la Casa di Baghdad) nei giorni futuri, per tema che si
addolorasse degli atti di rapina e di violenza che vi erano già
stati perpetrati. In verità il Signore tuo Dio conosce tutto ciò
che è nei cieli e sulla terra.2 Gli abbiamo scritto: Non è questa la prima umiliazione
inflitta alla Mia Casa. Nei giorni passati la mano degli
oppressori l'aveva ricoperta d'infamie. In verità sarà tanto
oltraggiata in avvenire, da far piangere copiosamente ogni
occhio veggente. In tal modo ti abbiamo svelato cose nascoste
dietro il velo, imperscrutabili a tutti fuorché a Dio,
l'Onnipotente, il Lodatissimo. A tempo debito il Signore la
esalterà agli occhi di tutti gli uomini, per il potere della verità.
La farà diventare Stendardo del Suo Regno, Santuario attorno
al quale graviteranno le coorti dei fedeli. Così ha parlato il
Signore Dio tuo prima che giungesse il giorno del cordoglio.
Ti abbiamo fatto questa rivelazione nella Nostra santa Tavola
per tema che tu ti affligga per ciò che è accaduto alla Nostra
Casa per opera degli attacchi del nemico. Ogni lode a Dio,
l'Onnisciente, il Più Saggio.1 Ogni osservatore imparziale ammetterà senza indugio che
sin dall'alba della Sua Rivelazione questo Vilipeso ha invitato
tutta l'umanità a volgersi verso l'Alba della Gloria e ha
condannato la corruzione, l'odio, l'oppressione e la malvagità.
Eppure, guardate cos'ha fatto la mano del tiranno! Nessuna
penna osa descrivere la sua tirannide. Benché l'intento di
Colui Che è la Verità Eterna sia stato quello di conferire vita
eterna a tutti gli uomini e di garantire sicurezza e pace, pure,
osserva com'essi si siano levati a spargere il sangue dei Suoi
diletti e abbiano pronunziata contro di Lui sentenza di morte.
2 Gl'istigatori di questa oppressione sono gli stessi che, pur
tanto stolti, sono reputati i più saggi fra i saggi. Tale è la loro
cecità che con manifesta severità hanno gettato in questa
tetra, inaccessibile e inaccessibile Prigione Colui per i servi
della Cui soglia il mondo è stato creato. Ma, malgrado loro e
coloro che hanno respinto la verità di questo «Grande
Annuncio», l'Onnipotente ha trasformato questa Prigione nel
Più Eccelso Paradiso, il Cielo dei Cieli.3 Non abbiamo rifiutato i benefici materiali che potevano
sollevarCi dalle sofferenze. Ciascuno dei Nostri compagni,
però, può testimoniare che la Nostra santa corte è aliena e ben
superiore a tali benefici materiali. Tuttavia, mentre eravamo
confinati in questa Prigione, abbiamo accettato quelle cose
che gli infedeli si erano ingegnati di sottrarCi. Se si trovasse
un uomo desideroso di erigere in Nostro nome un edificio
d'oro puro o d'argento o una casa tempestata di gemme di
valore inestimabile, tale desiderio gli sarebbe indubbiamente
concesso. Egli, invero, fa ciò che vuole e ordina quel che Gli
aggrada. È stato inoltre accordato il permesso, a chiunque lo
desideri, di erigere in qualsiasi luogo di questa terra edifici
nobili e imponenti e di dedicare i territori ubertosi e sacri
attigui al Giordano e ai suoi dintorni, al culto e all'ufficio
divino dell'unico vero Dio, magnificata sia la Sua gloria,
affinché si compiano le profezie registrate nelle sacre Scritture
dalla Penna dell'Altissimo e si manifesti ciò che Dio, il
Signore di tutti i mondi, ha stabilito per quest'eccellente,
santissima, potente e meravigliosa Rivelazione.4 Anticamente pronunziammo queste parole: «Indossa le
vesti più belle, o Gerusalemme!». Medita ciò nel tuo cuore, o
gente di Bahá, e rendi grazie al Tuo Signore, l'Espositore, il
più Manifesto.5 Se fossero svelati i misteri che nessuno tranne Dio
conosce, l'umanità intera constaterebbe le prove di una
perfetta e compiuta giustizia. Con indiscussa certezza tutti gli
uomini si atterrebbero ai Suoi comandamenti e liosserverebbero scrupolosamente. Abbiamo, invero, decretato
nel Nostro Libro un'alta e generosa ricompensa per chiunque
si allontani dalla malvagità e conduca vita casta e pia. Egli è,
invero, il Grande Donatore, il Generosissimo!1 La prigionia non può apportarMi vergogna, anzi, per la
Mia vita, Mi conferisce gloria. Ciò che può essere per Me
motivo di vergogna è il comportamento di certi Miei seguaci
che professano d'amarMi ma di fatto seguono il Maligno. In
verità, sono fra i perduti.2 Quando giunse il momento fissato per questa Rivelazione,
Colui Che è l'Astro del mondo apparve in 'Iráq e comandò ai
Suoi seguaci di osservare ciò che li avrebbe purificati da ogni
corruzione terrena. Alcuni preferirono seguire il richiamo
degli istinti corrotti, mentre altri percorsero la via della virtù e
della verità e furono ben guidati.3 Dì: Non è da annoverarsi fra la gente di Bahá colui che
segue i desideri mondani o pone il cuore nelle cose terrene.
Mio vero è seguace colui che, se giungesse in una valle d'oro
puro, l'attraverserebbe indifferente come una nuvola senza
volgersi indietro né attardarsi. Un uomo simile è certamente
dei Miei. Le Schiere superne aspireranno fragranza di santità
dalla sua veste... E se incontrasse la più bella e la più
avvenente delle donne, non sentirebbe nel cuore la più lieve
ombra di desiderio per la sua bellezza. Questo, invero, è
l'incarnazione della castità immacolata. Così v'insegna la
Penna dell'Antico dei Giorni, come ordinato dal vostro
Signore, l'Onnipotente, il Più Munifico.1 Il mondo è in agitazione e la sua inquietudine aumenta di
giorno in giorno. Il suo viso è rivolto verso la perversità e la
miscredenza. Tale sarà la sua triste sorte che svelarla adesso
non sarebbe né conveniente né opportuno. La sua perversità
durerà a lungo e all'ora stabilita apparirà improvvisamente ciò
che farà tremare le membra dell'umanità. Allora, e soltanto
allora, sarà issato lo Stendardo divino e l'Usignolo del
Paradiso gorgheggerà la sua melodia.1 Rammenta i Miei dolori, le Mie preoccupazioni e le Mie
ansie, le Mie avversità e le Mie prove, la Mia prigionia, le
lacrime che ho versate, l'amarezza della Mia angoscia e, ora,
la Mia reclusione in questa terra lontana. O Mu??afá, Dio
Mi è testimone. Se ti raccontassi cos'è accaduto all'Antica
Bellezza fuggiresti nel deserto e piangeresti tutte le tue
lacrime. Nella tua pena ti percuoteresti il capo e grideresti
come chi è colpito dal morso di una vipera. Sii grato a Dio
che Ci siamo rifiutati d'informarti dei segreti di quei quegli
impenetrabili decreti che Ci sono stati inviati dal cielo della
Volontà del tuo Signore, il più Potente, l'Onnipossente.
2 Per la giustizia di Dio! Ogni mattina alzandoMi dal letto
trovavo innumerevoli afflizioni ammassate dietro la porta e
ogni sera, quando Mi coricavo, ecco, il cuore Mi si spezzava
d'angoscia per la diabolica crudeltà che avevo patita per mano
dei Miei nemici. A ogni pezzo di pane che l'Antica Bellezza
spezza s'accompagna l'assalto di una nuova afflizione e a ogni
goccia che beve si mescola l'amarezza delle più dolorose
prove. Ogni Suo passo è preceduto da un esercitod'impreviste calamità e seguito da legioni di dolori angosciosi.
3 Tale è la Mia triste sorte, potessi tu meditarla in cuor tuo!
Non si rattristi, però, l'anima tua per ciò che Dio ha riversato
su di Noi. Unisci la tua volontà al Suo compiacimento, poiché
non abbiamo mai desiderato altro che la Sua Volontà e
abbiamo dato il benvenuto ad ognuno dei Suoi irrevocabili
decreti. Il tuo cuore sia paziente e non angosciarti. Non
seguire la via di coloro che sono dolorosamente inquieti.
LXIII1 O tu, che hai il viso volto verso di Me! Non appena i tuoi
occhi scorgeranno da lontano la Mia città natale (Teheran),
fermati e dì: O Terra di ?á, sono venuto a te dalla Prigione,
latore di novelle di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste
da Sé. O madre del mondo e fonte di luce per tutti i popoli, ti
annunzio le dolci misericordie del tuo Signore e ti saluto nel
nome di Colui Che è la Verità Eterna, il Conoscitore delle
cose invisibili. Attesto che entro di te fu rivelato Colui Che è il
Nome Celato e fu scoperto il Tesoro Invisibile. Per te è stato
chiarito il segreto di tutte le cose, del passato e del futuro.
2 O Terra di ?á! Colui Che è il Signore dei Nomi ti ricorda
nel Suo stadio glorioso. Tu sei stata Alba della Causa di Dio,
fonte della Sua Rivelazione, manifestazione del Suo Più
Grande Nome, un Nome che ha fatto tremare i cuori e le
anime degli uomini. Quanti uomini e donne vittime della
tirannide entro le tue mura hanno immolato la vita sul sentiero
di Dio e sono stati sepolti sotto la tua polvere con tanta
crudeltà da far gemere per la loro sorte ogni onorato servo di
Dio.1 È Nostro desiderio rammentare la Dimora di suprema
beatitudine (Teheran), la città santa e luminosa, la città entro
la quale è stata esalata la fragranza del Benamato, dove sono
stati diffusi i Suoi segni, dove sono state rivelate le prove della
Sua gloria e issate le Sue insegne, dove è stato eretto il Suo
tabernacolo e proclamato ciascuno dei Suoi saggi decreti.
2 È la città in cui hanno alitato i dolci effluvi del
ricongiungimento che hanno spinto i sinceri amanti di Dio ad
avvicinarGlisi e a entrare nella Dimora della santità e della
beltà. Felice il viandante che volge i passi verso questa città,
che vi ottiene accesso e liba il vino del ricongiungimento per
opera dell'effusione della grazia del suo Signore, l'Amabile, il
Lodatissimo.3 O terra del desio del cuore, sono venuto a te con le
novelle di Dio per annunziarti il Suo amabile favore e la Sua
misericordia e salutarti e magnificarti in Suo nome. Egli è,
invero, infinitamente generoso e buono. Benedetto l'uomo che
volge il viso verso di te e da te aspira la fragranza della
Presenza di Dio, il Signore di tutti i mondi. La Sua gloria
discenda su te e ti avvolga lo splendore della Sua luce, poiché
Egli ha fatto di te un paradiso per i Suoi servi e ti ha
proclamata la terra benedetta e sacra che Egli ha menzionata
nei Libri rivelati dai Suoi Profeti e Messaggeri.4 O terra di gloria sfolgorante, per te è stata issata l'insegna:
«Non v'è altro Dio che Lui» ed è stato spiegato lo stendardo:
«Io sono la Verità, Colui Che conosce l'inconoscibile».
Incombe a chiunque ti visiti di gloriarsi di te e di coloro che in
te dimorano, che sono germogliati dal Mio Albero, che sono
sue foglie, segni della Mia gloria, che Mi seguono e Mi amano
e che, con incrollabile risoluzione, hanno volto il viso verso il
Mio stadio glorioso.1 Rammenta il Tuo arrivo nella Città (Costantinopoli) e
come i Ministri del Sultano, ritenendoTi ignaro delle loro
leggi e norme, Ti credettero un ignorante. Dì: Sì, in nome del
Mio Signore! Sono ignorante di tutto tranne di ciò che Dio,
per Suo generoso favore, S'è compiaciuto d'insegnarMi. Lo
attestiamo fermamente e lo confessiamo senza esitazione.
2 Dì: Se le leggi e le norme cui vi attenete sono opera
vostra, non le seguiremo in alcun modo. Così Mi è stato
ordinato da Colui Che è il Più Saggio, l'Onnisciente. Questo è
stato il Mio costume in passato e tale rimarrà per il futuro,
mercé il potere di Dio e per la Sua possanza. Quest'è, invero,
la via giusta e diritta. Se le leggi son dettate da Dio, datene
allora le prove, se siete di coloro che dicono la verità. Dì:
Abbiamo scritto tutto ciò che Ti è stato imputato e tutto ciò
che Ti hanno fatto, in un Libro che non trascura di annotare
l'opera di alcuno, per quanto insignificante egli sia.
3 Dì: O Ministri di Stato, v'incombe di attenervi ai precetti
di Dio e di dimenticare le vostre leggi e le vostre norme e di
essere, così, fra coloro che sono ben guidati. Questo è meglio
per voi di tutto ciò che possedete, se solo lo sapeste! Se
trasgredite il comandamento di Dio, né uno iota né una
briciola di tutte le vostre opere sarà ben accetta ai Suoi occhi.
Fra poco scoprirete le conseguenze di ciò che avete fatto in
questa vana vita e ne sarete ripagati. Questa è per certo la
verità, l'innegabile verità.4 Quanti, nelle ère passate, hanno commesso ciò che voi
avete commesso e, benché di rango superiore al vostro, alla
fine sono ritornati polvere e sono stati abbandonati alla loro
inevitabile sorte! Se solo meditaste nel cuore la Causa di Dio!
Ma seguirete le loro orme e sarete costretti a entrare in un
luogo dove non troverete nessuno che vi sia amico o vi aiuti.
Invero, vi sarà chiesto conto delle vostre azioni e sarete
chiamati a giustificarvi per aver mancato ai vostri doveri verso
la Causa di Dio e aver respinto sdegnosamente i Suoi
benamati che sono venuti a voi con manifesta sincerità.
5 Siete voi che vi siete consultati nei loro riguardi, voi che
avete preferito seguire l'impulso dei desideri e trascurare il
comandamento di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Onnipotente.
6 Dì: Che cosa? Vi attenete ai vostri espedienti e vi gettate
alle spalle i precetti di Dio? Sì, invero avete fatto del male a
voi stessi e agli altri. Se solo lo capiste! Dì: Se le vostre norme
e i vostri principi si fondano sulla giustizia, perché allora
osservate quelli che sono in armonia con le vostre tendenze
corrotte e respingete quelli che sono in conflitto con i vostri
piaceri? Con quale diritto pretendete dunque di giudicare
equamente fra gli uomini? Sono le vostre norme e i vostri
principi tali da giustificare la vostra persecuzione di Colui Che
Si è presentato innanzi a voi per ordine vostro? È
giustificabile che Lo abbiate respinto e Gli abbiate inflitto ogni
giorno una penosa ingiuria? Vi ha mai disubbidito, sia pur per
un solo istante? Tutti gli abitanti dell''Iráq, e oltre a loro ogni
osservatore coscienzioso, possono attestare la verità delle Mie
parole.7 Siate equi nel giudicare, o Ministri di Stato! Cosa abbiamo
commesso che giustifichi il Nostro esilio? Quale offesa ha
autorizzato la Nostra espulsione? Siamo stati Noi Che vi
abbiamo cercati, ma, ecco, vi siete rifiutati di riceverCi! In
nome di Dio! Questa è una grave ingiustizia che avete
perpetrato, un'ingiustizia che non ha eguali fra le ingiustizie
terrene. Ne è testimone l'Onnipotente...8 Sappiate che il mondo, le sue vanità e i suoi ornamenti
svaniranno. Nulla durerà tranne il Regno di Dio, che non
appartiene ad altri che a Lui, il Sovrano Signore di tutto,
l'Aiuto nel Pericolo, il Gloriosissimo, l'Onnipotente. I giorni
della vostra vita passeranno e tutte le cose di cui ora vi
occupate e vi vantate periranno e sarete sicuramente
convocati da una schiera dei Suoi angeli a comparire nel luogo
ove le membra dell'intera creazione tremeranno e le carni
d'ogni oppressore rabbrividiranno. Vi sarà chiesto conto di
ciò che le vostre mani hanno operato in questa vostra vana
vita e sarete ricompensati delle vostre azioni. Questo è il
giorno che inevitabilmente vi sopraggiungerà, l'ora che
nessuno può differire. Lo ha attestato la Lingua di Colui Che
dice la verità e conosce tutte le cose.1 Temete Iddio, abitanti della Città (Costantinopoli), e non
gettate semi di discordia fra gli uomini. Non percorrete le
strade del Maligno. Nei pochi giorni di vita che vi restano
camminate sulle vie dell'unico vero Dio. I vostri giorni
passeranno come son passati quelli di coloro che vi hanno
preceduti. Polvere tornerete ad essere, come polvere
ritornarono i vostri padri dell'antichità.2 Sappiate che non temo nessuno tranne Dio. In nessun altro
che Lui ho posto la Mia fiducia, a nessuno Mi attaccherò
fuorché a Lui e non desidero altra cosa tranne quel ch'Egli ha
desiderato per Me. Questo è invero il desiderio del Mio cuore,
se lo sapeste. Ho offerto anima e corpo in sacrificio a Dio, il
Signore di tutti i mondi. Chi ha conosciuto Dio non conosce
altri che Lui e chi teme Dio non teme altri che Lui, anche se le
forze della terra intera insorgono schierate contro di lui. Non
parlo che per Suo ordine e non seguo altro che la Sua verità,
per il potere di Dio e la Sua forza. Egli, invero, ricompenserà i
sinceri.3 O Servo, narra, quel che vedesti quando arrivasti nella
Città, affinché la Tua testimonianza resti fra gli uomini e sia di
ammonimento per coloro che credono. Al Nostro arrivo nella
Città trovammo governatori e anziani riuniti a trastullarsi
come fanciulli con la creta. Non vedemmo nessuno abbastanza
maturo per apprendere da Noi le verità che Dio Ci aveva
insegnato o idoneo alle Nostre meravigliose parole di
saggezza. Il Nostro occhio interiore pianse amaramente per
loro, per le loro mancanze e la loro completa negligenza delle
cose per cui erano stati creati. Questo è quanto osservammo
in quella Città e abbiamo voluto annotarlo nel Nostro Libro
perché serva da ammonimento a loro e al resto dell'umanità.
4 Dì: Se inseguite questa vita e le sue vanità, avreste dovuto
farlo mentre eravate ancora nel grembo di vostra madre,
poiché allora vi avvicinavate sempre più ad esse, se solo lo
capiste! E invece da quando siete nati e avete raggiunto la
maturità, vi siete sempre più allontanati dal mondo
avvicinandovi sempre più alla polvere. Perché, dunque,
mostrate tale avidità nell'ammassare i tesori della terra,
quando avete i giorni contati e avete quasi perduto la buona
occasione? O infingardi, non vorrete scuotervi dal sonno?
5 Porgete orecchio ai consigli che questo Servo vi dà per
amor di Dio. Egli non vi chiede invero alcuna ricompensa ed è
rassegnato a ciò che Dio Gli ha destinato e interamente
sottomesso al Suo Volere.6 O genti, i giorni della vostra vita sono quasi tutti trascorsi
e la fine s'avvicina rapidamente. Mettete dunque da parte le
cose che avete escogitato e alle quali siete attaccati e
aggrappatevi saldamente ai precetti di Dio, sì che possiate
ottenere ciò che Egli ha predisposto per voi ed esser fra
coloro che percorrono una retta via. Non gioite delle cose del
mondo e dei suoi effimeri ornamenti, né riponete su di essi le
vostre speranze. Confidate nel ricordo di Dio, l'Eccelso, il Più
Grande. Fra non molto Egli ridurrà in nulla tutte le cose che
possedete. Siate timorati di Lui. Non dimenticate il Suo patto
con voi e non siate fra coloro che sono separati da Lui come
da un velo.7 Attenti a non enfiarvi d'orgoglio innanzi a Dio e a non
respingere sdegnosamente i Suoi benamati. Rivolgetevi con
deferenza e umiltà ai fedeli, coloro che hanno creduto in Dio e
nei Suoi segni, il cui cuore attesta la Sua unità, la cui lingua
proclama la Sua unicità e che non parlano se non con il Suo
permesso. Così vi esortiamo con giustizia e vi ammoniamo
secondo verità, caso mai vi svegliaste.8 Non caricate nessun'anima con un fardello che non
desiderereste fosse posto su di voi e non desiderate per
nessuno ciò che non desiderereste per voi stessi. Questo è il
Mio miglior consiglio per voi, se solo l'osservaste!
9 Rispettate i teologi e i sapienti fra voi, coloro il cui
comportamento è in armonia con quello che professano, che
non oltrepassano i limiti fissati da Dio e giudicano conforme ai
Suoi comandamenti rivelati nel Suo Libro. Sappiate che essi
sono le lampade che guidano coloro che sono nei cieli e sulla
terra. Coloro che ignorano e trascurano i teologi e i sapienti
che vivono fra loro hanno invero barattato il favore che Dio
aveva loro accordato.10 Dì: Attendete finché Dio avrà cambiato il Suo favore verso
di voi. Nulla Gli sfugge. Conosce i segreti dei cieli e della
terra. La Sua sapienza abbraccia tutto. Non vi rallegrate per
ciò che avete fatto o che farete in avvenire, né godete delle
tribolazioni con cui Ci avete afflitti, poiché con tali mezzi non
potete esaltare il vostro rango, se esaminaste il vostro operato
con profondo discernimento. Né potrete sminuire la sublimità
del Nostro stadio. Anzi, Dio accrescerà la ricompensa con la
quale Ci premierà per aver sopportato con perseverante
pazienza le tribolazioni che abbiamo subito. Egli, invero,
accrescerà la ricompensa di coloro che sopportano11 Sappiate che, da tempo immemorabile, le prove e le
tribolazioni sono state la sorte dei Prescelti e degli amati di
Dio e di quelli fra i Suoi servi che si sono distaccati da tutto
fuorché da Lui, coloro che né beni né traffici distraggono dal
ricordo dell'Onnipotente, coloro che non parlano prima
ch'Egli abbia parlato e al Suo comando operano. Tale è il
metodo di Dio applicato in passato e tale rimarrà in avvenire.
Benedetti coloro che sopportano con fermezza, coloro che
sono pazienti nelle infermità e nelle privazioni, che non si
lamentano di ciò che accade loro e percorrono la via della
rassegnazione…12 S'avvicina il giorno in cui Dio susciterà un popolo che
rammenterà i Nostri giorni, che narrerà la storia dei Nostri
patimenti, che chiederà la reintegrazione dei Nostri diritti a
coloro che senza ombra di prova Ci hanno trattato con
manifesta ingiustizia. Dio ha certamente il dominio sulla vita
di coloro che Ci hanno fatto torto e ben conosce le loro
azioni. Senza dubbio li colpirà per i loro peccati. In verità,
Egli è il più severo dei giustizieri.13 Vi abbiamo così narrato la storia dell'unico vero Dio e
inviato le cose che Egli ha prestabilito, affinché possiate
chiederGli perdono, ritornare a Lui, pentirvi sinceramente,
rendervi conto delle vostre cattive azioni, risvegliarvi dal
letargo, scuotervi dall'ignavia, fare ammenda per le cose che
avete trascurato ed esser di coloro che agiscono bene. Chi
vuole riconosca la verità delle Mie parole e chi non vuole se
ne allontani. Mio solo compito è ricordarvi la vostra
mancanza ai doveri verso la Causa di Dio, se per caso siete di
quelli che ascoltano il Mio ammonimento. Porgete dunque
orecchio alle Mie parole e ritornate a Dio e pentitevi, così che
Egli per la Sua grazia abbia pietà di voi, vi purifichi dai peccati
e perdoni i vostri falli. La grandezza della Sua misericordia
sorpassa la furia della Sua collera e la Sua grazia abbraccia
tutti coloro che sono stati chiamati all'esistenza e rivestiti del
manto della vita, nel passato o nell'avvenire.1 In questa Rivelazione è apparso ciò che non era mai
apparso prima. Quanto agli infedeli che hanno visto ciò che si
è manifestato, essi mormorano e dicono: «In verità, egli è un
mago che ha ordito una menzogna contro Dio». Sono invero
gente abietta.2 O Penna dell'Antico dei Giorni, dì alle nazioni quel che
accadde in 'Iráq. Dì loro del messaggero che la congregazione
dei teologi di quel paese aveva delegato a incontrarCi, il
quale, giunto in Nostra presenza, C'interrogò su certe scienze,
al che rispondemmo in virtù della sapienza innata che
possediamo. In verità, il Tuo Signore è a conoscenza delle
cose invisibili. «Attestiamo», disse, «che la sapienza che Tu
possiedi è tale che nessuno può competere con Te. Tale
sapienza è, però, insufficiente a giustificare lo stadio eccelso
che la gente Ti attribuisce. Se dici la verità, produci ciò che le
forze unite dei popoli della terra non riuscirebbero a
produrre». Così era stato irrevocabilmente decretato alla corte
della presenza del tuo Signore, il Gloriosissimo, l'Amoroso.
3 «Testimone! Che cosa vedi?», Egli restò interdetto. E
quando tornò in sé, disse: « Credo veramente in Dio, il
Gloriosissimo, il Lodatissimo». «Va dalla gente e dì loro:
"DomandateGli qualunque cosa vi piaccia. Egli ha il potere di
fare ciò che vuole. Nulla, del passato o del futuro, può
ostacolare la Sua Volontà". Dì: "O accolta di teologi!
Scegliete qualunque soggetto vi piaccia e chiedete al vostro
Signore, l'Iddio di Misericordia, di rivelarvelo. Se esaudisce il
vostro desiderio, per virtù della Sua sovranità, credete allora
in Lui e non siate di coloro che respingono la Sua verità"».
«L'alba della comprensione è apparsa», egli disse, «e la
testimonianza del Misericordiosissimo è compiuta». Si alzò e
tornò da coloro che l'avevano mandato, per ordine di Dio, il
Gloriosissimo, il Benamato.4 I giorni trascorsero senza che ritornasse. Alla fine giunse
un altro messaggero a informarCi che avevano rinunciato allo
scopo originario. In verità, è gente spregevole. Questo è ciò
che accadde in 'Iráq e di ciò che rivelo sono Io Stesso
testimone. L'avvenimento fu riportato dappertutto, eppure
non si trovò nessuno che ne comprendesse il significato. Così
avevamo comandato. Se solo lo sapeste!5 Per il Mio Essere! Chiunque nelle ère passate Ci abbia
chiesto di produrre i segni di Dio, non appena glieli
rivelammo, rinnegò la verità di Dio. Ma la gente è rimasta,
perlopiù, indifferente. Coloro i cui occhi sono illuminati dalla
luce della comprensione sentiranno il dolce aroma del
Misericordiosissimo e accetteranno la Sua verità. Questi sono
coloro che sono veramente sinceri.1 O tu che sei frutto e foglia del Mio Albero! Su te la Mia
gloria e la Mia misericordia! Non s'affligga il tuo cuore per
quel che t'è accaduto. Se esaminassi le pagine del Libro della
Vita, vi scopriresti, certamente, ciò che dissiperebbe i tuoi
dolori e dissolverebbe la tua angoscia.dell'Ordinatore Sovrano relativi al fato e alla predestinazione
sono di due generi. Devono essere ubbiditi e accettati
entrambi. L'uno è irrevocabile, l'altro, come lo chiamano gli
uomini, è imminente. Al primo, tutti devono sottomettersi
incondizionatamente, perché è fissato e stabilito. Dio può,
però, cambiarlo o revocarlo. Ma poiché il male che
risulterebbe da un tale cambiamento sarebbe peggiore che se il
decreto rimanesse inalterato, tutti devono volontariamente
sottomettersi a ciò che Dio ha voluto e attenervisi con fiducia.
3 Il decreto imminente, invece, è tale che la preghiera e le
suppliche possono riuscire a stornarlo.4 Dio conceda a te, che sei il frutto del Mio Albero, e a
coloro che sono con te di esser protetti dalle sue cattive
conseguenze.5 Dì: O Dio, mio Dio! Avevi affidato alle mie mani un Tuo
pegno e ora l'hai richiamato a Te, secondo il desiderio della
Tua Volontà. Non sta a me, una Tua ancella, chiedere come e
perché ciò sia accaduto, poiché Tu sei glorificato in ogni Tuo
atto e devi essere ubbidito nel Tuo decreto. O mio Signore, la
Tua ancella ha posto le sue speranze nella Tua grazia e nella
Tua munificenza. Concedile di ottenere ciò che l'avvicini a Te
e le giovi in ognuno dei Tuoi mondi. Tu sei il Perdonatore, il
Munifico. Non v'è altro Dio che Te, l'Ordinatore, l'Antico dei
Giorni.6 O Signore mio Dio, accorda le Tue benedizioni a coloro
che hanno gustato il vino del Tuo amore di fronte agli uomini
e, malgrado i Tuoi nemici, hanno riconosciuto la Tua unità,
attestato la Tua unicità e confessato la loro fede in ciò che ha
fatto tremare le membra degli oppressori fra le Tue creature e
rabbrividire le carni degli orgogliosi della terra. Attesto che la
Tua Sovranità non perirà mai, né mai muterà il Tuo Volere.
Disponi per coloro che si sono volti a Te e per le Tue ancelle
che si sono tenute saldamente alla Tua Corda ciò che s'addice
all'Oceano della Tua munificenza e al Cielo della Tua grazia.
7 O Dio, Tu sei Colui Che Si è proclamato Signore della
Dovizia e ha definito poveri e bisognosi tutti coloro che Lo
servono, così come hai scritto: «O voi che credete! Non siete
altro che dei poveri, bisognosi di Dio; ma Dio è Colui Che
possiede tutto, il Lodatissimo». Ora che ho confessato la mia
povertà e riconosciuto la Tua ricchezza, non privarmi della
gloria dei Tuoi beni. Tu sei, invero, il Protettore Supremo,
l'Onnisciente, il Più Saggio.1 Rammenta il comportamento della madre di Ashraf, il cui
figlio immolò la vita nella Terra di Zá (Zanján). Egli è, senza
dubbio, sul seggio della verità alla presenza di Colui Che è il
Più Forte, l'Onnipotente.2 Allorché decisero ingiustamente di metterlo a morte,
gl'infedeli mandarono a chiamare sua madre, caso mai lo
ammonisse e lo inducesse a ritrattare la sua fede per seguire le
orme di coloro che avevano ripudiato la verità di Dio, il
Signore di tutti i mondi.3 Non appena vide il volto del figlio, ella gli rivolse parole
tali da far piangere e spezzare dal dolore i cuori di tutti gli
amanti di Dio e, oltre ai loro, anche quelli delle Schiere celesti.
In verità, il tuo Signore sa ciò che la Mia lingua dice. Egli
Stesso è testimone delle Mie parole.4 E quando, rivolta a lui, gli disse: «Figlio mio, o figlio mio!
Non esitare a offrirti sulla via del tuo Signore. Guardati dal
tradire la fede in Colui innanzi al Quale si sono prostrati
adoranti tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra. Prosegui
dritto, o figlio mio, e persevera sulla via del Signore Dio tuo.
Affrettati a raggiungere la presenza di Colui Che è il
Benamato di tutti i mondi».5 Su di lei scendano le Mie benedizioni, la Mia misericordia,
la Mia lode e la Mia gloria. Io Stesso riscatterò la perdita di
suo figlio – quel figlio che adesso dimora nel tabernacolo della
Mia maestà e della Mia gloria, il cui volto risplende di una
luce che avvolge con la sua radiosità le Ancelle del Cielo nelle
loro dimore celesti e, oltre a loro, gli ospiti del Mio Paradiso e
gli abitatori delle Città della Santità. Chi potesse mirarne il
viso esclamerebbe: «Ecco, costui è un nobile angelo!».
LXX1 L'equilibrio del mondo è stato sconvolto dalla vibrante
influenza di questo grandioso, di questo nuovo Ordine
Mondiale. La vita ordinata dell'umanità è stata rivoluzionata
dall'azione di questo Sistema unico e meraviglioso, di cui
occhio mortale non ha mai visto l'eguale.districarne i segreti e scoprire le perle di saggezza celate nelle
sue profondità. Attenti a non esitare nella vostra
determinazione di accettare la verità di questa Causa, una
Causa per la quale le potenzialità della possanza di Dio sono
state rivelate e la Sua sovranità stabilita. Con volti raggianti di
gioia accorrete a Lui. Questa è l'immutabile Fede di Dio,
eterna nel passato, eterna nell'avvenire. Fate che colui che
cerca la raggiunga; quanto a colui che si è rifiutato di cercarla,
in verità, Dio basta a Se Stesso, al di sopra di qualsiasi
bisogno delle Sue creature.3 Dì: Questa è l'infallibile Bilancia tenuta dalla Mano di
Dio, con la quale vengono pesati tutti coloro che sono nei cieli
e tutti coloro che sono sulla terra e il loro destino è
determinato, se siete di coloro che credono e riconoscono
questa verità. Dì: Questa è la Suprema Testimonianza, per la
quale la validità di ogni prova per tutti i tempi è stata stabilita,
se solo ne foste certi. Dì: Per mezzo suo sono stati arricchiti i
poveri, illuminati i sapienti e i ricercatori sono riusciti ad
ascendere alla presenza di Dio. Attenti a non farne una causa
di discordia fra voi. Siate saldamente radicati, come
incrollabili montagne, nella Causa del vostro Signore, il
Possente, l'Amorevole.1 O popoli del mondo, quando l'astro della Mia bellezza
tramonterà e il cielo del Mio tabernacolo sarà occultato ai
vostri occhi, non sgomentatevi. Levatevi a secondare la Mia
Causa e a esaltare il Mio Verbo fra gli uomini. Noi saremo in
ogni tempo con voi e vi rafforzeremo col potere della verità.
Siamo invero onnipotenti. Chi Mi ha riconosciuto si leverà a
servirMi con tale risolutezza che le forze della terra e del cielo
saranno incapaci di sconfiggere il suo proponimento.
2 I popoli della terra dormono profondamente. Se si
svegliassero dal letargo, si affretterebbero con ardore verso
Dio, l'Onnisciente, il Più Saggio. Getterebbero via tutto ciò
che posseggono, fossero pure tutti i tesori della terra,
acciocché il loro Signore li rammenti, fosse anche rivolgendo
loro una sola parola. Tale è la disposizione che vi dà Colui
Che detiene la conoscenza delle cose celate, in una Tavola che
l'occhio della creazione non ha veduto e che non è stata
rivelata ad altri che al Suo Essere, il Protettore onnipotente di
tutti i mondi. Essi sono così disorientati dall'ebbrezza dei loro
desideri perversi, che sono incapaci di riconoscere il Signore
di tutti gli esseri, la Cui voce alta risuona da ogni parte: «Non
v'è altro Dio che Me, il Possente, il Più Saggio».
3 Dì: Non gioite delle cose che possedete; stasera son
vostre, domani altri le possederanno. Così vi ammonisce Colui
Che tutto sa e di tutto è informato. Dì: Potete sostenere che
ciò che possedete sia duraturo o sicuro? No! Per Me Stesso, il
Misericordiosissimo, non lo potete, se siete di coloro che
giudicano equamente! I giorni della vostra esistenza volano
come un alito di vento e tutto il vostro fasto e la vostra gloria
passeranno com'è stato del fasto e della gloria di coloro che vi
hanno preceduti. Riflettete, o genti! Cos'è avvenuto dei vostri
giorni passati, dei vostri secoli perduti? Beati i giorni
consacrati a ricordare Dio e benedette le ore trascorse a
lodare Colui Che è il Più Saggio. Per la Mia vita! Né il fasto
dei potenti, né l'opulenza dei ricchi e neppure il dominio degli
empi dureranno. Tutto perirà ad una Sua parola. Egli è,
invero, l'Onnipotente, l'Irresistibile, l'Onnipossente. Che
vantaggio vi è nelle cose terrene possedute dagli uomini? Essi
hanno completamente trascurato ciò che gioverà loro. Ben
presto si desteranno dal letargo e si ritroveranno incapaci di
riacquistare ciò che si sono lasciati sfuggire nei giorni del loro
Signore, l'Onnipotente, il Lodatissimo. Se soltanto lo
sapessero, rinunzierebbero a tutto, acciocché i loro nomi
fossero ricordati innanzi al Suo trono. In verità, sono da
annoverare fra i morti.1 Che i vostri cuori non si turbino, o genti, quando la gloria
della Mia Presenza si ritrarrà e l'oceano dei Miei detti si
placherà. V'è una saggezza nella Mia presenza fra voi e ve n'è
un'altra ancora nella Mia assenza, imperscrutabile a tutti
fuorché a Dio, l'Incomparabile, l'Onnisciente. In verità, vi
osserviamo dal Nostro regno di gloria e aiuteremo chiunque si
leverà per il trionfo della Nostra Causa con le schiere delle
legioni superne e una corte dei Nostri angeli prediletti.
2 O popoli della terra! Dio, l'Eterna Verità, Mi è testimone
che rivoli d'acque fresche dolcemente scorrenti sono sgorgate
dalle rocce per la dolcezza delle parole pronunciate dal vostro
Signore, l'Incoercibile; e ancora voi dormite. Gettate via ciò
che possedete e, sulle ali del distacco, libratevi al di sopra di
tutte le cose create. Così vi ordina il Signore del creato, il
movimento della Cui Penna ha rivoluzionato l'anima
dell'umanità.3 Sapete da quali altezze vi chiama il vostro Signore, il
Gloriosissimo? Credete di aver riconosciuta la Penna con la
quale il vostro Signore, il Signore di tutti i nomi, vi comanda?
No, per la Mia vita! Se la conosceste, rinunziereste al mondo
e vi affrettereste con tutto il cuore alla presenza del
Benamato. Il vostro spirito sarebbe talmente trasportato dalla
Sua Parola da gettare nello scompiglio il Più Grande Mondo,
e tanto più questo, piccolo e meschino! Così le piogge della
Mia generosità si sono riversate dal cielo della Mia tenera
premura, come pegno della Mia grazia, perché siate di coloro
che son grati...4 Badate che i desideri della carne e di una corrotta
inclinazione non provochino divisioni fra voi. Siate come le
dita di una mano e le membra di un corpo. Così vi consiglia la
Penna della Rivelazione, se siete fra coloro che credono.
5 Considerate la misericordia di Dio e i Suoi doni. Benché
possa fare a meno di tutte le creature, Egli vi ingiunge ciò che
vi sarà di beneficio. Le vostre cattive azioni non potranno mai
nuocerCi, né le vostre buone opere esserCi di giovamento. Vi
invitiamo unicamente per amore di Dio. Di ciò sarà testimone
ogni uomo dotato di comprensione e intuito.1 È chiaro ed evidente che, allorché saranno stati strappati i
veli che occultano le realtà delle manifestazioni dei Nomi e
degli Attributi di Dio, anzi di tutte le cose create visibili o
invisibili, nulla rimarrà tranne il Segno di Dio – un segno che
Egli Stesso vi ha posto. Questo segno durerà quanto lo
desideri il Signore Dio Tuo, il Signore dei cieli e della terra.
Se tali sono le benedizioni conferite a tutte le cose create,
quanto più grande dev'essere la sorte del vero credente, la cui
esistenza e la cui vita sono da considerare il movente primo di
tutta la creazione! Come la concezione della fede esiste dal
principio che non ha principio e durerà fino alla fine che non
ha fine, così il vero credente vivrà ed esisterà eternamente. Il
suo spirito graviterà per sempre attorno alla Volontà di Dio.
Egli durerà quanto durerà Dio Stesso. Egli è svelato mediante
la Rivelazione di Dio e celato per Suo ordine. È evidente che
le più eccelse dimore del Regno dell'immortalità sono state
destinate a coloro che hanno veramente creduto in Dio e nei
Suoi segni. La morte non potrà mai invadere quel santo luogo.
Così ti abbiamo affidato i segni del Tuo Signore, perché tu
possa perseverare nell'amore per Lui ed essere fra coloro che
comprendono questa verità.1 Ogni parola che esce dalla bocca di Dio è dotata di tale
potenza da infondere nuova vita in ogni forma umana, se siete
fra coloro che comprendono questa verità. Tutte le opere
meravigliose che vedete in questo mondo si sono manifestate
per opera della Sua suprema ed eccelsa Volontà e del Suo
Intento meraviglioso e inflessibile. Dalla semplice rivelazione
della parola «Artefice», uscita dalle Sue labbra a proclamare il
Suo attributo all'umanità, si è sprigionato, nel corso delle ere,
il potere generatore di tutte le molteplici arti che le mani
dell'uomo possono produrre. Questa, invero, è una verità
assoluta. Non appena questa risplendente parola èpronunziata, le sue energie animatrici, operando in tutte le
cose create, danno inizio ai mezzi e agli strumenti con i quali
queste arti possono essere prodotte e perfezionate. Tutte le
meravigliose conquiste delle quali siete ora testimoni sono una
diretta conseguenza della Rivelazione di questo Nome. Nei
giorni avvenire, vedrete in verità cose delle quali non avete
mai sentito parlare. Così è stato decretato nelle Tavole di Dio
e nessuno può comprenderlo tranne coloro la cui vista è
acuta. Similmente nel momento in cui uscirà dalle Mie labbra
la parola che esprime il Mio attributo l'«Onnisciente», ogni
cosa creata sarà investita, secondo le sue capacità e
limitazioni, del potere di sviluppare il sapere delle scienze più
meravigliose e avrà il potere di manifestarle attraverso i tempi,
per ordine di Colui Che è l'Onnipotente, l'Onnisciente. Sappi
per certo che la Rivelazione di ogni altro Nome èaccompagnata da una simile manifestazione del potere divino.
Ogni lettera che esce dalla bocca di Dio è, davvero, una
lettera-madre e ogni parola pronunziata da Colui Che è la
Sorgente della Rivelazione divina è una parola-madre e la Sua
Tavola, una Tavola-Madre. Beati coloro che comprendono
questa verità.1 Strappate in Mio Nome i veli che vi hanno tristemente
accecata la vista e, col potere generato dalla vostra fede
nell'unicità di Dio, disperdete gli idoli della vana imitazione.
Indi, entrate nel santo paradiso del beneplacito del
Misericordiosissimo. Purificate le vostre anime da qualunque
cosa non venga da Dio e gustate la dolcezza del riposo
nell'orbita della Sua vasta e potente Rivelazione, all'ombra
della Sua suprema e infallibile autorità. Non lasciatevi
avvolgere dai densi veli dei desideri egoistici, perché ho
perfezionato in ognuno di voi la Mia creazione in modo che
l'eccellenza della Mia opera si riveli appieno agli uomini. Di
conseguenza, ogni uomo è stato e continuerà a esser capace di
apprezzare, da se stesso, la Beltà di Dio, il Glorificato. Se non
fosse stato dotato di questa capacità, come potrebbe esser
chiamato a render conto delle proprie debolezze? Se, il
Giorno nel quale i popoli della terra saranno radunati, a un
uomo fosse chiesto mentre si trova alla presenza del Signore:
«Perché non hai creduto alla Mia Bellezza e ti sei allontanato
dal Mio Essere?», e se egli rispondesse dicendo: «Dato che
tutti gli uomini hanno errato e non si è trovato nessuno
disposto a volgere il viso verso la Verità, anch'io, seguendo il
loro esempio, non ho malauguratamente riconosciuto la Beltà
dell'Eterno», questa giustificazione sarebbe certamente
respinta, poiché la fede di un uomo non può essere regolata da
altri che da lui stesso.2 Questa è una delle verità che si trova racchiusa nella Mia
Rivelazione – una verità che ho rivelato in tutti i Libri
celestiali, che ho fatto proclamare dalla Lingua della
Grandezza e trascrivere dalla Penna del Potere. Soffermatevi a
riflettere, sì che, con l'occhio interiore ed esteriore, possiate
comprendere le sottigliezze della saggezza divina e scoprire le
gemme di sapienza celeste che ho rivelato in questa Tavola
eccelsa e incorruttibile, in chiaro e ponderoso linguaggio,
affinché non vi allontaniate dall'Altissimo Trono, dall'Albero
al di là del quale non si passa e dalla Dimora della potenza e
della gloria eterne.3 I segni di Dio risplendono aperti e radiosi come il sole
sulle opere delle Sue creature. Tutto quello che emana da Lui
è separato e resterà sempre distinto dalle invenzioni degli
uomini. Dalla Sorgente della Sua sapienza si sono levati
innumerevoli Luminari di sapere e di saggezza e il soffio del
Misericordiosissimo ha continuamente spirato sui cuori e sulle
anime degli uomini. Felici coloro che hanno riconosciuto
questa verità.1 O Mio servo, tendi l'orecchio a ciò che ti è stato inviato
dal Trono del tuo Signore, l'Inaccessibile, il Più Grande. Non
v'è altro Dio che Lui. Egli ha chiamato all'esistenza le Sue
creature perché conoscano Colui Che è il Compassionevole, il
Misericordioso. Egli ha inviato nelle città di tutte le nazioni i
Suoi Messaggeri ai Quali ha dato incarico di annunziare agli
uomini le novelle del Paradiso del Suo beneplacito e di
avvicinarli al Riparo della sicurezza duratura, il Seggio
dell'eterna santità e della gloria trascendente.2 Alcuni, guidati dalla Luce di Dio, hanno ottenuto accesso
alla Corte della Sua presenza, hanno libato le acque della vita
eterna dalla mano della rassegnazione e sono stati annoverati
fra coloro che Lo hanno veramente riconosciuto e hanno
creduto in Lui. Altri si sono ribellati contro di Lui e hanno
respinto i segni di Dio, il Più Possente, l'Onnipotente, il Più
Saggio.3 Ere son passate fino a giungere a consumazione in questo
Giorno, il Signore dei giorni, il Giorno in cui l'Astro del
Bayán si è manifestato sull'orizzonte della misericordia, il
Giorno in cui la Beltà del Gloriosissimo ha brillato nell'eccelsa
persona di 'Alí-Mu?ammad, il Báb. Non appena Egli Si
rivelò, tutti si sollevarono contro di Lui. Alcuni Lo
accusarono di avere pronunciato calunnie contro Dio,
l'Onnipotente, l'Antico dei Giorni. Altri Lo considerarono un
folle, asserzione che Io Stesso ho udito dalla bocca di uno dei
teologi. Altri ancora contestarono il Suo vanto di essere il
Portavoce di Dio e Lo accusarono di aver usurpato e usato
come sue le parole dell'Onnipotente alterandone il significato
e mescolandole alle proprie. L'Occhio della Grandezza piange
amaramente per le cose che le loro bocche hanno detto,
mentre essi continuano a gioire sui loro seggi.4 «O genti», Egli dice, «Dio Mi è testimone! Sono venuto a
voi con una Rivelazione del Signore, Dio vostro, il Signore
dei vostri antichi padri. O genti, non guardate a ciò che
possedete, ma a ciò che Dio vi ha inviato. Questo, certamente,
sarà meglio per voi della creazione intera, se solo lo capiste. O
genti, osservate meglio e considerate la testimonianza di Dio e
la Sua prova in vostro possesso e confrontatele con la
Rivelazione che vi è stata inviata in questo Giorno, perché la
verità, l'infallibile verità, vi si manifesti senza dubbi. O genti,
non seguite le orme del Maligno; seguite la Fede del
Misericordiosissimo e siate fra coloro che veramente credono.
Quale beneficio ne trarrebbe l'uomo, se non riconoscesse la
Rivelazione di Dio? Assolutamente nessuno. Lo attesta il Mio
Essere, l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Più Saggio».
5 Più Egli li esortò, più feroce divenne la loro ostilità, finché,
alla fine, Lo misero a morte con ignobile crudeltà. La
maledizione di Dio ricada sugli oppressori.6 Alcuni Gli credettero, pochi dei Nostri servi sono grati.
Costoro Egli ammonì in tutte le Sue Tavole – anzi in ogni
passo dei Suoi meravigliosi Scritti – di non darsi, nel Giorno
della Rivelazione promessa, a nessun'altra cosa, in cielo o in
terra. «O genti!», Egli disse, «Mi sono rivelato per la Sua
Manifestazione e ho fatto scendere su di voi il Mio Libro, il
Bayán, per il solo scopo di dimostrare la verità della Sua
Causa. Temete Iddio e non lottate con Lui come il popolo del
Corano hanno lottato contro di Me. In qualunque momento
sentiate parlare di Lui, accorrete a Lui e attenetevi a
qualunque cosa Egli vi riveli. Nulla fuorché Lui potrà
giovarvi, no, neanche se produceste dalla prima all'ultima le
testimonianze di tutti coloro che vi hanno preceduti».
7 E quando, dopo qualche anno, il cielo del decreto divino si
squarciò e la Beltà del Báb apparve fra le nubi dei nomi di Dio
adorna di una nuova veste, questa stessa gente insorse
malignamente contro di Lui, Lui la Cui Luce avvolge tutte le
cose create. Violarono il Suo Patto, respinsero la Sua verità,
lottarono contro di Lui, cavillarono con i Suoi segni,
considerarono falsità la Sua testimonianza e si unirono alla
compagnia degli infedeli. Infine decisero di toglierGli la vita.
Ecco lo stato di coloro che sono irrimediabilmente nell'errore!
8 E quando si resero conto di non poter raggiungere il loro
scopo, si misero a complottare contro di Lui. Guardate come
ogni momento escogitino nuovi espedienti per nuocerGli, per
colpire e disonorare la Causa di Dio. Dì: Guai a voi! Nel nome
di Dio! Le vostre macchinazioni vi coprono d'infamia. Il
vostro Signore, Dio di misericordia, può ben fare a meno delle
Sue creature. Nulla può accrescere o diminuire ciò che Egli
possiede. Se credete, crederete a vostro vantaggio e se non
credete, sarete voi a soffrire. Giammai mano d'infedele potrà
profanare l'orlo della Sua Veste!dell'Onnipotente! Se ti narrassi la storia delle cose che Mi
sono accadute, le anime e le menti degli uomini non
potrebbero sopportarne il peso. Dio Mi è testimone! Sii
accorto e non seguire le orme di questa gente. Medita
diligentemente sulla Causa del tuo Signore. Sforzati di
conoscerLo per mezzo del Suo Essere e non per mezzo
d'altri. Poiché nessuno, eccetto Lui, potrà mai giovarti. Ne
fanno fede tutte le cose create, se potessi capirlo!
10 Esci da dietro il velo col permesso del tuo Signore, il
Gloriosissimo, il Più Potente e, al cospetto di coloro che sono
nei cieli e di coloro che sono sulla terra, afferra il Calice
dell'Immortalità nel nome del tuo Signore, l'Inaccessibile,
l'Altissimo, e bevine a sazietà, e non esser fra coloro che
indugiano. Giuro nel nome di Dio! Non appena toccherai la
Coppa con le labbra, le Schiere superne ti acclameranno
dicendo: «Bevi in perfetta delizia, o uomo che hai creduto
veramente in Dio!», e gli abitanti delle Città dell'Immortalità
grideranno: «Gioia a te, che hai vuotato la Coppa del Suo
amore!», e la Lingua della Grandezza ti saluterà dicendo:
«Grande è la benedizione che ti attende, o Mio servo, poiché
hai conseguito ciò che nessuno ha raggiunto, tranne coloro
che si sono allontananti da tutto ciò che è nei cieli e tutto ciò
che è sulla terra e che sono i simboli del vero distacco».
LXXVII1 E ora riguardo alla tua domanda che si riferisce alla
creazione dell'uomo. Sappi che tutti gli uomini sono stati
creati nella natura fatta da Dio, il Custode, Colui Che esiste da
Sé. A ciascuno di loro è stata prescritta una capacità
preordinata secondo le potenti Tavole custodite di Dio. Tutto
ciò che possedete potenzialmente, però, può manifestarsi
soltanto per opera della vostra volontà. Le vostre stesse azioni
attestano questa verità. Considerate, per esempio, ciò che è
stato proibito agli uomini nel Bayán. Dio ha, per Suo
comando, decretato lecito in quel Libro tutto ciò che Si è
compiaciuto di decretare e, con la forza del Suo sovrano
potere, ha proibito tutto ciò che ha deciso di proibire. Ne fa
fede il testo di quel Libro. Non vorrete farne testimonianza?
Ma gli uomini hanno deliberatamente violato la Sua legge. È,
tale comportamento, da attribuire a Dio o a loro stessi? Siate
equi nel giudicare. Tutto ciò che è buono viene da Dio e ciò
che è cattivo proviene da voi. Non vorrete capirlo? Questa
verità è stata rivelata in tutte le Scritture, se siete di coloro
che comprendono. Ogni azione che meditate Gli è così chiara
come se fosse stata già compiuta. Non v'è altro Dio che Lui.
Sua è tutta la creazione e il suo imperio. Tutto è manifesto
innanzi a Lui; tutto è annotato nelle Sue sante Tavole celate.
Questa prescienza di Dio, però, non deve essere considerata la
causa delle azioni degli uomini, come la vostra precognizione
che un certo evento avrà luogo o il vostro desiderio che esso
accada, non è, né potrà mai essere, la causa che lo fa
accadere.1 Riguardo alla tua domanda sull'origine della creazione,
sappi, per certo, che la creazione di Dio esiste dall'eternità e
continuerà a esistere per sempre. Il suo principio non ha
principio e la sua fine non conosce fine. Il Suo nome,
Creatore, presuppone una creazione, come il Suo titolo,
Signore degli Uomini, implica l'esistenza di un servo.
2 Quanto ai detti attribuiti agli antichi Profeti, come «Al
principio era Dio e non v'era creatura per conoscerLo» e «Il
Signore era solo senza nessuno che Lo adorasse», il
significato di questi e altri detti simili è chiaro e palese e non
dev'essere frainteso. Fan fede di questa verità queste parole
da Lui rivelate: «Dio era solo e nessun altro v'era all'infuori di
Lui. Egli resterà per sempre quel che è sempre stato». Ogni
occhio veggente si accorgerà facilmente che il Signore Si è
ora manifestato, eppure non v'è nessuno che riconosca la Sua
gloria. Con ciò s'intende che la dimora nella quale l'Essere
divino abita è molto al di là delle possibilità e della
comprensione di chiunque all'infuori di Lui. Tutto quello che
si può esprimere o apprendere nel mondo contingente non
potrà mai oltrepassare i limiti impostigli dalla sua natura
innata. Dio soltanto trascende questi limiti. Egli, invero, esiste
dall'eternità. Né pari né compagno ha potuto né potrà mai
associarsi a Lui. Nessun nome può paragonarsi al Suo.
Nessuna penna può ritrarre la Sua natura, nessuna lingua
descriverNe la gloria. Egli resterà per sempreincommensurabilmente eccelso al di sopra di tutto tranne Se
Stesso.3 Considerate l'ora in cui la suprema Manifestazione di Dio
Si rivela agli uomini. Prima che scocchi quest'ora l'Antico
Essere, Che è ancora sconosciuto agli uomini e non ha ancora
proferito il Verbo di Dio, è in Sé l'Onnisciente, in un mondo
privo di qualsiasi uomo che L'abbia conosciuto. Egli è,
invero, il Creatore senza creazione, poiché nell'attimo
precedente la Sua Rivelazione ciascun essere creato dovrà
rendere l'anima a Dio. Questo è invero il Giorno di cui si è
scritto: «Di chi sarà il Regno in questo Giorno?». E non si
troverà nessuno pronto a rispondere!1 Riguardo alla tua domanda a proposito dei mondi di Dio.
Sappi, invero, che i mondi di Dio sono innumerevoli e infiniti
nella loro estensione. Nessuno può contarli o comprenderli
all'infuori di Dio, l'Onnisciente, il Più Saggio. Considera il tuo
stato quando dormi. In verità, Io dico che questo fenomeno è
il più misterioso dei segni di Dio fra gli uomini, se lo
meditassero in cuor loro. Osserva come ciò che hai visto in
sogno si realizzi in pieno dopo un considerevole lasso di
tempo. Se il mondo in cui ti sei trovato durante il sogno
coincidesse con quello in cui vivi, l'avvenimento occorsoti in
sogno dovrebbe necessariamente apparire in questo mondo
nello stesso istante in cui il sogno ha luogo. Se così fosse, ne
saresti stato tu stesso testimone. Ma non essendo così, ne
consegue che il mondo in cui vivi è differente e separato da
quello che hai sperimentato nel sogno. Quest'ultimo non ha né
principio né fine. Se tu sostenessi che questo mondo è, come
il Gloriosissimo e Onnipotente Iddio ha decretato, entro te
stesso e racchiuso entro di te, sarebbe vero. Sarebbe
ugualmente vero sostenere che al tuo spirito, trascese le
limitazioni del sonno e liberato da ogni vincolo terreno, è
stato fatto attraversare, per volere di Dio, un regno che si
trova nascosto nella realtà più recondita di questo mondo. In
verità Io dico che la creazione di Dio abbraccia mondi oltre
questo mondo e altre creature oltre queste. In ciascuno di
questi mondi Egli ha creato cose che nessuno può indagare
all'infuori di Lui, l'Indagatore di tutto, il Più Saggio.Medita su
ciò che ti abbiamo rivelato affinché tu possa scoprire il
disegno di Dio, il tuo Signore, il Signore di tutti i mondi. In
queste parole sono racchiusi i misteri della saggezza divina. Ci
siamo astenuti dal soffermarCi su questo tema a causa delle
azioni di coloro che le Nostre parole hanno creato, se siete di
quelli che porgono orecchio alla Nostra Voce.1 Mi hai chiesto se, a parte i Profeti e gli eletti di Dio,
l'uomo conserverà, dopo la morte fisica, la stessa
individualità, personalità, coscienza e intelletto che
caratterizzano la sua vita in questo mondo. Se così fosse, tu
dici, come mai, mentre una piccola lesione delle facoltà
mentali, come uno svenimento o una grave malattia, lo priva
della coscienza e dell'intendimento e invece la morte, che
implica la decomposizione del corpo e la dissociazione dei
suoi elementi, non ha il potere di distruggere quell'intelletto e
di estinguere quella coscienza? Come si può concepire che la
coscienza e la personalità dell'uomo permangano, quando gli
essenziali strumenti necessari a farle esistere e funzionare sono
completamente disintegrati?2 Sappi che l'anima umana è al disopra e indipendente da
tutte le infermità del corpo o della mente. Il fatto che una
persona malata mostri segni di debolezza è da ricercarsi negli
ostacoli che s'interpongono fra l'anima e il corpo, poiché
l'anima, di per sé, resta immune da qualsiasi infermità del
corpo. Considera la luce di una lampada. Benché un oggetto
esterno possa interferire con la sua luminosità, la luce
continua a splendere con potere inalterato. Similmente ogni
malattia che affligge il corpo dell'uomo è un impedimento che
impedisce all'anima di manifestare la sua forza e il suo potere
intrinseci. Ma quando lascia il corpo, essa mostra tale
ascendenza e rivela tale potenza che nessuna forza terrena può
eguagliare. Ogni anima pura, gentile e santificata è dotata
d'immensa forza e gode di una gioia immensa.3 Considera una lampada celata sotto un moggio. Benché
risplenda, pure la sua luce è nascosta agli uomini. Similmente
considera il sole oscurato dalle nubi. Osserva come il suo
splendore appaia diminuito quando, in realtà, la sorgente di
quella luce è rimasta immutata. L'anima dell'uomo deve
paragonarsi a questo sole e tutte le cose della terra devono
essere considerate come il suo corpo. Finché fra loro non
s'interpone alcun ostacolo esteriore, il corpo, nella sua
integrità, continua a rispecchiare la luce dell'anima e ad esser
sorretto dalla sua forza. Ma non appena si frappone un velo,
lo splendore di quella luce sembra diminuire.4 Considera nuovamente il sole quando è completamente
nascosto dietro le nubi. Benché la terra sia ancora illuminata
dalla sua luce, pure, la quantità di luce che essa riceve è
considerevolmente ridotta. E finché le nubi non siano state
disperse, il sole non rispende di nuovo nel pieno della gloria.
Ma né la presenza né l'assenza delle nubi può in alcun modo
influenzare l'intrinseco splendore del sole. L'anima dell'uomo
è il sole da cui il corpo è illuminato e trae la sua vitalità e tale
dev'essere considerata.5 Considera ancora come il frutto si trovi potenzialmente
nell'albero, prima ancora di formarsi. Se l'albero fosse tagliato
a pezzi, non vi si troverebbe la sia pur minima traccia o parte
del frutto. Ma quando appare, come puoi osservare, esso si
mostra nella sua meravigliosa bellezza e gloriosa perfezione.
Certi frutti, in realtà, raggiungono il completo sviluppo
soltanto dopo essere stati staccati dall'albero.1 E ora riguardo la tua domanda a proposito dell'anima
dell'uomo e della sua sopravvivenza dopo la morte. Sappi, in
verità, che dopo la separazione dal corpo l'anima continuerà a
progredire fino a giungere alla presenza di Dio in uno stato e
in una condizione tali che neanche la rivoluzione dei tempi e
dei secoli o le vicende e i casi di questo mondo potranno
mutare. Essa durerà quanto dureranno il regno di Dio, la Sua
sovranità, il Suo dominio e la Sua potenza e manifesterà i
simboli e gli attributi di Dio, rivelandoNe la gentilezza
amorosa e la magnanimità. Quando cerco di descrivere
convenientemente la sublimità e la gloria di una posizione così
eccelsa, il moto della Mia Penna s'arresta. Gli onori di cui la
mano della misericordia colmerà l'anima sono tali che nessuna
lingua li può adeguatamente rivelare o nessun altro mezzo
umano descrivere. Benedetta l'anima che nell'ora della
separazione dal corpo è purificata dalle immaginazioni vane
create dalle genti del mondo. Una tale anima vive e agisce
secondo il Volere del suo Creatore ed entra nel paradiso più
eccelso. Le Ancelle del Cielo abitatrici delle magioni sublimi la
circonderanno e i Profeti di Dio e i Suoi prescelti ne
cercheranno la compagnia. Con essi l'anima converserà
liberamente narrando quel che la fece persistere sul sentiero di
Dio, il Signore di tutti i mondi. Se fosse detto a un uomo quel
che è predisposto per un'anima siffatta nei mondi di Dio, il
Signore del trono eccelso e della terra, il suo essere intero
s'infiammerebbe istantaneamente per l'ardente desiderio di
giungere a quella dimora sublime, santa e risplendente... La
natura dell'anima dopo la morte non potrà mai essere
descritta, né è opportuno o possibile presentarne e rivelarne
interamente il carattere agli occhi dell'uomo. I Profeti e i
Messaggeri di Dio sono stati inviati al solo scopo di guidare
l'umanità sul diritto Sentiero della Verità. Lo scopo recondito
della loro rivelazione è stato quello di educare tutti gli uomini
affinché, nell'ora della morte, ascendano al Trono
dell'Altissimo nella massima purezza e santità e senza il più
lieve attaccamento. La luce che tali anime irradiano dà vita al
progresso del mondo e all'elevazione dei suoi popoli. Esse
sono come il lievito che fa fermentare il mondo dell'esistenza
e costituiscono le forze animatrici grazie alle quali si rivelano
le arti e le meraviglie del mondo. Per loro mezzo le nuvole
dispensano agli uomini la pioggia della misericordia e la terra
produce i frutti. Tutte le cose devono avere una causa, una
forza motrice, un principio animatore. Queste anime, che sono
il simbolo della rinunzia, hanno fornito e continuano a fornire
il supremo impulso motore nel mondo dell'esistenza. Il mondo
di là differisce da questo come questo differisce da quello in
cui vive l'embrione nel grembo materno. Quando perviene alla
Presenza di Dio, l'anima assume la forma che più si addice alla
sua immortalità ed è degna della sua celeste dimora.
Quell'esistenza è contingente e non assoluta, perché la prima è
preceduta da una causa, mentre la seconda ne è indipendente.
L'esistenza assoluta è limitata esclusivamente a Dio, esaltata
sia la Sua gloria. Beati coloro che comprendono questa verità.
Se riflettessi in cuor tuo sul comportamento dei Profeti di Dio,
converresti sicuramente e senza indugio che devono esistere
altri mondi oltre a questo. In tutti i tempi, come è stato
registrato dalla Penna della Gloria nella Tavola della
Saggezza, la maggior parte dei veri saggi e dei dotti hanno
reso testimonianza della verità di ciò che la Sacra Scrittura di
Dio ha rivelato. Persino i materialisti hanno attestato nei loro
scritti la saggezza di questi Messaggeri inviati da Dio e hanno
ritenuto che gli accenni al Paradiso, al fuoco dell'inferno, alla
ricompensa e alla punizione future, fatti dai Profeti, siano stati
dettati dal desiderio di educare e di elevare le anime degli
uomini. Considera, dunque, come la generalità degli uomini,
quali che siano le loro credenze e le loro teorie, abbiano
riconosciuto l'eccellenza dei Profeti di Dio ammettendone la
superiorità. Queste Gemme di Distacco sono acclamate da
alcuni come le personificazioni della saggezza, mentre altri
credono che esse siano i portavoce di Dio Stesso. Come
avrebbero potuto tali Anime consentire a consegnarsi nelle
mani dei nemici, se avessero creduto che tutti i mondi di Dio
si riducessero a questa vita terrena? Avrebbero accettato di
subire afflizioni e tormenti tali che nessuno ha mai provato o
visto?1 Mi hai chiesto della natura dell'anima. Sappi, in verità, che
l'anima è un segno di Dio, una gemma celeste la cui realtà il
più dotto degli uomini non è riuscito a cogliere e il cui mistero
nessuna mente, per quanto acuta, potrà mai sperare di svelare.
È la prima fra tutte le cose create che dichiara l'eccellenza del
suo Creatore, la prima a riconoscere la Sua la gloria, ad
aderire alla Sua verità e a inchinarsi adorante innanzi a Lui. Se
è fedele a Dio ne riflette la luce e alla fine ritorna a Lui. Se
però viene meno alla fedeltà verso il suo Creatore, soccombe
all'egoismo e alla passione e alfine sprofonda nei loro abissi.
2 Chiunque in questo Giorno non abbia lasciato che i dubbi e
le idee degli uomini lo allontanino da Colui Che è l'Eterna
Verità e non abbia permesso che il tumulto provocato dalle
autorità ecclesiastiche e secolari lo distolga dal riconoscere il
Suo Messaggio sarà considerato da Dio, il Signore di tutti gli
uomini, uno dei Suoi potenti segni e sarà annoverato fra
coloro i cui nomi sono iscritti nel Suo Libro dalla Penna
dell'Altissimo. Beato colui che ha riconosciuto la vera statura
di una simile anima, che ne ha riconosciuto lo stadio e
scoperte le virtù!3 Molto si è scritto nei libri antichi sui diversi stadi dello
sviluppo dell'anima, come concupiscenza, irascibilità,
ispirazione, benevolenza, appagamento, compiacimento di Dio
e simili; la Penna dell'Altissimo però non è propensa a
soffermarvisi. Ogni anima che in questo Giorno s'accompagni
umilmente a Dio e si attacchi a Lui si troverà investita degli
onori e della gloria di tutti i buoni nomi e stadi.
4 Quando un uomo è addormentato non può certo dirsi che
la sua anima sia stata intrinsecamente influenzata da alcun
oggetto esterno. Essa non è suscettibile di alcun cambiamento
nel suo stato o carattere originale. Ogni cambiamento nelle
sue funzioni dev'essere ascritto a cause esterne. È a queste
influenze esterne che si deve attribuire ogni cambiamento nel
suo ambiente, nella sua comprensione e percezione.
5 Considera l'occhio umano. Benché abbia la facoltà di
percepire tutte le cose create, pure il minimo schermo può
talmente ostacolarne la visione da privarlo del potere di
discernere un qualsiasi oggetto. Magnificato sia il nome di
Colui Che ha creato queste cause e ne è la Causa, Che ha
predisposto che ogni cambiamento e ogni variazione nel
mondo dell'esistenza dipenda da esse. Ogni cosa creata
nell'universo intero non è che una porta che conduce alla Sua
conoscenza, un segno della Sua sovranità, una rivelazione dei
Suoi nomi, un simbolo della Sua maestà, un pegno del Suo
potere, un mezzo di accesso alla Sua retta Via...6 In verità, Io dico che l'anima umana è, nella sua essenza,
uno dei segni di Dio, un mistero fra i Suoi misteri. È uno dei
segni possenti dell'Onnipotente, l'araldo che proclama la
realtà di tutti i mondi di Dio. In essa si cela ciò che il mondo è
ora affatto incapace di comprendere. Medita in cuor tuo la
rivelazione dell'Anima di Dio, che pervade tutte le Sue Leggi
e confrontala con quell'infima natura concupiscibile che Gli si
è ribellata, che impedisce agli uomini di volgersi verso il
Signore dei Nomi e li spinge a seguire la lussuria e la
malvagità. In verità, un'anima siffatta si è molto allontanata
sul sentiero dell'errore…7 Mi hai chiesto, inoltre, quale sia lo stato dell'anima dopo
la separazione dal corpo. Sappi, in verità, che se ha seguito le
vie di Dio, l'anima dell'uomo ritornerà sicuramente all'Amato
e sarà accolta nella Sua gloria. Per la giustizia di Dio! Essa
raggiungerà uno stadio che nessuna penna può illustrare o
lingua descrivere. L'anima che è rimasta fedele alla Causa di
Dio e che ha persistito incrollabile sul Suo Sentiero disporrà,
dopo la sua ascensione, di un tale potere che tutti i mondi
creati dall'Onnipotente saranno per opera sua beneficati. Per
ordine del Re ideale e dell'Educatore divino, essa fornisce il
puro lievito che feconda il mondo dell'esistenza e provvede il
potere per cui le arti e le meraviglie si manifestano nel mondo.
Considera come la farina abbia bisogno di lievito per lievitare.
Le anime che sono i simboli della rinunzia sono il lievito del
mondo. Medita su ciò e sii di coloro che son grati.
8 Abbiamo trattato quest'argomento e mostrato i diversi
stadi dello sviluppo dell'anima in molte delle Nostre Tavole.
In verità, Io dico che l'anima umana è al di sopra di ogni
egresso e regresso. È immobile eppure si libra; si muove
eppure è ferma. È in se stessa una testimonianza che fa fede
dell'esistenza di un mondo contingente, come pure della realtà
di un mondo che non ha né principio né fine. Osserva come il
sogno che hai fatto ti si ripresenta davanti agli occhi dopo un
periodo di molti anni. Pensa com'è strano il mistero del
mondo che ti appare in sogno. Rifletti in cuor tuo
sull'imperscrutabile saggezza di Dio e medita sulle sue
molteplici rivelazioni…9 Guarda le meravigliose manifestazioni dell'opera di Dio e
rifletti sulla sua portata e sul suo carattere. Colui che è il
Suggello dei Profeti (Mu?ammad) ha detto: «O Dio, accresci
la mia meraviglia e il mio stupore per Te!».10 Quanto alla tua domanda se il mondo fisico sia soggetto a
limitazioni, sappi che il modo di comprendere questo
argomento dipende dall'osservatore. In un senso è limitato; in
un altro è al di sopra di qualsiasi limitazione. L'unico vero Dio
è sempre esistito e continuerà a esistere per l'eternità.
Egualmente la Sua creazione non ha avuto principio e non
avrà fine. Tutto ciò che è creato, però, è preceduto da una
causa. Questo fatto in se stesso stabilisce senz'ombra di
dubbio l'unità del Creatore.11 Mi hai chiesto inoltre della natura delle sfere celesti. Per
comprenderla sarebbe necessario cercare il significato delle
allusioni alle sfere celesti e ai cieli che sono state fatte nei
Libri antichi, e scoprire il carattere del loro rapporto con
questo mondo fisico e l'influenza che esercitano su di esso.
Davanti a un argomento così sconcertante ogni cuore si
riempie di meraviglia e ogni mente resta perplessa di fronte al
suo mistero. Dio solo può misurarne la portata. I sapienti che
hanno fissato a parecchie migliaia di anni l'età della terra non
hanno mai potuto stabilire, durante il lungo periodo delle loro
osservazioni, il numero e l'età degli altri pianeti. Tieni conto,
inoltre, delle molteplici divergenze di opinioni che sono sorte
dalle teorie esposte da questi uomini. Sappi che ogni stella
fissa ha i propri pianeti e ogni pianeta le proprie creature il cui
numero nessuno può valutare.12 O tu che hai fissato gli occhi sul Mio sembiante! L'alba
della Gloria ha manifestato, in questo Giorno, la sua radiosità
e la Voce dell'Altissimo chiama. In altri tempi abbiamo
pronunciato queste parole: «Non è questo il giorno in cui
qualcuno possa interrogare il suo Signore. Chiunque abbia
udito l'Appello di Dio, lanciato da Colui Che è l'Alba della
Gloria, si levi e gridi: "Eccomi, eccomi, o Signore di tutti i
Nomi; eccomi, eccomi, o Artefice dei cieli! Io attesto che per
la Tua Rivelazione si sono palesate tutte le cose celate nei libri
di Dio e si è compiuto tutto ciò che è scritto dai Tuoi
Messaggeri nelle Sacre Scritture"».1 Considera la facoltà razionale di cui Dio ha dotato
l'essenza dell'uomo. Esamina te stesso e osserva come moto e
quiete, volontà e intendimento, vista e udito, olfatto e loquela
e qualunque altra cosa sia correlata ai sensi fisici o alle
percezioni spirituali o li trascenda, tutto provenga e debba la
propria esistenza a questa stessa facoltà. Tutto le è così
strettamente correlato che se la sua relazione con il corpo
umano fosse interrotta per meno di un batter d'occhio,
ciascuno di questi sensi smetterebbe immediatamente di
esercitare le proprie funzioni e sarebbe privato del potere di
manifestare i segni della propria attività. È indubbiamente
chiaro e palese che ciascuno dei summenzionati strumenti
dipende, e sempre dipenderà, per il proprio perfetto
funzionamento, da questa facoltà razionale che dev'essere
considerata un segno della rivelazione di Colui Che è il
Signore sovrano di tutto. Con la sua manifestazione tutti
questi nomi e attributi sono rivelati e con la sospensione della
sua azione sono distrutti e periscono tutti.2 Sarebbe del tutto falso sostenere che la facoltà razionale è
identica al potere della vista, dato che questo potere deriva da
essa e agisce in sua dipendenza. Sarebbe altrettanto sciocco
sostenere che essa debba identificarsi col senso dell'udito,
dato che il senso dell'udito riceve da essa l'energia necessaria
per svolgere le proprie funzioni.3 La medesima relazione collega detta facoltà razionale con
tutto ciò che nel tempio umano è stato il recipiente di questi
nomi e attributi. Questi diversi nomi e attributi rivelati sono
stati generati dall'azione di questo segno di Dio.
Incommensurabilmente eccelso è questo segno, nella sua
essenza e realtà, al disopra di tutti questi nomi e attributi.
Anzi, tutto il resto, paragonato alla sua gloria, svanisce nel
nulla assoluto e nell'oblio.4 Se meditassi in cuor tuo, da ora sino alla fine che non ha
fine e con tutta la profonda intelligenza e comprensione che le
più grandi menti hanno conseguito nel passato oconseguiranno in avvenire, non riusciresti a comprendere
questa sottile Realtà divinamente disposta, questo segno della
rivelazione dell'Eterno, Gloriosissimo Dio e il suo mistero, o a
valutarne la virtù. Riconosciuta l'impossibilità di conseguire
un'adeguata comprensione di questa Realtà che dimora in te,
ammetterai, senza indugio, la futilità degli sforzi che tu o
qualsiasi altro essere creato possiate compiere per sondare il
mistero del Dio Vivente, dell'Astro della gloria imperitura,
dell'Antico dei giorni eterni. Questa confessione d'impotenza
che ogni mente è infine indotta a fare da una matura
riflessione è, in se stessa, l'apice della comprensione umana e
segna il culmine dello sviluppo dell'uomo.1 Considera l'unico vero Dio come Colui Che è distinto da
tutte le cose create e incommensurabilmente superiore a loro.
L'universo intero riflette la Sua gloria, mentre Egli è
indipendente dalle Sue creature e le trascende. Questo è il
vero significato dell'unità divina. Colui Che è la Verità Eterna
è la sola Forza Che esercita incontestata sovranità sul mondo
dell'esistenza e la Sua immagine si riflette nello specchio
dell'intera creazione. Tutta l'esistenza dipende da Lui e da Lui
deriva la fonte del sostentamento di tutte le cose. Questo è ciò
che s'intende per unità divina; questo è il suo principio
fondamentale.2 Alcuni, ingannati da stolte fantasie, hanno pensato che
tutte le cose create siano associate a Dio e Sue compagne,
credendosi essi stessi esponenti della Sua unità. In nome di
Colui Che è il vero, unico Dio! Costoro sono stati e
continueranno a essere vittime della cieca imitazione e sono
da annoverarsi fra coloro che hanno un concetto di Dio
ristretto e limitato.3 È un vero credente nell'unità divina colui che, lungi dal
confondere dualità con unicità, si rifiuta di permettere a
qualsiasi nozione di molteplicità di oscurare il suo concetto
dell'unicità di Dio e che considera l'Essere Divino come Uno
Che, per la Sua stessa natura, trascende le limitazioni
numeriche.4 L'essenza del credo nell'unità divina consiste nel
considerare Colui Che è la Manifestazione di Dio e Colui Che
è l'invisibile, inaccessibile e inconoscibile Essenza, un'unica
identica cosa. Con ciò s'intende che qualunque cosa
appartenga al primo, tutti i Suoi atti e le Sue azioni, ciò che
ordina o vieta dev'essere considerato, sotto ogni aspetto e
circostanza e senza riserva alcuna, identico alla Volontà di
Dio. Questo è lo stadio più elevato che un vero credente
nell'unità di Dio possa mai sperare di raggiungere. Beato
l'uomo che è pervenuto a questo stadio ed è di coloro che
sono saldi nel loro credo.1 O Miei servi! V'incombe di rinfrescare e vivificare le
vostre anime coi benevoli favori che si riversano su di voi in
questa travolgente Primavera divina. L'Astro della Sua grande
gloria ha irradiato su di voi il suo fulgore e le nubi della sua
illimitata grazia vi hanno preso sotto la loro ombra. Quale alta
ricompensa avrà colui che non si è privato di tanta grazia e
non ha mancato di riconoscere la beltà del Benamato sotto
queste Sue nuove spoglie.2 Dì: O genti! La Lampada di Dio arde; badate che i venti
impetuosi della vostra disobbedienza non ne spengano la luce.
Questo è il momento di sorgere e magnificare il Signore Dio
vostro. Non vi affaticate alla ricerca del benessere materiale e
conservate il cuore puro e immacolato. Il Maligno è in
agguato pronto a ghermirvi. Armatevi contro i suoi perfidi
stratagemmi e, guidati dalla luce del nome dell'unico vero
Dio, liberatevi dalle tenebre che vi circondano. Concentrate i
vostri pensieri sul Benamato, piuttosto che su voi stessi.
3 Dì: O voi che vi siete allontanati e avete smarrito la via! Il
Messaggero divino, Che non dice altro che la verità, vi ha
annunciato la venuta dell'Amatissimo. Guardate, Egli è ora
giunto. Perché dunque siete depressi e scoraggiati? Perché
continuate a essere abbattuti, quando il Puro e Celato è
apparso senza veli fra voi? Colui Che è Principio e Fine,
Quiete e Moto è ora palese ai vostri occhi. Guardate come, in
questo Giorno, il Principio si rifletta nella Fine e come dalle
Quiete si generi il Moto. Questo moto è stato generato dalle
potenti energie che le parole dell'Onnipotente hanno
dispensato a tutta la creazione. Chi è stato risvegliato dal suo
potere vivificatore si sentirà spinto a raggiungere la Corte del
Benamato e chi vi se è sottratto sprofonderà in un
irrimediabile sconforto. È veramente saggio colui al quale né il
mondo né ciò che gli appartiene hanno impedito diriconoscere la luce di questo Giorno, che le fatue ciarle degli
uomini non hanno sviato dal cammino della rettitudine. È
come un morto colui che, all'alba meravigliosa di questa
Rivelazione, non si è lasciato ridestare da questa brezza
travolgente. È, in verità, un prigioniero chi non ha
riconosciuto il Supremo Redentore, ma ha permesso che la
sua anima restasse incatenata, disperata e impotente nelle
pastoie dei desideri.4 O Miei servi! Chi ha gustato le acque di questa Fonte è
giunto alla Vita eterna, chi si è rifiutato di berle è come un
morto. Dì: O artefici d'iniquità! La cupidigia vi ha impedito di
porgere orecchio alla dolce voce di Colui Che a tutto basta.
Sradicatela dal vostro cuore, affinché possiate conoscere il
Suo divino segreto. GuardateLo palese e risplendente come il
sole in tutta la sua gloria.5 Dì: O voi che siete privi di comprensione! Una dura prova
incombe su voi e vi coglierà repentinamente. Adoperatevi
acché la superiate senza averne danno. Riconoscete
l'eccellenza del nome del Signore Dio vostro, Che è venuto a
voi nella grandezza della Sua gloria. Egli è invero
l'Onnisciente, Colui Che tutto possiede, il Protettore
Supremo.1 E ora a proposito della tua domanda se le anime umane
continuino a essere coscienti l'una dell'altra dopo la
separazione dal corpo. Sappi che le anime della gente di Bahá,
che sono entrate nell'Arca Cremisi e vi si sono stabilite, si
uniranno e comunicheranno intimamente fra loro e saranno
così strettamente unite nella vita, nelle aspirazioni, negl'intenti
e negli sforzi da essere come una sola anima. In verità esse
sono le bene edotte, dalla vista acuta e dotate di
comprensione. Così è stato decretato da Colui Che è
l'Onnisciente, il Più Sapiente.2 Le genti di Bahá, abitanti nell'Arca di Dio, sono tutte ben
coscienti dello stato e delle reciproche condizioni e sono unite
da vincoli di intimità e fratellanza. Tale stato dipende, però,
dalla fede e dal comportamento. Coloro che appartengono
allo stesso grado e stadio conoscono pienamente capacità,
carattere, azioni compiute e meriti reciproci. Ma coloro che
sono di grado inferiore sono incapaci di comprendere
adeguatamente lo stadio di coloro che sono di rango superiore
o di valutarne i meriti. Ciascuno riceverà la propria parte dal
tuo Signore. Beato l'uomo che ha volto il viso verso Dio e ha
camminato costantemente nel Suo amore, finché l'anima sua
non spiccò il volo verso Dio, il Signore Sovrano di tutto, il
Potentissimo, Colui Che sempre perdona, il3 Le anime degli infedeli, invece, al momento in cui
esaleranno l'ultimo respiro – e ne sono testimone – saranno
rese coscienti delle buone cose che si sono lasciate sfuggire,
lamenteranno la propria sorte e si umilieranno innanzi a Dio e
continueranno così dopo la separazione dal corpo.4 È chiaro ed evidente che tutti gli uomini, dopo la morte
fisica, giudicheranno il valore delle proprie azioni e si
renderanno conto di tutto ciò che le loro mani hanno operato.
Giuro per l'Astro che risplende sull'orizzonte della potenza
divina! I seguaci del vero unico Dio, nel dipartirsi da questa
vita, proveranno una gioia e una felicità impossibili a
descriversi, mentre coloro che vivono nell'errore saranno
assaliti da tale pura e tremore e saranno pieni di una tale
costernazione che nulla potrà mai superare. Beato colui che ha
libato il vino prelibato e incorruttibile della fede, per l'amabile
favore e le molteplici munificenze di Colui Che è il Signore di
tutte le Fedi…5 Questo è il Giorno in cui gli amati di Dio devono tenere gli
occhi rivolti verso la Sua Manifestazione e fissarli su
qualunque cosa essa si compiaccia di rivelare. Certe tradizioni
dei tempi antichi non hanno alcun fondamento, mentre le
nozioni adottate dalle generazioni passate e riportate nei loro
libri, sono state, per la massima parte, influenzate da desideri
di inclinazioni corrotte. Puoi constatare quanto infondati siano
la maggior parte dei commentari e delle interpretazioni delle
parole di Dio che circolano adesso fra gli uomini. La loro
falsità si è talvolta palesata allorché i veli interposti sono stati
strappati. Essi stessi hanno riconosciuto di non essere riusciti
a comprendere il significato di alcune delle parole di Dio.
6 Il Nostro scopo è quello di dimostrare che, se gli amati di
Dio si purificheranno il cuore e gli orecchi dai vani detti
pronunziati nel passato e si volgeranno con tutta l'anima a
Colui Che è l'Alba della Sua Rivelazione e a tutto ciò che Egli
ha manifestato, tale comportamento sarà considerato
altamente meritorio innanzi a Dio…7 Magnifica il Suo Nome e sii fra coloro che son grati. Porta
i miei saluti ai Miei amati che Dio ha scelto per il Suo amore,
ai quali ha permesso di raggiungere i loro obiettivi. Ogni
gloria a Dio il Signore di tutti i mondi.1 E ora a proposito del tuo quesito: «Come mai non si trova
traccia dei Profeti che hanno preceduto Adamo, il Padre
dell'Umanità, o dei re che vissero nei loro giorni?». Sappi che
la mancanza di riferimenti non dimostra che essi non siano
veramente esistiti. Il fatto di non avere nessuna prova tangibile
a loro riguardo è da attribuirsi all'estrema lontananza nei
tempi, nonché ai grandi cambiamenti ai quali la terra è stata
soggetta dai loro tempi in poi.2 Inoltre le forme e i metodi di scrittura ora in uso fra gli
uomini erano sconosciuti alle generazioni che vissero prima di
Adamo. C'è stata persino un'epoca in cui gli uomini
ignoravano completamente l'arte della scrittura e avevano
adottato un sistema del tutto differente da quello ora in uso.
Per una più esatta esposizione di questo tema occorrerebbe
una elaborata spiegazione.3 Considera le differenze che si sono prodotte dai giorni di
Adamo. Le diverse lingue largamente diffuse, parlate adesso
dai popoli della terra, erano in origine sconosciute, come le
varie regole e abitudini ora in vigore. La gente di quei tempi
parlava un linguaggio differente da quello oggi conosciuto. La
diversificazione delle lingue ebbe inizio in epoche successive,
in una terra chiamata Babele, cui fu dato questo nome, perché
esso significa: «il luogo in cui ebbe inizio la confusione delle
lingue».4 Fra le lingue esistenti prevalse poi il siriaco. Le Sacre
Scritture dei tempi antichi furono rivelate in quella lingua. In
seguito apparve Abramo, l'Amico di Dio, Che diffuse nel
mondo la luce della Rivelazione divina. La lingua che Egli usò
attraversando il Giordano divenne nota come ebraico
('Ibrání), che significa «linguaggio della traversata». I Libri di
Dio e le Sacre Scritture furono, poi, rivelati in quella lingua e
soltanto dopo un considerevole lasso di tempo l'arabo divenne
la lingua della Rivelazione…5 Guarda, dunque, quanti e quali siano stati i cambiamenti di
lingua, idioma e scrittura dai giorni di Adamo. Quanto più
grandi devono essere stati i cambiamenti prima di Lui!
6 Il Nostro scopo nel rivelare queste parole è quello di
dimostrare che l'unico vero Dio, nel Suo altissimo stadio
trascendente, è sempre stato e sarà in eterno eccelso al di
sopra della lode e della concezione di chiunque altro non sia
Lui. La Sua creazione è sempre esistita e da tempo
immemorabile le Manifestazioni della Sua gloria divina e le
Albe della santità eterna sono state inviate col compito di
convocare l'umanità all'unico vero Dio. Che il nome di alcune
di esse sia dimenticato e siano perdute le tracce della loro vita
è da attribuirsi ai turbamenti e ai cambiamenti che il mondo ha
subito.7 In certi libri si fa menzione di un diluvio che causò la
distruzione di tutto ciò che esisteva sulla terra, tracce storiche
e altro ancora. Inoltre si sono prodotti numerosi cataclismi
che hanno cancellato le tracce di molti avvenimenti. E in più
nei documenti storici esistenti si riscontrano versioni differenti
e ciascuno dei diversi popoli del mondo ha la propria versione
sull'età e sulla storia della terra. Alcuni ne fanno risalire
l'origine a ottomila anni, altri a dodicimila. Per chi abbia letto
il libro di Júk è chiaro ed evidente quanto diverse siano le
informazioni fornite dai vari libri.8 Voglia Dio che tu volga gli occhi verso la Più Grande
Rivelazione senza curarti di queste storie e tradizioni
contrastanti.1 Sappi invero che l'essenza e la sorgente della giustizia
sono contenuti nei comandamenti prescritti da Colui Che è la
Manifestazione dell'Essere di Dio fra gli uomini, se sei di
coloro che riconoscono questa verità. In verità, Egli incarna la
più alta e infallibile norma di giustizia in tutta la creazione.
Anche se la Sua legge fosse tale da incutere terrore nel cuore
di tutti coloro che sono in cielo e in terra, essa altro non
sarebbe che palese giustizia. I timori e le inquietudini suscitati
nel cuore degli uomini dalla rivelazione di questa legge
possono, invero, paragonarsi ai pianti del lattante svezzato dal
latte materno, se solo foste fra coloro che comprendono! Se
gli uomini scoprissero il movente della Rivelazione di Dio
respingerebbero certamente ogni timore e con cuore colmo di
gratitudine gioirebbero in grande letizia.1 Sappi, per certo, che come credi fermamente che il Verbo
di Dio, esaltata sia la Sua gloria, durerà per sempre, devi
egualmente credere con sicura fede che il suo significato non
si esaurirà mai. Però, soltanto coloro che ne sono gl'interpreti
designati, i cui cuori sono depositari dei suoi segreti, possono
comprenderne la multiforme saggezza. Chiunque leggendo le
Sacre Scritture sia tentato di scegliervi ciò che gli serva a
sfidare l'autorità del Rappresentante di Dio fra gli uomini è, in
verità, come un morto, sebbene in apparenza sembri
camminare e conversare con il prossimo condividendo con gli
altri cibi e bevande.2 Se solo il mondo Mi credesse! Se tutto ciò che è racchiuso
nel cuore di Bahá e che il Signore, il Suo Dio, il Signore di
tutti i nomi, Gli ha insegnato fosse svelato all'umanità, ogni
uomo sulla terra resterebbe ammutolito.3 Quante verità la veste delle parole non potrà mai
contenere! Quante sono le verità che nessuna espressione può
descrivere adeguatamente, il cui significato non potrà mai
essere spiegato, alle quali non si può fare la benché minima
allusione! Quante verità dovranno rimanere inespresse finché
non sia giunto il momento stabilito! Così com'è stato detto:
«Non tutto ciò che un uomo sa può essere svelato, né tutto
ciò che egli può svelare è da considerarsi opportuno, né ogni
parola opportuna può essere reputata adeguata alle capacità di
chi ascolta».4 Di queste verità alcune possono essere svelate solo nella
misura della capacità dei depositari della luce del Nostro
sapere e dei destinatari della Nostra grazia nascosta.
Imploriamo Iddio di rafforzarti con il Suo potere e di
permetterti di riconoscere Colui Che è la Sorgente di ogni
sapere, sì che tu possa distaccarti da ogni apprendimento
umano, perché «a che gioverebbe a un uomo inseguire la
sapienza quando abbia già trovato e riconosciuto Colui Che di
ogni sapere è Oggetto?». Aggrappati alla Radice del Sapere e
a Colui Che ne è la Fonte, sì da trovarti indipendente da tutti
coloro che pretendono di essere profondi nel sapere umano, la
cui pretesa né chiara prova, né testimonianze di illuminanti
libri potranno suffragare.1 Ogni cosa che è nei cieli e sulla terra non è che una diretta
prova della Rivelazione in essa degli attributi e dei nomi di
Dio, poiché entro ogni atomo sono racchiusi segni che
attestano eloquentemente la rivelazione di quella grandissima
Luce. Si pensi che senza la forza di quella rivelazione nessun
essere esisterebbe. Come brillano le luci di sapienza che
splendono in un atomo e che vasti oceani di saggezza
fluttuano in una goccia! Ciò è vero in grado supremo per
l'uomo, che fra tutte le cose create è stato ricoperto del manto
di questi doni e prescelto per la gloria di questa distinzione.
Poiché in lui sono potenzialmente rivelati tutti gli attributi e i
nomi di Dio a un grado tale, che nessun altro essere creato
poté mai superare o sorpassare. Tutti questi nomi e attributi
sono a lui applicabili. Così com'Egli ha detto: «L'Uomo è il
Mio mistero e Io il mistero suo». Molti versetti, ripetutamente
rivelati in tutti i Libri celesti e le Sacre Scritture, trattano
questo tema sottilissimo e sublime. Così Egli ha rivelato:
«Mostreremo loro i segni Nostri nel mondo e fra di essi».
Ancora dice: «E dentro voi stessi ancora: non scorgete i segni
di Dio?». E ancora rivela: «E non siate come coloro che
dimenticano Dio e ai quali Iddio ha fatto dimenticare se
stessi». A questo riguardo, Colui Che è il Re eterno – le anime
di tutti coloro che dimorano entro il mistico Tabernacolo Gli
siano offerte in sacrificio – ha detto: «Ha conosciuto Dio chi
ha conosciuto se stesso».2 ...Da quello che si è detto appare evidente che tutte le cose
nella loro realtà intima fanno fede della rivelazione dei nomi e
degli attributi di Dio in loro. Ognuna indica ed esprime la
sapienza di Dio secondo la propria capacità. Questa
rivelazione è così potente e universale che ha abbracciato tutte
le cose visibili e invisibili. Così Egli ha rivelato: «Altri che Te
potrebbe mai avere un potere di rivelazione che non sia da Te
posseduto e che avrebbe potuto farTi rivelare? Cieco è
l'occhio che non Ti vede». Così pure ha parlato il Re eterno:
«Nulla ho visto senza scorgervi Dio dentro, davanti o dietro».
Inoltre è scritto nella tradizione di Kumayl: «Guarda! Una
luce ha brillato dall'Alba dell'eternità, ed ecco, le sue onde
hanno pervaso l'intima realtà di tutti gli uomini!». L'uomo, la
più nobile e la più perfetta di tutte le cose create, le supera
tutte nell'intensità di questa rivelazione ed è una più completa
espressione della sua gloria. E fra tutti gli uomini, i più
perfetti, i più eminenti ed eccelsi sono le Manifestazioni del
Sole della Verità. Anzi, fuorché queste Manifestazioni tutto il
resto vive per opera della loro Volontà e agisce ed esiste per
effusione della loro grazia.1 Fra le prove che stanno a dimostrare la verità di questa
Rivelazione è la seguente: in tutte le epoche e le
Dispensazioni, ogni qual volta l'Essenza invisibile si è rivelata
nella persona della Sua Manifestazione, alcune anime umili,
libere da legami terreni, hanno cercato la luce del Sole della
Missione Profetica e della Luna della guida divina e sono
giunte alla Presenza divina. Per questo i teologi e i ricchi del
tempo le hanno derise e schernite. Come Egli ha rivelato
riguardo a coloro che erravano: «E così gli rispose il consesso
degli empi del suo popolo: "Ci sembra che tu sia un uomo
come noi, e non ti vediamo seguito che dai più miserabili fra
noi, gente che agisce a primo impulso. Non ci sembra che
abbiate su noi superiorità alcuna, anzi pensiamo che voi siate
degli impostori!"». Essi cavillarono con quelle sante
Manifestazioni e protestarono dicendo: «Nessuno vi ha seguiti
tranne gli abietti fra noi, coloro che non sono degni di
considerazione». Il loro scopo era quello di dimostrare che
nessun dotto, ricco e insigne credeva in loro. Con questa e
simili prove cercarono di dimostrare la falsità di Colui Che
non dice altro che la verità.2 Però in questa sublime Dispensazione, in questa potente
Sovranità, alcuni teologi illuminati, uomini di consumata
dottrina, dottori di matura sapienza sono giunti alla Sua
Corte, hanno bevuto alla coppa della Sua Presenza divina e
sono stati insigniti del Suo più alto favore. Per amore del
Beneamato hanno rinunziato al mondo e a tutto ciò che
contiene...3 Tutti furono guidati dalla luce di quel Sole della
Rivelazione divina e Ne confessarono e riconobbero la verità.
Tale fu la loro fede che i più rinunziarono ai beni e alla
famiglia e si attennero alla volontà del Gloriosissimo. Dettero
la vita per il Benamato e immolarono tutto sul Suo sentiero. I
loro petti furono bersaglio delle saette del nemico e le loro
teste ornamento sulle lance degli infedeli. Non vi fu angolo di
terra che non bevesse il sangue di queste personificazioni della
rinunzia, né spada che non ne fendesse il collo. I loro atti, da
soli, dimostrano la verità delle loro parole. Non basta alla
gente d'oggi la testimonianza di queste anime sante levatesi
così gloriosamente a offrire la vita per il loro Beneamato,
meravigliando il mondo intero per il modo in cui si sono
sacrificate? Non è testimonianza sufficiente contro la slealtà di
coloro che tradirono la propria fede per un nonnulla,
barattarono l'immortalità con ciò che è perituro, rinunziarono
al Kawthar della Presenza divina per le sorgenti salmastre e
nella vita ebbero l'unico scopo di usurpare i beni degli altri?
Come tu stesso puoi constatare, tutti costoro si sono occupati
delle vanità terrene allontanandosi da Colui Che è il Signore,
l'Altissimo.4 Sii giusto. La testimonianza di coloro i cui atti concordano
con le parole e la cui condotta esteriore è conforme alla vita
interiore non è accettabile e degna d'attenzione? La mente è
sbigottita dalle loro gesta e l'anima si meraviglia della loro
saldezza e resistenza fisica. O è accettabile la testimonianza di
quelle anime senza fede che respirano l'alito del desiderio
egoistico, imprigionate nella gabbia delle vanità? Come i
pipistrelli delle tenebre, levano il capo dal giaciglio solo per
seguire le cose effimere del mondo e di notte non trovano
riposo se non si affannano a perseguire gli scopi della loro
sordida vita. Immerse nelle macchinazioni dell'egoismo
dimenticano il Decreto divino. Di giorno lottano con tutta
l'anima inseguendo i beni materiali, di notte non hanno altro
scopo che il soddisfacimento dei piaceri carnali. In base a
quale legge o quale norma è possibile giustificare uomini che
aderiscono ai dinieghi di anime così meschine e ignorano la
fede di coloro che, per compiacere Dio, hanno rinunziato alla
vita, alle sostanze, alla fama, alla rinomanza, alla reputazione e
agli onori?...5 Con quale amore, quale devozione, quale esultanza e santa
estasi hanno sacrificato la vita sul sentiero del Gloriosissimo!
Tutto fa fede di questa verità. Pure, come si può sminuire
questa Rivelazione? Quale epoca è mai stata testimone di
avvenimenti così considerevoli? Se questi compagni non sono
i veri seguaci di Dio, chi altro può esser chiamato con questo
nome? Hanno cercato potere o gloria? Hanno mai agognato le
ricchezze? Hanno avuto altro desiderio fuorché quello di
compiacere Dio? Se questi compagni, con tutte le loro prove
meravigliose e opere sublimi, sono falsi, chi è dunque degno
di pretendere per sé la verità? Giuro in nome di Dio! Le loro
azioni sono testimonianza sufficiente e prova irrefutabile per
tutti i popoli della terra, se gli uomini riflettessero nel cuore
sui misteri della Rivelazione divina. «E coloro che agiscono
ingiustamente sapranno quale sorte li attende!»...
6 Considera questi martiri d'indiscussa sincerità della cui
veridicità fa fede il testo esplicito del Libro, i quali, come hai
constatato, hanno sacrificato vita, sostanze, mogli, figli e tutto
quello che avevano e sono ascesi alle più alte dimore del
Paradiso. È giusto respingere la testimonianza resa da questi
esseri distaccati e sublimi alla verità di questa superiore e
gloriosa Rivelazione, e considerare accettabili le accuse
formulate contro questa Luce splendente da miscredenti che,
per amore dell'oro, hanno abbandonato la loro fede e per sete
di potere hanno rinnegato Colui Che è la Guida Prima di tutta
l'umanità? Questo accade, benché il loro carattere sia adesso
rivelato a quanti li hanno riconosciuti come persone che, per
nessuna ragione, rinunzierebbero alla minima particella della
loro autorità temporale per la santa Fede di Dio e, tanto
meno, alla vita, alle sostanze o ad altro.1 Il Libro di Dio è aperto e la Sua Parola chiama l'umanità a
Lui. Però, non s'è trovato che un esiguo manipolo desideroso
di aderire alla Sua Causa o di divenire strumento della sua
diffusione. Questi pochi hanno ricevuto in dono l'Elisir divino,
che può da solo trasformare nel più puro oro la scoria del
mondo, e sono stati autorizzati a somministrare l'infallibile
rimedio per tutti i mali che affliggono i figli degli uomini.
Nessuno può ottenere la vita eterna, se non accetta la verità di
questa Rivelazione inestimabile, meravigliosa e sublime.
2 Porgete orecchio, o amici di Dio, alla voce di Colui Che il
mondo ha maltrattato e attenetevi strettamente a tutto ciò che
esalti la Sua Causa. In verità, Egli guida chi vuole sul Suo
retto Sentiero. Questa è una Rivelazione che infonde forza al
debole e sul capo del povero pone la corona della ricchezza.
3 Consultatevi con la massima amicizia e in ispirito di
perfetto cameratismo e dedicate i preziosi giorni della vita al
miglioramento del mondo e alla promozione della Causa di
Colui Che è l'Antico e Sovrano Signore di tutto. Egli, invero,
ingiunge agli uomini ciò che è giusto e proibisce qualunque
cosa degradi il loro stadio.1 Sappi che ogni cosa creata è un segno della rivelazione di
Dio. Ognuna di esse, secondo la propria capacità, è, e rimarrà
per sempre, un segno dell'Onnipotente. Dato che Egli, il
Signore sovrano di tutto, ha voluto rivelare la Sua sovranità
nel regno dei nomi e degli attributi, ciascuna cosa creata è
stata fatta, per atto della Sua Volontà divina, un segno della
Sua gloria. Questa rivelazione è così vasta e generale che nulla
può scoprirsi nell'intero universo che non rifletta il Suo
splendore. In tali condizioni ogni considerazione di vicinanza
e lontananza è vana… Se la Mano del potere divino privasse
tutte le cose create di questo dono eccelso, l'universo intero
diverrebbe desolato e vuoto.2 Vedi come il Signore tuo Dio sia immensamente eccelso al
di sopra di tutte le cose create! Ammira la maestà della Sua
sovranità, il Suo ascendente e il Suo potere supremo. Se le
cose da Lui create – magnificata sia la Sua gloria – e destinate
a essere manifestazioni dei Suoi nomi e attributi sono, per
virtù della grazia di cui le ha dotate, eccelse al di là di ogni
vicinanza e lontananza, quanto più elevata dev'essere
quell'Essenza divina che le ha chiamate all'esistenza?…
3 Medita ciò che ha scritto il poeta: «Non meravigliarti che il
mio Benamato mi sia più vicino di quanto io non sia a me
stesso; meravigliati piuttosto che io, malgrado questa
vicinanza, sia ancora così lontano da Lui»… Considerando ciò
che Dio ha rivelato, che «Noi siamo più vicini all'uomo della
vena del suo collo», il poeta, riferendosi a questo versetto,
afferma che, sebbene la rivelazione del mio Amatissimo abbia
così permeato il mio essere da far sì ch'Egli mi sia più vicino
della vena giugulare, pure, malgrado io sia certo della Sua
realtà e riconosca il mio stadio, sono ancora tanto lontano da
Lui. Con ciò intende dire che il suo cuore, che è il seggio del
Misericordioso e il trono in cui dimora lo splendore della Sua
rivelazione, è dimentico del suo Creatore, si è allontanato dal
Suo sentiero, si è privato della Sua gloria e si è macchiato
della contaminazione dei desideri mondani.4 È bene rammentare a questo proposito che l'unico vero
Dio è in Se Stesso eccelso al di là e al disopra di ogni
vicinanza e lontananza. La Sua realtà trascende queste
limitazioni. Il Suo rapporto con le Sue creature non conosce
gradi. Che certe siano vicine e altre lontane deve ascriversi
alle Manifestazioni stesse.5 Che il cuore sia il trono al cui centro è la Rivelazione di
Dio, il Misericordioso, lo attestano le sante parole che
abbiamo già rivelato. Fra le altre si trova questo detto: «Terra
e cielo non possono contenerMi; ciò che può contenerMi è
soltanto il cuore di colui che crede in Me ed è fedele alla Mia
Causa». Quante volte il cuore umano, che è ricettacolo della
luce di Dio e sede della rivelazione del Misericordioso, si è
allontanato da Colui Che è Sorgente di quella luce e Fonte di
quella rivelazione. È il traviamento che allontana il cuore da
Dio e lo condanna alla lontananza da Lui. Ma i cuori che sono
coscienti della Sua Presenza Gli sono vicini e sono da
considerarsi vicini al Suo trono.6 Considera, inoltre, quante volte l'uomo dimentichi il
proprio essere, mentre Dio, con la Sua sapienza che tutto
abbraccia, rimane consapevole della Sua creatura e continua a
riversare su di lei il manifesto fulgore della Sua gloria. È
perciò evidente, in simili circostanze, che Egli le è più vicino
di quanto ella non sia a se stessa. Egli, invero, resterà per
sempre così, poiché, mentre l'unico vero Dio sa tutto, scorge
tutto e comprende tutto, l'uomo mortale è incline all'errore e
ignora i misteri che sono nascosti in lui…7 Nessuno pensi che con la Nostra affermazione che tutte le
cose create sono segni della rivelazione di Dio s'intenda che –
Dio non voglia – tutti gli uomini, siano essi buoni o cattivi, pii
o empi, sono uguali agli occhi di Dio. Tale affermazione non
implica neppure che l'Essere divino – sia magnificato il Suo
nome ed esaltata la Sua gloria – sia in qualunque modo
paragonabile agli uomini o comunque associato alle Sue
creature. Quest'errore è stato commesso da certi insensati
che, ascesi ai cieli delle loro fatue idee, hanno interpretato che
l'Unità divina stia a significare che tutte le cose create siano
segni di Dio e che, di conseguenza, non vi sia differenza
alcuna fra loro. Alcuni sono anche andati oltre, sostenendo
che detti segni sono pari e compagni di Dio Stesso. O Dio
Benevolo! Egli è, invero, uno e indivisibile, uno nell'essenza,
uno negli attributi. Tutto ciò che non è Lui non è che un nulla
paragonato alla rivelazione risplendente di uno solo dei Suoi
nomi che contenga solamente la più lieve traccia della Sua
gloria – tanto più se è confrontato con il Suo Essere!
8 Per la giustizia del Mio nome, il Misericordioso! La Penna
dell'Altissimo trema per la grande agitazione ed è
profondamente scossa dalla rivelazione di queste parole.
Com'è piccina e insignificante la goccia evanescente, a
confronto con le onde e i marosi dell'infinito ed eterno
Oceano di Dio, e quanto spregevoli appaiono le cose
contingenti e periture, paragonate all'increata e indicibile
gloria dell'Eterno! Imploriamo il perdono di Dio, il
Potentissimo, per coloro che hanno tali credenze e
proferiscono simili parole. Dì: O genti! Com'è possibile
paragonare un fuggevole nonnulla a Colui Che esiste da Sé e
com'è possibile confrontare il Creatore con le Sue creature,
che non sono altro che il segno vergato dalla Sua Penna? Anzi
quel segno sorpassa tutte le cose ed è santificato e
incommensurabilmente esaltato al disopra di tutte le creature.
9 Considera, inoltre, i segni della rivelazione di Dio nei loro
reciproci rapporti. Può il sole, che non è altro che uno di
questi segni, essere considerato alla stessa stregua delle
tenebre? L'unico vero Dio Mi è testimone! Nessuno può
crederlo, a meno che non sia di coloro che hanno cuore gretto
e occhi ingannati. Dì: Considerate voi stessi. Fanno parte del
vostro corpo tanto le unghie quanto gli occhi. Li considerate
allo stesso livello e alla stessa stregua? Se dite di sì, ammettete
allora di aver mentito al Signore, al mio Dio, al Gloriosissimo,
poiché mentre tenete in non cale le une, avete cari gli altri
come la vita stessa.10 Non è affatto consentito oltrepassare i limiti del proprio
rango e stadio. Dev'essere mantenuta l'integrità di ogni rango
e di ogni stadio. Ciò sta a significare che ogni cosa creata
dev'essere vista nella luce dello stadio assegnatole.
11 Si rammenti, però, che allorché la luce del Mio Nome,
Colui Che tutto pervade, ha irradiato il suo fulgore
sull'universo, ogni cosa creata è stata dotata, secondo una
legge prestabilita, della capacità di esercitare un'influenza
particolare e di possedere una speciale virtù. Rifletti
sull'effetto del veleno. Pur essendo letale, esso possiede la
virtù di esercitare in certi casi un'influenza benefica. Il potere
infuso in tutte le cose create è la diretta conseguenza della
rivelazione di questo Nome benedetto. Gloria a Colui Che è il
Creatore di tutti i nomi e di tutti gli attributi! Gettate al fuoco
l'albero marcio e secco e ponetevi sotto l'ombra dell'Albero
verde e rigoglioso e godete dei suoi frutti.12 La gente che ha vissuto nei giorni delle Manifestazioni di
Dio ha fatto, per la maggior parte, apprezzamentisconvenienti. Questi sono stati minuziosamente annotati nei
Libri rivelati e nelle Sacre Scritture.13 Vero credente nell'Unità di Dio è chi riconosce in ciascuna
cosa creata il segno della rivelazione di Colui Che è la Verità
Eterna, e non chi sostiene che la creatura non differisce dal
Creatore.14 Pensa, per esempio, alla rivelazione della luce del Nome di
Dio, l'Educatore. Osserva come in tutte le cose si palesino le
prove di tale rivelazione e come da essa dipenda il
miglioramento di tutti gli esseri. Questa educazione è di due
specie. Una è universale. La sua influenza pervade e sostiene
tutte le cose. È per questa ragione che Dio ha assunto il titolo
di «Signore di tutti i mondi». L'altra è limitata a coloro che si
sono posti sotto l'ombra di questo Nome e hanno cercato
asilo sotto questa potentissima Rivelazione. Ma coloro che
non hanno cercato quell'asilo si sono privati di questo
privilegio e sono incapaci di beneficiare del cibo spirituale
dispensato dalla grazia celeste di questo Più Grande Nome.
Quale profondo abisso separa gli uni dagli altri! Se si
sollevasse il velo e si palesasse la piena gloria dello stadio di
coloro che si sono completamente volti a Dio e hanno
rinunziato al mondo per amor Suo, l'intera creazione
rimarrebbe ammutolita. Com'è già stato spiegato, il vero
credente nell'Unità di Dio riconosce nel credente e nel
miscredente le prove della rivelazione di questi due Nomi. Se
questa rivelazione fosse tolta tutto perirebbe.15 Considera, in egual modo, la rivelazione della luce del
Nome di Dio, l'Incomparabile. Vedi come questa luce abbia
avvolto l'intera creazione, come ogni cosa mostri il segno
della Sua Unità, attesti la realtà di Colui Che è la Verità
Eterna, proclami la Sua sovranità, la Sua unicità e il Suo
potere. Questa rivelazione è un pegno della Sua misericordia
che ha abbracciato tutte le cose create. Ma coloro che Gli
hanno attribuito soci la ignorano questa rivelazione e sono
privi della Fede grazie alla quale avrebbero potuto avvicinarsi
e unirsi a Lui. Vedi come i diversi popoli e le varie tribù della
terra attestino la Sua unità e riconoscano la Sua unicità. Se
non fosse per il segno dell'Unità di Dio che portano in se
stessi non avrebbero mai riconosciuto la verità delle parole:
«Non v'è altro Dio che Dio». Eppure, vedi come hanno
gravemente errato e come si sono allontanati dal Suo sentiero.
Dato che non sono riusciti a riconoscere il Rivelatore
Sovrano, hanno cessato di essere annoverati fra coloro che
possono considerarsi veri credenti nell'Unità di Dio.
16 Questo segno della rivelazione dell'Essere divino in coloro
che Gli hanno dato compagni può considerarsi, in un certo
senso, un riflesso della gloria di cui sono illuminati i fedeli.
Nessuno, però, può capire questa verità, eccetto gli uomini
dotati di comprensione. Coloro che hanno veramente
riconosciuto l'Unità di Dio devono essere considerati le
principali manifestazioni di questo Nome. Sono loro che
hanno libato il vino dell'Unità divina dalla coppa offerta loro
dalla mano di Dio e che hanno volto il viso verso di Lui.
Quale grande distanza separa questi esseri santificati da coloro
che sono tanto lontani da Dio!...17 Ti conceda Iddio di scorgere in tutte le cose, con vista acuta,
il segno della rivelazione di Colui Che è l'Antico Re e di
riconoscere quanto questo santissimo e divino Essere sia eccelso
e santificato sull'intera creazione. Questa è, invero, la radice e
l'essenza della fede nell'unità e nell'unicità di Dio. «Dio era solo e
oltre a Lui non v'era alcuno». Egli è, ora, ciò che è sempre stato.
Non v'è altro Dio che Lui, l'Unico, l'Incomparabile,
l'Onnipotente, l'Eccelso, il Massimo.1 E ora riguardo al tuo accenno all'esistenza di due Iddii.
Attento, attento a non dare associati al Signore tuo Dio. Egli
è e, dall'eternità, è stato unico e solo, senza pari o uguali,
eterno nel passato, eterno nell'avvenire, separato da tutte le
cose, immortale, immutabile ed esistente per virtù Propria.
Egli non ha mai nominato nessun socio per Se Stesso nel Suo
Regno, nessun consigliere per aver consiglio, nessuno da
potersi paragonare a Lui, nessuno che potesse rivaleggiare
con la Sua gloria. Ne fa fede ogni atomo dell'universo e
inoltre ne fan fede gli abitatori dei reami superni, coloro che
occupano i seggi più eccelsi, i cui nomi sono ricordati innanzi
al Trono di Gloria.2 Fa' fede nel profondo del cuore a questa testimonianza
pronunziata da Dio Stesso per Se Stesso, che non v'è altro
Dio che Lui, che tutti, fuorché Lui, sono stati creati al Suo
comando, sono stati plasmati col Suo consenso, sono soggetti
alla Sua legge e, paragonati alle gloriose prove della Sua
unicità, sono come cose dimenticate, un nulla, quando siano
posti a faccia a faccia con la potente rivelazione della Sua
unità.3 Dall'eternità Egli è stato, invero, uno nell'Essenza, uno
negli attributi, uno nelle opere. Ogni paragone può applicarsi
soltanto alle Sue creature e ogni concetto di associazione
appartiene soltanto a coloro che Lo servono. La Sua Essenza
è immensamente superiore alle descrizioni delle Sue creature;
Egli, solo, occupa il Seggio della maestà trascendente, della
suprema e inaccessibile gloria. Gli uccelli dei cuori umani, per
quanto in alto si librino, non potranno mai sperare di
raggiungere le altezze della Sua inconoscibile Essenza. È Lui
Che ha chiamato all'esistenza la creazione intera, Che ha fatto
scaturire ogni cosa creata al Suo comando. Può dunque
considerarsi Suo compagno o Sua personificazione ciò che è
nato per virtù della parola che la Sua Penna ha rivelato e che il
dito della Sua Volontà ha guidato? Lungi dalla Sua gloria ciò
che penna o lingua umana possano esprimere sul Suo mistero
o cuore umano concepire della Sua Essenza. Ogni altro,
tranne Lui, sosta povero e desolato alla Sua porta, tutti sono
impotenti davanti alla grandezza della Sua potenza, tutti non
sono che schiavi nel Suo Regno. Egli è tanto ricco da fare a
meno di tutte le creature.4 Il vincolo di servitù fra l'adoratore e l'Adorato, la creatura
e il Creatore, deve essere considerato in se stesso un pegno
della Sua amabile benevolenza verso gli uomini e non un
indizio di alcun merito da essi posseduto. Ne fa fede ogni vero
e illuminato credente.1 Sappi che secondo ciò che il tuo Signore, il Signore di tutti
gli uomini, ha decretato nel Suo Libro, i favori concessi
all'umanità sono stati e sempre saranno illimitati nella loro
portata. Il primo e il principale di questi favori conferiti
all'uomo dall'Onnipotente è il dono della comprensione. Il
Suo scopo nel conferirgli un tal dono non è stato altro che
quello di render capace la Sua creatura di conoscere e
ravvisare l'unico vero Dio – esaltata sia la Sua gloria. Questo
dono dà all'uomo il potere di discernere la verità in tutte le
cose; lo guida verso ciò che è giusto e lo aiuta a scoprire i
segreti della creazione. Dopo di questo, per importanza, viene
il potere della visione, il principale strumento grazie al quale la
sua comprensione può funzionare. Anche i sensi dell'udito,
del cuore e simili devono annoverarsi fra i doni di cui è dotato
il corpo umano. Immensamente esaltato è l'Onnipotente Che
ha creato questi poteri e li ha rivelati nel corpo umano.
2 Ognuno di questi doni è un'indubbia prova della maestà,
del potere, del prestigio, della sapienza universale dell'unico
vero Iddio – esaltata sia la Sua gloria. Considera il senso del
tatto. Guarda come il suo potere si estenda all'intero corpo
umano. Mentre i sensi della vista e dell'udito sono localizzati
ciascuno in un centro speciale, il senso del tatto pervade tutto
il corpo umano. Glorificato sia il Suo potere, magnificata la
Sua sovranità!3 Questi doni sono inerenti all'uomo stesso. Il dono
superiore a tutti gli altri, di natura incorruttibile e appartenente
a Dio, è quello della Rivelazione divina. Ogni grazia, tanto
materiale quanto spirituale, conferita all'uomo dal Creatore è
subordinata a questa. Essa è, in essenza, il Pane che discende
dal Cielo e sempre lo sarà. È la suprema testimonianza di Dio,
la più chiara evidenza della Sua verità, il segno della Sua
compiuta generosità, il pegno della Sua misericordia che tutto
abbraccia, la prova della Sua provvidenza amorosa, il simbolo
della Sua perfettissima grazia. Chi, in questo Giorno, ha
riconosciuto la Sua Manifestazione, ha davvero partecipato a
questo supremo dono di Dio.4 Rendi grazie al tuo Signore per averti accordato un così
grande dono. Leva la voce e dì: Ogni lode a Te, o Desiderio
d'ogni cuore che comprende!1 La Penna dell'Altissimo chiama senza posa, eppure ben
pochi porgono orecchio alla Sua voce! Gli abitatori del regno
dei nomi si affaccendano con le gaie livree del mondo,
dimentichi che ogni uomo che abbia occhi per vedere e
orecchie per sentire può riconoscere immediatamente quanto
effimeri siano i loro colori.2 Una nuova vita palpita in questa era in tutti i popoli della
terra; eppure nessuno ne ha scoperta la causa né compreso il
motivo. Guarda i popoli occidentali. Osserva comenell'inseguire ciò che è vano e futile abbiano sacrificato e
continuino a sacrificare innumerevoli vite allo scopo di
continuare a loro modo. D'altro canto, le genti della Persia,
benché depositarie di una chiara e luminosa Rivelazione, la
gloria della cui sublimità e rinomanza ha pervaso il mondo
intero, sono avvilite e immerse in profondo letargo.
3 O amici! Non trascurate le virtù di cui siete stati dotati,
non dimenticate il vostro alto destino. Non permettete che le
vostre fatiche vadano perdute a causa delle vane fantasie
architettate da certi cuori. Siete le stelle del cielo della
comprensione, la brezza che spira al nascere del giorno, le
dolci acque scorrenti dalle quali dipende la vita di tutti gli
uomini, le lettere tracciate sulla Sua sacra pergamena. In
stretta unione e in spirito di perfetto cameratismo, sforzatevi
di riuscire a compiere ciò che si addice a questo Giorno di
Dio. Io vi dico invero che lotta e discordia e tutto ciò che la
mente dell'uomo aborre sono veramente indegne del suo
stadio. Concentrate tutte le energie nella propagazione della
Fede di Dio. Chi è degno di una sì alta vocazione si levi a
divulgarla. Chiunque non ne sia capace senta il dovere di
nominare chi proclami in sua vece questa Rivelazione, il cui
potere ha scosso le fondamenta delle più poderose strutture,
ha sgretolato e ridotto in polvere ogni montagna e sbalordito
ogni anima. Se la grandiosità di questo Giorno fosse rivelata
in tutto il suo splendore, ogni uomo rinuncerebbe a miriadi di
vite nel desiderio di condividere, anche per un sol momento, la
sua grande gloria – e ancor più questo mondo e i suoi effimeri
tesori!4 Lasciatevi guidare dalla saggezza nelle vostre azioni e
afferratevi tenacemente ad essa. Voglia Dio che possiate tutti
essere rafforzati per adempiere quella che è la Volontà di Dio
e benevolmente aiutati a riuscire ad apprezzare il rango
conferito a quelli dei Suoi amati che si sono levati a servirLo e
a magnificare il Suo nome. Su loro scendano la gloria di Dio,
la gloria di tutto ciò che è nei cieli e sulla terra e la gloria degli
ospiti del più eccelso Paradiso, il cielo dei cieli.
XCVII1 Considera i dubbi che coloro che hanno attribuito
compagni a Dio hanno istillato nel cuore della gente di questo
paese. «È mai possibile», essi chiedono, «che il rame si
trasformi in oro?». Dì: Sì, per il mio Signore, è possibile! Ma
il suo segreto è celato nella Nostra Sapienza. Lo riveleremo a
chi vorremo. Chiunque dubita del Nostro potere chieda al
Signore suo Dio che gli sveli il segreto e lo assicuri della sua
verità. Prova sufficiente che il rame possa cambiarsi in oro è
che l'oro può, nella stessa guisa, trasformarsi in rame, se solo
capissero questa verità! Ogni minerale può acquistare la
densità, la forma e la sostanza di qualsiasi altro minerale. La
conoscenza che ne abbiamo è presso di Noi nel Libro Celato.
XCVIII1 Dì: O capi della religione! Non giudicate il Libro di Dio
con le misure e le scienze in uso fra voi, poiché il Libro stesso
è l'infallibile Bilancia istituita fra gli uomini. Su questa
perfettissima Bilancia dovrà essere pesato tutto ciò che
posseggono i popoli e le tribù della terra, mentre la misura del
suo peso dovrà essere saggiata in base alla sua stessa qualità,
se solo lo sapeste.2 L'occhio della Mia amorosa premura piange amaramente
per voi che non siete riusciti a riconoscere Colui Che avete
invocato di giorno e nottetempo, mattino e sera. O genti,
avanzate con visi bianchi come neve e cuori radiosi fino al
benedetto Luogo cremisi, donde il Sadratú'l-Muntahá
esclama: «In verità, non v'è altro Dio che Me, il Protettore
Onnipotente, Colui Che esiste da Sé».3 O capi della religione! Chi di voi può competere con Me in
visione o chiaroveggenza? Dove può trovarsi chi osi
pretendere d'eguagliarMi nei detti o nella saggezza? No, per il
Mio Signore, il Misericordiosissimo! Tutto ciò che è sulla
terra svanirà e questo è il volto del vostro Signore,
l'Onnipotente, il Benamato.4 Abbiamo decretato, o genti, che fine sommo e ultimo
d'ogni dottrina sia riconoscere Colui Che è l'Oggetto di ogni
sapere; eppure, vedete come avete permesso che la vostra
dottrina vi separasse, come un velo, da Colui Che è l'Alba di
questa Luce, per opera del Quale ogni cosa celata è stata
rivelata. Se poteste soltanto scoprire la sorgente da cui si
diffonde lo splendore di questa parola, abbandonereste i
popoli del mondo e tutto ciò che posseggono e viavvicinereste a questo beatissimo Seggio di gloria.
5 Dì: In verità, questo è il cielo ove è custodito il Libro
Primigenio: se solo lo capiste. È Lui Che ha fatto sì che la
Roccia gridasse e il Roveto Ardente sul Monte che sorge in
Terra Santa levasse la voce per proclamare: «Il Regno è di
Dio, il Signore sovrano di tutto, l'Onnipotente, l'Amoroso!».
6 Non abbiamo frequentata alcuna scuola né letta alcuna
delle vostre dissertazioni. Porgete orecchio alle parole con cui
Questo illetterato vi chiama a Dio, l'Eterno. Questo è meglio
per voi di tutti i tesori della terra, se solo lo capiste.
XCIX1 La vitalità della fede degli uomini in Dio va spegnendosi in
ogni paese; null'altro che la Sua salutare medicina potrà mai
ripristinarla. La corrosione dell'empietà sta distruggendo
l'essenza della società umana; che cosa, tranne l'Elisir della
Sua potente Rivelazione, può purificarla o rinnovarla? O
?akím, è nei limiti del potere umano di effettuare negli
elementi costituenti di una qualsiasi delle piccole particelle
indivisibili della materia una trasformazione così completa da
tramutarla nell'oro più puro? Per quanto sconcertante e
difficile ciò possa apparire, pure, Ci è stato dato il potere di
effettuare l'ancor più ardua impresa di convertire la forza
satanica in potenza celeste. La Forza capace di una tale
trasformazione trascende la potenza dello stesso Elisir. Il
Verbo di Dio soltanto può vantare la distinzione di essere
dotato della capacità necessaria per un sì grande e vasto
cambiamento.1 La voce dell'Araldo divino, proveniente dal trono di Dio,
dichiara: O Miei amati! Non permettete che l'orlo della Mia
sacra veste sia macchiato e infangato dalle cose di questo
mondo e non seguite l'impulso dei vostri desideri diabolici e
corrotti. L'Astro della Rivelazione divina che risplende in
piena gloria nel cielo di questa Prigione Me ne fa fede. Coloro
che in questo Giorno hanno il cuore rivolto verso Colui Che è
l'Oggetto dell'adorazione di tutto il creato devono
allontanarsi e purificarsi da ogni cosa creata, visibile e
invisibile. Se si levano a insegnare la Mia Causa devono
lasciarsi vivificare dall'alito di Colui Che è l'Incoercibile e
diffonderla ovunque sulla terra con ferma risolutezza, la mente
tutta concentrata su di Lui, il cuore completamente distaccato
e indipendente da tutto e l'anima purificata dal mondo e dalle
sue vanità. Incombe loro il compito di scegliersi come
migliore viatico per il loro viaggio la fiducia in Dio e di
rivestirsi dell'amore del loro Signore, l'Eccelso, il
Gloriosissimo. Se così faranno, le loro parole influenzeranno
gli ascoltatori.2 Profondo, assai profondo è l'abisso che Ci separa da
coloro che, in questo Giorno, sono presi da malvagie passioni
e ripongono le loro speranze nelle cose della terra e nella sua
gloria transitoria! Più volte la corte del Misericordiosissimo fu
esteriormente così spoglia delle ricchezze di questo mondo
che coloro che vivevano in stretta unione con Lui soffrirono
crudeli privazioni. Malgrado le loro sofferenze, la Penna
dell'Altissimo non ha mai voluto accennare o fare la minima
allusione alle cose concernenti questo mondo e ai suoi tesori.
E se mai Gli veniva offerto un dono, lo accettava in segno di
grazia verso colui che l'offriva. Se mai Ci piacesse di
appropriarCi, per Nostro uso, di tutti i tesori della terra,
nessuno avrebbe la facoltà di discutere la Nostra autorità o di
contestarCene il diritto. Sarebbe impossibile concepire un atto
più spregevole che sollecitare, nel nome dell'unico vero Dio,
le ricchezze che gli uomini posseggono.3 Incombe a te e ai seguaci di Colui Che è la Verità Eterna il
dovere di invitare tutti gli uomini a liberarsi in qualsiasi modo
da qualunque attaccamento alle cose terrene e a detergersi
delle loro impurità, perché tutti coloro che Lo amano possano
aspirare il soave profumo della veste del Gloriosissimo.
4 Coloro che posseggono ricchezze, però, devono avere la
massima considerazione per i poveri, poiché grande è l'onore
destinato da Dio a quei poveri che sono saldi nella pazienza.
Per la mia vita! Non v'è onore, ad eccezione di quello che a
Dio piaccia concedere, che possa paragonarsi a questo.
Grande è la benedizione destinata ai poveri che sopportano
pazientemente e nascondono le loro sofferenze e beati i ricchi
che elargiscono le loro ricchezze ai bisognosi e li preferiscono
a se stessi.5 Voglia Dio che i poveri si adoprino e si sforzino di
guadagnare i mezzi di sostentamento. È questo un dovere
prescritto a tutti in questa grande Rivelazione e considerato,
agli occhi di Dio, al pari di una buona azione. A chiunque
osservi questo dovere non mancherà certamente l'aiuto
dell'Invisibile. Egli può arricchire – per grazia Sua – chiunque
voglia. Egli, invero, ha potere su tutte le cose…6 O 'Alí, dì agli amati di Dio che l'equità è la più
fondamentale delle virtù umane. La valutazione di tutte le
cose deve dipendere necessariamente da essa. Soffermati a
meditare sulle sofferenze e sulle afflizioni che questo
Prigioniero ha sostenuto. Sono stato alla mercé dei Miei
nemici ogni giorno della Mia vita e ogni giorno ho sofferto
nuove tribolazioni sul sentiero dell'amore di Dio. Ho
sopportato pazientemente fino a che la fama della Causa di
Dio fu diffusa ovunque sulla terra. Se qualcuno si levasse,
adesso, e, spinto da vane fantasie architettate dal cuore, si
sforzasse apertamente o segretamente di spargere semi di
discordia fra gli uomini, può dirsi che un tale uomo abbia
agito con equità? No, nel Nome di Colui la Cui potenza si
estende su tutte le cose! Per la mia vita! Il mio cuore geme e i
miei occhi piangono amaramente per la Causa di Dio e per
coloro che non comprendono ciò che dicono e immaginano
ciò che non possono capire.7 In questo Giorno, è opportuno che tutti gli uomini si
aggrappino al Più Grande Nome e fondino l'unità del genere
umano. Non v'è altro scampo né rifugio da cercare fuor che
Lui. Se un uomo si lasciasse andare a pronunziare parole che
allontanino le genti dalle rive dell'illimitato oceano di Dio,
inducendole a porre il cuore su qualsiasi altra cosa tranne
quest'Essere glorioso e palese che ha assunto una forma
soggetta alle limitazioni umane, un tale uomo, per quanto
elevato sia il grado da lui occupato, sarebbe accusato
dall'intera creazione di essersi privato dei dolci aromi del
Misericordiosissimo.8 Dì: Siate equanimi nel giudicare, o uomini dal cuore
comprensivo! Colui che è ingiusto nel giudicare è privo delle
caratteristiche che contraddistinguono lo stadio dell'uomo.
Colui Che è la Verità Eterna ben sa ciò che si nasconde nel
petto degli uomini. La Sua lunga tolleranza ha imbaldanzito le
Sue creature poiché, finché non sarà giunto il momento
designato, Egli non strapperà alcun velo. La Sua suprema
misericordia ha trattenuto il furore della Sua collera e indotto
la maggior parte della gente a immaginare che l'unico vero
Iddio è inconsapevole delle cose da loro commesse in segreto.
Per Colui Che è l'Onnisciente, il Consapevole! Lo specchio
della Sua sapienza riflette con completa nitidezza, precisione e
fedeltà le azioni di tutti gli uomini. Dì: Lode a Te, o
Occultatore dei peccati dei deboli e degli indifesi! Magnificato
sia il Tuo nome, Tu Che perdoni i negligenti che peccano
contro di Te!9 Abbiamo proibito agli uomini di seguire le chimere dei
loro cuori, affinché possano riconoscere Colui Che è Sorgente
sovrana e Oggetto di ogni sapere e accettare tutto ciò che Gli
piaccia rivelare. Vedi come sono intralciati da fatue idee e
vane chimere. Per la Mia vita! Sono loro stessi vittime di ciò
che i loro cuori hanno tramato, eppure non se ne accorgono.
Dalle loro labbra escono discorsi vani e infruttuosi, eppure
non capiscono.10 Imploriamo Dio che conceda benevolmente la Sua grazia a
tutti gli uomini e li faccia pervenire alla conoscenza di Lui e di
se stessi. Per la Mia vita! Chi Lo ha conosciuto si libra
nell'immensità del Suo amore e si distacca dal mondo e da
tutto ciò che vi si trova. Nulla sulla terra lo farà deviare dal
suo cammino, tanto meno coloro che spinti da vane chimere,
dicono cose proibite da Dio.11 Dì: Questo è il Giorno in cui ogni orecchio deve farsi
attento alla Sua voce. Ascoltate l'Appello di questo Essere
vilipeso e magnificate il nome dell'unico vero Dio; abbellitevi
dell'ornamento del Suo ricordo e illuminatevi il cuore con la
luce del Suo amore. Questa è la chiave che dischiude i cuori
degli uomini, il brunitoio che purificherà le anime di tutti gli
esseri. Colui che non si cura di ciò Che è sgorgato dalle dita
della Volontà di Dio vive in pieno errore. Segni della vera
fede sono amicizia e rettitudine, non discordia e cattiveria.
12 Proclama agli uomini ciò che Colui Che dice il vero, il
Portatore del Pegno di Dio, ti ha imposto di osservare. La Mia
gloria scenda su di te, che invochi il Mio nome, che volgi gli
occhi verso la Mia corte, la cui lingua celebra le lodi del tuo
Signore, il Benefico!1 Lo scopo recondito della rivelazione di ogni Libro celeste,
anzi, di ogni versetto divinamente rivelato è quello di dotare
gli uomini di rettitudine e di comprensione, affinché la pace e
la tranquillità siano saldamente stabilite fra loro. Tutto ciò che
infonde fiducia nei cuori degli uomini, tutto ciò che ne esalta
lo stadio e ne accresce l'appagamento è ben accetto agli occhi
di Dio. Quale alto stadio può l'uomo raggiungere, se sceglie
di compiere il suo alto destino! In quali abissi di degradazione
può sprofondare, abissi che le più spregevoli creature non
hanno mai raggiunto! O amici, cogliete l'occasione che questo
Giorno vi offre e non privatevi delle generose effusioni della
Sua grazia. Imploro Dio che benevolmente permetta a ognuno
di voi di adornarsi, in questo benedetto Giorno, con
l'ornamento di azioni pure e sante. Egli fa, invero, ciò che
vuole.1 O genti, porgete attentamente ascolto a ciò che, in verità,
vi dico. L'unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, ha sempre
considerato e continuerà a considerare i cuori degli uomini
come Sua esclusiva proprietà. Tutto il resto, appartenga alla
terra o al mare, alla ricchezza o alla gloria, Egli lo ha donato
ai Re e ai governanti della terra. Dal principio che non ha
principio, l'insegna che proclama: «Egli fa tutto ciò che
vuole» è stata issata, in tutto il suo splendore, innanzi alla Sua
Manifestazione. Ciò di cui l'umanità ha bisogno in questo
giorno è l'ubbidienza a coloro che detengono l'autorità e una
fedele adesione alla corda della saggezza. Gli strumenti
essenziali all'immediata protezione, alla tranquillità e alla
sicurezza della razza umana sono stati posti nelle mani e si
trovano nel pugno dei governanti della società umana. Questo
è il desiderio di Dio, il Suo decreto… Abbiamo speranza che
uno dei re della terra si levi, per amore di Dio, per assicurare il
trionfo di questa gente vilipesa e oppressa. Questo re sarà
eternamente esaltato e glorificato. Dio ha prescritto a questa
gente il dovere di aiutare chiunque la aiuti, di servirne gli alti
interessi e dimostrargli eterna lealtà. Coloro che Mi seguono
devono sforzarsi in ogni circostanza di favorire il benessere di
chiunque si levi per il trionfo della Mia Causa e dargli prova in
ogni momento di devozione e fedeltà. Felice l'uomo che
ascolta e mette in pratica il Mio consiglio. Guai a colui non
adempie al mio desiderio.1 Dio ha attestato in tutte le Sue Tavole con la Sua lingua
veritiera queste parole: «Io sono Colui che vive nel Regno di
Gloria di Abhá».2 Per la giustizia di Dio! Dalle altezze di questo stadio
sublime, santo, potente e trascendente, Egli vede tutto, ode
tutto e in questo momento proclama: Sii tu benedetto, o
Javád, poiché sei pervenuto a ciò che nessuno, prima di te,
aveva conseguito. Giuro per Colui Che è la Verità Eterna! Per
te sono stati rallegrati gli occhi degli ospiti dell'eccelso
Paradiso. La gente però rimane completamente indifferente.
Se rivelassimo il tuo grado, i cuori degli uomini si
turberebbero profondamente, i loro passi diverrebbero incerti,
le personificazioni della vanagloria resterebbero interdette,
cadrebbero al suolo e, per paura di udire, si turerebbero le
orecchie con le dita della negligenza.3 Non addolorarti per coloro che si sono occupati delle cose
di questo mondo e hanno dimenticato di ricordare Dio,
l'Eccelso. Per Colui Che è la Verità Eterna! S'avvicina il
giorno in cui saranno colti dalla collera furenteSoggiogatore, il Più Possente. Egli purificherà la terra dalla
contaminazione della loro corruzione e la darà in eredità a
quelli dei Suoi servi che Gli sono vicini.4 Dì: O genti! La polvere vi riempie la bocca e le ceneri vi
accecano, perché avete venduto il divino Giuseppe per il più
vile dei prezzi. Oh! Quale miseria vi ricopre, voi che errate
perduti! Avete immaginato in cuor vostro di poter essere
superiori a Lui e alla Sua Causa? Lungi da questo! L'attesta
Egli Stesso, il Più Possente, l'Eccelso, il Più Grande!
5 Presto v'investiranno le raffiche del Suo castigo e la
polvere dell'inferno vi avvilupperà. Quegli uomini che, avendo
accumulato vanità e ornamenti terreni, si sono allontanati
sdegnosamente da Dio hanno perduto tanto questo mondo
quanto quello avvenire. Ben presto Dio, con la Mano del
Potere, li priverà dei loro averi e li spoglierà della veste della
Sua munificenza. Essi stessi ne saranno presto testimoni e
anche tu ne farai fede.6 Dì: O genti! Non lasciatevi illudere da questa vita e dai
suoi inganni, poiché il mondo e tutto ciò che esso racchiude è
saldamente tenuto nel pugno della Sua Volontà. Egli dispensa
i Suoi favori a chi vuole e a chi vuole li toglie. Fa ciò che
desidera. Se il mondo fosse stato di qualche valore ai Suoi
occhi, sicuramente non avrebbe mai permesso ai Suoi nemici
d'impossessarsene, neppure nella misura di un seme di senape.
Egli ha fatto sì che foste impigliati nei suoi affari in cambio del
male che le vostre mani hanno fatto alla Sua Causa. Questo è,
invero, un castigo che vi siete inflitti di vostra propria volontà,
se solo ve ne accorgeste! Godete di cose che a giudizio di Dio
sono spregevoli e futili, cose con le quali Egli saggia i cuori
dei dubbiosi?un'impreveduta calamità v'insegue e una dolorosa punizione
v'attende. Non crediate che le azioni che avete commesse
siano state occultate alla Mia vista. Per la Mia bellezza! Ogni
vostro atto è stato inciso dalla Mia penna, a chiare lettere, su
tavole di crisòlito.1 O re della terra! Colui Che è il Signore sovrano di tutto è
venuto. Il Regno è di Dio, il Protettore onnipotente, Colui
Che esiste da Sé. Non adorate altri che Dio e con cuori radiosi
alzate il viso verso il vostro Signore, il Signore di tutti i nomi.
Questa è una Rivelazione cui non potrà mai essere paragonata
alcuna cosa che voi possedete, se solo lo riconosceste.
2 Vi vediamo rallegrarvi di ciò che avete accumulato per gli
altri e precludervi l'accesso ai mondi che nulla può enumerare
eccetto la Mia Tavola custodita. I tesori che avete ammassato
vi hanno portati molto lontano dalla vostra mèta finale. Ciò
mal vi si addice, se solo lo capiste! Purificatevi il cuore da
ogni contaminazione terrena e affrettatevi a entrare nel Regno
del vostro Signore, il Creatore della terra e del cielo, Che fece
tremare il mondo e gemere tutti i suoi popoli, eccetto quelli
che hanno rinunziato a tutto e si sono attenuti a ciò che ordinò
la Tavola Celata.3 Questo è il Giorno in cui Colui Che ha conversato con Dio
è pervenuto alla luce dell'Antico dei Giorni e ha gustato le
pure acque del ricongiungimento da questa Coppa che ha
fatto gonfiare i mari. Dì: Per l'unico vero Dio! Il Sinai rotea
attorno alla Sorgente della Rivelazione, mentre dalle vette del
Regno si ode la voce dello Spirito di Dio proclamare:
«Scuotetevi, o orgogliosi della terra, e accorrete a Lui». In
questo Giorno il Carmelo in adorante brama si è affrettato a
raggiunger la Sua corte, mentre dal cuore di Sion viene il
grido: «La promessa è compiuta. Ciò che era stato annunziato
nel sacro Scritto di Dio, l'Eccelso, l'Onnipotente,
l'Amatissimo, è reso manifesto».4 O re della terra! La Più Grande Legge è stata rivelata in
questo Sito, questo luogo di splendore trascendente. Ogni
cosa nascosta è stata portata alla luce per virtù della Volontà
dell'Ordinatore Supremo, Colui Che ha introdotto l'Ultima
Ora, per Cui la Luna si è spaccata e ogni irrevocabile decreto
è stato divulgato.5 Non siete che vassalli, o re della terra! Colui Che è il Re
dei Re è apparso ammantato nella Sua più meravigliosa gloria
e vi chiama a Sé, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé.
Attenti che l'orgoglio non v'impedisca di riconoscere la
Sorgente della Rivelazione; che le cose di questo mondo non
vi separino come un velo da Colui Che è il Creatore del cielo.
Levatevi a servire Colui Che è il desiderio di tutte le nazioni,
Colui Che con una parola vi ha creati e vi ha ordinato di
essere per sempre emblemi della Sua sovranità.6 Per la giustizia di Dio! Non è Nostro desiderio di mettere
le mani sui vostri regni. La Nostra missione è quella di
prendere e possedere i cuori degli uomini. Su di essi sono fissi
gli occhi di Bahá. Ne fa testimonianza il Regno dei Nomi, se
solo lo capiste! Chiunque seguirà il suo Signore rinunzierà al
mondo e a tutto quello che contiene; quanto più grande,
dunque, dev'essere la rinunzia di Colui Che riveste un grado
così augusto! Abbandonate i vostri palazzi e affrettatevi a
ottenere accesso al Suo Regno. Invero, ciò vi gioverà tanto in
questo mondo, quanto in quello avvenire. Questo attesta il
Signore del reame superno; se solo lo sapeste!7 Quale grande benedizione attende il re che si leverà ad
assistere la Mia Causa nel Mio Regno, che si distaccherà da
tutto fuorché Me! Quel re è annoverato fra i compagni
dell'Arca Cremisi, l'Arca preparata da Dio per la gente di
Bahá. Tutti dovranno glorificare il suo nome, riverire il suo
stadio e aiutarlo ad aprire le città con le chiavi del Mio Nome,
l'Onnipotente Protettore di tutto ciò che dimora nei regni del
visibile e dell'invisibile. Un tal re è occhio dell'umanità,
diadema risplendente sulla fronte della creazione, sorgente di
benedizioni per il mondo intero. O genti di Bahá, offrite le
vostre sostanze, anzi, la vita per aiutarlo.1 Il Medico Onnisciente ha le dita sul polso dell'umanità.
Con la Sua infallibile saggezza identifica la malattia e
prescrive il rimedio. Ogni epoca ha il proprio problema e ogni
anima la propria particolare aspirazione. Il rimedio necessario
al mondo nelle sue attuali afflizioni non potrà mai essere lo
stesso che un'epoca futura potrà richiedere. Interessatevi
premurosamente delle necessità dell'epoca in cui vivete e
accentrate le vostre deliberazioni sulle sue esigenze e
necessità.2 Sappiamo bene che la razza umana è assediata da gravi e
innumerevoli afflizioni. La vediamo languire sul letto
dell'infermità, crudelmente provata e disillusa. Coloro che
sono ebbri di vanagloria s'interpongono fra lei e l'infallibile
Medico divino. Guardate come abbiano avviluppato tutti gli
uomini, inclusi se stessi, nelle reti dei loro espedienti. Non
sanno scoprire la causa dell'infermità e non conoscono il
rimedio. Hanno immaginato contorto ciò che è diritto e
considerato l'amico un nemico.3 Prestate orecchio alla dolce melodia di questo Prigioniero.
Sorgete e levate la voce, caso mai coloro che dormono
profondamente si risveglino. Dì: O voi che siete come morti!
La Mano della munificenza divina vi offre l'Acqua della Vita.
Affrettatevi e bevete a sazietà. Chiunque rinasca in questo
Giorno non morrà mai, chiunque resti fra i morti mai vivrà.
CVII1 Colui Che è il vostro Signore, il Più Misericordioso, nutre
in cuor Suo il desiderio di vedere l'intera razza umana
divenire un'anima sola e un solo corpo. Affrettatevi a
guadagnare la vostra parte della buona grazia e della
misericordia di Dio in questo Giorno, che eclissa tutti gli altri
Giorni creati. Grande la felicità che attende l'uomo che
abbandona tutto ciò che ha, nel desiderio di ottenere le cose di
Dio! Un uomo simile, lo attestiamo, è fra i benedetti da Dio.
CVIII1 O genti, vi abbiamo fissato un tempo determinato. Se
all'ora stabilita non vi volgerete a Dio, Egli, invero, vi
prenderà con violenza e vi farà assalire da ogni parte da gravi
afflizioni. Severo sarà allora, invero, il castigo col quale il
vostro Signore vi punirà.1 O Kamál! Le altezze che, per benevolo favore di Dio,
l'uomo mortale può raggiungere in questo Giorno non sono
ancora rivelate ai suoi occhi. Il mondo dell'esistenza non ha
mai avuto né ha ora la capacità di ricevere una tale
rivelazione. Ma s'avvicina il giorno in cui i poteri di un così
alto favore saranno manifestati agli uomini in virtù del Suo
comando. Benché le forze delle nazioni siano schierate contro
di Lui, sebbene i re della terra facciano lega per insidiare la
Sua Causa, la forza del Suo potere rimarrà incrollabile. Egli
indubbiamente dice il vero e invita tutta l'umanità sulla via di
Colui Che è l'Incomparabile, l'Onnisciente.2 Tutti gli uomini sono stati creati per far avanzare una
civiltà in continuo progresso. L'Onnipotente Mi è testimone!
Agire come le bestie dei campi è indegno dell'uomo. Le virtù
che s'addicono alla sua dignità sono tolleranza, misericordia,
compassione e premura affettuosa verso tutti i popoli e tutte
le tribù della terra. Dì: O amici! Dissetatevi a questo rivo
cristallino che scorre per la grazia celeste di Colui Che è il
Signore dei Nomi. Fate che anche altri assaporino le sue
acque in Mio nome, così che i capi degli uomini di tutti i paesi
riconoscano appieno lo scopo per cui la Verità Eterna è stata
rivelata e la ragione per cui essi stessi sono stati creati.
CX1 Il Grande Essere dice: O figli degli uomini! Lo scopo
fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua Religione è
quello di salvaguardare gli interessi della razza umana,
svilupparne l'unità e accrescere lo spirito d'amore e di
fraternità fra gli uomini. Non sia mai che diveniate fonti di
contrasti e discordie, di odio e inimicizia. Questa è la retta
Via, queste sono le fondamenta solide e incrollabili. Qualsiasi
cosa sarà edificata su queste fondamenta, le vicende e i casi
del mondo non potranno mai intaccarne le resistenza, né potrà
minarne la struttura il fluire di innumerevoli secoli. È nostra
speranza che i capi delle religioni e i sovrani del mondo si
levino uniti per riformare questa era e rialzarne le sorti.
Riflettano sui suoi bisogni, si consiglino e, dopo matura
deliberazione, somministrino il rimedio adatto a codesto
mondo infermo e profondamente angustiato... Incombe a
coloro che detengono il potere di usare moderazione in ogni
cosa. Chiunque oltrepassi i limiti della moderazione cessa
d'esercitare una benefica influenza. Riflettete, per esempio, su
valori come la libertà, la civiltà e simili. Per quanto buoni
possano essere considerati da molte persone intelligenti, pure,
se spinti all'eccesso, possono esercitare sugli uomini
un'influenza deleteria... Voglia Dio che i popoli del mondo
siano condotti a riconoscere il loro vero tornaconto grazie ai
degni sforzi compiuti dai loro sovrani e da quelli, fra loro, che
sono saggi e dotti. Per quanto tempo ancora si ostinerà
l'umanità nel suo traviamento? Per quanto tempo ancora
continuerà l'ingiustizia? Per quanto tempo ancora il caos e la
confusione regneranno fra gli uomini? Per quanto tempo
ancora la discordia sconvolgerà il volto della società?... Da
ogni parte soffiano i venti della disperazione e la lotta che
divide e affligge la razza umana aumenta quotidianamente. Si
possono già scorgere i segni di imminenti agitazioni e caos,
dato che la situazione generale appare lamentevolmente
difettosa. Imploro Dio, sia esaltata la Sua gloria, che Si degni
di ridestare i popoli della terra, conceda che la loro condotta
divenga finalmente loro vantaggiosa e li aiuti a compiere ciò
che si addice al loro stadio.1 O popoli e tribù contendenti della terra! Volgete il viso
verso l'unità e lasciate che lo splendore della sua luce
risplenda su di voi. Riunitevi e, per amor di Dio, decidetevi a
sradicare tutto ciò che è fonte di dissidio fra voi. Allora lo
splendore del grande Luminare del mondo avvolgerà il mondo
intero e i suoi abitanti diverranno cittadini di una sola città e
siederanno sullo stesso trono. Sin dai primi anni della Sua vita,
questo Essere vilipeso non ha avuto altro desiderio e
continuerà a non formulare altro voto che questo. Non v'è
alcun dubbio che i popoli del mondo, a qualsiasi razza o
religione appartengano, si ispirano a un'unica Fonte celeste e
sono sudditi di un solo Dio. La differenza degli ordinamenti
sotto cui vivono deve attribuirsi ai mutevoli bisogni e alle
cangianti esigenze del tempo in cui essi furono rivelati. Tranne
alcuni che sono frutto della perversità umana, tutti gli altri
sono stati decretati da Dio e sono un riflesso della Sua
Volontà e del Suo Disegno. Sorgete e, armati del potere della
Fede, infrangete gl'idoli delle fatue idee, che mettono
discordia fra voi. Attenetevi a ciò che vi avvicina e vi unisce.
Questa è invero la Parola più eccelsa che il Libro Primigenio
vi ha inviato e rivelato. Lo attesta la Lingua della Grandezza,
dalla Sua dimora di gloria.1 Osservate i disordini che da lunghi anni tormentano la
terra e l'agitazione che si è impossessata dei suoi popoli. Essa
è stata o sfigurata dalle guerre o tormentata da improvvise e
inattese calamita. Benché il mondo sia pieno di miserie e
afflizioni, pure, nessuno si è soffermato a riflettere quale possa
esserne la causa o la fonte. Ogni qual volta il Consigliere
Verace ha pronunziato una parola di ammonimento, ecco che
tutti Lo hanno accusato di essere un seminatore di discordia e
hanno respinto il Suo appello. Com'è sbalorditivo e
sconcertante questo comportamento! Può dirsi che non si
trovino due uomini esteriormente e interiormente uniti. I segni
della discordia e della malizia appaiono dappertutto, benché
tutti gli uomini siano stati creati per l'unione e l'armonia. Il
Grande Essere dice: O benamati! È stato innalzato il
tabernacolo dell'unione; non vi considerate estranei l'uno
all'altro. Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo
ramo. Nutriamo speranza che la luce della giustizia risplenda
sul mondo e lo purifichi dalla tirannide. Se i sovrani e i re della
terra, simboli del potere di Dio, esaltata Ne sia la gloria,
sorgessero e si decidessero a dedicarsi a ciò che può favorire i
più alti interessi dell'intera umanità, certamente fra i figli degli
uomini verrebbe fondato il regno della giustizia e il fulgore
della sua luce ammanterebbe tutta la terra. Il Grande Essere
dice: La struttura della stabilità e dell'ordine mondiale è stata
eretta sulle due colonne gemelle della ricompensa e del
castigo, che continueranno a sorreggerla... In un altro passo
Egli ha scritto: Attenti, o coorte di sovrani del mondo! Non
v'è altra forza sulla terra paragonabile, per il suo potere
conquistatore, alla forza della giustizia e della saggezza...
Benedetto il re che marcia con le insegne della saggezza
spiegate innanzi e i battaglioni della giustizia ammassati a
retroguardia. In verità egli è il diadema che cingerà la fronte
della pace e il sembiante della sicurezza. Non v'è alcun dubbio
che se l'astro della giustizia, che è stato oscurato dalle nubi
della tirannia, spandesse la sua luce sull'umanità, la faccia
della terra sarebbe completamente trasformata.1 O Ministro dello Scià nella Città (Costantinopoli),
immagini che Io tenga in pugno la sorte definitiva della Causa
di Dio? Credi che la Mia prigionia, o l'onta che Mi è stata
inflitta, o persino la Mia morte e il Mio completo
annientamento possano deviarne il corso? Ben misero è ciò
che hai immaginato in cuor tuo! In verità, sei di coloro che
seguono le vane chimere architettate dal cuore. Non v'è altro
Dio che Lui. Egli ha il potere di manifestare la Sua Causa, di
esaltare la Sua testimonianza e di affermare qualunque cosa
sia Suo Volere, di elevarla a una posizione così eminente che
né le tue mani né le mani di coloro che si sono allontanati da
Lui potranno mai toccarla o nuocerle.2 Credi di avere il potere di ostacolare la Sua Volontà, di
impedirGli di eseguire il Suo giudizio o di esercitare la Sua
sovranità? Pretendi che vi sia qualcosa nei cieli o in terra che
possa resistere alla Sua Fede? No, per Colui Che è la Verità
Eterna! Nulla nell'intera creazione può opporsi al Suo
Disegno. Liberati dunque dalla mera bizzarria che insegui,
poiché una mera bizzarria non potrà mai prendere il posto
della verità. Sii di coloro che si sono pentiti sinceramente e
sono ritornati a Dio, il Dio Che ti ha creato, nutrito e fatto
ministro fra coloro che professano la tua fede.3 Sappi, inoltre, che è Lui Che, per Suo comando, ha creato
tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Come può, dunque, ciò
che è stato creato per Suo comando prevalere su di Lui? Dio è
grande, superiore a ciò che immaginate di Lui, o genti
malvagie! Se questa è la Causa di Dio, nessuno potrà
prevalere su di essa e se non è di Dio, i vostri teologi e coloro
che ne seguono i desideri corrotti e coloro che Gli si sono
ribellati basteranno a sopraffarla.4 Non hai sentito ciò che un credente della famiglia di
Faraone disse anticamente e che Dio ha narrato al Suo
Apostolo, Che Egli aveva prescelto fra tutti gli esseri umani
per affidarGli il Suo Messaggio e per far di Lui la sorgente
della Sua misericordia per tutti coloro che dimorano sulla
terra? Egli disse – e certamente la Sua parola era verace:
«Ucciderete voi un uomo sol perché dice: "Il mio Signore è
Dio"? Mentre v'ha già portato prove chiare della sua
missione? Se è un bugiardo, su di lui ricadrà la sua menzogna,
se è sincero vi colpirà parte di quello che ha minacciato».
Questo è ciò che Dio ha rivelato al Suo Benamato nel Suo
Libro infallibile.5 Eppure, non avete dato ascolto al Suo comando, avete
ignorato la Sua legge, respinto il consiglio contenuto nel Suo
Libro e siete stati di coloro che si sono allontanati da Lui.
Quante persone ogni anno e ogni mese sono state uccise per
causa vostra! Quante ingiustizie avete perpetrato – ingiustizie
che l'occhio della creazione non ha mai veduto, né cronista
registrato! Per la vostra crudeltà, quanti lattanti sono rimasti
orfani e quanti padri hanno perduto i figli, o artefici di
ingiustizia! Quante volte una sorella si è consumata e
addolorata per il fratello e una moglie ha pianto per il marito,
suo unico sostegno!6 La vostra iniquità divenne sempre più grande, finché non
uccideste Colui Che non aveva mai distolto gli occhi dal volto
di Dio, l'Eccelso, l'Altissimo. Lo aveste almeno ucciso con i
sistemi usati dagli uomini per uccidere un altro uomo! E
invece Lo assassinaste in circostanze che nessuno aveva mai
visto. Per Lui i cieli hanno versato lacrime amare e per la Sua
afflizione hanno pianto le anime di coloro che son vicini a Dio.
Non era un Rampollo dell'antica Casa del vostro Profeta? E la
Sua fama di diretto discendente dell'Apostolo non era stata
divulgata fra voi? Perché dunque Gli avete inflitto ciò che
nessuno, per quanto lontano possiate risalire nel tempo, ha
mai inflitto ad altri? In nome di Dio! L'occhio della creazione
non ha mai veduto esseri come voi. Uccidete Colui Che è il
Rampollo della Casa del vostro Profeta e gioite e festeggiate
assisi sui vostri seggi d'onore! Imprecate contro coloro che vi
hanno preceduti e che hanno perpetrato quello che avete
perpetrato voi e non vi rendete conto delle vostre enormità.
7 Siate equi nel giudicare! Coloro che esecrate, su cui
invocate il male, hanno forse agito in modo differente dal
vostro? Non hanno essi ucciso il discendente del loro Profeta
come voi avete ucciso il discendente del vostro? Non è forse il
vostro comportamento simile al loro? Con quale diritto
pretendete, dunque, di essere differenti da loro, o seminatori
di discordia fra gli uomini?8 E dopo che Gli aveste tolto la vita, un Suo seguace si levò
per vendicare la Sua morte. Era uno sconosciuto e il piano che
aveva concepito sfuggì a tutti. Alla fine fece ciò che era stato
preordinato. Non dovete, perciò, biasimare altri che voi stessi
per ciò che avete commesso, se giudicate equamente. Chi mai
nel mondo intero ha fatto ciò che avete fatto voi? Nessuno,
nel nome del Signore di tutti i mondi!9 Tutti i sovrani e i re della terra onorano e venerano i
discendenti dei loro Profeti e dei loro santi, se solo lo capiste!
Voi, invece, siete responsabili di atti tali che nessuno aveva
mai commesso prima. A causa dei vostri misfatti ogni cuore
sensibile s'è consumato di dolore. Eppure siete rimasti
immersi nella noncuranza e non vi siete resi conto della
malvagità delle vostre azioni.10 Avete perseverato nella malvagità fino a scagliarvi contro
di Noi, benché nulla avessimo commesso da giustificare la
vostra inimicizia. Non temete dunque Dio, Che vi ha creati e
plasmati, e vi ha permesso di ottenere il potere, e vi ha uniti a
coloro che Gli si sono arresi (i musulmani)? Fino a quando
persisterete nella caparbietà? Fino a quando vi rifiuterete di
riflettere? Quanto occorrerà ancora perché vi scuotiate dal
torpore ed emergiate dall'ignavia? Per quanto tempo ancora
resterete all'oscuro della verità?11 Rifletti in cuor tuo. Siete riusciti, nonostante il vostro
comportamento e le cose operate dalle vostre mani, a
spegnere il fuoco di Dio o ad estinguere la luce della Sua
Rivelazione – una luce che ha avvolto nel suo splendore
coloro che sono immersi nei fluttuanti oceani dell'immortalità
e ha attratto le anime di coloro che sinceramente credono
nella Sua unità e la sostengono? Non sapete che la Mano di
Dio è al di sopra delle vostre mani, che il Suo irrevocabile
Decreto trascende tutti i vostri espedienti, che Egli è Sovrano
sui Suoi servi, che è all'altezza del Suo Scopo, che fa ciò che
vuole, che non si deve interrogarLo riguardo a ciò che vuole,
che ordina ciò che Gli piace, che è, infine, il Più Possente,
l'Onnipotente? Se credete che questa sia la verità, perché non
smettete di preoccuparvi e non ve ne state in pace?
12 Ogni giorno perpetrate una nuova ingiustizia e Mi trattate
come Mi avete trattato nel passato, sebbene Io non abbia mai
tentato d'immischiarmi nelle vostre faccende. Non vi ho mai
avversati, né Mi sono mai ribellato alle vostre leggi. Infine,
vedete, Mi avete messo in prigione in questa remota terra!
Sappiate per certo, però, che qualunque cosa abbiano operato,
le vostre mani o quelle degli infedeli non potranno mai
cambiare la Causa di Dio, o alterare le Sue vie, come non lo
poterono in passato.13 Date ascolto ai Miei avvertimenti, o genti di Persia! Se
sarò ucciso per mano vostra, Dio susciterà sicuramente un
altro che ricopra il seggio rimasto vacante per la Mia morte,
poiché questo è il metodo usato da Dio nel passato e non
troverete al costume di Dio mutamento. Cercate di spegnere
la luce di Dio che brilla sulla Sua terra? Dio è contrario a ciò
che desiderate. Egli renderà perfetta la Sua luce, anche se nel
segreto del cuore voi la detestate.14 Soffèrmati soltanto un attimo a riflettere, o Ministro, e sii
equo nel giudicare. Che cosa abbiamo fatto che ti giustifichi
per averCi diffamato presso i Ministri del Re, per aver seguito
i tuoi desideri, per aver travisato la verità, per averCi
calunniato? Non ci siamo incontrati mai prima del giorno in
cui fu commemorato il martirio dell'Imám ?usayn, in casa di
tuo padre. In quell'occasione nessuno ebbe l'opportunità,
conversando o prendendo la parola, di far conoscere agli altri
le proprie idee e le proprie credenze. Se sei sincero, puoi far
fede della verità delle Mie parole. Non ho preso parte a
nessun'altra riunione in cui tu abbia potuto conoscere il Mio
pensiero o nella quale altri abbiano potuto farlo. Come hai
potuto, dunque, pronunziare una sentenza contro di Me, senza
aver udito la Mia testimonianza dalle Mie labbra? Non hai
sentito ciò che ha detto Dio, esaltata sia la Sua gloria: «Non
dire a chi ti accoglie con un saluto: "Tu non sei un credente"».
«Non respingere coloro che mattina e sera invocano il loro
Signore, bramosi di contemplare il Suo volto». Hai davvero
trascurato ciò che il Libro di Dio ha prescritto eppure ti reputi
un credente!15 Malgrado ciò che hai fatto, Io non ti serbo rancore – e Dio
Me ne è testimone – né lo serbo verso altri, benché da te e da
altri riceviamo tali offese che nessun credente nell'unità di Dio
potrebbe sopportare. La Mia Causa non è in altre mani che in
quelle di Dio e la Mia fiducia è in Lui soltanto. Ben presto i
tuoi giorni finiranno, come finiranno quelli di coloro che ora
con manifesto orgoglio si vantano di essere superiori al
prossimo Presto sarete radunati alla presenza di Dio, e vi sarà
chiesto conto delle vostre azioni, e sarete ripagati per ciò che
le vostre mani hanno operato, e orrenda sarà la dimora dei
malvagi!16 Nel nome di Dio! Se ti rendessi conto di ciò che hai fatto,
invero piangeresti amaramente la tua sorte e cercheresti
rifugio in Dio e ti struggeresti e ti lamenteresti tutti i giorni
della tua vita, finché Dio non ti avesse perdonato, poiché Egli
è, invero, il Più Generoso, il Più Munifico. E invece persisterai
nell'indifferenza fino alla morte, poiché ti sei dato alle vanità
del mondo con tutto il cuore, tutta l'anima e tutto il tuo
intimo essere. Dopo la tua dipartita, scoprirai ciò che ti
abbiamo rivelato e troverai tutte le tue azioni registrate nel
Libro in cui sono segnate le opere di tutti coloro che
dimorano sulla terra, siano esse maggiori o minori del peso di
un atomo. Fa, perciò, attenzione al Mio consiglio e ascolta il
Mio discorso con l'orecchio del cuore e non essere incurante
delle Mie parole, altrimenti sarai fra coloro che respingono la
Mia verità. Non gloriarti delle cose che ti sono state date.
Tieni davanti agli occhi ciò che ti è stato rivelato nel Libro di
Dio, l'Aiuto nel Pericolo, il Gloriosissimo: «E quando
dimenticarono quel ch'era stato loro rammentato, aprimmo
loro le porte d'ogni cosa», nello stesso modo in cui aprimmo a
te e ai tuoi simili le porte di questa terra e dei suoi ornamenti.
Attendi, dunque, ciò che è stato promesso nell'ultima parte di
questo versetto santo, poiché è una promessa che viene da
Colui Che è l'Onnipotente, il Sapientissimo – una promessa
che non si rivelerà falsa.17 Non conosco la strada che avete scelto e che percorrete, o
schiere di coloro che Mi vogliono male! Noi vi richiamiamo a
Dio, vi ricordiamo il Suo Giorno, vi annunziamo la novella del
vostro ricongiungimento con Lui, vi avviciniamo alla Sua
corte e facciamo discendere su di voi i pegni della Sua
meravigliosa saggezza, eppure, ecco, vedete come Ci
respingete, come, con le cose pronunziate dalle vostre bocche
menzognere, Ci accusate di essere infedele, come tramate
inganni contro di Noi! E quando vi mostriamo ciò che Dio Ci
ha concesso per il Suo munifico favore, dite: «Non è che pura
magia». Le generazioni che vi hanno preceduto hanno
pronunziato le stesse parole ed erano ciò che voi siete, se solo
ve ne accorgeste! Vi siete così privati dei doni di Dio e della
Sua grazia e non li otterrete più fino al giorno in cui Dio
giudicherà fra Noi e voi; ed Egli è, invero, il migliore dei
Giudici!18 Alcuni di voi hanno detto: «Egli è Colui Che ha preteso di
essere Dio». Nel nome di Dio! È una grave calunnia. Non
sono altro che un servo di Dio, Che ha creduto in Lui e nei
Suoi segni, nei Suoi Profeti e nei Suoi angeli. La Mia lingua, il
Mio cuore e il Mio essere esteriore e interiore attestano che
non v'è altro Dio che Lui, che tutti gli altri sono stati creati
per Suo comando e plasmati per opera della Sua Volontà.
Non v'è altro Dio che Lui, il Creatore, il Risuscitatore dei
morti, il Vivificatore, l'Annientatore. Io sono Colui Che
proclama i favori dei quali Dio, per Sua munificenza, Mi ha
favorito. Se questa è la Mia trasgressione, allora veramente
sono il primo dei peccatori. Io e i Miei congiunti siamo alla
vostra mercé. Fate ciò che volete e non siate di coloro che
esitano, cosicché Io possa ritornare a Dio, il Mio Signore, e
raggiungere il luogo ove potrò non vedere più le vostre facce.
Questo è invero il Mio desiderio più profondo, il Mio più
ardente voto. E basta Dio a conoscere e vedere il Mio stato.
19 Immagina, o Ministro, di essere sotto lo sguardo di Dio!
Se tu non vedi Lui, in verità Egli vede chiaramente te. Osserva
e giudica equamente la Nostra Causa. Che cosa abbiamo
commesso da indurti a scagliarti contro di Noi e a calunniarCi
presso la gente, se solo tu fossi giusto! Lasciammo Teheran
per ordine del Re e col suo permesso trasferimmo la Nostra
residenza in 'Iráq. Se avevo trasgredito nei suoi confronti,
perché mai Mi liberò? E se ero innocente di ogni colpa, perché
Ci hai inflitto tali tribolazioni quali nessuno di coloro che
professano la tua fede ha mai sofferto? Forse qualcuno dei
Miei atti, dopo il Mio arrivo in 'Iráq, è stato tale da sovvertire
l'autorità del governo? Chi può affermare di aver trovato
qualcosa di reprensibile nel Nostro comportamento? Domanda
tu stesso al suo popolo, sì che tu possa essere fra coloro che
hanno visto la verità.20 Per undici anni abitammo in quella terra, finché arrivò il
Ministro rappresentante del tuo governo, il cui nome la Nostra
penna detesta menzionare, che si era dato al vino, che seguiva
le sue brame, che commetteva malvagità ed era corrotto e
corruppe l''Iráq. Ne può far fede la maggior parte degli
abitanti di Baghdad, se vuoi informartene ed esser di coloro
che cercano la verità. Fu lui che carpì iniquamente le sostanze
del prossimo, che dimenticò tutti i comandamenti di Dio e
perpetrò tutto ciò che Dio aveva proibito. Infine, seguendo i
suoi desideri, si scagliò contro di Noi e percorse le vie
dell'ingiustizia. Nella sua lettera indirizzata a te, egli Ci
accusò e tu lo credesti e lo seguisti sulla sua strada senza
chiedergli nessuna prova o testimonianza degna di fede. Non
chiedesti spiegazioni, né cercasti di indagare o di accertarti
della cosa, perché la verità potesse essere distinta dalla
menzogna ai tuoi occhi e tu potessi essere illuminato nel tuo
giudizio. Scopri personalmente che sorta di uomo era,
interrogando i Ministri che in quel tempo erano in 'Iráq,
nonché il Governatore della Città (Baghdad) e il suo primo
Consigliere, affinché ti sia rivelata la verità e tu sia bene
informato.21 Dio Ci è testimone! Non abbiamo mai avversato lui o altri.
Abbiamo osservato in ogni condizione i precetti di Dio e non
siamo mai stati fomentatori di disordini. Lo attesta lui stesso.
Sua intenzione era quella d'impadronirsi di Noi e di
rimandarCi in Persia per accrescere così la sua fama e la sua
reputazione. Tu hai commesso lo stesso crimine e allo stesso
scopo. Agli occhi di Dio, il Signore sovrano di tutto,
l'Onnisciente, siete allo stesso livello.22 Rivolgendoti queste parole non intendiamo alleggerire il
peso del Nostro dolore o indurti a intercedere per Noi presso
qualcuno. No, per Colui Che è il Signore di tutti i mondi! Ti
abbiamo esposta tutta la questione perché, rendendoti conto
di ciò che hai fatto, tu desista dall'infliggere ad altri il male
che hai inflitto a Noi, e sii tra coloro che si sono sinceramente
pentiti innanzi a Dio, Che ha creato te e tutte le cose, e perché
in futuro tu agisca con discernimento. Questo ti gioverà più di
tutto quello che possiedi e del tuo ministero, i cui giorni sono
contati.23 Attento a non farti complice dell'ingiustizia. Disponi
saldamente il cuore alla giustizia, non alterare la Causa di Dio
e sii di coloro che tengono gli occhi rivolti verso le cose
rivelate nel Suo Libro. Non cedere mai all'impulso dei cattivi
istinti. Attieniti alla legge di Dio, il tuo Signore, il Benefico,
l'Antico dei Giorni. Ritornerai certamente polvere e perirai
come tutte le cose di cui ti sei deliziato. Questo è ciò che ha
proferito la Lingua della verità e della gloria.24 Non ricordi gli avvertimenti pronunziati da Dio in passato, sì
che tu potessi divenire di coloro che ascoltano il Suo
ammonimento? Egli disse – ed Egli, invero, dice la verità: «Dalla
terra vi creammo, nella terra vi riconduciamo, dalla terra, poi, vi
trarremo ancora una volta». Questo è ciò che Dio ha comandato
a tutti coloro che dimorano sulla terra, grandi o umili. Non si
addice, dunque, a chi è stato creato dalla polvere, e vi ritornerà, e
di nuovo ne sarà tratto fuori, di gonfiarsi di orgoglio innanzi a
Dio e ai Suoi amati, di disprezzarli altezzosamente e di esser
pieno d'arroganza sdegnosa. Anzi è opportuno che tu, e quelli
come te, vi sottomettiate a coloro Che sono le Manifestazioni
dell'unità di Dio e umilmente rispettiate i fedeli che hanno
abbandonato tutto per amore di Dio e si sono allontanati da tutto
ciò che attrae l'attenzione degli uomini e li allontana dalla via di
Dio, il Gloriosissimo, il Più Lodato. In tal guisa facciamo
scendere su di voi ciò che vi gioverà e gioverà a coloro che hanno
avuto fiducia e fede nel loro Signore.1 O Re (il sultano 'Abdu'l-'Azíz), ascolta le parole di Colui
Che dice la verità, Colui Che non ti chiede di ricompensarLo
con le cose che Dio ha voluto concederti, Colui Che percorre
senza errare il retto Sentiero. È Lui Che ti chiama a Dio, il tuo
Signore, Che ti mostra la retta via, il cammino che porta alla
vera felicità, sì che tu possa essere di coloro che saranno beati.
2 Attento, o Re! Non circondarti di ministri che inseguono i
desideri di un'inclinazione corrotta, che si sono gettati alle
spalle ciò che è stato affidato nelle loro mani e hanno
apertamente tradito il loro incarico. Sii generoso con gli altri,
come Dio lo è stato con te e non abbandonare gl'interessi del
tuo popolo alla mercé di quei ministri. Non trascurare il timor
di Dio e sii di coloro che agiscono con rettitudine. Circondati
di ministri da cui si aspiri fragranza di fede e di giustizia,
consultali e scegli ciò che ti sembra meglio e sii di coloro che
si comportano con generosità.3 Sappi per certo che chi non crede in Dio non è degno di
fede, né è veritiero. Questa è davvero la verità, la verità
indiscutibile. Chi agisce slealmente verso Dio agirà slealmente
anche verso il suo re. Nulla al mondo può distogliere dal male
un tale individuo, nulla può impedirgli di tradire il prossimo,
nulla può indurlo a camminare nella rettitudine.4 Abbi cura di non affidare le redini degli affari di stato ad
altre mani, di non fidarti di ministri immeritevoli di tale fiducia
e di non essere di coloro che vivono nell'incuria. Evita coloro
i cui cuore è lontano da te, non dare loro la tua fiducia e non
affidar loro i tuoi affari né gli affari di coloro che professano la
tua fede. Attento a non permettere al lupo di diventare pastore
del gregge di Dio e a non abbandonare alla mercé dei maligni
le sorti dei Suoi amati. Non aspettarti che coloro che violano i
comandamenti di Dio siano degni di fiducia o sinceri nella fede
che professano. Evitali e sta bene in guardia sì che i loro
espedienti e la loro malvagità non ti nuocciano. Allontanati da
loro e fissa lo sguardo su Dio, il tuo Signore, il Gloriosissimo,
il Più Munifico. Chi si dona completamente a Dio, Dio sarà
certamente con lui e chi pone tutta la sua fiducia, in verità Dio
lo proteggerà da qualunque cosa possa nuocergli e lo
preserverà dalla perversità di ogni malvagio sobillatore.
5 Se tu porgessi orecchio alle Mie parole e osservassi il Mio
consiglio, Dio t'innalzerebbe a una posizione così eminente
che nessuna macchinazione umana in tutta la terra potrebbe
toccarti o nuocerti. O Re, osserva dall'intimo del cuore e con
tutto il tuo essere i precetti di Dio e non percorrere le vie
dell'oppressore. Impugna le redini degli affari del tuo popolo
e tienile saldamente nella stretta del tuo potere ed esamina di
persona tutto ciò che lo riguarda. Non lasciarti sfuggire nulla,
poiché questo è il sommo bene.6 Rendi grazie a Dio di averti prescelto fra tutti, di averti
fatto re di coloro che professano la tua fede. È opportuno che
tu apprezzi i doni meravigliosi di cui Dio ti ha favorito e
magnifichi continuamente il Suo nome. E potrai meglio
lodarLo, se amerai i Suoi diletti, se salvaguarderai e
proteggerai i Suoi servi dalla malvagità dei perfidi, in modo
che nessuno più li opprima. Dovresti inoltre levarti e applicare
fra loro la legge di Dio, per essere fra coloro che aderiscono
saldamente alla Sua legge.7 Se tu facessi scorrere fiumi di giustizia fra i tuoi sudditi,
Dio ti assisterebbe sicuramente con le schiere dell'invisibile e
del visibile e ti sosterrebbe nei tuoi affari. Non v'è altro Dio
che Lui. A Lui appartengono la creazione e l'ordine. A Lui
ritornano le opere dei fedeli.8 Non fare assegnamento sui tuoi tesori. Poni tutta la fiducia
nella grazia di Dio, il tuo Signore. Sia Lui il tuo confidente in
tutto ciò che fai e sii di coloro che si sottomettono alla Sua
Volontà. Sia Lui il tuo aiuto e ti arricchisca dei Suoi tesori,
poiché Suoi sono i tesori del cielo e della terra. Egli li dona a
chi vuole e a chi vuole li rifiuta. Non v'è altro Dio che Lui, il
Possessore di Tutto, il Lodatissimo. Tutti sono poveri alla
porta della Sua misericordia; tutti sono impotenti innanzi alla
rivelazione della Sua sovranità e implorano i Suoi favori.
9 Non oltrepassare i limiti della moderazione e tratta
giustamente coloro che ti servono. Concedi loro ciò che le
loro necessità richiedono, ma non in misura tale da poter
accumulare ricchezze personali, abbigliarsi con fasto, abbellire
le loro case, acquistare cose che non saranno per loro di alcun
beneficio ed essere annoverati fra i dissipatori. Agisci con
rigorosa giustizia, in modo che nessuno versi in miseria o
ecceda nel lusso. Questa è evidente giustizia.10 Non permettere all'abietto di governare e dominare coloro
che sono nobili e degni di onore e non consentire che i
magnanimi siano alla mercé di individui spregevoli e indegni,
poiché questo è ciò che abbiamo notato al Nostro arrivo nella
Città (Costantinopoli), ne facciamo testimonianza. Fra i suoi
abitanti trovammo alcuni in possesso di opulente fortune, che
vivevano in mezzo a eccessive ricchezze, mentre altri
versavano in gravi ristrettezze e nella più assoluta povertà.
Ciò non si confà alla tua sovranità ed è indegno del tuo rango.
11 Accetta il Mio consiglio e sforzati di governare con equità
fra gli uomini, sì che Dio esalti il tuo nome e diffonda la fama
della tua giustizia in tutto il mondo. Attento a non accrescere
il potere dei ministri a spese dei sudditi. Temi i sospiri dei
poveri e dei giusti che a ogni sorger del giorno lamentano la
propria sorte e sii per loro un sovrano benevolo. Essi, in
verità, sono i tuoi tesori sulla terra. A te quindi il compito di
salvaguardare i tuoi tesori dagli assalti di coloro che
desiderano derubarti. Informati dei loro affari e accertati ogni
anno, anzi, ogni mese, delle loro condizioni e non essere di
coloro che trascurano i doveri.12 Tieni davanti agli occhi l'infallibile Bilancia di Dio e ogni
giorno, ogni momento della tua vita, pesa su quella bilancia le
tue azioni, come se fossi alla Sua presenza. Fa' un esame di
coscienza prima d'esser chiamato a render conto, il Giorno in
cui nessuno avrà la forza di resistere per timore di Dio, il
Giorno in cui i cuori degli ignavi tremeranno.13 Conviene a ogni sovrano di essere munifico come il sole,
che fa crescere tutti gli esseri dando a ciascuno ciò che gli è
dovuto, i cui benefici non sono intrinseci ma decretati da
Colui Che è il Più Possente, l'Onnipotente. Il Re dovrebbe,
nella sua misericordia, essere generoso e munifico come le
nubi che, per ordine di Colui Che è il Supremo Ordinatore,
l'Onnisciente, riversano sopra ogni terra la piena dei loro
doni.14 Abbi cura di non affidare gli affari di stato completamente
in mano altrui. Nessuno può svolgere le tue funzioni meglio di
te. In tal guisa ti illustriamo le Nostre parole di saggezza e
facciamo discendere su di te ciò che può farti passare dalla
mano sinistra dell'oppressione alla destra della giustizia e
avvicinarti all'oceano risplendente dei Suoi favori. Questa è la
strada percorsa dai re che ti hanno preceduto, coloro che
agirono equamente verso i loro sudditi e seguirono un
cammino d'incorruttibile giustizia.15 Sei l'ombra di Dio sulla terra. Sforzati, perciò, di
comportarti nel modo che si conviene a un rango così
eminente e augusto. Se ti allontanerai dal seguire ciò che ti
abbiamo inviato e insegnato, sminuirai sicuramente quel
grande e inestimabile onore. Ritorna dunque a Dio e
aggrappati interamente a Lui, purifica il tuo cuore dal mondo
e dalle sue vanità e non permettere che l'amore per altri
estranei vi entri e vi dimori. Finché non ti sarai purificato il
cuore da ogni traccia di un simile amore, lo splendore della
luce di Dio non potrà diffondere su di esso il suo fulgore,
poiché Dio non ha dato a nessuno più di un cuore. Così,
invero, è stato decretato e scritto nel Suo antico Libro. E
poiché il cuore umano, così com'è stato forgiato da Dio, è
uno e indiviso, s'impone che tu vigili che anche il suo affetto
sia uno e indiviso. Aggrappati, perciò, con tutto l'affetto del
tuo cuore all'amore per Lui e distaccalo dall'amore per
chiunque altro non sia Lui, perché Egli ti aiuti a immergerti
nell'oceano della Sua unità e a divenire un verace sostenitore
della Sua unicità. Dio Mi è testimone. Il Mio unico scopo nel
rivelarti queste parole è di purificarti dalle cose transitorie
della terra e aiutarti a entrare nel regno della gloria eterna,
perché, col permesso di Dio, tu sia di coloro che vi dimorano
e vi governano…16 Giuro in nome di Dio, o Re! Non è Mio desiderio
protestare presso di te contro coloro che Mi perseguitano. È
soltanto a Dio che esprimo il Mio dolore e la Mia angoscia, a
Lui Che ha creato Me e loro, Che ben conosce la nostra
situazione e vigila su tutto. Mio desiderio è quello di avvertirli
delle conseguenze delle loro azioni, caso mai decidessero di
desistere dal trattare altri come hanno trattato Me e fossero
fra coloro che ascoltano il Mio ammonimento.17 Le tribolazioni che Ci hanno colpiti, le privazioni che
soffriamo, i vari tormenti che Ci assillano, tutto finirà, come
finiranno i piaceri di cui essi si deliziano e la ricchezza di cui
godono. Questa è la verità che nessuno al mondo può
respingere. I giorni in cui siamo stati obbligati a dimorare nella
polvere presto finiranno, come avverrà dei giorni in cui essi
occupavano seggi d'onore. Dio certamente giudicherà
secondo verità fra Noi e loro ed Egli è, invero, il miglior
giudice.18 Rendiamo grazie a Dio per tutto quello che Ci è accaduto
e pazientemente sopportiamo ciò che Egli ha disposto per Noi
nel passato o disporrà in futuro. In Lui ho posto la Mia fiducia
e nelle Sue mani ho rimesso la Mia Causa. Egli, sicuramente,
ricompenserà coloro che sopportano pazientemente e
confidano in Lui. Sua è la creazione e il suo dominio. Egli
esalta chi vuole e umilia chi vuole. Non Gli sarà chiesto conto
delle Sue azioni. Egli è invero il Gloriosissimo, l'Onnipotente.
19 Sia attento il tuo orecchio, o Re, alle parole che ti abbiamo
rivolto. Desistano gli oppressori dalla tirannia e gli artefici
dell'ingiustizia siano separati da coloro che professano la tua
fede. Per la giustizia di Dio! Tali tribolazioni abbiamo sofferto
che ogni penna che le descriva non può che essere sopraffatta
dall'angoscia. Nessuno di coloro che veramente credono e
sostengono l'unità di Dio può sopportarne il racconto. Così
grandi sono state le Nostre sofferenze che perfino gli occhi dei
Nostri nemici hanno versato lacrime per Noi e, oltre a loro,
quelli di ogni persona dotata di discernimento. E siamo stati
soggetti a tutte queste prove, malgrado ciò che abbiamo fatto
per avvicinarCi a te e invitare la gente a mettersi sotto la tua
ombra, perché tu divenissi un baluardo per coloro che
credono e sostengono l'unità di Dio.20 Ti ho mai disobbedito, o Re? Ho mai trasgredito ad alcuna
delle tue leggi? Forse che alcuno dei ministri che ti
rappresentavano in 'Iráq può portare prove che dimostrino
che Io sia stato sleale verso di te? No, in nome di Colui Che è
il Signore di tutti i mondi! Neppure per un breve attimo Ci
siamo ribellati a te o a un tuo ministro. Mai, a Dio piacendo,
Ci ribelleremo a te, anche se saremo sottoposti a prove molto
più dure di quelle subite in passato.21 Giorno e notte, sera e mattina, preghiamo Dio per te,
perché ti aiuti benevolmente ad ubbidirGli e a osservare la Sua
legge, perché ti protegga dalle schiere dei malvagi. Fa' perciò
come ti aggrada, trattaCi come si addice al tuo grado e si
confà alla tua sovranità. Non dimenticare la legge di Dio in
ogni cosa che desideri ottenere, adesso e nei giorni avvenire.
Dì: Lode a Dio, il Signore di tutti i mondi!1 O Dhabí?, nella maggior parte delle Tavole divinamente
rivelate la Penna della Rivelazione ha vergato queste parole:
Abbiamo ammonito tutti gli amati di Dio di vigilare perché
l'orlo della Nostra sacra veste non sia contaminato dal fango
di atti illeciti, né macchiato dalla polvere di comportamenti
biasimevoli. Li abbiamo inoltre esortati a fissare lo sguardo su
tutto ciò che abbiamo rivelato nelle Nostre Tavole. Se il loro
orecchio interiore fosse stato attento ai consigli divini che si
sono irradiati dall'Alba della Penna del Misericordiosissimo e
avesse ascoltato la Sua Voce, a quest'ora la maggior parte dei
popoli della terra sarebbero abbelliti dell'ornamento della Sua
guida. Ma ciò che era stato prestabilito doveva compiersi.
2 Ora che Si trova nella Più Grande Prigione, la Lingua
dell'Antico dei Giorni ancora una volta rivela queste parole
vergate in questa nivea Pergamena: O diletti dell'unico vero
Dio! Uscite dagli angusti recessi dei desideri malvagi e
corrotti, entrate nelle immense distese del regno di Dio e
dimorate nei prati della santità e del distacco, sì che la
fragranza delle vostre opere guidi l'intera umanità all'oceano
della inestinguibile gloria di Dio. Evitate d'interessarvi delle
faccende di questo mondo e di tutto ciò che lo riguarda e
d'immischiarvi nelle attività di coloro che ne sono
esteriormente i capi.3 L'unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, ha elargito ai
re il governo della terra. A nessuno è accordato il diritto di
agire in maniera contraria alle ponderate opinioni di coloro
che detengono l'autorità. Ciò che Dio ha riservato per Sé
sono le città dei cuori umani, di cui in questo Giorno gli amati
di Colui Che è la Verità Sovrana sono le chiavi. Piaccia a Dio
che a tutti loro sia dato il potere di aprire le porte di queste
città con la forza del Più Grande Nome. Questo significa
aiutare l'unico vero Dio –un tema che la Penna di Colui Che
fa sorgere l'alba ha trattato in tutti i Suoi libri e le Sue Tavole.
4 È doveroso inoltre che gli amati di Dio siano tolleranti
verso il prossimo, e siano così santificati e distaccati da tutto e
mostrino tale sincerità ed equità che tutti i popoli della terra li
considerino i fiduciari di Dio fra gli uomini. Guarda a quali
sublimi altezze si sono innalzate le ingiunzionidell'Onnipotente e in quale abietta dimora si trovano ora
quelle anime deboli. Beati coloro che sulle ali della certezza si
sono librati nei cieli dispiegati dalla Penna del tuo Signore, il
Più Misericordioso.5 O Dhabí?, mira le opere forgiate da Dio, la Verità
Sovrana. Dì: Grande, incommensurabilmente grande è la forza
della Sua potenza che abbraccia tutti i mondi! Esaltato,
immensamente esaltato è il Suo distacco, oltre le possibilità e
la comprensione dell'intera creazione! Glorificata, glorificata
sia la Sua mansuetudine – una mansuetudine che ha intenerito
i cuori di coloro che sono stati condotti vicino a Dio!
6 Pur afflitti da innumerevoli tribolazioni sofferte per mano
dei Nostri nemici, abbiamo proclamato a tutti i sovrani della
terra ciò che Dio ha voluto fosse proclamato, perché tutte le
nazioni sappiano che nessun genere di afflizione può impedire
alla Penna dell'Antico dei Giorni di raggiungere il suo scopo.
La Sua Penna si muove col permesso di Dio, Che riplasma le
ossa disfatte e putrescenti.7 In considerazione di questa potentissima impresa,
conviene che coloro che L'amano s'apprestino all'azione e
concentrino tutti i pensieri su ciò che assicuri la vittoria della
causa di Dio, piuttosto che commettere azioni basse e
riprovevoli. Se tu considerassi soltanto per un attimo le opere
palesi e le azioni di Colui Che è la Verità Eterna, cadresti al
suolo ed esclameresti: O Tu Che sei il Signore dei Signori!
Attesto che sei il Signore di tutta la creazione e l'Educatore di
tutti gli esseri visibili e invisibili. Attesto che il Tuo potere ha
pervaso l'universo intero e che mai potranno le legioni della
terra scoraggiarTi o il dominio di tutti i popoli e di tutte le
nazioni impedirTi di effettuare il Tuo piano. Confesso che non
hai altro desiderio che quello di rigenerare il mondo intero, di
creare l'unità dei suoi popoli e di salvare tutti coloro che vi
dimorano.8 Soffermati a riflettere e considera come debbano
comportarsi coloro che sono gli amati di Dio e a quali altezze
debbano innalzarsi. Implora in ogni istante il tuo Signore, il
Dio di Misericordia, di aiutarli a compiere ciò che Egli vuole.
Egli è invero, l'Onnipotente, il Gloriosissimo, l'Onnisciente.
9 O Dhabí?, la prigionia che Gli è stata inflitta non ha mai
nuociuto a quest'Essere vilipeso né mai Gli nuocerà, come
non Gli nuoceranno la perdita dei beni terreni, l'esilio e
neppure il martirio e le palesi umiliazioni. Ciò che Lo addolora
sono le cattive azioni che i benamati di Dio commettono e poi
imputano a Colui Che è la Verità Sovrana. Questa è
l'afflizione che Mi fa soffrire, me ne fa fede Colui Che ha
potere su tutte le cose. Ciò che Mi ha profondamente
addolorato sono le pretese avanzate ogni giorno dalle genti
del Bayán. Alcuni hanno giurato fedeltà a uno dei Miei Rami
(Figli), mentre altri hanno indipendentemente avanzato le
proprie pretese e agito secondo i propri desideri.
10 O Dhabí?! La Lingua Grandezza dice: Per il Mio Essere
che dice la verità! In questa potentissima Rivelazione tutte le
Dispensazioni del passato hanno raggiunto il supremo e finale
compimento. Chiunque vanti una Rivelazione dopo di Lui non
è che un mendace impostore. Preghiamo Dio che lo assista
benevolmente a ritrattare e rinnegare un tale vanto. Se si
pentirà, Dio lo perdonerà certamente. Ma se persisterà
nell'errore, Dio invierà sicuramente uno che lo tratterà senza
pietà. Egli è, invero, l'Onnipotente, il Più Possente.
11 Vedi come le genti del Bayán siano state affatto incapaci
di riconoscere che l'unico scopo di qualunque cosa sia stata
rivelata dalla Mia Precedente Manifestazione, Annunziatrice
della Mia Beltà, è stato la Mia Rivelazione e la proclamazione
della Mia Causa. Se non fosse stato per Me – e Colui Che è la
Verità Sovrana Me ne fa fede – non avrebbe mai detto quel
che disse. Guarda come questi stolti abbiano considerato un
gioco e un trastullo la Causa di Colui Che tutto possiede,
l'Inaccessibile! I loro cuori escogitano ogni giorno un nuovo
espediente e l'immaginazione li porta a cercare un nuovo
ripiego. Se quello che dicono fosse vero, come potrebbe
essere assicurata la salvezza della Causa del Tuo Signore?
Medita in cuor tuo e sii di coloro che hanno vista acuta, che
osservano con attenzione, che sono costanti nei propositi e
fiduciosi nella fede. La tua certezza dovrebbe essere tale che,
se l'umanità intera vantasse diritti che nessun uomo ha mai
vantato e nessuna mente concepito, li ignoreresticompletamente, li allontaneresti da te e volgeresti il viso verso
Colui Che è l'Oggetto dell'adorazione di tutti i mondi.
12 Per la giustizia del Mio Essere! Grande,incommensurabilmente grande, è questa Causa! Potente,
inconcepibilmente potente è questo Giorno! Beato, invero,
l'uomo che ha abbandonato tutto e ha fissato gli occhi su
Colui il Cui volto ha irradiato luce su tutti coloro che sono nei
cieli e su tutti coloro che sono sulla terra.13 Acuta dev'essere la tua vista, o Dhabí?, adamantina la tua
anima e come bronzo i tuoi piedi, se vuoi resistere agli assalti
dei desideri egoistici che sussurrano nel petto degli uomini.
Questa è l'irrevocabile ingiunzione che la Penna del Più
Grande Nome si è mossa a rivelare per virtù della volontà
dell'Antico Re. Custodiscila come la pupilla degli occhi e sii
fra coloro che sono riconoscenti. Sforzati giorno e notte di
servire la Causa di Colui Che è la Verità Eterna e rinunzia a
tutto fuorché a Lui. Per Me Stesso! Tutto ciò che vedi in
questo Giorno perirà. Sommamente elevato sarà il tuo stadio
se resterai saldo nella Causa del tuo Signore. Verso di Lui
sono diretti i tuoi indaffarati moti e in Lui è il luogo del tuo
eterno riposo.1 O Re Cristiani! Non avete sentito le parole di Gesù, lo
Spirito di Dio: «Vado e tornerò a voi»? Perché, dunque,
quando è ritornato a voi nelle nuvole del cielo, siete stati
incapaci di avvicinarvi a Lui per contemplare il Suo volto ed
essere di coloro che sono giunti alla Sua Presenza? Egli dice
in un altro passo: «Quando verrà lo Spirito di Verità, Egli vi
guiderà alla verità tutta intera». Eppure osservate come,
allorché vi ha portato la verità, vi siete rifiutati di volgere il
viso verso di Lui, persistendo nel sollazzarvi in capricci e
passatempi. Non Lo avete accolto, non avete cercato la Sua
Presenza per sentire dalla Sua bocca i versetti di Dio e per
ricevere la vostra parte della multiforme saggezza
dell'Onnipotente, del Gloriosissimo, del Più Saggio. Per colpa
della vostra mancanza, avete impedito che il soffio di Dio
alitasse su voi e avete privato le vostre anime della dolcezza
della Sua fragranza. Continuate a errare beatamente nella valle
dei vostri desideri corrotti. Voi e tutto ciò che possedete
passerà. Di certo tornerete a Dio e vi sarà chiesto conto delle
vostre azioni alla presenza di Colui Che radunerà la creazione
intera…2 Vent'anni son trascorsi, o re, durante i quali abbiamo
assaporato ogni giorno l'agonia di una nuova tribolazione.
Nessuno di coloro che Ci hanno preceduti ha sopportato ciò
che Noi abbiamo sopportato. Se poteste capirlo! Coloro che si
sono levati contro di Noi ci hanno messo a morte, hanno
sparso il nostro sangue, depredato le nostre proprietà e
violato il nostro onore. Benché foste a conoscenza della
maggior parte delle nostre pene, pure siete stati incapaci di
fermare la mano dell'aggressore. Non è forse vostro primo
dovere frenare la tirannia dell'oppressore e trattare con equità
i vostri sudditi, affinché il vostro alto senso di giustizia sia
pienamente dimostrato a tutta l'umanità?3 Dio ha posto nelle vostre mani le redini del governo dei
popoli, perché li governiate con giustizia, salvaguardiate i
diritti degli oppressi e puniate i malfattori. Se trascurate il
dovere che Dio vi ha prescritto nel Suo Libro, i vostri nomi
saranno annoverati fra quelli degli ingiusti ai Suoi occhi.
Grave sarà davvero il vostro errore. Vi attenete a quello che la
vostra fantasia ha architettato e vi gettate alle spalle i
comandamenti di Dio, l'Eccelso, l'Inaccessibile, l'Irresistibile,
l'Onnipotente? Buttate via ciò che possedete e afferratevi a
ciò che Dio vi ha comandato di osservare. Cercate la Sua
grazia, poiché chi la cerca percorre il Suo retto Sentiero.
4 Considerate lo stato in cui Ci troviamo e osservate i mali e
le angustie da cui siamo stati colpiti. Non trascurateCi,
neppure per un sol momento, e giudicate con equità fra Noi e
i Nostri nemici. Questo sarà sicuramente per voi un evidente
vantaggio. In tal guisa vi raccontiamo la Nostra storia e vi
narriamo ciò che Ci è accaduto perché possiate liberarCi dai
Nostri mali e alleggerire il Nostro fardello. Chi vuole consoli
le Nostre angustie. Quanto a chi non vuole, ebbene, il Mio
Signore è sicuramente il migliore degli alleati.5 O Servo, avverti e informa la gente di ciò che Ti abbiamo
inviato, e non lasciarTi turbare da alcun timore, e non esser di
coloro che esitano. S'avvicina il giorno in cui Dio esalterà la
Sua Causa e magnificherà la Sua testimonianza agli occhi di
tutti coloro che sono nei cieli e di tutti coloro che sono in
terra. Poni, in ogni occasione, tutta la Tua fiducia nel Tuo
Signore, fissa lo sguardo su di Lui e allontanati da tutti coloro
che ripudiano la Sua verità. Che Dio, il Tuo Signore, sia il
Tuo solo soccorritore e aiuto. Ci siamo impegnati ad
assicurarTi il trionfo sulla terra e a esaltare la Nostra Causa al
di sopra di tutti gli uomini – anche se non si trovi alcun re che
voglia volgere il viso verso di Te.1 Desideroso di rivelare i fondamenti della pace e della
tranquillità del mondo e del progresso dei suoi popoli, il
Grande Essere ha scritto: Verrà il tempo in cui sarà
universalmente sentita l'impellente necessità di costituire una
vasta assemblea che rappresenti tutti gli uomini. I potenti e i
re della terra dovranno intervenire e, partecipando alle sue
deliberazioni, prendere in considerazione le vie e i mezzi su
cui si baseranno le fondamenta della Grande Pace Mondiale
fra gli uomini. Una simile pace esige che per amore della
tranquillità dei popoli della terra, le Grandi Potenze si
decidano a riconciliarsi pienamente fra di loro. Se un re si
levasse in armi contro un altro, tutti dovranno sorgere uniti
contro di lui ed impedirglielo. Se ciò accadrà le nazioni del
mondo non avranno bisogno di alcun altro armamento oltre a
quello necessario per conservare la sicurezza dei loro regni e
mantenere l'ordine interno nei loro territori. Così si garantirà
la pace e la serenità di tutti i popoli, i governi e le nazioni. Se
ciò accadrà le nazioni del mondo non avranno bisogno di
alcun armamento oltre a quello necessario per conservare la
sicurezza dei loro regni e mantenere l'ordine interno nei loro
territori. Così si garantirà la pace e la serenità di tutti i popoli,
i governi e le nazioni. Osiamo sperare che i re e i sovrani della
terra, specchi del benevolo e onnipotente nome di Dio,
assurgano a questo grado e proteggano l'umanità dal
massacro e dalla tirannia... Si avvicina il giorno in cui tutti i
popoli della terra adotteranno una lingua universale e un'unica
scrittura. Quando ci si sarà giunti, in qualsiasi città arrivino, ai
viaggiatori sembrerà di entrare a casa propria. Tutto ciò è
obbligatorio e assolutamente essenziale. Incombe ad ogni
uomo illuminato e perspicace cercare di mettere in atto ciò
che è stato scritto. È un vero uomo colui che si dedica oggi a
servire l'intera razza umana. Il Grande Essere dice: Benedetto
e felice colui che si leva a promuovere i migliori interessi dei
popoli e delle tribù della terra. In un altro passo Egli ha
proclamato: Non ci si deve gloriare di amare la propria patria
ma piuttosto di amare il mondo intero. La terra è un solo
paese e l'umanità i suoi cittadini.1 Non trascurate il timor di Dio, o re della terra, e state
attenti a non oltrepassare i limiti fissati dall'Onnipotente.
Osservate i comandamenti del Suo Libro e fate bene
attenzione a non valicarne i confini. Siate vigili, sì che non
siate ingiusti verso nessuno, neppure nella misura di un
granello di senape. Seguite la via della giustizia, perché in
verità essa è la retta via.2 Componete le vertenze e riducete gli armamenti, perché
sia alleviato l'onere delle spese e le menti e i cuori siano
pacificati. Componete i dissensi che vi dividono e così non
avrete più bisogno di armamenti, fuorché per la protezione
delle città e delle terre. Temete Iddio e badate di non
oltrepassare i limiti della moderazione e di non farvi
annoverare fra i dissipatori.3 Abbiamo appreso che aumentate di anno in anno le spese e
ne fate sopportare il peso ai sudditi. Questo è, invero,
superiore a quello che essi possono sopportare ed è una grave
ingiustizia. Decidete equamente fra gli uomini e siate
l'emblema della giustizia fra loro. Questo, se giudicate
equamente, è il dovere che v'incombe e che s'addice al vostro
stato.4 Attenti a non trattare ingiustamente chi si appella a voi e si
rifugia sotto la vostra ombra. Attenetevi al timor di Dio e siate
di coloro che conducono vita pia. Non fate assegnamento sul
potere, sugli eserciti e sui tesori. Riponete tutta la fiducia e la
sicurezza in Dio, Che vi ha creati, e chiedete il Suo aiuto in
tutti i vostri affari. Solo da Lui viene il soccorso. Egli
soccorre chi vuole con le schiere dei cieli e della terra.
5 Sappiate che i poveri sono il pegno di Dio fra voi. Badate
di non tradire la Sua fiducia, di non comportarviingiustamente verso di loro e di non seguire il cammino dei
perfidi. Sarete sicuramente chiamati a rispondere del Suo
pegno il giorno in cui sarà preparata la Bilancia della
Giustizia, il giorno in cui ad ognuno sarà dato ciò che gli
spetta e saranno pesate le azioni di tutti gli uomini, ricchi e
poveri.6 Se non darete ascolto ai consigli che vi abbiamo rivelati in
questa Tavola in linguaggio impareggiabile e inequivocabile, il
castigo divino vi assalirà da ogni parte e sarà pronunziata
contro di voi la sentenza della Sua giustizia. Quel giorno non
avrete alcun potere di resisterGli e riconoscerete la vostra
impotenza. Abbiate pietà di voi stessi e di coloro che sono
sotto di voi. Giudicateli secondo i precetti prescritti da Dio
nella Sua santissima ed eccelsa Tavola, una Tavola in cui Egli
ha assegnato a ogni singola cosa la misura stabilita, in cui ha
dato una precisa spiegazione di tutte le cose e che è in se
stessa un monito per coloro che credono in Lui.7 Esaminate la Nostra Causa, chiedete ciò che Ci è accaduto
e decidete secondo giustizia fra Noi e i Nostri nemici e siate di
coloro che agiscono equamente con il prossimo. Se non
trattenete la mano dell'oppressore, se trascurate di
salvaguardare i diritti degli oppressi, quale diritto avete mai di
vantarvi fra gli uomini? Di che cosa potete giustamente
gloriarvi? Siete orgogliosi di ciò che mangiate e bevete, delle
ricchezze che ammassate nei forzieri, della varietà e del costo
degli ornamenti con cui vi adornate? Se la vera gloria
consistesse nel possesso di cose così periture, allora la terra
che calpestate dovrebbe vantarsi più di voi, perché è proprio
lei che per decreto dell'Onnipotente vi fornisce e vi concede
tutte queste cose. Nelle sue viscere si trova tutto ciò che
possedete secondo quello che Dio ha ordinato. Da essa, quale
segno della Sua misericordia, traete le vostre ricchezze.
Guardate dunque il vostro stato, la cosa di cui vi gloriate! Se
solo lo capiste!8 No! Per Colui Che tiene in pugno il regno dell'intera
creazione! La vostra vera e duratura gloria consiste soltanto
nella salda adesione ai precetti di Dio, nell'incondizionata
osservanza delle Sue leggi, nella sincera determinazione di
vigilare perché esse non restino inapplicate e nel seguire
costantemente la retta via.1 O governanti della terra! Perché avete offuscato il fulgore
del Sole impedendogli di splendere? Date ascolto al consiglio
che la Penna dell'Altissimo vi dà, sì che tanto voi quanto i
poveri possiate conseguire tranquillità e pace. Imploriamo Dio
di assistere i re della terra a instaurare la pace sulla terra. Egli
fa invero ciò che vuole.2 O re della terra! Vediamo che aumentate le spese di anno
in anno e ne fate sopportare il peso ai sudditi. Questa è,
invero, un'assoluta e grande ingiustizia. Temete i sospiri e le
lacrime di quest'Essere vilipeso e non imponete oneri
eccessivi ai vostri popoli. Non li derubate per edificarvi dei
palazzi; anzi, scegliete per loro ciò che scegliereste per voi
stessi. In tal guisa esponiamo ai vostri occhi quello che vi
gioverà, se solo lo capiste! I vostri popoli sono i vostri tesori.
State attenti che il vostro dominio non violi i comandamenti di
Dio e non consegnate in mano dei ladri coloro che avete in
custodia. È per i vostri popoli che governate, per loro mezzo
che vi sostentate, con il loro aiuto che conquistate. Eppure
con quale disprezzo li guardate! Strano, strano davvero!
3 Ora che avete rifiutato la Più Grande Pace, tenetevi
saldamente a questa, la Pace Minore, sì che possiate, almeno
in una certa misura, migliorare le vostre condizioni e quelle
dei vostri sudditi.4 O governanti della terra! Riconciliatevi in modo da non
aver più bisogno di armamenti, salvo quelli occorrenti a
difendere i vostri territori e domini. Attenti a non trascurare il
consiglio dell'Onnipotente, del Fedele.5 Siate uniti, o re della terra! In tal modo si calmerà la
tempesta della discordia fra voi e i vostri popoli troveranno
riposo, se siete di coloro che comprendono. Se uno di voi
prende le armi contro un altro, insorgete tutti contro di lui,
poiché questa non è altro che palese giustizia.1 O rappresentanti eletti dal popolo in ogni terra!
Consultatevi e il vostro intento sia soltanto quello di giovare
all'umanità e migliorarne le condizioni, se siete di coloro che
osservano con profitto. Paragonate il mondo al corpo umano
che, per quanto sano e perfetto al momento della creazione, è
stato afflitto, per cause diverse, da gravi disturbi e malanni.
Neppure per un solo giorno ha trovato pace, anzi la sua
malattia s'è sempre più aggravata perché è caduto sotto le
cure di medici ignoranti, che dando libero sfogo ai loro
desideri personali hanno commesso madornali errori. E se,
una volta, in seguito alle cure di un abile medico, un membro
di quel corpo fu risanato, gli altri rimasero afflitti dal male
come prima. Questo vi rivela l'Onnisciente, il Sapientissimo.
2 Lo vediamo, oggi, alla mercé di governanti così ebbri
d'orgoglio che non riescono a scorgere chiaramente il loro
vero tornaconto e tanto meno a riconoscere una Rivelazione
così sbalorditiva e ardita. Ogni qual volta uno di loro si è
accinto a migliorarne le condizioni, il suo intento, confessato
o no, è stato quello del proprio tornaconto, e l'indegnità di
questo scopo ne ha limitato il potere di guarigione o di cura.
3 Ciò che Dio ha ordinato quale sovrano rimedio e come il
più possente strumento per la guarigione del mondo è l'unione
di tutti i suoi popoli in una Causa universale e in una Fede
comune. Ciò può ottenersi soltanto per mezzo di un Medico
abile, potentissimo e ispirato. Questa è la verità e tutto il resto
non è altro che errore.1 Dì: O voi che Mi invidiate e volete il Mio male! Che il
furore della vostra collera contro di Me vi sconvolga! Ecco,
l'Astro della Gloria si è levato sull'orizzonte della Mia
Rivelazione e ha circonfuso di luce tutta l'umanità. Eppure,
vedete come vi siete sottratti al suo splendore e siete
sprofondati nella completa indifferenza. Abbiate pietà di voi
stessi, non respingete l'appello di Colui la Cui verità avete già
riconosciuta e non siate di coloro che trasgrediscono.
2 Per la giustizia dell'unico vero Dio! Se respingerete questa
Rivelazione, tutte le nazioni della terra rideranno e si
burleranno di voi, perché siete stati voi a portare davanti ai
loro occhi le testimonianze di Dio, il Protettore Sovrano, il
Più Potente, il Gloriosissimo, l'Onnisciente, per rivendicare la
verità della vostra Causa. Eppure, non appena vi è stata
inviata la Sua successiva Rivelazione rivestita della gloria di
un'irresistibile sovranità, ve la siete gettata alle spalle, o voi
che siete annoverati fra gl'indifferenti!3 E che? Credete in cuor vostro di avere la forza di spegnere
la luce del Sole o di eclissarne lo splendore? No, per la Mia
vita! Non riuscireste e non potreste mai riuscire nel vostro
intento, anche se chiamaste in vostro aiuto tutto ciò che è nei
cieli e sulla terra. Camminate sul sentiero del timor di Dio e
non vanificate le vostre opere. Porgete orecchio alle Sue
parole e non siate di coloro che sono separati da Lui come da
un velo. Dì: Dio Mi è testimone! Non ho mai desiderato nulla
per Me. Ciò che ho desiderato è stata la vittoria di Dio e il
trionfo della Sua Causa. Egli Stesso è sufficiente testimone fra
voi e Me. Se vi purificaste gli occhi, vi accorgereste subito
che le Mie azioni attestano la verità delle Mie parole, che le
Mie parole sono la guida delle Mie azioni.4 Sono ciechi i vostri occhi! Non avete visto la grandezza
del potere e della sovranità di Dio? Non avete veduto la Sua
maestà e la Sua gloria? Guai a voi, o masnada di maligni e di
invidiosi! Ascoltate le Mie parole e non indugiate neppure per
un breve attimo. Così vi comanda Colui Che è la Beltà del
Misericordiosissimo, caso mai vi distacchiate dalle cose che
possedete e ascendiate ad altezze dalle quali potrete scoprire
la creazione intera protetta sotto l'ombra della Sua
Rivelazione.5 Dì: Non v'è per voi né luogo, né rifugio, né asilo dove
fuggire, non v'è nessuno per difendervi o proteggervi dalla
furia dell'ira di Dio e dal Suo tremendo potere, in questo
Giorno, a meno che e finché non cercherete riparo all'ombra
della Sua Rivelazione. Questa è invero la Sua Rivelazione che
vi si è manifestata nella persona di questo Giovane.
Glorificato sia dunque Dio per una visione così radiosa,
preziosa, meravigliosa!6 Rinunziate a tutto fuorché a Me e volgete il vostro viso
verso il Mio viso, poiché questo vale più delle cose che
possedete. La Lingua di Dio attesta la verità delle Mie parole
per mezzo del Mio Verbo, che dice il vero e abbraccia e
comprende ogni cosa.7 Dì: Credete che la vostra devozione alla Sua Causa Gli
giovi o che il vostro ripudio della Sua verità Gli arrechi
danno? No, per il Mio Essere, il Soggiogatore, l'Inaccessibile,
l'Altissimo. Strappate i veli dei nomi e distruggete il loro
regno! Per la Mia Beltà! Colui Che è il Monarca di tutti i nomi
è giunto, Colui al Cui comando ogni singolo nome è stato
creato dal principio che non ha principio, Colui Che
continuerà a crearli come Gli aggrada, Egli è, invero, il
Potentissimo, il Sapientissimo.8 Attenti a non spogliarvi del manto della guida divina.
Dissetatevi dalla Coppa che i Giovani del Cielo hanno alzato
sulle vostre teste. Così vi ordina Colui Che ha più pietà per
voi di quanta ne abbiate voi stessi, Colui Che non vi chiede
ricompensa o gratitudine. La ricompensa Gli viene da Colui
Che, per il potere della verità, ve Lo ha inviato, L'ha scelto e
proclamato Suo Testimone alla creazione intera. È Lui Che
Gli ha dato il potere di manifestare tutti i Suoi segni. Guardate
ancora, affinché scorgiate le cose alle quali la Lingua
dell'Antico dei Giorni vi ha chiamato, caso mai siate di coloro
che hanno appresa la verità. Avete mai sentito narrare dai
vostri antichi padri o dalle generazioni che li precedettero,
fino al primo Adamo, che uno che venga avvolto nelle nubi
della rivelazione, investito di palese e trascendente sovranità,
alla sua destra il Regno di Dio, alla sinistra tutto il potere e la
gloria del Suo dominio eterno, preceduto dalle schiere di Dio,
l'Onnipotente, l'Assoluto, il Più Possente, che reciti di
continuo versetti il cui senso le menti dei più dotti e dei più
saggi fra gli uomini sono incapaci di sondare, possa mai essere
latore di un messaggio che non venga da Dio? Abbiate
discernimento, dunque, e dite la verità, la pura verità, se vi
ritenete onesti e magnanimi.9 Dì: I versetti che abbiamo rivelato sono tanto numerosi
quanto quelli che furono fatti discendere sul Báb nella
precedente Rivelazione. Colui che dubita delle parole
pronunciate dallo Spirito di Dio cerchi la corte della Nostra
presenza, ascolti i Nostri versetti divinamente rivelati e sia
testimone oculare della prova evidente della Nostra
affermazione.10 Dì: Per la giustizia dell'Onnipotente! La misura dei favori
di Dio è stata colmata, il Suo Verbo completato, la luce del
Suo sembiante rivelata, la Sua sovranità ha abbracciato la
creazione intera, la gloria della Sua Rivelazione è stata
manifestata e i Suoi doni si sono riversati su tutta l'umanità.
CXXIIun'adeguata educazione l'ha però privato di ciò che
inerentemente possiede. Da una parola uscita dalla bocca di
Dio egli è stato tratto all'esistenza; da un'altra è stato guidato
a riconoscere la Sorgente da cui attingere la sua educazione e
da un'altra ancora gli furono garantiti rango e destino. Il
Grande Essere dice: Considera l'uomo una miniera ricca di
gemme di inestimabile valore. Soltanto l'educazione può
rivelarne i tesori e permettere all'umanità di goderne. Se
l'uomo meditasse su ciò che le Scritture inviate dal cielo della
santa Volontà di Dio hanno rivelato, riconoscerebbe senza
indugio che il loro scopo è quello che tutti gli uomini si
considerino come un'anima sola, acciocché il sigillo che porta
incise le parole «Il Regno sarà di Dio» s'imprima in ogni
cuore e la luce della munificenza, della grazia e della
misericordia divina avviluppi tutta l'umanità. L'Unico vero
Dio, sia esaltata la Sua gloria, non ha desiderato nulla per Sé.
La fedeltà degli uomini non Gli giova, né Gli nuoce la loro
perversità. L'Uccello del reame dei Detti lancia continuamente
questo appello: «Tutto ho voluto per te, e te pure, per amor
tuo». Se i sapienti e i saggi d'oggigiorno permettessero
all'umanità di aspirare la fragranza della fraternità e
dell'amore, ogni cuore sensibile comprenderebbe il significato
della vera libertà e scoprirebbe il segreto della pace
indisturbata e dell'assoluta tranquillità. Se la terra
raggiungesse questo stadio e fosse illuminata dalla sua luce, se
ne potrebbe veramente dire: «non vi vedrai né depressioni né
colline!».1 Le generazioni che vi hanno preceduti, dove sono fuggite?
E coloro che in vita erano circondati dalle cose più piacevoli e
seducenti che offrisse la terra, dove sono adesso? Approfittate
del loro esempio, o popoli, e non siate di coloro che si sono
smarriti.2 Fra non molto, altri porranno le mani su ciò che possedete
ed entreranno nelle vostre abitazioni. Porgete orecchio alle
Mie parole e non siate annoverati fra gli stolti.3 Supremo dovere di ciascuno di voi è scegliersi ciò che
nessuno potrà violare o sottrargli. Questo – l'Onnipotente Me
ne è testimone – è l'amore di Dio, se solo lo capiste!
4 Costruitevi case che pioggia e inondazioni non possano
mai distruggere, che vi proteggano dalle vicende e dai casi
della vita. Queste sono le istruzioni di Colui Che il mondo ha
maltrattato e dimenticato.1 Quant'è meravigliosa l'unità del Dio Vivente ed Eterno –
un'unità che supera tutte le limitazioni e trascende la
comprensione di tutte le cose create! Egli ha dimorato
dall'eternità nella Sua inaccessibile dimora di santità e di
gloria e continuerà eternamente a troneggiare sulle sommità
della Sua sovranità e della Sua grandezza indipendente.
Sublime è la Sua Essenza incorruttibile, completamente
indipendente dalla conoscenza di tutte le cose create, e
immensamente esaltata essa resterà al di sopra della lode di
tutti gli abitanti dei cieli e della terra!2 Dalla sorgente eccelsa e dall'essenza del Suo favore e
della Sua munificenza Egli ha affidato a ogni cosa creata un
segno della Sua conoscenza, affinché nessuna delle Sue
creature fosse privata della propria parte, nell'esprimere
questa conoscenza, secondo la propria capacità e il proprio
rango. Questo segno è lo specchio della Sua bellezza nel
mondo della creazione. Maggiore lo sforzo compiuto per
raffinare questo sublime e nobile specchio, più fedelmente
esso rispecchierà la gloria dei nomi e degli attributi di Dio e
rivelerà le meraviglie dei Suoi segni e della Sua conoscenza.
Ogni cosa creata avrà il potere – tanto grande è questa
capacità di riflessione – di rivelare la potenzialità del proprio
stato preordinato, riconoscerà la propria capacità e le proprie
limitazioni e attesterà la verità che «Egli, invero, è Dio; non
v'è altro Dio che Lui»...3 Non v'è dubbio, dunque, che, in conseguenza degli sforzi
che ciascuno può coscientemente esercitare e per effetto
dell'uso delle facoltà spirituali, questo specchio potrà così
bene purificarsi dalle scorie delle contaminazioni terrene e
liberarsi dalle fantasticherie sataniche da avvicinarsi ai prati
della santità perenne e raggiungere le corti della fraternità
eterna. In virtù, però, del principio che per ogni cosa c'è un
tempo stabilito e per ogni frutto una stagione adatta, soltanto
nei Giorni di Dio potranno esser meglio liberate le latenti
energie di tale munificenza ed essere manifestata la gloria
primaverile di tale dono. Benché ogni giorno abbia la propria
parte prestabilita della meravigliosa grazia di Dio, pure, i
Giorni della Manifestazione di Dio possiedono unacaratteristica speciale e occupano un posto che nessuna mente
potrà mai comprendere. Tale è la virtù infusa in loro, che se in
quei giorni di eterna beatitudine i cuori di tutti coloro che
dimorano nei cieli e sulla terra fossero portati alla presenza di
quell'Astro d'immutabile gloria e accordati all'unisono con la
Sua volontà, si troverebbero tutti esaltati al di sopra di tutte le
cose terrene, radiosi della Sua luce e santificati dalla Sua
grazia. Gloria a questa grazia che nessuna benedizione, per
quanto grande, può superare, e onore a questa tenera bontà di
cui l'occhio della creazione non ha mai visto l'eguale! Eccelso
è Dio al di sopra di ciò che Gli si attribuisce e si narra di Lui!
4 È per questa ragione che in quei giorni nessuno avrà mai
bisogno del vicino. È gia stato esaurientemente dimostrato
che, in quel Giorno destinato da Dio, la maggior parte di
coloro che hanno cercato e raggiunto la Sua santa corte hanno
rivelato una tale sapienza e saggezza che nessuno, oltre a
queste sante e benedette anime, per quanto a lungo abbia
insegnato o studiato, ne ha mai afferrato o mai comprenderà
neppure una goccia. È per virtù di questo potere che, nei
giorni della Manifestazione dell'Astro della Verità, i benamati
di Dio sono stati esaltati al di sopra di ogni sapere umano e ne
sono stati resi indipendenti. Anzi dai loro cuori e dalle
sorgenti dei loro innati poteri è sgorgata incessantemente
l'intima essenza del sapere e della saggezza umana.
CXXV1 Fratello mio, quando un vero ricercatore si accinga a
iniziare la ricerca sul sentiero che conduce alla sapienza
dell'antico dei Giorni, deve prima di tutto mondarsi e
purificarsi il cuore, che è la sede della rivelazione dei profondi
misteri di Dio, dalla polvere ottenebrante di tutta la sapienza
acquisita e dalle allusioni delle personificazioni di fantasie
sataniche. Deve nettarsi il petto, santuario dell'eterno amore
del Beneamato, da ogni lordura, purificarsi l'anima da tutto
ciò che appartenga all'acqua e al fango e da ogniattaccamento basso ed effimero. Deve tanto mondarsi il cuore
che nessuna traccia d'amore o di odio vi si attardi, perché
l'amore non lo conduca ciecamente in errore e l'odio non lo
respinga lungi dalla verità. Come anche tu puoi constatare,
oggigiorno la maggior parte delle persone a causa di
quest'amore e di quest'odio s'è privata del Volto immortale,
si è smarrita lontana dalle Personificazioni dei misteri divini e,
senza pastore, va raminga nel deserto dell'oblio e dell'errore.
2 Questo ricercatore deve sempre confidare in Dio,
rinunciare agli uomini della terra, distaccarsi dal mondo della
polvere e aggrapparsi a Colui Che è il Signore dei Signori.
Non deve mai esaltare se stesso al di sopra degli altri, deve
cancellare dalla tavola del cuore ogni traccia d'orgoglio e
vanagloria, armarsi di pazienza e di rassegnazione, osservare il
silenzio e astenersi da discorsi fatui. Poiché la lingua è un
fuoco che cova e l'abuso di parole un veleno mortale. Il fuoco
materiale consuma il corpo, ma il fuoco della lingua divora
tanto il cuore quanto l'anima. La forza del primo è di breve
durata, mentre gli effetti dell'ultimo durano per secoli.
3 Quel ricercatore deve anche considerare la maldicenza
come una grave colpa e tenersene lontano, poiché essa spegne
la luce del cuore e distrugge la vita dell'anima. Deve
contentarsi di poco e affrancarsi da tutti i piaceri sfrenati.
Deve far tesoro della compagnia di coloro che hanno
rinunciato al mondo e considerare prezioso beneficio lo
sfuggire alla gente millantatrice e mondana. All'alba d'ogni
giorno deve comunicare con Dio e perseverare con tutta
l'anima nella ricerca del Beneamato. Deve distruggere ogni
pensiero perverso con la fiamma dell'amorosa menzione di
Lui e, con la rapidità della folgore, oltrepassare tutto ciò che
non sia Lui. Deve soccorrere i miseri e mai distogliere le sue
cure dai derelitti. Dev'essere gentile con gli animali e tanto più
coi suoi simili dotati del potere della parola. Non deve esitare
ad offrire la vita per il Beneamato, né lasciare che le critiche
degli uomini lo distolgano dalla Verità. Non deve desiderare
per gli altri quello che non desidera per sé, né promettere ciò
che non può mantenere. Il ricercatore deve evitare con tutto il
cuore la compagnia dei malvagi e pregare per la remissione
dei loro peccati. Deve perdonare il peccatore e mai
disprezzarne l'infimo stato poiché nessuno sa quale sarà la
propria fine. Quante volte nell'ora della morte un peccatore ha
raggiunto l'essenza della fede e, bevendone il nettare
immortale, ha spiccato il volo verso le Coorti celesti. E quante
volte un credente devoto, al momento dell'ascesa dell'anima,
è talmente cambiato da cadere nel fuoco dell'abisso.
4 Il Nostro scopo nel rivelare queste parole ponderose e
convincenti è quello di persuadere il ricercatore a considerare
transitorio tutto ciò che non è Dio e a ritenere tutto, fuorché
Colui Che è l'Oggetto di tutta l'adorazione, nullità assoluta.
5 Queste sono le qualità degli eccelsi, il contrassegno di
coloro che vivono nello spirito e sono state già citate a
proposito dei requisiti dei viandanti che calcano la Via della
Sapienza Positiva. Qualora il viandante distaccato e il
ricercatore sincero abbia adempiuto queste condizioni
essenziali, allora e soltanto allora lo si potrà chiamare vero
ricercatore. Chi risponde ai requisiti espressi nel versetto «Ma
quelli che lotteranno zelanti per Noi», godrà della benedizione
conferita dalle parole «li guideremo per le Nostre vie».
6 Soltanto quando la lampada della ricerca, dello sforzo
intenso, del desiderio ardente, della devozione appassionata,
dell'amore fervido, del rapimento e dell'estasi sia accesa nel
cuore del ricercatore e la brezza della Sua amorosa premura
gli si riversi sull'anima, le tenebre dell'errore si disperderanno,
le nebbie dei dubbi e delle incertezze si dissiperanno e le luci
della sapienza e della certezza avvolgeranno il suo essere. In
quell'ora il mistico Araldo, portando la gioiosa novella dello
Spirito, brillerà dalla Città di Dio, luminoso come il mattino e
con lo squillo della tromba del Sapere risveglierà il cuore,
l'anima e lo spirito dall'assopimento della negligenza. Allora i
molteplici favori e l'effusione della grazia del santo ed eterno
Spirito conferiranno al ricercatore una vita talmente nuova,
che egli si troverà dotato di un nuovo occhio, d'un nuovo
orecchio, d'un nuovo cuore e di una nuova mente.Contemplerà i segni palesi dell'universo e penetrerà gli occulti
misteri dell'anima. Osservando con l'occhio di Dio scorgerà in
ogni atomo una porta che conduce agli stadi dell'assoluta
certezza. In ogni cosa scorgerà i misteri della Rivelazione
divina e i segni di una manifestazione eterna.7 Giuro nel nome di Dio! Se chi calca il sentiero della guida
e si sforza di scalare le vette della rettitudine raggiungesse
questo stadio glorioso e supremo, aspirerebbe la fragranza di
Dio da una distanza di mille leghe e scorgerebbe il mattino
splendente della Guida divina sorgere sull'alba di tutte le cose.
Qualsiasi cosa, benché minima, sarebbe per lui una rivelazione
che lo condurrebbe al Beneamato, Oggetto della sua ricerca.
L'intuizione di questo ricercatore sarà così grande che
distinguerà la verità dalla menzogna come il sole dall'ombra.
Se la soave fragranza di Dio esalasse dai più remoti angoli
dell'oriente, sicuramente la riconoscerebbe e l'aspirerebbe,
anche se si trovasse agli estremi confini dell'occidente. E
distinguerà chiaramente tutti i segni di Dio – le Sue
meravigliose parole, le grandi opere, le possenti azioni –
dall'agire, dalle parole e dalle maniere degli uomini, come il
gioielliere distingue la gemma dalla pietra o l'uomo distingue
la primavera dall'autunno e il calore dal gelo. Quando il canale
dell'anima umana sia purificato da ogni ostacolo di
attaccamenti terreni, sentirà infallibilmente l'alito del
Beneamato da smisurate distanze e, guidata dal suo profumo,
raggiungerà la Città della Certezza e vi entrerà.8 Qui discernerà le meraviglie della Sua antica saggezza e
dal fruscio delle foglie dell'Albero che vi fiorisce percepirà
tutti gli insegnamenti celati. Con le orecchie interiori ed
esteriori udrà gl'inni di gloria e le lodi ascendere dalla polvere
al Signore dei Signori e con l'occhio interiore scoprirà i
misteri del «ritorno» e della «rinascita».9 Quale indicibile gloria nei segni, negl'indizi, nelle
rivelazioni e negli splendori che il Re dei nomi e degli attributi
ha destinato a quella Città! Il pervenirvi disseta senz'acqua e
senza fuoco attizza l'amore di Dio. In essa ogni filo d'erba
racchiude i misteri d'una saggezza imperscrutabile e sopra
ogni roseto miriadi di usignoli, in estasi benedetta, innalzano
le loro melodie. I suoi tulipani meravigliosi svelano il mistero
del Fuoco imperituro del Roveto Ardente e i suoi soavi aromi
di santità spandono il profumo dello Spirito Messianico.
Senz'oro concede dovizia e conferisce immortalità senza
morte. In ogni sua foglia sono racchiuse delizie ineffabili e in
ogni recesso sono celati infiniti misteri.10 Coloro che valorosamente si adoperano a ricercare la
volontà di Dio, una volta che abbiano rinunziato a tutto
fuorché a Lui, saranno così attaccati e legati a quella Città che
il separarsene, anche momentaneamente, sarebbe per loro
inconcepibile. Tenderanno l'orecchio alle prove infallibili del
Giacinto di quell'assemblea e riceveranno le più sicure
testimonianze dalla beltà della sua Rosa e dalla melodia del
suo Usignolo. Ogni mille anni circa questa Città sarà rinnovata
e riadornata...11 Quella Città non è altro che il Verbo di Dio rivelato in
ogni epoca e Dispensazione. Al tempo di Mosè fu il
Pentatèuco; al tempo di Gesù il Vangelo; al tempo di
Mu?ammad, il Messaggero di Dio, il Corano; ai giorni nostri
è il Bayán e nella dispensazione di Colui Che Dio manifesterà,
il Suo Libro, il Libro cui tutti i libri delle Dispensazioni
precedenti si riferiscono, il Libro più trascendente ed eccelso
di tutti.1 Ovunque fossimo esiliati, per quanto grandi le tribolazioni
che potremo subire, coloro che sono il popolo di Dio devono
volgere gli occhi verso la Sorgente della Gloria con ferma
risolutezza e completa fiducia e adoperarsi a fare qualunque
cosa contribuisca al miglioramento del mondo eall'educazione dei suoi popoli. Tutto ciò che Ci è accaduto in
passato ha promosso gl'interessi della Nostra Rivelazione e ne
ha portato alle stelle la fama e qualunque cosa Ci accada in
avvenire avrà lo stesso risultato. Aggrappatevi, dall'intimo del
cuore, alla Causa di Dio, una Causa che vi è stata inviata da
Colui Che è l'Ordinatore, il Sapientissimo. Con estrema
benevolenza e misericordia abbiamo convocato e guidato tutti
i popoli e tutte le nazioni verso ciò che sarà loro di
giovamento.2 L'Astro della Verità che splende di luce meridiana Ce ne
fa fede! Coloro che sono il popolo di Dio non hanno altra
ambizione che di vivificare il mondo, nobilitarne la vita e
rigenerarne i popoli. Schiettezza e buona volontà hanno
sempre contrassegnato le loro relazioni con tutti gli uomini. Il
loro comportamento esteriore non è che il riflesso della loro
vita interiore e la loro vita interiore lo specchio del loro
comportamento esteriore. Nessun velo nasconde od oscura le
verità su cui è fondata la loro Fede. Queste verità sono state
messe a nudo sotto gli occhi di tutti e possono essere
inequivocabilmente riconosciute. I loro atti attestano la verità
di queste parole.3 In questo Giorno ogni occhio veggente può scorgere la
luce nascente della Rivelazione di Dio e ogni orecchio attento
può riconoscere la Voce che si udì dal Roveto Ardente. Tale è
l'impeto delle acque della misericordia divina, che Colui Che è
l'Alba dei segni di Dio e il Rivelatore delle prove della Sua
gloria Si unisce a conversare senza veli e occultamenti coi
popoli e con le tribù della terra. Quanti hanno cercato la
Nostra Presenza con cuori colmi di malizia e ne sono ritornati
amici leali e affezionati! Le porte della grazia sono spalancate
davanti a tutti gli uomini. Nelle Nostre relazioni esteriori con
loro, abbiamo trattato alla pari giusti e peccatori, caso mai
anche i malfattori raggiungano l'illimitato oceano del perdono
divino. Il Nostro nome «l'Occultatore» ha irradiato una tale
luce sugli uomini, che il ribelle ha immaginato di essere
annoverato fra i pii. Non deluderemo mai chiunque Ci cerchi,
né sarà negato accesso alla Nostra corte a chiunque si volga a
Noi…4 O amici! Aiutate l'unico vero Dio, esaltata sia la Sua
gloria, con le vostre buone azioni, con un comportamento e
un carattere ben accetti ai Suoi occhi. Colui che cerca di
essere di aiuto a Dio in questo Giorno chiuda gli occhi a tutto
ciò che possiede e li apra alle cose di Dio. Cessi di occuparsi
di ciò che lo avvantaggia e si occupi di ciò che esalti
l'irresistibile nome dell'Onnipotente. Liberi il proprio cuore da
ogni bassa passione e piacere corrotto, poiché il timor di Dio
è l'arma che può farlo trionfare, il migliore strumento per
riuscire nel suo intento. Il timor di Dio è l'armatura che
protegge la Sua Causa, lo scudo che permette alle Sue genti di
conseguire la vittoria. È uno stendardo che nessun uomo può
abbattere, una forza che nessun potere può eguagliare. Col
Suo aiuto e col permesso di Colui Che è il Signore degli
Eserciti, coloro che si sono avvicinati a Dio hanno potuto
sottomettere e conquistare le cittadelle dei cuori umani.
CXXVII1 O genti, se desiderate conoscere Dio e scoprire la
grandezza della Sua potenza, guardateMi con i Miei occhi e
non con occhi d'altri che Me. Altrimenti non sarete mai in
grado di riconoscerMi, anche se mediterete sulla Mia Causa
tanto quanto durerà il Mio Regno, e se mediterete su tutte le
cose create per tutta l'eternità di Dio, il Signore Sovrano di
tutto, l'Onnipotente, l'Eterno, il Più Saggio. Abbiamo così
manifestato la verità della Nostra Rivelazione, affinché le genti
si scuotano dall'indifferenza e siano della schiera di coloro che
comprendono.2 Guardate la bassezza di questi uomini, i quali sanno
benissimo che ho offerto Me Stesso e i Miei congiunti sul
sentiero di Dio per preservare la loro fede in Lui, e sono a
completa conoscenza di come i Miei nemici Mi abbiano
assediato nei giorni in cui i cuori degli uomini temevano e
tremavano, i giorni in cui essi si nascondevano agli occhi degli
amati e dei nemici di Dio ed erano occupati a garantirsi
salvezza e pace.3 Siamo infine riusciti a manifestare la Causa di Dio e
l'abbiamo innalzata a una posizione così eminente, che tutti
hanno riconosciuto la sovranità e il possente dominio di Dio,
tranne coloro che nutrivano nel cuore malanimo contro questo
Giovane e davano compagni all'Onnipotente. Eppure,
nonostante questa Rivelazione la cui influenza ha pervaso
tutte le cose create, e malgrado lo splendore di questa Luce di
cui nessuno di loro ha mai visto l'eguale, guardate come i
seguaci del Bayán Mi abbiano rinnegato e avversato. Alcuni si
sono allontanati dal Sentiero di Dio, hanno rifiutato l'autorità
di Colui in Cui avevano creduto e si sono comportati
arrogantemente verso Dio, il Più Potente, il Protettore
Supremo, l'Eccelso, il Più Grande. Altri hanno esitato e
tergiversato sul Suo Sentiero e hanno considerata invalida la
Causa del Creatore, nella sua intima verità, a meno che non
fosse sancita dall'approvazione di uno che era stato creato per
opera del Mio Volere. Pertanto le loro opere sono risultate
vane, senza che nemmeno se ne accorgessero. Fra costoro vi è
colui che cercò di misurare Dio con il metro del proprio essere
e fu così fuorviato dai nomi di Dio, che insorse contro di Me,
Mi giudicò meritevole di morte e Mi imputò le malefatte di cui
lui stesso era colpevole.4 Offro perciò la Mia pena e il Mio dolore a Colui Che Mi
ha creato e Mi ha affidato il Suo Messaggio. A Lui rendo
grazie e lode per le cose che ha predestinato, per la Mia
solitudine e per l'angoscia che soffro per mano di questi
uomini che si sono smarriti tanto lontano da Lui. Ho
sopportato pazientemente le tribolazioni inflitteMi e
continuerò a sopportarle e riporrò tutta la Mia fede e la Mia
fiducia in Dio. Lo supplicherò dicendo: O Mio Signore, guida
i Tuoi servi alla corte del Tuo favore e della Tua munificenza
e fa' che non siano privati delle meraviglie della Tua grazia e
delle Tue molteplici benedizioni. Poiché non sanno che cosa
hai prestabilito per loro in virtù della Tua misericordia che
abbraccia la creazione intera. Esteriormente, o Signore, sono
deboli e impotenti; interiormente non sono che degli orfani.
Tu sei il Generosissimo, il Munifico, il Più Eccelso, il Più
Grande. Non scatenare, o mio Dio, la furia della Tua ira su di
loro e permetti loro di attendere fino a che si siano manifestate
le meraviglie della Tua misericordia, affinché ritornino a Te e
Ti chiedano perdono per le cose che hanno perpetrato contro
di Te. In verità, Tu sei il Perdonatore, il Misericordiosissimo.
CXXVIII1 Dì: È lecito che un uomo si proclami seguace del suo
Signore, il Misericordiosissimo e commetta in cuor suo le
azioni del Maligno? No, non è assolutamente lecito, Me ne fa
fede Colui Che è la Beltà del Gloriosissimo. Se lo
comprendeste!2 Purificatevi il cuore dall'amore per le cose terrene, la
lingua da ogni ricordo che non sia il Suo, il vostro intero
essere da tutto ciò che v'impedisca di contemplare il Suo
volto o vi tenti di seguire i suggerimenti delle tendenze cattive
e corrotte. Sia Dio il vostro timore, o genti, e siate di coloro
che percorrono il sentiero della rettitudine.3 Dì: O genti, se il vostro comportamento è in contrasto con
ciò che professate, come pensate di potervi distinguere da
coloro che, pur professando fede nel Signore loro Dio, non
appena Egli venne loro in nube di santità, si sono rifiutati di
riconoscerLo e hanno ripudiato la Sua verità? Liberatevi da
ogni attaccamento a questo mondo e alle sue vanità. Attenti a
non avvicinarvi ad esse, perché vi suggeriscono di
abbandonarvi alla concupiscenza e alle brame, impedendovi di
entrare nel Sentiero retto e glorioso.4 Sappiate che «mondo» sta a significare l'ignoranza di
Colui Che è il vostro Artefice e l'assorbimento in tutto ciò che
non è Lui. «Vita avvenire», d'altro canto, significa ciò che vi
avvicina in sicurezza a Dio il Gloriosissimo, l'Incomparabile.
Tutto ciò che in questo Giorno vi distoglie dall'amare Dio non
è altro che il mondo. Rifuggitelo, per essere annoverati fra i
beati. Se un uomo desidera abbellirsi con gli ornamenti della
terra, indossarne le sontuose vesti o partecipare ai benefici che
essa può concedere, nessun male lo coglierà se non
permetterà che assolutamente nulla si intrometta fra lui e Dio,
poiché Dio ha ordinato ogni buona cosa creata nei cieli e sulla
terra per quei Suoi servi che credono fedelmente in Lui.
Godete, o genti, delle buone cose che Dio vi ha concesso e
non privatevi dei Suoi meravigliosi doni. RendeteGli grazie e
lodateLo e siate di coloro che sono sinceramente grati.
5 O tu che fuggisti la tua casa per cercare la presenza di
Dio! Proclama agli uomini il Messaggio del tuo Signore, caso
mai ti riesca di impedir loro di seguire gl'impulsi dei desideri
malvagi e corrotti e di condurli al ricordo di Dio, il Più
Eccelso, il Più Grande. Dì: Temete Dio, o genti, ed evitate di
spargere il sangue di chicchessia. Non litigate con il prossimo
e siate di coloro che fanno il bene. Attenti a non creare
disordini sulla terra dopo che essa è stata ben riordinata, e non
seguite le orme di coloro che si sono smarriti.6 Chiunque fra voi si levi a insegnare la Causa del suo
Signore, prima di tutto istruisca se stesso, affinché le sue
parole attraggano i cuori di coloro che l'ascoltano. Se non
istruirà se stesso, le parole della sua bocca non influenzeranno
il cuore del ricercatore. Attenti, o uomini, a non essere di
coloro che danno buoni consigli agli altri, ma dimenticano di
seguirli. Le loro stesse parole e, oltre alle parole, la realtà di
tutte le cose, e, oltre a queste realtà, gli angeli vicini a Dio li
accuserebbero di menzogna.7 Se un simile uomo riuscisse mai a influenzare qualcuno,
non se ne dovrebbe attribuire il successo a lui, ma all'influenza
delle parole di Dio, com'è stato decretato da Colui Che è
l'Onnipotente, il Sapientissimo. Agli occhi di Dio egli è
considerato come una lampada che fa luce e tuttavia si
consuma incessantemente entro di sé.8 Dì: O genti, non commettete ciò che vi copra di vergogna
o disonori la Causa di Dio agli occhi degli uomini e non siate
artefici di male. Non avvicinatevi alle cose che la vostra mente
condanna. Fuggite ogni genere di malvagità, poiché queste
cose vi sono proibite in quel Libro che nessuno tocca, eccetto
coloro che Iddio ha purificato da ogni traccia di colpa e
annoverato fra i puri.9 Siate giusti verso voi stessi e verso gli altri, affinché le
prove della giustizia siano rivelate fra i nostri servi fedeli per
mezzo delle vostre azioni. Attenti a non abusare dei beni del
prossimo. Mostratevi degni della sua fiducia e della sua
confidenza e non rifiutate ai poveri i doni che la misericordia
di Dio vi ha concesso. Egli ricompenserà, invero, i caritatevoli
e li ripagherà per ciò che hanno donato. Non v'è altro Dio che
Lui. Suoi sono la creazione intera e il suo ordine. Egli
concede i Suoi doni a chi vuole e a chi vuole li toglie. Egli è il
Gran Donatore, il Più Generoso, il Benevolo.10 Dì: Insegnate la Causa di Dio, o genti di Bahá, poiché Dio
ha prescritto a ciascuno il dovere di proclamare il Suo
Messaggio e ritiene questa la più meritevole di tutte le azioni.
Tale azione è ben accetta soltanto quando colui che insegna la
Causa è già un saldo credente in Dio, il Protettore, il
Supremo, l'Amabile, l'Onnipotente. Inoltre Egli ha ordinato
che la Sua Causa sia insegnata col potere della favella umana e
senza ricorrere alla violenza. Tale è l'ordine inviato dal Regno
di Colui Che è il Più Eccelso, il Sapientissimo. Attenti a non
entrare in disputa con alcuno, anzi, sforzatevi di renderlo
edotto della verità con modi cortesi e con esortazioni
convincenti. Se il vostro ascoltatore sarà incline, lo sarà per il
proprio bene, in caso contrario allontanatevi da lui e volgete il
viso verso la sacra Corte di Dio, luogo di santità risplendente.
11 Non entrate in discussione con nessuno riguardo alle cose
e agli affari di questo mondo, poiché Dio li ha abbandonati a
coloro che vi hanno posto il loro affetto. Del mondo intero
Egli ha scelto per Sé i cuori degli uomini – cuori che le schiere
della rivelazione e della parola possono soggiogare. Così è
stato ordinato dalle Dita di Bahá sulla Tavola dell'irrevocabile
decreto di Dio per comando di Colui Che è l'Ordinatore
Supremo, l'Onnisciente.1 O viandante sul sentiero di Dio! Prendi la tua parte
dell'oceano della Sua grazia e non privarti di ciò che è celato
nelle sue profondità. Sii di coloro che hanno avuto parte dei
suoi tesori. Una sola goccia di questo oceano, versata su
coloro che sono nei cieli e sulla terra, basterebbe a colmarli
della generosità di Dio, l'Onnipotente, l'Onnisciente, il
Sapientissimo. Attingi con le mani della rinunzia alle sue
acque vivificatrici e aspergine tutte le cose create, sì che esse
si purifichino da tutte le limitazioni, opera d'uomo, e si
avvicinino al potente seggio di Dio, questo Luogo sacro e
splendente.2 Non addolorarti se devi farlo da solo. Ti basti dunque
Iddio. Entra in intima comunione col Suo Spirito e sii di
coloro che son grati. Proclama la Causa del tuo Signore a tutti
coloro che sono nei cieli e sulla terra. Se qualcuno risponde al
tuo appello, esponi davanti a lui le perle della saggezza del
Signore Dio tuo, che il Suo Spirito ti ha inviato, e sii di coloro
che sinceramente credono. E se qualcuno rifiuta la tua offerta,
allontanati da lui e poni la tua fiducia e la tua fede nel Signore
Dio tuo, il Signore di tutti i mondi.3 Per la giustizia di Dio! Chiunque dischiuda le labbra in
questo giorno e faccia menzione del nome del suo Signore, le
schiere dell'ispirazione divina scenderanno su di lui dal cielo
del Mio nome, l'Onnisciente, il Sapientissimo. Su di lui
discenderanno anche le Coorti supreme levando in alto un
calice di pura luce. Così è stato prestabilito nel reame della
Rivelazione di Dio, per ordine di Colui Che è il Gloriosissimo,
il Più Potente.4 È celata sotto il Santo Velo e pronta a servire Dio una
compagnia dei Suoi prescelti che si paleseranno agli uomini,
assisteranno la Sua Causa e non temeranno nessuno, anche se
l'intera razza umana si sollevasse a combatterli. Essi sono
coloro che si alzeranno davanti agli occhi degli abitanti della
terra e degli ospiti del cielo e, a gran voce, acclameranno il
nome dell'Onnipotente e chiameranno i figli degli uomini sulla
via di Dio, il Gloriosissimo, il Più Lodato. Segui i loro passi e
non lasciarti scoraggiare da nessuno. Sii di coloro che il
tumulto del mondo, per quanto li turbi sul sentiero del loro
Creatore, mai potrà rattristare, il cui proposito l'ingiuria del
calunniatore mai potrà sconfiggere.5 Avanza con la Tavola di Dio e con i Suoi segni e unisciti a
coloro che hanno creduto in Me e annunzia loro le novelle del
Nostro santissimo Paradiso. Ammonisci poi coloro che Gli
hanno dato compagni. Dì: O genti, sono venuto a voi dal
Trono della gloria e vi porto un annunzio da Dio, il Più
Possente, il Più Eccelso, il Più Grande. Ho in mano l'attestato
di Dio, Signore vostro e dei vostri avi. Pesatelo con la giusta
Bilancia che possedete, la Bilancia della testimonianza dei
Profeti e dei Messaggeri di Dio. Se trovate che è fondato sulla
verità, se credete che appartenga a Dio, attenti, allora, a non
cavillare su di esso e a non vanificare le vostre opere e a non
essere annoverati fra gli infedeli. Esso è invero il segno di Dio
inviato tramite il potere della verità, per il quale la validità
della Sua Causa è stata dimostrata alle Sue creature, e le
insegne della purezza sono state innalzate fra terra e cielo.
6 Dì: Questo è il mistico Rotolo sigillato, il depositario
dell'irrevocabile Decreto di Dio, che contiene le parole
tracciate dal Dito della Santità, avvolto nel velo del mistero
impenetrabile, ora inviato quale pegno della grazia di Colui
Che è l'Onnipotente, l'Antico dei Giorni. In esso abbiamo
fissato i destini di tutti gli abitanti della terra e degli abitatori
del cielo e abbiamo scritto la conoscenza di tutte le cose, dalla
prima all'ultima. Nessuna cosa, sia essa stata creata in passato
o in futuro, può sfuggirGli o vanificarLo. Se solo lo capiste!
7 Dì: La Rivelazione inviata da Dio si è certissimamente
ripetuta e la Mano protesa del Nostro potere ha protetto tutti
coloro che sono nei cieli e sulla terra. Per il potere della verità,
della pura verità, abbiamo palesato un infinitesimo barlume del
Nostro impenetrabile Mistero ed ecco, mentre coglievano un
lampo fugace della Luce Cremisi che avvolge il Sinai della
Nostra Rivelazione, coloro che hanno riconosciuto la radiosità
dello splendore del Sinai sono spirati. Così Colui Che è la
Beltà del Misericordiosissimo è disceso dalle nubi della Sua
testimonianza e ciò che era stato decretato per virtù della
Volontà di Dio, il Gloriosissimo, il Sapientissimo, si è
compiuto.8 Dì: Esci dalla Tua sacra camera, o Ancella del Cielo,
abitatrice dell'Eccelso Paradiso! Abbigliati come più ti piace,
nella serica Veste dell'Immortalità e indossa, nel nome del
Gloriosissimo, l'Abito ricamato di Luce. Ascolta poi i dolci,
meravigliosi accenti della Voce che viene dal Trono del Tuo
Signore, l'Inaccessibile, l'Altissimo. Togliti il velo dal volto e
palesa la beltà della Damigella dagli occhi neri e non
permettere che i servi di Dio restino privi della luce del Tuo
sembiante luminoso. Non ti rattristare se odi i sospiri degli
abitanti della terra o il lamento degli abitatori del cielo.
Lasciali perire nella polvere dell'estinzione. Che siano
annientati, poiché nei loro petti si era acceso il fuoco
dell'odio. Intona, quindi, con la voce più melodiosa, innanzi a
tutti i popoli della terra e del cielo, un cantico di lode in
ricordo di Colui Che è il Re dei nomi e degli attributi di Dio.
Questo il destino che Ti abbiamo decretato. E siamo ben
capaci di raggiungere lo scopo.9 Attenta a non deporre, Tu Che sei l'Essenza della Purezza,
la Tua veste di fulgida gloria. Anzi, accresci sempre più il Tuo
sfarzo nel regno del creato con le incorruttibili vesti del Tuo
Signore, sì che attraverso di Te la mirabile effigie
dell'Onnipotente si riverberi su tutte le cose create e la grazia
del Tuo Signore sia diffusa nel pieno del potere sulla
creazione intera.10 Se senti emanare da qualcuno il profumo dell'amore del
Tuo Signore, sacrificaTi per lui, perché Ti abbiamo creata per
questo fine, da tempo immemorabile abbiamo pattuito con Te,
alla presenza della schiera dei Nostri prediletti, questo preciso
scopo. Non essere impaziente se cuori ciechi Ti bersagliano
coi loro dardi di vane fantasie. Lasciali in balia di se stessi,
poiché seguono i suggerimenti dei malvagi.11 Grida innanzi agli abitatori del cielo e della terra: Sono
l'Ancella del Cielo, Progenie dello Spirito di Bahá. La Mia
dimora è la Magione del Suo Nome, il Gloriosissimo. Innanzi
alla Schiera Superna sono stata abbellita dell'ornamento dei
Suoi nomi. Sono stata avvolta in velo d'inviolabile sicurezza e
rimango celata agli occhi umani. Mi parve di udire una Voce
di divina, incomparabile dolcezza emanare dalla mano destra
del Dio di Misericordia, ed ecco, il Paradiso intero agitarsi e
fremere davanti a Me nella brama di udire i Suoi accenti e
contemplare la beltà di Colui Che li aveva pronunziati. Così
abbiamo rivelato in questa luminosa Tavola, e nel più dolce
degli idiomi, i versetti che la Lingua dell'Eternità si mosse a
pronunziare nel Qayyúmu'l-Asmà'.12 Dì: Egli ordina ciò che Gli piace in virtù della Sua
sovranità e fa tutto ciò che vuole per Suo comando. Non Gli
si deve chiedere ragione di ciò che Gli piace stabilire. Egli è,
invero, l'Illimitato, l'Onnipossente, il Sapientissimo.
13 Coloro che hanno rifiutato di credere in Dio e si sono
ribellati alla Sua sovranità sono le vittime impotenti della
propria natura e dei propri desideri corrotti. Devono ritornare
alla loro dimora nel fuoco dell'inferno, orrenda è la dimora
degli iniqui!1 Sii generoso nella prosperità e grato nell'avversità. Sii
degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso
sorridente ed amichevole. Sii tesoro per il povero,
ammonitore per il ricco, risposta al grido del bisognoso,
custode della santità della promessa. Sii equo nel giudicare e
cauto nel parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii
mansueto con tutti gli uomini. Sii fiaccola per chi cammina
nelle tenebre, gioia per l'addolorato, mare per l'assetato,
rifugio per l'angosciato, alleato e difensore per la vittima
dell'oppressione. Fa' che l'integrità e la rettitudine
contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii asilo per l'estraneo,
balsamo per il sofferente, torre incrollabile per il fuggitivo. Sii
occhio per il cieco e faro che guida i passi dell'errante. Sii
ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della
fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il
corpo dell'umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro
sull'orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore
umano, arca sull'oceano del sapere, sole nel cielo della
munificenza, gemma sul diadema della saggezza, luce
risplendente nel firmamento della tua generazione, frutto
sull'albero dell'umiltà.1 La Penna dell'Antico Re non ha mai cessato di ricordarsi
degli amati di Dio. Una volta dalla Sua Penna sono sgorgati
fiumi di misericordia, un'altra volta grazie al suo moto è stato
rivelato il limpido Libro di Dio. Egli è Colui al Quale nessuno
può paragonarsi, la Cui parola nessun mortale può eguagliare.
Egli è Colui Che dall'eternità è stato posto sul seggio del
dominio e del potere, dalle Cui labbra sono fluiti i consigli che
possono soddisfare le necessità dell'intera umanità e gli
ammonimenti che possono giovarle.2 L'unico vero Dio Mi è testimone, e le Sue creature
possono farne fede, che neppure per un attimo Mi sono
permesso di nasconderMi agli occhi degli uomini, né ho
acconsentito a proteggere la Mia persona dai loro colpi. Mi
sono alzato davanti al viso di tutti gli uomini e ho chiesto loro
di compiacerMi. Il Mio unico scopo è quello di migliorare il
mondo e assicurare la tranquillità dei suoi popoli. Il benessere,
la pace e la sicurezza dell'umanità saranno irraggiungibili, a
meno che e finché la sua unità non sia saldamente stabilita.
Quest'unità non potrà mai essere conseguita, finché si
lasceranno passare inascoltati i consigli rivelati dalla penna
dell'Altissimo.3 Per il potere delle parole ch'Egli ha pronunziato, l'intera
razza umana può essere illuminata dalla luce dell'unità e la
menzione del Suo Nome può infiammare i cuori di tutti gli
uomini e bruciare i veli che si frappongono fra loro e la Sua
gloria. Un solo atto di giustizia è dotato di tale forza da
innalzare la polvere a tal punto da farla salire oltre il cielo dei
cieli. Ha il potere di recidere ogni legame e di rinvigorire la
forza già spenta e svanita…4 Siate puri, o seguaci di Dio, siate puri; siate giusti, siate
giusti… Dì: O genti di Dio! Ciò che può assicurare la vittoria
di Colui Che è la Verità Eterna, le Sue schiere e i Suoi
sostenitori sulla terra, è stato scritto nei Libri sacri e nelle
Scritture ed è evidente e palese come il sole. Queste schiere
sono le azioni giuste e un comportamento e un carattere ben
accetti ai Suoi occhi. Chiunque sorga in questo Giorno ad
aiutare la Nostra Causa e chiami ad assisterlo le schiere di un
carattere integro e di un comportamento retto, l'influenza che
si sprigionerà da questo atto si diffonderà, certamente, sul
mondo intero.1 Lo Scopo per cui l'unico vero Dio, esaltata sia la Sua
gloria, Si è rivelato agli uomini è quello di portare alla luce le
gemme nascoste nella miniera del loro vero e intimo essere.
Che alle diverse comunità della terra e agli svariati sistemi di
credi religiosi non debba essere permesso di alimentare
sentimenti di animosità fra gli uomini è, in questo Giorno,
l'essenza della Fede e della Religione di Dio. Questi principi,
queste leggi, questi potenti sistemi così solidamente insediati
sono scaturiti da un'unica Sorgente e sono raggi di una sola
Luce: la differenza che si riscontra fra loro deve attribuirsi alle
diverse esigenze delle età in cui furono promulgati.
2 Apprestatevi all'azione, o genti di Bahá, acché, per
avventura, possiate placare il tumulto dei dissensi e delle lotte
religiose che agitano i popoli della terra e cancellarne
completamente ogni traccia. Per amore di Dio e di coloro che
Lo servono, levatevi a sostenere questa sublime e grandiosa
Rivelazione. L'odio e il fanatismo religioso sono per il mondo
un fuoco divoratore la cui violenza nessuno può placare:
soltanto la Mano del potere divino può liberare l'umanità da
questa desolante afflizione…3 La favella di Dio è una lampada la cui luce è questa parola:
Siete tutti frutti di un solo albero e foglie di un solo ramo;
comportatevi l'uno verso l'altro con profondo amore e
armonia, con amicizia e fraternità. Colui Che è l'Astro della
Verità Mi è testimone! Tanto potente è la luce dell'unità, da
illuminare il mondo intero. L'unico vero Dio, Colui Che
conosce tutte le cose, attesta, Egli Stesso, la verità di queste
parole.4 Adoperatevi a raggiungere questo stadio trascendente e
sublime, lo stadio che può assicurare la protezione e la
sicurezza dell'umanità intera. Questa meta sorpassa ogni altra
meta e questa aspirazione è la sovrana di tutte le aspirazioni.
Pero, fintantoché le dense nubi dell'oppressione che oscurano
l'astro della giustizia non saranno dissipate, difficilmente la
gloria di questo stadio si svelerà agli occhi degli uomini…
5 Associatevi con tutti gli uomini, o genti di Bahá, in ispirito
amichevole e fraterno. Se siete consci di una certa verità, se
possedete un gioiello di cui altri sono privi, rendetene gli altri
partecipi con linguaggio di grande gentilezza e cordialità. Se
sarà accettata, se arriverà allo scopo, il vostro intento sarà
raggiunto; ma se qualcuno dovesse respingerla, abbandonatelo
a se stesso e supplicate Dio di guidarlo. Attenti a non
comportarvi scortesemente verso di lui. Una lingua benevola è
una calamita per i cuori degli uomini e pane per lo spirito,
riveste di significato le parole ed è sorgente della luce della
saggezza e della comprensione…1 Gli ordinamenti di Dio sono stati inviati dal cielo della Sua
augustissima Rivelazione. Tutti devono osservarlidiligentemente. La distinzione suprema, il vero progresso, la
vittoria finale dell'uomo sono sempre dipesi e seguiteranno a
dipendere da essi. Chiunque osservi i comandamenti di Dio
raggiunge la felicità eterna.2 Un duplice obbligo incombe a colui che ha riconosciuto
l'Alba dell'Unità di Dio e accettato la verità di Colui Che è la
Manifestazione della Sua unicità. Il primo è la costanza
nell'amore per Lui, una costanza tale, che né clamori di nemici
né pretese di ignavi pretendenti lo distolgano dall'aggrapparsi
a Colui Che è la Verità Eterna, una costanza che non tenga
affatto conto di loro. Il secondo è la rigorosa osservanza delle
leggi da Lui prescritte, leggi che Egli ha sempre ordinato e
che seguiterà a ordinare agli uomini e per le quali la verità può
essere distinta e separata dalla falsità.1 Il primo e principale dovere prescritto agli uomini subito
dopo il riconoscimento di Colui Che è la Verità Eterna è
quello della fermezza nella Sua Causa. Attenetevi ad essa e
siate di coloro la cui mente è saldamente fissata e radicata in
Dio. Nessun atto, per quanto meritevole, ha potuto né potrà
mai paragonarsi a questo. È il re di tutti gli atti, ne fa fede il
tuo Signore, l'Altissimo, il Più Potente…2 Le virtù e gli attributi appartenenti a Dio sono tutti palesi e
manifesti e sono stati citati e descritti in tutti i Libri celestiali.
Fra questi vi sono la lealtà, la franchezza, la purezza di cuore
nella comunione con Dio, la tolleranza, la rassegnazione a
tutto ciò che l'Onnipotente ha decretato, l'accontentarsi di ciò
che la Sua Volontà dispone, la pazienza, anzi la gratitudine,
fra le tribolazioni e la completa fiducia in Lui, in ogni
circostanza. Queste sono annoverate, nella stima di Dio, fra le
più elevate e lodevoli azioni. Tutte le altre sono, e sempre
saranno, secondarie e subordinate a queste…3 Lo spirito che anima il cuore umano è la conoscenza di
Dio e il suo più vero fregio è il riconoscimento della verità che
«Egli fa ciò che vuole e ordina quel che Gli aggrada». La sua
veste è il timor di Dio e la sua perfezione la fermezza nella
Sua Fede. Così Dio istruisce chiunque Lo cerchi. Egli, invero,
ama colui che si volge verso di Lui. Non v'è altro Dio che
Lui, il Perdonatore, il Munifico. Ogni lode a Dio, il Signore di
tutti i mondi.1 O Lettera del Vivente! L'orecchio di Dio ha udito il tuo
grido e i Suoi occhi hanno visto la supplica che scrivesti. Egli
ti chiama dal Suo seggio di gloria e ti rivela i versetti che sono
stati inviati da Colui Che è l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che
esiste da Sé.2 Benedetto sii tu ché hai completamente infranto l'idolo
dell'egoismo e della fatua immaginazione e squarciato il velo
della vana fantasia col potere della possanza del tuo Signore,
il Protettore Supremo, l'Onnipotente, l'unico Benamato. In
verità, puoi essere annoverato fra quelle Lettere che hanno
sorpassato ogni altra Lettera. È per questo che sei stato scelto
da Dio per bocca del tuo Signore, il Báb, lo splendore del Cui
sembiante ha avvolto e continuerà ad avvolgere l'intera
creazione. Rendi grazie all'Onnipotente e magnifica il Suo
nome, poiché Egli ti ha aiutato a riconoscere una Causa che
ha fatto tremare i cuori degli abitanti dei cieli e della terra e
gridare i sudditi dei Regni della creazione e della Rivelazione e
per la quale sono stati sondati e messi alla prova i segreti
nascosti nei petti umani.3 Dal Suo Regno di gloria, il tuo Signore, l'Altissimo (il
Báb), ti ha rivolto queste parole: Grande è la benedizione che
ti attende, o Lettera del Vivente, perché hai creduto
sinceramente in Me, ti sei rifiutato di umiliarMi innanzi
all'Accolta superna, hai mantenuto la promessa, hai gettato
via il velo delle immaginazioni fatue e fissato lo sguardo sul
Signore tuo Dio, il Signore del visibile e dell'invisibile, il
Signore del Tempio Frequentato. Sono molto contento di te,
perché, il Giorno in cui i volti apparivano angosciati e oscuri,
ti ho trovato col viso raggiante di luce.4 Dì: O genti del Bayán! Non vi ammonimmo in tutte le
Nostre Tavole e Scritture celate a non cedere alle passioni
malvagie e agli istinti corrotti, ma a tenere gli occhi fissi
soltanto sul Luogo di gloria trascendente, il Giorno in cui sarà
preparata la Più Potente Bilancia, il Giorno in cui le dolci
melodie dello Spirito di Dio si riverseranno dalla destra del
trono del vostro Signore, il Protettore Onnipotente,
l'Onnipossente, il Santo dei Santi? Non vi proibimmo di
attenervi alle cose che vi avrebbero separato dalla
Manifestazione della nostra Beltà nella sua susseguente
Rivelazione, fossero pure le personificazioni stesse dei nomi di
Dio e di tutta la loro gloria, o i rivelatori dei Suoi attributi e
del loro dominio? Vedete come, non appena Mi rivelai,
respingeste la Mia verità, allontanandovi da Me, e foste fra
coloro che considerarono i segni di Dio un gioco e un
passatempo!5 Per la Mia Bellezza! Nulla sarà accettato da voi in questo
Giorno, anche se continuerete ad adorare Dio e a prostrarvi
dinanzi a Lui per l'eternità del Suo dominio. Tutto dipende
dalla Sua Volontà e il valore di tutti gli atti è subordinato alla
Sua accettazione e al Suo gradimento. L'universo intero non è
che un pugno di creta nella Sua mano. A meno che uno non
riconosca Dio e Lo ami, Dio non ascolterà il suo grido in
questo Giorno. Questa è l'essenza della Sua Fede, se solo lo
sapeste!6 Vi accontenterete di ciò che è come la foschia su una
pianura e rinunzierete all'Oceano le Cui acque ritemprano le
anime degli uomini per virtù della Volontà di Dio? Guai a voi
per aver ripagato la munificenza di Dio con cosa tanto vana e
spregevole. In verità, siete di coloro che Mi hanno respinto
nella Mia precedente Rivelazione. Se solo il vostro cuore lo
capisse!7 Sorgete e innanzi agli occhi di Dio espiate per aver
mancato ai vostri doveri verso di Lui. Ecco il Mio
comandamento per voi, se porgeste orecchio al Miocomandamento! Per il Mio Essere! Né le genti del Corano, né
i seguaci della Torà o del Vangelo, né i seguaci di altri Libri
hanno commesso ciò che le vostre mani hanno perpetrato. Io
Stesso ho dedicato tutta la vita alla difesa della verità di
questa Fede. Io Stesso ho annunziato in tutte le Mie Tavole
l'avvento della Sua Rivelazione. Eppure, non appena Egli Si è
manifestato nella Sua Rivelazione successiva, rivestito della
gloria di Bahá e ammantato della Sua grandezza, vi siete
ribellati contro Colui Che è il Protettore Supremo, Colui Che
esiste da Sé. Attenti, o uomini! Vergognatevi di ciò che Mi è
accaduto per mano vostra sul sentiero di Dio. State attenti a
non essere fra coloro che hanno respinto ciò che è stato
inviato loro dal Cielo della trascendente gloria di Dio.
8 O Lettera del Vivente, queste sono le parole che il tuo
Signore ha pronunziato e ti ha rivolto dai regni superni.
Proclama le parole del tuo Signore ai Suoi servi, caso mai si
scuotano dal sonno e chiedano perdono a Dio Che li ha
formati e plasmati e ha inviato loro questa fulgidissima,
santissima e manifesta Rivelazione della Sua Beltà.
CXXXVI1 Dì: O genti, liberate le vostre anime dalla schiavitù
dell'egoismo e purificatele dall'attaccamento a qualunque
cosa fuor che Me. Il ricordo di Me purifica ogni cosa dalla
corruzione, se solo lo capiste! Dì: Se tutte le cose create si
spogliassero completamente del velo della vanità e dei desideri
mondani, la Mano di Dio le rivestirebbe tutte col manto di
«Egli fa tutto ciò che vuole nel regno della creazione», così
che il segno della Sua sovranità si manifesti in tutte le cose.
Esaltato sia dunque il Signore Sovrano di tutto,l'Onnipotente, il Protettore Supremo, il Gloriosissimo, il Più
Possente.2 O Mio servo, intona versetti di Dio che hai ricevuto, come
li intonano coloro che si sono avvicinati a Lui, ché la dolcezza
della tua melodia accenda la tua stessa anima e attiri i cuori di
tutti gli uomini. Quando qualcuno recita i versetti rivelati da
Dio nell'intimità della propria camera, gli angeli
dell'Onnipotente sparsi ovunque spandono nell'universo la
fragranza delle parole pronunziate dalla sua bocca, facendo
palpitare il cuore di ogni giusto. Per quanto, in un primo
momento, possa non avvertirne l'effetto, pure, prima o poi, la
virtù della grazia concessagli eserciterà la sua influenza sulla
sua anima. In tal guisa sono stati decretati i misteri della
Rivelazione di Dio per virtù della volontà di Colui Che è la
Sorgente del potere e della saggezza.3 O Khalíl! Dio Me ne fa fede. Benché continui a muoversi
sulla Mia Tavola, pure, in fondo al cuore, la Mia Penna piange
ed è profondamente angosciata. Anche la lampada che arde
davanti al Trono piange e geme per ciò che l'Antica Bellezza
ha sofferto per mano di coloro che non sono che creazioni
della Sua Volontà. Dio Stesso sa e attesta la verità delle Mie
parole. Chiunque abbia purificato l'orecchio dall'assordante
vociare degl'infedeli e lo abbia rivolto verso tutte le cose
create non può non sentire il suono dei loro gemiti e dei loro
pianti, per i tormenti inflittiCi per mano di quei Nostri servi
che non hanno creduto in Noi e a Noi si sono ribellati. In tal
modo ti abbiamo palesato un barlume dei mali che Ci hanno
colpito, perché tu conosca le Nostre sofferenze e sopporti
pazientemente le tue afflizioni.4 Sorgi ad assistere il tuo Signore sempre e in ogni
evenienza e sii uno dei Suoi aiuti. Esorta, quindi, gli uomini a
porgere orecchio alle parole pronunziate dallo Spirito di Dio
in questa Tavola radiosa e risplendente. Dì: O genti, non
seminate il germe della discordia fra gli uomini e non litigate
col prossimo. Siate pazienti in ogni evenienza e abbiate
completa fiducia e fede in Dio. Aiutate il vostro Signore con
la spada della saggezza e della parola. Questo è in verità
degno dello stadio dell'uomo. Allontanarsene sarebbe indegno
di fronte a Dio, il Signore Sovrano di tutto, il Glorificato. Gli
uomini, però, sono stati traviati e sono davvero ignavi.
5 O genti, dischiudete le porte dei cuori umani con le chiavi
del ricordo di Colui Che è la Menzione di Dio e la Sorgente
della saggezza fra voi. Fra tutte le cose del mondo Egli ha
scelto i cuori dei Suoi servi e di ognuno di essi ha fatto un
seggio per la rivelazione della Sua gloria. Perciò purificateli da
ogni contaminazione, perché vi siano incise le cose per cui
sono stati creati. Quest'è, invero, un pegno del munifico
favore di Dio.6 Abbellite le vostre lingue con la sincerità, o uomini, e
adornate le vostre anime con la gemma dell'onestà. Attenti, o
uomini, a non tradire nessuno. Siate fiduciari di Dio fra le Sue
creature ed emblemi della Sua generosità fra la Sua gente.
Coloro che cedono alla lussuria e agl'impulsi corrotti errano e
distruggono i loro sforzi. In verità, sono fra i perduti.
Sforzatevi, o uomini, affinché gli occhi si volgano verso la
misericordia di Dio, i cuori battano all'unisono con il
meraviglioso ricordo di Lui, le anime si appoggino fiduciose
alla Sua grazia e alla Sua munificenza e i piedi calchino il
sentiero del Suo compiacimento. Questi sono i consigli che vi
dono. Se solo seguiste i Miei consigli!1 Taluni hanno considerato lecito attentare all'integrità delle
sostanze del prossimo e hanno preso alla leggera l'ingiunzione
di Dio prescritta nel Suo Libro. Mal gli incolga e li affligga il
castigo di Dio, il Possente, l'Onnipotente! Per Colui Che
splende sull'Orizzonte della santità! Se la terra si trasformasse
in argento e oro, nessuno di cui si possa dire che è veramente
asceso al cielo della fede e della certezza si degnerebbe di
considerarla e tanto meno di impossessarsene e tenerla.
Abbiamo già trattato questo argomento in alcuni passi rivelati
in arabo, in linguaggio di squisita bellezza. Dio Ci è testimone!
Chiunque abbia gustato la dolcezza di quelle parole non
acconsentirà mai a oltrepassare i limiti fissati da Dio, né
volgerà lo sguardo verso qualunque cosa non sia il Suo
Benamato. Tale uomo riconoscerà subito con l'occhio
interiore quanto siano assolutamente vane ed effimere le cose
di questo mondo e porrà i suoi affetti nelle cose eccelse.
2 Dì: Vergognatevi, o voi che vi chiamate amanti dell'Antica
Bellezza! Siate ammoniti dalle tribolazioni ch'Egli ha sofferto
e dal peso delle angosce che ha subito per amore di Dio!
Aprite gli occhi! A quale scopo Si è affaticato, se le molteplici
prove che ha dovuto sopportare devono alla fine degradarsi in
spregevoli affermazioni e in un comportamento così abietto?
Ogni ladro, ogni malfattore ha pronunziato queste stesse
parole e compiuto questi stessi atti nei giorni precedenti la
Mia Rivelazione.3 In verità Io dico: Porgete orecchio alla Mia dolce voce e
purificatevi dalle contaminazioni delle passioni malsane e dei
desideri corrotti. Coloro che dimorano nel tabernacolo di Dio
e si sono assisi sui seggi della gloria eterna, anche se muoiono
di fame, si rifiutano di allungar la mano per impadronirsi
illecitamente dei beni del prossimo, per quanto vile e
insignificante egli sia.4 Lo scopo per cui l'unico vero Dio Si è manifestato è di
invitare l'umanità intera alla verità e alla sincerità, alla pietà e
alla fidatezza, alla rassegnazione e alla sottomissione alla
volontà di Dio, alla tolleranza e alla cortesia, alla rettitudine e
alla saggezza. Il Suo fine è di ammantare ogni uomo d'un
carattere di santità e di abbellirlo con l'ornamento di azioni
sante e buone.5 Dì: Abbiate misericordia di voi stessi e dei vostri simili e
non permettete che la Causa di Dio – una Causa infinitamente
superiore alla più intima essenza della santità – sia
contaminata dalla macchia delle vostre fatue chimere, le vostre
immaginazioni sconvenienti e corrotte.1 O Dio Misericordioso, Tu, il Cui potere pervade ogni cosa
creata, vedi questi Tuoi servi, questi Tuoi schiavi osservare,
secondo il Tuo volere, durante il giorno il digiuno che hai
prescritto, alzarsi ai primi albori per ricordare il Tuo nome e
celebrare la Tua lode nella speranza di ottenere parte delle
buone cose custodite nei forzieri della Tua grazia e della Tua
Munificenza. Ti supplico, o Tu Che impugni le redini della
creazione intera, nelle Cui mani è tutto il Regno dei Tuoi nomi
e dei Tuoi attributi, di non privare i Tuoi servi, nel Tuo
Giorno, delle piogge che cadono dalle nubi della Tua
misericordia e di non impedir loro di ottenere la loro parte
dell'oceano della Tua benevolenza.2 O Mio Signore, tutti gli atomi della terra testimoniano la
grandezza del Tuo potere e della Tua sovranità e tutti i segni
dell'universo attestano la gloria della Tua maestà e della Tua
potenza. Abbi dunque misericordia, Tu Che sei il Signore
Sovrano di tutto, Che sei il Re dei giorni eterni e il Reggitore
di tutte le nazioni, di questi Tuoi servi che si sono aggrappati
alla corda dei Tuoi comandamenti, che hanno chinato il capo
davanti alle rivelazioni delle Tue leggi inviate dal cielo della
Tua Volontà.3 O Mio Signore, vedi i loro occhi levati verso l'alba della
Tua amorosa premura, i loro cuori fissati sugli oceani dei Tuoi
favori, le loro voci abbassate per udire gli accenti della Tua
dolce Voce che, dallo Stadio più sublime, chiama nel Tuo
Nome, il Gloriosissimo. Aiuta i Tuoi amati, o Mio Signore,
coloro che hanno abbandonato tutto per ottenere ciò che Tu
possiedi, che sono stati circondati da prove e tribolazioni per
aver rinunziato al mondo e riposto i loro affetti nel Tuo regno
di gloria. Proteggili, Ti supplico, o Mio Signore, da assalti di
malsane passioni e desideri e aiutali a ottenere ciò che giovi
loro in questo mondo e in quello avvenire.4 Ti prego, o Mio Signore, per il Tuo Nome celato e
prezioso che chiama a gran voce nel regno della creazione e
convoca tutti i popoli all'Albero oltre il quale non si passa, al
sito della gloria trascendente, di far discendere su di noi e sui
Tuoi servi la traboccante pioggia della Tua misericordia,
perché ci purifichi dal ricordo di tutto fuorché Te e ci avvicini
alle sponde dell'oceano della Tua grazia. Disponi, o Signore,
con la Tua eccellentissima Penna, ciò che immortali le nostre
anime nel Regno della gloria, che perpetui i nostri nomi nel
Tuo Regno e salvaguardi le nostre vite nei forzieri della Tua
protezione e i nostri corpi nella rocca della Tua inviolabile
fortezza. Tu hai potere su tutte le cose, passate e future. Non
v'è altro Dio che Te, il Protettore Onnipotente, Colui Che
esiste da Sé.5 Tu vedi, o Signore, le nostre supplici mani tese verso il
cielo del Tuo favore e della Tua grazia. Concedi che si
riempiano dei tesori della Tua munificenza e del Tuo
abbondante favore. Perdona noi, i nostri padri e le nostre
madri e accordaci tutto ciò che abbiamo desiderato
dall'oceano della Tua grazia e della Tua divina generosità.
Accetta, o Benamato dei nostri cuori, tutte le nostre opere
compiute sul Tuo sentiero. Tu sei invero, il Più Potente, il Più
Eccelso, l'Incomparabile, l'Unico, il Perdonatore, il Benevolo.
CXXXIX1 Porgi orecchio, o Nabíl-i-A'?am, alla Voce dell'Antico
dei Giorni che ti chiama dal Regno del Suo gloriosissimo
Nome. È Lui, adesso, Che proclama dai regni superni e nella
più intima essenza di tutte le cose create: «In verità, Io sono
Dio, non v'è altro Dio che Me. Io sono Colui Che dall'eternità
è stato la Sorgente di tutta la sovranità e del potere, Colui Che
continuerà a esercitare il Suo regno e a estendere la Sua
protezione su tutte le cose create. Ne è prova la grandezza del
Mio potere e della Mia sovranità che abbracciano la creazione
intera»…2 Benedetto sii tu, o Mio nome, poiché sei entrato nella Mia
Arca e ti muovi spedito, per la forza del Mio sovrano ed
eccelso potere, sull'oceano della grandezza, e sei annoverato
fra i Miei favoriti i cui nomi sono stati vergati dal Dito di Dio.
Hai vuotato la coppa della vera vita dalle mani di questo
Giovane, attorno al Quale gravitano le Manifestazioni del
Gloriosissimo e lo splendore della Cui presenza coloro che
sono le Albe della Misericordia esaltano giorno e notte.
3 La Sua gloria sia con te, poiché sei venuto da Dio e a Dio
sei ritornato varcando i confini della Corte dello splendore
imperituro, il Luogo che nessun mortale potrà mai descrivere.
Ivi la brezza della santità, pregna dell'amore del tuo Signore,
ha ravvivato entro di te il tuo spirito e le acque della
comprensione ti hanno lavato le macchie della lontananza e
dell'empietà. Hai ottenuto accesso al Paradiso della Menzione
di Dio, poiché hai riconosciuto Colui Che è laPersonificazione di quella Menzione fra gli uomini.
4 Sii, perciò, riconoscente a Dio ché ti ha rafforzato a
servire la Sua Causa e ha fatto sbocciare nel giardino del tuo
cuore fiori di sapienza e comprensione. Così la Sua grazia ha
pervaso te e la creazione intera. Bada di non permettere ad
alcuna cosa, qualunque sia, di rattristarti. Liberati da ogni
attaccamento alle vane illusioni umane e volgi le spalle alle
vane e sottili argomentazioni di coloro che un velo separa da
Dio. Proclama, quindi, ciò che il Più Grande Spirito t'ispirerà
a dire a sostegno della Causa del tuo Signore, così da destare
le anime di tutti gli uomini e disporne i cuori verso questa
beatissima e gloriosissima Corte…5 Sappi che abbiamo abolito la legge della spada a sostegno
della Nostra Causa, sostituendola col potere che nasce dalla
parola umana. Così abbiamo irrevocabilmente decretato in
virtù della Nostra grazia. Dì: O genti! Non spargete semi di
discordia fra gli uomini e astenetevi dal combattere col
prossimo, perché il vostro Signore ha affidato il mondo e le
sue città alle cure dei re della terra e ne ha fatto emblemi del
Suo potere, in virtù della sovranità che ha voluto conceder
loro. Ha rinunziato a riservarSi una qualsiasi parte del
dominio di questo mondo. Lo attesta Colui Che è in Se Stesso
la Verità Eterna. Ciò che Egli Si è riservato sono le città dei
cuori degli uomini, per purificarle da ogni contaminazione
terrena e permetter loro di avvicinarsi al santo Luogo che le
mani degli infedeli non potranno mai profanare. O genti, aprite
la città del cuore umano con la chiave della vostra parola. In
tal guisa vi abbiamo prescritto il vostro dovere, secondo una
norma prestabilita.6 Per la giustizia di Dio! Il mondo e le sue vanità, la sua
gloria e qualunque delizia possa offrire, tutto è privo di valore
agli occhi di Dio, anzi, persino più spregevole della polvere e
della cenere. Se solo lo capissero i cuori degli uomini! O genti
di Bahá, purificatevi completamente dalle contaminazioni del
mondo e da tutto ciò che gli appartiene. Dio Stesso Me ne fa
fede! Le cose del mondo non vi si addicono. Abbandonatele a
chi le desideri e fissate gli occhi su questa santissima e radiosa
Visione.7 Ciò che vi si confà è l'amore di Dio, l'amore di Colui Che
è la Manifestazione della Sua Essenza e l'osservanza di
qualunque cosa Gli piaccia prescrivervi, se solo lo sapeste!
8 Dì: La sincerità e la cortesia siano il vostro ornamento.
Non deponete mai la veste della tolleranza e della giustizia,
affinché il soave profumo della santità si diffonda dai vostri
cuori, su tutte le cose create. Dì: «Badate, o genti di Bahá, a
non seguire le orme di coloro le cui parole differiscono dalle
loro azioni. Sforzatevi di riuscire a manifestare i segni di Dio
ai popoli della terra e a rispecchiarne i comandamenti. Siano i
vostri atti una guida per l'umanità intera, poiché il
comportamento della maggior parte degli uomini, potenti o
umili, differisce da ciò che essi dicono di professare. È
mediante le azioni che potrete distinguervi dagli altri e
irradiare sulla terra intera lo splendore della vostra luce. Felice
l'uomo che ascolta il Mio consiglio e osserva i precetti di
Colui Che è l'Onnisciente, il Sapientissimo.attende per esserti adornato il cuore con l'amore del tuo
Signore, il Gloriosissimo, il Sempre Lodato. Ogni bene
apparterrà a colui che è pervenuto a questo stadio in questo
giorno.2 Non ti curare dell'umiliazione alla quale i benamati di Dio
sono stati sottoposti in questo Giorno. Quest'umiliazione è
orgoglio e gloria di ogni onore temporale e d'ogni rango
terreno. Quale più grande onore può immaginarsi di quello
conferito dalla Lingua dell'Antico dei Giorni quando ricorda i
Suoi benamati nella Più Grande Prigione? S'avvicina il giorno
in cui le frapposte nubi saranno completamente dissipate,
quando la luce delle parole: «Ogni onore appartiene a Dio e a
coloro che Lo amano», apparirà, palese come il sole,
sull'orizzonte della Volontà dell'Onnipotente.3 Tutti gli uomini, altolocati o umili, hanno cercato e
cercano ancora questo grande onore. Ma non appena il Sole
della Verità irradiò la sua luce sul mondo, tutti sono stati
privati dei suoi benefici e separati dalla Sua Gloria come da un
velo, tranne coloro che si sono tenuti saldamente alla corda
dell'infallibile provvidenza dell'unico vero Dio e che, con
completo distacco da tutto fuorché da Lui, hanno volto il viso
verso la Sua santa corte.4 Rendi grazie a Colui Che è il Desiderio di tutti i mondi,
per averti conferito un sì grande onore. Ben presto il mondo
affonderà nell'oblio con tutto ciò che contiene e tutto l'onore
apparterrà ai prediletti del tuo Signore, il Gloriosissimo, il Più
Munifico.1 In verità, questo è un Libro fatto discendere sugli uomini
d'intuito! Esso ordina alle genti di osservare l'equità e di
operare la giustizia, proibisce di seguire tendenze corrotte e
desideri carnali, caso mai i figli degli uomini si destino dal
sonno.2 Dì: O uomini, osservate ciò che vi è stato prescritto nelle
Nostre Tavole e non inseguite le fantasie architettate dai
seminatori di discordia che commettono infamie e le imputano
a Dio, il Più Santo, il Gloriosissimo, il Più Eccelso. Dì:
Abbiamo accettato di essere provati da malanni e difficoltà,
perché possiate purificarvi da ogni bassezza terrena. Perché,
dunque, rifiutate di meditare nel vostro cuore il Nostro scopo?
Per la giustizia di Dio! Se qualcuno rifletterà sulle tribolazioni
che abbiamo sofferto, la sua anima sarà sicuramente
annientata dal dolore. Il Tuo Signore Stesso fa fede della
verità delle Mie parole. Abbiamo sopportato il peso di tutte le
calamità per purificarvi da tutte le corruzioni terrene e voi
siete ancora indifferenti.3 Dì: A chiunque si aggrappi al lembo della Nostra Veste si
confà di non lasciarsi macchiare da qualunque cosa sia
sgradita all'Accolta Superna. Così è stato decretato in questa
Sua chiara Tavola dal tuo Signore, il Gloriosissimo. Dì:
Mettete da parte il Mio amore e perpetrate ciò che addolora il
Mio cuore? Che cosa v'impedisce di comprendere quel che vi
è stato rivelato da Colui Che è l'Onnisciente, il Sapientissimo?
4 In verità, osserviamo le vostre azioni. Se ne aspireremo
dolce profumo di purezza e santità, sicuramente vi
benediremo. E le lingue degli abitanti del Paradiso canteranno
le vostre lodi e magnificheranno i vostri nomi fra coloro che si
sono avvicinati a Dio.5 Aggrappati al lembo della Veste di Dio e tieniti saldamente
alla Sua Corda, una corda che nessuno può spezzare. Bada
che il clamore di coloro che hanno ripudiato questo
Grandissimo Annunzio non ti impedisca di raggiungere il tuo
scopo. Proclama ciò che ti è stato prescritto in questa Tavola,
anche se tutti i popoli si sollevassero per impedirtelo. Il tuo
Signore è, invero, l'Irresistibile, il Protettore Infallibile.
6 La Mia gloria sia con te e con quelli fra i Miei amati che si
sono uniti a te. In verità essi sono coloro che prospereranno.
CXLIIMisericordia che ha pervaso tutta la creazione, il Giorno nel
quale la grazia di Dio ha permeato e pervaso tutte le cose. O
'Alí, le acque vive della Mia misericordia fluiscono
rapidamente e il cuore Mi si scioglie per il calore della
tenerezza e dell'amore. Non ho mai potuto rassegnarMi alle
afflizioni incontrate dai Miei amati o a qualunque difficoltà
abbia offuscato la gioia dei loro cuori.2 Ogni qual volta il Mio Nome, «il Misericordiosissimo», fu
informato che uno dei Miei amanti aveva pronunziata una
parola contraria al Mio desiderio, si ritirò addolorato e
sconsolato nella sua dimora, e ogni qual volta il Mio Nome,
«l'Occultatore», scoprì che uno dei Miei seguaci aveva
arrecato vergogna o umiliazione al prossimo, ritornò
egualmente afflitto e addolorato al suo asilo di gloria e là
pianse, affliggendosi, con strazianti lamenti. E ogni qual volta
il Mio Nome, «il Sempre Perdonatore», s'accorse che uno dei
Miei amici aveva commesso una trasgressione, gridò nella sua
immensa afflizione e, sopraffatto dall'angoscia, cadde nella
polvere e fu trasportato, da una schiera di angeli invisibili, alla
sua dimora nei regni superni.3 Per Me Stesso, il Vero, o 'Alí! Il fuoco che ha infiammato
il cuore di Bahá è più ardente di quello che brucia nel tuo
cuore e il Suo lamento più forte del tuo. Ogni qual volta alla
Corte della Sua Presenza si fece cenno di un peccato
commesso da uno di loro, l'Antica Bellezza fu così piena di
vergogna da desiderare di nascondere la gloria del Suo
Sembiante agli occhi di tutti gli uomini, poiché Egli ha, in ogni
tempo, fissato lo sguardo sulla loro fedeltà, osservandone i
requisiti essenziali.4 Non appena le parole che scrivesti furono lette alla Mia
presenza, subito l'oceano della Mia fedeltà ribollì dentro di
Me, e la brezza del Mio perdono alitò sulla tua anima, e
l'albero della Mia amorosa premura protese la sua ombra su di
te, e le nubi della Mia munificenza piovvero su di te i loro
doni. Lo giuro, per l'Astro che risplende sull'orizzonte
dell'eternità, sono addolorato per la tua pena e Mi dolgo con
te delle tue tribolazioni… Attesto i servigi che Mi hai reso e
faccio fede delle molteplici avversità che hai sopportato per
amor Mio. Tutti gli atomi della terra proclamano il Mio amore
per te.5 O 'Alí, l'appello che hai lanciato è assai gradito al Mio
cospetto. Proclama la Mia Causa con la penna e con la parola.
Grida e invita gli uomini a Colui Che è il Signore sovrano di
tutti i mondi, con tale zelo e fervore che tutti ne siano
infiammati.6 Dì: O mio Signore, mio Benamato, Movente delle mie
azioni, Stella Polare dell'anima mia, Voce che grida nel mio
più intimo essere, Oggetto dell'adorazione del mio cuore! Sii
lodato ché mi hai concesso di volgere il volto verso di Te, mi
hai infiammata l'anima col Tuo ricordo e aiutato a proclamare
il Tuo nome e a cantare le Tue lodi.7 Mio Dio, mio Dio! Se nessuno si allontanasse dal Tuo
sentiero, come potrebbe mai essere spiegata l'insegna della
Tua misericordia o issata la bandiera del Tuo munifico favore?
E se non si commettessero iniquità, che cosa mai potrebbe
proclamarTi Colui Che nasconde i peccati degli uomini, il
Sempre Perdonatore, l'Onnisciente, il Sapientissimo? Sia
sacrificata l'anima mia per le mancanze di coloro che peccano
contro di Te, poiché su tali mancanze hanno alitato i dolci
profumi delle tenere grazie del Tuo Nome, ilCompassionevole, il Misericordiosissimo. Sia donata la mia
vita per le colpe di coloro che mancano verso di Te, poiché
per causa loro si conoscono e si diffondono fra gli uomini il
soffio della Tua Grazia e la fragranza della Tua premura
amorosa. Sia offerto il mio più intimo essere per i peccati di
coloro che hanno mancato contro di Te, poiché per effetto di
questi peccati l'Astro dei Tuoi molteplici favori si rivela
sull'orizzonte della Tua munificenza e le nubi della Tua
infallibile provvidenza piovono i loro doni sulle realtà di tutte
le cose create.8 Io sono, o mio Signore, colui che Ti ha confessato la
moltitudine delle sue cattive azioni e ha riconosciuto ciò che
nessuno ha riconosciuto. Sono corso verso l'oceano del Tuo
perdono e ho cercato riparo all'ombra del Tuo amabilissimo
favore. Concedimi, T'imploro, Tu Che sei il Re Eterno e il
Protettore Sovrano di tutti gli uomini, di manifestare ciò che
porti i cuori e le anime degli uomini a librarsi nell'illimitata
immensità del Tuo amore e a comunicare col Tuo Spirito.
Rafforzami col potere della Tua sovranità, così che io riesca a
far volgere tutte le cose create verso l'Alba della Tua
Manifestazione e la Sorgente della Tua Rivelazione. Aiutami,
o mio Signore, ad arrendermi completamente alla Tua volontà
e a dedicarmi al Tuo servizio, poiché questa vita terrena mi è
cara soltanto allo scopo di incedere attorno al Tabernacolo
della Tua Rivelazione e al Seggio della Tua Gloria. Mi vedi, o
mio Signore, distaccato da tutto fuorché da Te e umile e
sottomesso alla Tua Volontà. Trattami come si conviene a Te,
alla Tua maestà e alla Tua eccelsa gloria.9 O 'Alí! La munificenza di Colui Che è il Signore di tutti i
mondi ti è stata e ti è ancora accordata. Armati della Sua forza
e del Suo potere ed ergiti ad aiutare la Sua Causa e a
magnificare il Suo santo Nome. Non lasciare che la tua
ignoranza nella scienza umana e la tua incapacità di leggere o
scrivere addolori il tuo cuore. Le porte della Sua multiforme
grazia sono nella vigorosa stretta del potere dell'unico vero
Dio. Egli le ha dischiuse, e continuerà a dischiuderle, davanti a
tutti coloro che Lo servono. Oso sperare che questo soffio di
dolcezza divina continui sempre a diffondersi dai prati del tuo
cuore sul mondo intero in tal modo che i suoi effetti siano
palesi in ogni contrada. È Lui Che ha potere su tutte le cose!
Egli è, invero, il Potentissimo, il Gloriosissimo, l'Onnipotente.
CXLIII1 Benedetto sii tu, o Mio servo, poiché hai riconosciuto la
Verità e ti sei allontanato da colui che ha ripudiato il
Misericordiosissimo ed è stato condannato come malvagio
nella Tavola Madre. Cammina perseverante nell'amore di Dio,
sempre saldo nella Sua Fede, e aiutaLo con il potere della tua
parola. Così ti comanda il Misericordiosissimo Che è stato
gettato in prigione per mano dei Suoi oppressori.2 Se sei colpito dalle tribolazioni per amor Mio, rammenta le
Mie pene e i Miei tormenti e ricorda il Mio esilio e la Mia
prigionia. Così ti demandiamo ciò che Ci è stato inviato da
Colui Che è il Gloriosissimo, il Sapientissimo.3 Per il Mio essere! S'avvicina il giorno in cui abrogheremo
l'ordine del mondo e ciò che esso contiene, dispiegando un
nuovo ordine in sua vece. Egli ha, invero, potere su tutte le
cose.4 Santificati il cuore per poterMi ricordare e purificati
l'orecchio per sentire le Mie parole. Volgiti, quindi, verso il
Luogo in cui è stato insediato il trono del tuo Signore, il Dio
di Misericordia, e dì: Lode a Te, o mio Signore, per avermi
reso capace di riconoscere la Manifestazione del Tuo Essere e
aiutato a fissare il cuore sulla corte della Tua presenza,
l'oggetto dell'adorazione dell'anima mia. T'imploro per il Tuo
nome che ha fatto squarciare i cieli e spaccare la terra, di
disporre per me ciò che hai disposto per coloro che si sono
allontanati da tutto fuorché Te e hanno saldamente posto il
cuore in Te. Concedi che io mi sieda alla Tua presenza sul
seggio della verità, nel Tabernacolo della Gloria. Tu hai il
potere di fare quel che vuoi. Non v'è altro Dio che Te, il
Gloriosissimo, il Sapientissimo.1 La Penna dell'Altissimo ha decretato l'obbligo d'insegnare
questa Causa e lo ha imposto a tutti… Dio ispirerà, senza
dubbio, chiunque si allontani da tutto fuorché Lui e faccia
sgorgare e scorrere copiosamente dal proprio cuore le pure
acque della saggezza e dell'eloquenza. Invero il Signore, il
Misericordiosissimo, ha il potere di fare ciò che vuole e di
ordinare tutto ciò che Gli piace.2 Se osservassi questo mondo e ti rendessi conto della
caducità delle cose che gli appartengono, non vorresti
percorrere altro sentiero che quello di colui che serve la Causa
del tuo Signore. Nulla avrebbe il potere di distoglierti dal
celebrare le Sue lodi, anche se tutti gli uomini si levassero ad
ostacolarti.3 Procedi diritto e persevera al Suo servizio. Dì: O uomini!
Il Giorno che vi è stato promesso in tutte le Scritture è ora
giunto. Temete Dio e non esitate a riconoscere Colui Che è lo
Scopo della vostra creazione. Affrettatevi verso di Lui. Vale
più questo, per voi, che il mondo e tutto quel che contiene. Se
solo lo capiste!1 Se incontrate i miseri o gli oppressi, non allontanatevene
sdegnosi, perché il Re della Gloria veglia sempre su di loro e li
circonda di tale tenerezza che nessuno può comprendere,
tranne coloro che hanno sommerso desideri e aspirazioni nella
Volontà del vostro Signore, il Benevolo, il Saggio. O ricchi
della terra! Non fuggite davanti al povero riverso nella
polvere, ma siategli amici e lasciate che vi narri la storia dei
guai, dai quali l'imperscrutabile Decreto di Dio ha fatto sì che
fosse colpito. Per la giustizia di Dio! Mentre state con lui, le
Coorti Supreme vi guarderanno, intercederanno per voi,
esalteranno il vostro nome e glorificheranno le vostre azioni.
Benedetti i sapienti che non si vantano del loro sapere e beati i
giusti che non deridono i peccatori, ma ne tengono nascosti i
peccati, affinché le proprie mancanze restino nascoste agli
occhi degli uomini.1 È Nostro desiderio e aspirazione che ognuno di voi
divenga fonte di bene per gli uomini ed esempio di rettitudine
per l'umanità. Attenti a non preferire voi stessi al prossimo.
Fissate lo sguardo su Colui Che è il Tempio di Dio fra gli
uomini. Egli, in verità, ha offerto la vita per la redenzione del
mondo, Egli è, invero, il Munifico, il Benevolo, l'Altissimo.
Se fra voi sorge qualche discordia, vedete Me davanti agli
occhi e, per amore del Mio nome e in pegno del vostro amore
per la Mia Causa manifesta e radiosa, non considerate i
reciproci difetti. Ci piace vedervi sempre amichevolmente uniti
e concordi nel paradiso del Mio beneplacito e aspirare dalle
vostre azioni la fragranza dell'amicizia e dell'unità, della
gentilezza e della fratellanza. Così vi consiglia l'Onnisciente, il
Fedele. Saremo sempre con voi e, se aspireremo il profumo
della vostra fratellanza, il Nostro cuore si rallegrerà
certamente, perché null'altro può appagarCi. Ne fa fede chi
possiede vera comprensione.1 Il Più Grande Nome Mi è testimone! Che tristezza se
qualcuno in questo Giorno ponesse il cuore sulle cose
effimere di questo mondo! Sorgete e aggrappatevi saldamente
alla Causa di Dio. Siate affettuosi l'uno verso l'altro.
Unicamente per amore del Benamato, bruciate il velo
dell'egoismo alla fiamma del Fuoco imperituro e, con viso
raggiante e luminoso, associatevi con il prossimo. Avete visto
bene, sotto ogni aspetto, il comportamento di Colui Che è il
Verbo della Verità fra voi. Sapete perfettamente come sarebbe
doloroso per questo Giovane, se il cuore di uno dei benamati
di Dio fosse rattristato a causa Sua, sia pur per una notte.
2 Il Verbo di Dio ha infiammato il cuore del mondo. Come
sarebbe spiacevole se non vi lasciaste accendere da questa
fiamma! Voglia Dio che consideriate questa notte benedetta la
notte dell'unità, legando assieme le vostre anime e risolvendo
di abbellirvi dell'ornamento di un carattere buono e lodevole.
Vostra principale preoccupazione sia quella di salvare il
caduto dall'abisso dell'estinzione imminente e di aiutarlo ad
abbracciare l'antica Fede di Dio. Il vostro comportamento
verso il prossimo dev'essere tale da mostrare chiaramente i
segni dell'unico vero Dio, poiché voi siete i primi fra gli
uomini a essere ricreati dal Suo Spirito, i primi ad adorarLo e
a inginocchiarvi davanti a Lui, i primi a incedere adoranti
attorno al Suo trono di Gloria. Giuro per Colui Che Mi ha
fatto rivelare tutto ciò che Gli è piaciuto! Gli abitatori del
Regno Superno vi conoscono meglio di quanto non vi
conosciate voi stessi. Credete che queste parole siano vane e
vuote? Se solo aveste il potere di discernere ciò che vede il
vostro Signore, il Misericordiosissimo – cose che attestano
l'eccellenza del vostro rango, che fanno fede della grandezza
del vostro pregio, che proclamano la sublimità del vostro
stadio! Voglia Dio che desideri e irrefrenabili passioni non vi
privino di ciò che vi è stato destinato.1 O Salmán! Tutto ciò che i sapienti e i mistici hanno detto o
scritto non ha mai superato, né potrà mai sperare di superare i
limiti ai quali la mente limitata dell'uomo è stata
rigorosamente assoggettata. A qualunque altezza si libri la
mente degli uomini più eccelsi, per grandi che siano le
profondità che cuori distaccati e percettivi possano penetrare,
quelle menti e quei cuori non andranno mai oltre a ciò che è
creatura delle loro concezioni e prodotto dei loro pensieri. Le
meditazioni del più profondo pensatore, le devozioni del più
santo dei santi, le più alte espressioni di lode uscite da penna o
lingua umana non sono altro che un riflesso di ciò che è stato
creato in loro stessi dalla rivelazione del Signore loro Dio.
Chiunque mediti in cuor suo questa verità ammette senza
difficoltà che vi sono limiti che nessun essere umano può
oltrepassare. Ogni tentativo di raffigurarsi e conoscere Dio,
fatto dal principio che non ha principio, è stato limitato dalle
esigenze della Sua creazione, una creazione ch'Egli ha
chiamato all'esistenza per opera della Sua Volontà e per
nessun altro scopo che la Sua Persona. Egli èincommensurabilmente eccelso al di sopra degli sforzi
compiuti da menti o lingue umane per penetrarNe l'Essenza o
descriverNe il mistero. Nessun legame diretto potrà mai
unirLo alle cose che ha creato e le più astruse e remote
allusioni delle Sue creature non rendono giustizia al Suo
essere. Tramite la Sua Volontà che pervade il mondo, Egli ha
chiamato all'esistenza tutte le cose create. Egli è, ed è sempre
stato celato nell'antica eternità della Sua eccelsa e invisibile
Essenza e continuerà per sempre a restare occultato nella Sua
inaccessibile maestà e gloria. Tutto ciò che è in cielo e in terra
esiste per Suo comando e, per Sua Volontà, è passato dal
nulla assoluto al regno dell'esistenza. Come può, dunque, la
creatura modellata dalla Parola di Dio comprendere la natura
di Colui Che è l'Antico dei Giorni?1 A chiunque in questo Giorno si levi e, con assoluto
distacco da tutto ciò che è nei cieli e sulla terra, ponga il
proprio affetto su Colui Che è l'Alba della santa Rivelazione
di Dio, in verità, sarà data la forza di soggiogare tutte le cose
create, per il potere di uno dei Nomi del Signore, il suo Dio,
l'Onnisciente, il Sapientissimo. Sappi con certezza che, in
questo Giorno, l'Astro della Verità ha irradiato sul mondo un
fulgore tale quale le età passate non hanno mai visto. O genti,
lasciate che la luce della Sua gloria risplenda su di voi e non
siate fra i negligenti.1 Allorché sarà conseguita la vittoria, ogni persona si
professerà credente e si affretterà verso il rifugio della Fede di
Dio. Felici coloro che nei giorni in cui le prove hanno afflitto il
mondo sono rimasti saldi nella Causa e si sono rifiutati di
deviare dalla sua verità!1 O usignoli di Dio, liberatevi dalle spine e dai rovi
dell'infelicità e della disperazione e spiccate il volo verso il
roseto d'inalterabile splendore. O amici Miei che abitate nella
polvere! Affrettatevi verso la vostra dimora celeste.
Annunziate a voi stessi la lieta novella: «Colui Che è
l'Amatissimo è giunto. Egli Si è incoronato della gloria della
Rivelazione di Dio e ha dischiuso agli uomini le porte del Suo
antico Paradiso». Gioisca ogni occhio, si rallegri ogni
orecchio, poiché questo è il tempo di mirare la Sua beltà,
questo è il momento opportuno per ascoltare la Sua voce.
Proclamate a ogni bramoso amante: «Guarda, il tuo Benamato
è venuto fra gli uomini!», e ai messaggeri del Monarca
dell'amore comunicate la novella: «Ecco, l'Adorato è apparso
ammantato in piena gloria!». O amanti della Sua bellezza!
Mutate l'angoscia per la separazione da Lui nel gaudio
dell'eterno ricongiungimento e lasciate che la dolcezza della
Sua presenza dissipi l'amarezza della lontananza dalla Sua
corte.2 Mirate come le molteplici grazie di Dio che discendono
dalle nubi della gloria divina abbiano pervaso, in questo
giorno, il mondo. Poiché, mentre nei giorni passati l'amante
supplicava e cercava il Benamato, adesso è il Benamato Che
chiama gli amanti e li invita alla Sua presenza. Attenti a non
perdere un così prezioso favore, guardatevi di non sminuire un
così cospicuo pegno della Sua grazia. Non abbandonatene i
benefici incorruttibili e non accontentatevi di ciò che è
perituro. Alzate il velo che vi oscura la vista e dissipate le
tenebre che l'avviluppano, così che possiate vedere la nuda
beltà del volto del Benamato, contemplare ciò che mai occhio
ha contemplato e udire ciò che mai orecchio ha udito.
3 AscoltateMi, o uccelli mortali! Nel Roseto dell'immutabile
splendore ha incominciato a sbocciare un Fiore in confronto al
quale ogni altro fiore non è che un rovo e innanzi allo
splendore della Cui gloria l'essenza della beltà è costretta a
impallidire e appassire. Sorgete, dunque, e con tutto
l'entusiasmo del vostro cuore, con tutta la passione della
vostra anima, col pieno fervore della vostra volontà e con gli
sforzi tesi di tutto il vostro essere, procurate di accedere al
paradiso della Sua presenza, cercate di aspirare la fragranza
del Fiore incorruttibile, di inalare i dolci aromi della santità e
di ottenere una parte di questo profumo di gloria celeste.
Chiunque seguirà questo consiglio spezzerà le catene, gusterà
il rapimento dell'estasi d'amore, conseguirà il voto del suo
cuore e affiderà l'anima alle mani del Benamato. Infranta la
gabbia, spiccherà il volo come l'uccello dello spirito verso il
suo santo, eterno nido.4 Le notti si sono succedute ai giorni e i giorni alle notti, le
ore e i momenti della vostra vita son venuti e passati, eppure
nessuno di voi si è distaccato per un solo istante da ciò che è
perituro. Scuotetevi, affinché i brevi attimi che ancora vi
restano non vadano dissipati e perduti. Con la rapidità del
baleno passeranno i vostri giorni e i vostri corpi saranno
deposti a riposare sotto una coltre di polvere. Che cosa
potrete ottenere allora? Come potrete espiare le vostre
mancanze passate?5 La Candela sempiterna risplende nella sua nuda gloria.
Mirate come abbia consumato ogni velo mortale. O voi che
come falene amate la Sua luce! Sfidate ogni pericolo e
consacrate l'anima alla Sua fiamma divoratrice. O voi che
siete sitibondi di Lui! Spogliatevi di ogni affetto terreno e
correte ad abbracciare il vostro Benamato. Con ineguagliabile
brama affrettatevi a raggiungerLo. Il Fiore, finora nascosto a
sguardi umani, si mostra senza veli ai vostri occhi. Sta davanti
a voi nel pieno fulgore della gloria. La Sua voce invita tutti gli
esseri santi e purificati a unirsi a Lui. Felice chi si volge a Lui,
beato chi ha raggiunto e mirato la luce di un sì mirabile
sembiante.1 Il tuo occhio è affidato a Me, non permettere che polvere
di desideri vani ne offuschi lo splendore. Il tuo orecchio è un
segno della Mia munificenza, non lasciare che tumulti
d'indegne voci lo allontanino dalla Mia Parola che pervade
tutto il creato. Il tuo cuore è il Mio tesoro, non permettere
che la mano traditrice dell'egoismo ti derubi delle perle che vi
ho deposto. La tua mano è il simbolo della Mia gentilezza
amorosa, non impedirle di tenersi saldamente alle Mie Tavole
custodite e celate… Non richiesto ho profuso su di te la Mia
grazia. Non sollecitato ho realizzato il tuo desiderio. Sebbene
tu non lo meritassi, ti ho prescelto per donarti i Miei più
doviziosi, incalcolabili favori… O Miei servi! Siate rassegnati
e sottomessi come la terra, affinché dal suolo del vostro essere
sboccino i profumati, multicolori, santi giacinti della Mia
sapienza. Ardete come il fuoco, sì che possiate bruciare i veli
dell'ignavia e infiammare, con le vivificanti energie dell'amore
di Dio, il cuore gelido e traviato. Siate leggeri e liberi come la
brezza, affinché possiate ottenere accesso nei precinti della
Mia Corte, nel Mio inviolabile Santuario.1 O esiliato e fedele amico! Spegni la sete dell'accidia con le
sacre acque della Mia grazia e scaccia lo sconforto della
lontananza con la luce mattutina della Mia presenza divina.
Non permettere che il sito in cui dimora il Mio sempiterno
amore per te sia distrutto da tirannie di cupidi desideri e non
oscurare la beltà del Giovane celestiale con polvere di
egoismo e di passione. Vèstiti dell'essenza della rettitudine e il
tuo cuore non tema altri che Dio. Non offuscare la sorgente
luminosa dell'anima tua con spine e rovi di affetti disordinati e
vani e non ostacolare il flusso delle acque vivificatrici che
sgorgano dalla fonte del tuo cuore. Poni ogni speranza in Dio
e aggrappati tenacemente alla Sua infallibile misericordia. Chi
altri fuorché Lui può arricchire il povero e risollevare il
colpevole dalla sua degradazione?2 O Miei servi! Se poteste scoprire gli oceani celati e
sconfinati della mia incorruttibile ricchezza certamente
considerereste il mondo, anzi l'intera creazione, un nulla. Fate
che la fiamma della ricerca bruci con tale ardore nel vostro
cuore da permettervi di raggiungere la vostra suprema ed
eccelsa meta – lo stadio al quale possiate avvicinarvi ed essere
uniti al vostro Prediletto…3 O Miei servi! Non permettete che vane speranze e fatue
fantasie indeboliscano le fondamenta della vostra fede nel
Gloriosissimo Iddio, poiché quelle fantasie non sono state di
nessun giovamento agli uomini e non sono riuscite a guidare i
loro passi sul retto Sentiero. O Miei servi, credete che la
Mano della Mia sovranità, che tutto prende sotto la propria
ombra e tutto trascende, sia incatenata, che il flusso della Mia
antica, incessante e onnipresente misericordia si sia arrestato,
o che le nubi dei Miei sublimi e ineguagliabili favori abbiano
cessato di riversare doni sugli uomini? Potete immaginare che
le opere meravigliose che hanno proclamato il Mio divino e
irresistibile potere siano cessate, o che al potere della Mia
volontà e del Mio intento sia stato impedito di dirigere i
destini dell'umanità? Se così non fosse, perché mai vi siete
sforzati d'impedire che l'immortale Bellezza del Mio sacro e
amabile Sembiante si palesasse agli occhi degli uomini? Perché
avete lottato per impedire alla Manifestazionedell'Onnipotente e Gloriosissimo Essere di diffondere sulla
terra lo splendore della Sua Rivelazione? Se foste equi nel
giudicare, riconoscereste senza indugio come le realtà di tutte
le cose create siano inebriate dalla gioia di questa nuova e
meravigliosa Rivelazione, come tutti gli atomi della terra siano
stati illuminati dallo splendore della Sua gloria. Vano e
meschino è ciò che avete immaginato e ancora immaginate!
4 Tornate sui vostri passi, o Miei servi, e volgete il cuore
verso Colui Che è la sorgente della vostra creazione.
Liberatevi dei vostri cattivi e corrotti attaccamenti e
affrettatevi ad abbracciare la luce del Fuoco eterno che
risplende sul Sinai di questa Rivelazione misteriosa e
trascendente. Non corrompete la santa, universale, primigenia
Parola di Dio e non cercate di profanarne la santità o avvilirne
l'eccellenza. O incuranti! Benché le meraviglie della Mia
misericordia abbiano pervaso tutte le cose create, visibili e
invisibili, e sebbene le rivelazioni della Mia grazia e della Mia
munificenza abbiano permeato ogni atomo dell'universo, pure
la verga con la quale posso punire i malvagi è dolorosa, e
terribile è la violenza della Mia collera contro di loro. Con
orecchi purificati da vanagloria e desideri mondani ascoltate i
consigli che vi ho rivelato con la Mia gentilezzamisericordiosa e con gli occhi interiori ed esteriori
contemplate le evidenze della Mia meravigliosa Rivelazione…
5 O Miei servi! Non vi private dell'inestinguibile e
risplendente Luce che brilla nella Lampada della gloria divina.
Fate che la fiamma dell'amore di Dio arda luminosa nei vostri
cuori raggianti. Nutritela con l'olio della guida divina e
proteggetela entro il riparo della costanza. Custoditela sotto il
globo della fiducia e del distacco da tutto fuorché Dio,
cosicché i malvagi mormorii degli empi non ne spengano la
luce. O Miei servi! La Mia santa Rivelazione divinamente
ordinata può paragonarsi a un oceano nelle cui profondità
siano celate innumerevoli perle di gran valore e insuperato
splendore. È d'uopo che ogni ricercatore si adoperi e lotti per
giungere alle rive di quest'oceano al fine di godere,
commisuratamente all'ardore della ricerca e agli sforzi
compiuti, dei benefici prestabiliti nelle irrevocabili Tavole
celate di Dio. Se nessuno vorrà volgere i passi verso le sue
rive, se nessuno riuscirà a levarsi per trovarLo, potrà dirsi che
un tale fallimento abbia derubato quest'oceano del suo potere
o diminuito in qualche modo i suoi tesori? Vane e biasimevoli
le fantasie che i vostri cuori hanno foggiato e ancora
foggiano! O Miei servi! L'unico vero Dio Mi è testimone!
Quest'immenso, quest'insondabile, questo fluttuante Oceano
è vicino, sorprendentemente vicino. Guardate, vi è più vicino
della vena del collo. Se lo desiderate, potete raggiungerlo in
un batter d'occhio e partecipare di questo favore imperituro,
di questa grazia concessa da Dio, di questo donoincorruttibile, di questa munificenza possente, indicibilmente
gloriosa.6 O Miei servi! Se comprendeste quali meraviglie della Mia
munificenza e della Mia generosità ho voluto affidare alle
vostre anime, vorreste, in verità, liberarvi da ogni
attaccamento a tutte le cose create e acquistereste una vera
conoscenza di voi stessi, una conoscenza che è lo stesso della
comprensione del Mio proprio Essere. Vi trovereste
indipendenti da tutto fuorché Me, con l'occhio interiore ed
esteriore scorgereste i mari della Mia amorosa premura e della
Mia munificenza agitarsi in voi, evidenti come la rivelazione
del Mio fulgente Nome. Non permettete che fatueimmaginazioni, passioni malvagie, insincerità e cecità del
cuore offuschino lo splendore o macchino la santità di uno
stadio così sublime. Siete come l'uccello che si libra con tutta
la forza delle sue possenti ali e con completa e gioiosa fiducia
nell'immensità dei cieli, finché, spinto a soddisfare la fame,
ritorna bramoso all'acqua e alla creta della terra sottostante e,
impigliato nelle reti del desiderio, si trova incapace di
riprendere il volo verso i regni dai quali era disceso. Incapace
di scuotere il fardello che grava sulle sue ali imbrattate,
quell'uccello, fino ad allora abitante dei cieli, è ora obbligato a
cercare una dimora nella polvere. Perciò, o Miei servi, non
imbrattatevi le ali con fango di malvagità e fatui desideri e non
permettete che esse siano macchiate da polvere d'invidia e
odio, perché non vi sia impedito di librarvi nei cieli della Mia
divina sapienza.7 O Miei servi! Per il potere di Dio e per la Sua possanza ho
tratto dal tesoro della Sua sapienza e della Sua saggezza le
perle celate nelle profondità del Suo oceano eterno e ve le ho
rivelate. Ho invitato le Ancelle del Cielo a mostrarsi da dietro
il velo dell'occultamento e le ho ammantate con queste Mie
parole – parole di antico potere e saggezza. Inoltre, con la
mano del potere divino, ho dissuggellato il vino prelibato della
Mia Rivelazione e ho sparso la sua santa e segreta fragranza
di muschio su tutte le cose create. Chi, se non voi stessi, si
dovrà biasimare, se preferirete restar privi di una così grande,
dilagante, trascendente e universale grazia di Dio, di una così
luminosa rivelazione della Sua misericordia risplendente?…
8 O Miei servi! Null'altro splende nel Mio cuore se non
l'inesauribile luce del Mattino della Guida divina e null'altro
esce dalla Mia bocca se non l'essenza della verità che il
Signore vostro Dio ha rivelato. Non seguite perciò i desideri
terreni e non violate il Patto di Dio né la promessa che Gli
avete fatto. Con ferma determinazione, con tutto l'affetto del
vostro cuore e con la piena forza delle vostre parole, volgetevi
a Lui e non percorrete il cammino degli stolti. Il mondo non è
che una parvenza futile e vuota, un semplice nulla che ha
l'aspetto della realtà. Non ponete i vostri affetti su di esso.
Non spezzate il legame che vi unisce al vostro Creatore e non
siate di coloro che hanno errato e si sono allontanati dalle Sue
vie. In verità vi dico: Il mondo è come il miraggio nel deserto
che l'assetato crede acqua e s'affatica a raggiungere con tutte
le sue forze, finché, giuntovi, si accorge che è pura illusione.
Può anche essere paragonato all'effigie senza vita dell'amata
che l'amante ha cercato e infine trovato dopo lungo errare e
che con suo grande rincrescimento è tale da non poter
«saziarlo o soddisfarne la fame».9 O Miei servi! Non addoloratevi se in questi giorni e su
questa terra sono state ordinate e manifestate da Dio cose
contrarie ai vostri desideri, poiché vi sono sicuramente serbati
giorni di gioia ineffabile, di delizia paradisiaca. Mondi santi e
spiritualmente gloriosi si sveleranno ai vostri occhi. Egli vi ha
destinati a partecipare ai loro benefici, a condividerne le gioie
e ad ottenere una parte della loro grazia sostenitrice in questo
mondo e nel mondo di là. Li conseguirete tutti senza dubbio.
CLIV1 O Salmán, ammonisci gli amati dell'unico vero Dio di non
giudicare con occhio troppo critico i detti e gli scritti degli
uomini. Si avvicinino piuttosto a questi detti e a questi scritti
con spirito di larghe vedute e affettuosa simpatia. Coloro però
che in questo Giorno sono stati indotti ad assalire con scritti
incendiari gl'insegnamenti della Causa di Dio devono essere
trattati diversamente. Incombe a tutti, ciascuno secondo la
propria capacità, il compito di confutare le argomentazioni di
coloro che hanno attaccato la Fede di Dio. Così è stato
decretato da Colui Che è il Potentissimo, l'Onnipotente. Chi
desidera diffondere la Causa dell'unico vero Dio la propaghi
per mezzo della penna e della lingua piuttosto che ricorrendo
alla spada o alla violenza. Abbiamo rivelato in precedenti
occasioni quest'ingiunzione e ora la confermiamo, se solo
comprendeste! Per la rettitudine di Colui Che in questo
Giorno grida nell'intimo cuore di tutte le cose create: «Dio,
non v'è altro Dio che Me!». Chiunque si levi a difendere con i
propri scritti la Causa di Dio dai suoi assalitori, per quanto
insignificante sia la sua parte, sarà così onorato nel mondo
avvenire che la Coorte superna ne invidierà la gloria. Nessuna
penna può descrivere la sublimità del suo stadio, nessuna
lingua può descriverne lo splendore. Poiché a chiunque sarà
saldo e tenace in questa santa, gloriosa ed eccelsa Rivelazione
sarà accordato un potere tale che potrà affrontare e
sconfiggere tutto ciò che è in cielo e in terra. Dio Stesso ne è
testimone.2 O benamati di Dio! Non restate adagiati sui vostri giacigli,
ma non appena riconoscete il vostro Signore, il Creatore,
alzatevi e, udito ciò che Gli è accaduto, correte ad assisterLo.
Sciogliete la lingua per proclamare incessantemente la Sua
Causa. Ciò vi servirà più di tutti i tesori del passato e
dell'avvenire, se siete di coloro che comprendono questa
verità.1 Il primo dovere prescritto da Dio ai Suoi servi è il
riconoscimento di Colui Che è l'Alba della Sua Rivelazione e
la Fonte delle Sue Leggi, Che rappresenta la Divinità tanto nel
Regno della Sua Causa quanto nel mondo della creazione.
Chiunque adempie questo dovere raggiunge ogni bene e
chiunque ne è privo è perduto, anche se abbia compiuto degne
azioni. È dovere di ognuno che giunga a questo sublime
stadio, a questa vetta di gloria trascendente, di osservare ogni
comandamento di Colui Che è il Desiderio del mondo. Questi
doveri gemelli sono inseparabili; l'uno non è accetto senza
l'altro. Così è stato decretato da Colui Che è la Sorgente
dell'ispirazione divina.2 Coloro che Dio ha dotato di percezione riconosceranno
facilmente che i precetti decretati da Dio costituiscono i mezzi
più elevati per il mantenimento dell'ordine nel mondo e per la
sicurezza dei popoli. Chi se ne allontana sarà annoverato fra
gli abietti e gli stolti. In verità, vi abbiamo comandato di
respingere gli impulsi delle azioni malvagie e dei desideri
corrotti e di non oltrepassare i limiti fissati dalla Penna
dell'Altissimo, poiché essi sono l'alito della vita per tutte le
cose create. I mari della saggezza divina e dei detti di Dio si
sono gonfiati al soffio della brezza del Misericordiosissimo.
Affrettatevi a berne appieno, o uomini di comprensione!
Coloro che hanno violato il Patto di Dio trasgredendo i Suoi
comandamenti e ritornando sui propri passi hanno errato
deplorevolmente agli occhi di Dio, Colui Che tutto possiede,
l'Altissimo.3 O popoli del mondo! Sappiate per certo che i Miei
comandamenti sono le lampade della Mia amorosaprovvidenza fra i Miei servi e le chiavi della Mia misericordia
per le Mie creature. Questo è stato inviato dal cielo della
Volontà del vostro Signore, il Signore della Rivelazione. Se
un uomo potesse gustare la dolcezza delle parole che le labbra
del Misericordiosissimo hanno voluto pronunciare, egli, pur
possedendo i tesori della terra, rinunzierebbe a tutto per
rivendicare la verità anche di uno solo dei Suoi comandamenti
che alti risplendono sull'Alba della Sua munifica sollecitudine
e della Sua amorosa premura.4 Dì: Dalle Mie leggi si aspira il profumo soave della Mia
veste e col loro aiuto gli stendardi della Vittoria saranno issati
sulle vette più elevate. La Lingua del Mio potere, dal cielo
della Mia gloria onnipotente, ha rivolto queste parole alla Mia
creazione: «Osserva i Mie comandamenti per amore della Mia
Beltà». Felice l'amante che ha aspirato la divina fragranza del
suo Benamato da queste parole impregnate dell' aroma di una
grazia che nessuna lingua può descrivere. Per la Mia vita!
Colui che ha bevuto il prelibato vino dell'equità dalle mani del
Mio munifico favore graviterà attorno ai Miei comandamenti
che alti risplendono sull'Alba della Mia creazione.
5 Non crediate che vi abbiamo rivelato un semplice codice di
leggi. Anzi, con le dita della forza e del potere vi abbiamo
dissuggellato il Vino prelibato. Ne fa testimonianza ciò che la
Penna della Rivelazione ha rivelato. Meditate, o uomini
d'intuizione!6 Ogni qual volta le Mie leggi si mostrano come il sole nel
cielo dei Miei detti, devono essere fedelmente obbedite da
tutti, anche se il Mio decreto fosse tale da squarciare il cielo di
ogni religione. Egli fa ciò che Gli piace. Egli sceglie e nessuno
può opporsi alla Sua scelta. Tutto ciò ch'Egli, il Benamato,
ordina, è in verità amato. Me ne fa fede Colui Che è il Signore
di tutta la creazione. Chiunque abbia aspirato la dolce
fragranza del Misericordiosissimo e riconosciuta la Sorgente
di questi detti darà il benvenuto ai dardi del nemico, per
dimostrare la verità delle leggi di Dio fra gli uomini. Beato
colui che si è volto ad esse e ha appreso il significato del Suo
decreto decisivo.1 Colui Che è l'Eterna Verità ha rivolto gli occhi dall'Alba
della Gloria verso le genti di Bahá indirizzando loro queste
parole: «Dedicatevi a promuovere il benessere e la tranquillità
dei figli degli uomini. Applicate mente e volontàall'educazione dei popoli e delle tribù della terra, affinché i
dissensi che li dividono si cancellino dalla sua faccia per il
potere del Più Grande Nome e tutta l'umanità divenga
sostenitrice di un solo Ordine e abitatrice di un'unica Città.
Illuminate e santificate i vostri cuori; non permettete che siano
profanati da spine di odio o rovi di malizia. Dimorate in un
solo mondo e siete stati creati per opera di un'unica Volontà.
Beato colui che si unisce a tutti gli uomini in ispirito di
massima gentilezza e di profondo amore».1 Coloro che hanno abbandonato il proprio paese per
insegnare la Nostra Causa, lo Spirito fedele li rafforzerà col
suo potere. Una compagnia dei Nostri angeli scelti andrà con
loro, come ha ordinato Colui Che è l'Onnipotente, il
Sapientissimo. Grande la benedizione che attende colui che ha
avuto l'onore di servire l'Onnipotente! Per la Mia Vita!
Nessuna azione, per grande che sia, le può essere paragonata,
fuorché le azioni ordinate da Dio, l'Onnipotente, il Più
Possente. Un tale servigio è, invero, il sovrano di tutte le
buone azioni e l'ornamento di ogni atto virtuoso. Così è stato
ordinato da Colui Che è il Sovrano Rivelatore, l'Antico dei
Giorni.2 Chiunque si disponga a insegnare la Nostra Causa deve
separarsi da tutte le cose terrene e considerare, in ogni
momento, suo supremo obiettivo il trionfo della Nostra Fede.
Così, invero, è stato decretato nella Tavola Custodita. E
allorché decide di lasciare la sua casa per amore della Causa
del suo Signore, ponga tutta la sua fiducia in Dio, come il
miglior viatico per il suo viaggio, ammantandosi col saio della
virtù. Così è stato decretato da Dio, l'Onnipotente, il
Lodatissimo.3 Se sarà infiammato dal fuoco del Suo amore, se rinunzierà
a tutte le cose create, le parole che pronunzieràinfiammeranno coloro che lo ascolteranno. In verità, il tuo
Signore è l'Onnisciente, Colui Che tutto sa. Felice colui che
ha udito la Nostra voce e risposto al Nostro appello. Egli è,
invero, fra coloro che Ci saranno portati vicino.1 Dio ha prescritto a ciascuno il dovere di insegnare la Sua
Causa. Chiunque si levi ad assolvere un tale dovere deve,
prima di proclamare il Suo Messaggio, abbellirsidell'ornamento di un carattere retto e lodevole, cosicché le
sue parole attraggano il cuore di coloro che rispondono al suo
appello. Senza questo non potrà mai sperare di influenzare i
propri ascoltatori.1 Considerate la miseria della mente umana. Gli uomini
chiedono quel che li danneggia e rigettano quel che li
avvantaggia. In verità, sono fra coloro che vagano sperduti.
Troviamo che alcuni desiderano la libertà vantandosi di
possederla. Essi si trovano nell'ignoranza più profonda.
2 La libertà, alla fine, conduce necessariamente alla
sedizione, le cui fiamme nessuno può spegnere. Così vi
ammonisce Colui Che valuta, l'Onnisciente. Sappiate che
personificazione e simbolo della libertà è l'animale. Quel che
si addice all'uomo è la sottomissione a tali limitazioni che lo
proteggano dalla sua stessa ignoranza e lo difendano
dall'insidia dei malevoli. La libertà induce l'uomo a sorpassare
i limiti della decenza e a venir meno alla dignità del suo stadio,
abbassandolo a un livello di estremo pervertimento e
malvagità.3 Considerate gli uomini come un armento di pecore che ha
bisogno della protezione di un pastore. Questa è la verità,
l'indiscutibile verità. Noi approviamo la libertà in alcune
circostanze e rifiutiamo di sanzionarla in altre. In verità, siamo
gli Onniscienti.4 Dì: Per quanto non lo sappiate, la vera libertà consiste
nella sottomissione dell'uomo ai Miei comandamenti. Se gli
uomini osservassero quel che inviammo loro dal Cielo della
Rivelazione, sicuramente otterrebbero la perfetta libertà.
Felice colui che ha compreso lo Scopo di Dio in tutto ciò che
Egli ha rivelato dal Paradiso del Suo Volere, che pervade
tutto il creato! Dì: La libertà che vi giova non si trova altrove
che nel completo asservimento a Dio, l'Eterno Vero.
Chiunque ne abbia gustata la dolcezza rifiuterà di barattarla
per tutti i regni della terra e del cielo.1 È realmente un vero credente nell'unità di Dio colui che,
in questo Giorno, Lo considera immensamente eccelso al di
sopra di tutti i confronti e di tutte le somiglianze ai quali gli
uomini Lo hanno paragonato. Ha gravemente errato colui che
ha confuso questi confronti e queste somiglianze con Dio
stesso. Riflettete sulla relazione fra artefice e opera, fra pittore
e dipinto. Può mai sostenersi che il lavoro prodotto dalle mani
di un artefice sia uguale a lui? Per Colui Che è il Signore del
Trono eccelso e della terra quaggiù! Queste opere non
possono essere considerate altro che prove che proclamano
l'eccellenza e la perfezione del proprio autore.2 O Shaykh, tu che hai arreso la volontà a Dio! Per
dedizione e unione perpetua con Dio si deve intendere che gli
uomini devono sommergere completamente la loro volontà
nella Volontà di Dio e considerare un mero nulla i loro
desideri al cospetto del Suo Intento. Qualunque cosa il
Creatore comandi alle creature di osservare, esse devono
compierlo diligentemente e con immensa gioia e fervore. Non
devono in alcun modo permettere alla fantasia di ottenebrare il
loro giudizio, né considerare le loro immaginazioni la voce
dell'Eterno. Nella Preghiera del Digiuno abbiamo rivelato:
«Se la Tua Volontà decretasse che queste parole Ti uscissero
dalla bocca e fossero loro rivolte: "Osservate, o genti, il
digiuno per amor della Mia Beltà e non ponete limiti alla sua
durata", giuro per la maestà della Tua gloria che tutti
l'osserverebbero fedelmente, si asterrebbero da qualunque
cosa violi la Tua legge e così continuerebbero fino a renderTi
l'anima». In questo consiste la completa resa della volontà alla
Volontà di Dio. Medita su ciò, affinché tu possa bere le acque
di vita eterna che scaturiscono dalle parole del Signore di tutta
l'umanità e attestare che l'unico vero Dio è sempre stato
incommensurabilmente superiore alle Sue creature. Egli è,
invero, l'Incomparabile, l'Eterno, l'Onnisciente, il
Sapientissimo. Lo stadio dell'assoluta dedizione trascende e
sempre sorpasserà ogni altro stadio.3 Fa d'uopo che ti consacri alla Volontà di Dio. Tutto ciò
che è stato rivelato nelle Sue Tavole non è che un riflesso
della Sua Volontà. La tua consacrazione dev'essere così
completa da cancellarti dal cuore ogni traccia di desiderio
mondano. Questo è il significato della vera unità.
4 Implora Dio di farti restare saldo su questo sentiero e di
aiutarti a guidare i popoli del mondo verso Colui Che è il vero
Sovrano, Che Si è rivelato in una veste speciale, Che dà voce
a uno specifico Messaggio divino. Questa è l'essenza della
fede e della certezza. Coloro che adorano l'idolo forgiato
dalla loro immaginazione e lo chiamano Realtà Essenziale
sono, in verità, da annoverarsi fra i pagani. Ne fa
testimonianza il Misericordiosissimo nelle Sue Tavole. Egli è,
invero, l'Onnisciente, il Sapientissimo.1 Apprestati al cimento, caso mai tu possa guidare il
prossimo alla legge di Dio, il Più Misericordioso. In verità,
agli occhi di Dio, Colui Che tutto possiede, l'Altissimo,
questo atto supera tutti gli altri. Tale dev'essere la tua
saldezza nella Causa di Dio, che nessuna cosa terrena,
qualunque essa sia, abbia la forza di sviarti dal tuo dovere.
Anche se tutte le forze della terra facessero lega contro di te,
anche se tutti gli uomini disputassero con te, non devi
vacillare.2 Nel portare il Messaggio di Colui Che ha fatto sorgere
l'Alba della Guida divina, sii libero come il vento. Considera
come il vento, fedele a ciò che Dio ha stabilito, soffia su tutte
le regioni del mondo, popolate o deserte. Né aspetti di
desolazione, né segni di prosperità possono addolorarlo o
compiacerlo. Esso soffia in ogni direzione come il Suo
Creatore gli ha comandato. Così dev'essere chiunque
pretende d'amare l'unico vero Dio. È suo obbligo fissare lo
sguardo sui principi fondamentali della Sua Fede e
diligentemente compiere ogni sforzo per diffonderla. Deve
proclamare il Messaggio di Dio unicamente per amor Suo e
accettare nello stesso spirito qualunque risposta gli venga data
dal suo ascoltatore. Chi accetterà e crederà riceverà la propria
ricompensa; e chi se ne allontanerà non riceverà altro che il
proprio castigo.3 Alla vigilia della partenza dall''Iráq avvertimmo i fedeli di
aspettarsi che apparissero gli Uccelli delle Tenebre. Non v'è
dubbio che in alcuni paesi si sentirà gracchiare il Corvo, come
lo si è udito negli ultimi anni. Qualunque cosa avvenga, cerca
rifugio nell'unico vero Dio, perché ti protegga dagl'inganni
degli impostori.4 In verità Io dico che in questa potentissima Rivelazione
tutte le Dispensazioni del passato hanno raggiunto la loro più
alta consumazione, la consumazione finale. Così vi consiglia il
vostro Signore, l'Onnisciente, il Sapientissimo. Lode a Dio, il
Signore di tutti i mondi!1 Il Misericordiosissimo ha conferito all'uomo la facoltà
della vista e l'ha dotato del potere dell'udito. Alcuni l'hanno
definito «microcosmo», mentre dovrebbe essere considerato
un «macrocosmo». Le potenzialità inerenti allo stadio di
uomo, la grande dignità del suo destino sulla terra, l'innata
eccellenza della sua realtà si paleseranno appieno in questo
Giorno promesso di Dio.2 La Penna dell'Altissimo ha, sempre e in ogni circostanza,
ricordato con gioia e tenerezza i Suoi diletti consigliandoli di
seguire il Suo cammino. Beato colui al quale le vicissitudini
del mondo non hanno impedito di riconoscere l'Alba
dell'Unità di Dio, colui che con ferma determinazione ha
libato, in nome di Colui Che esiste da Sé, il Vino suggellato
della Sua Rivelazione. Un tale essere sarà annoverato nel
Libro di Dio, il Signore di tutti i mondi, fra gli ospiti del
Paradiso.1 Ogni lode a Dio Che ha abbellito e ammantato il mondo di
un ornamento e di una veste che nessun potere terreno può
togliergli, per quanto possenti i suoi battaglioni, per quanto
immensa la sua ricchezza, profonda la sua influenza. Dì:
L'essenza di ogni potere appartiene a Dio, il sommo e ultimo
Fine di tutta la creazione. La sorgente di ogni maestà
appartiene a Dio, l'Oggetto dell'adorazione di tutto ciò che è
nei cieli e sulla terra. Tutte le forze che traggono origine da
questo mondo di polvere sono, per la loro stessa natura,
indegne di considerazione.2 Dì: Le fonti che alimentano la vita di questi uccelli non
sono di questo mondo. La loro sorgente trascende di molto la
portata e lo scopo della comprensione umana. Chi potrà
spegnere la luce che la candida mano di Dio ha acceso? Dov'è
colui che ha il potere di smorzare il fuoco attizzato dalla
possanza del Tuo Signore, l'Onnipotente, l'Irresistibile, il
Sovrano? È la mano del potere divino che ha estinto le fiamme
della discordia. Egli è libero di fare ciò che Gli aggrada. Dice:
«Sia», ed è. Dì: Gli uragani e i cicloni del mondo e dei suoi
popoli non potranno mai scuotere le fondamenta sulle quali è
basata la granitica stabilità dei Miei eletti. Dio di grazia! Che
cosa ha potuto spingere queste genti a fare schiavi e
prigionieri i benamati di Colui Che è la Verità Eterna?…
S'avvicina, però, il Giorno in cui i fedeli mireranno l'Astro
della giustizia brillare in pieno splendore dall'Alba della
Gloria. Così t'insegna il Signore di tutti gli esseri in questa
Sua dura Prigione.1 O membri della razza umana! Aggrappatevi saldamente
alla Corda che nessuno potrà mai tagliare. Ciò, invero, vi
gioverà per tutti i giorni della vita, perché la sua forza
proviene da Dio, il Signore di tutti i mondi. Attenetevi alla
giustizia e all'equità e allontanatevi dai sussurri degli stolti,
coloro che si sono estraniati da Dio, che si sono acconciati il
capo con l'ornamento dei sapienti e hanno condannato a
morte Colui Che è la Fonte della saggezza. Il Mio nome li ha
elevati ad alti gradi, eppure, non appena Mi rivelai ai loro
occhi, pronunziarono con palese ingiustizia la Mia sentenza di
morte. In tal guisa, la Nostra Penna ha rivelato la verità e
ancora la gente è immersa nell'ignavia.2 Chiunque sia ligio alla giustizia non può in nessuna
circostanza oltrepassare i limiti della moderazione. Egli
discerne la verità in tutte le cose per mezzo della guida di
Colui Che è l'Onniveggente. La civiltà così spesso esaltata dai
dotti esponenti delle arti e delle scienze porterà, se le si
permetterà di oltrepassare i limiti della moderazione, grandi
mali all'umanità. Così vi ammonisce Colui Che èl'Onnisciente. Spinto all'eccesso, l'incivilimento si risolverà in
una feconda sorgente di male, come lo sarebbe stato di bene,
se contenuto nell'ambito della moderazione. Meditate, o
genti, e non siate fra coloro che vagano smarriti nel deserto
dell'errore. S'avvicina il giorno in cui la sua fiamma divorerà
le città, in cui la Lingua della grandezza proclamerà: «Il
Regno è di Dio, l'Onnipotente, il Lodatissimo!».3 Ogni altra cosa è soggetta a questo stesso principio di
moderazione. Rendi grazie al tuo Signore che ti ha ricordato
in questa meravigliosa Tavola. Ogni lode a Dio, il Signore del
trono glorioso!4 Ogni uomo che meditasse in cuor suo ciò che la Penna
dell'Altissimo ha rivelato e ne assaporasse la dolcezza si
troverebbe, certamente, svuotato e liberato dai desideri e
completamente sottomesso alla Volontà dell'Onnipotente.
Felice chi ha raggiunto un così alto stadio e non ha rinunciato
a così munifica grazia.5 In questo Giorno non possiamo né approvare la condotta
del timoroso che cerca di dissimulare la sua fede, né sancire il
comportamento del credente confesso che affermaclamorosamente la sua fedeltà a questa Causa. Entrambi
devono osservare i dettami della saggezza e adoprarsi
diligentemente a servire i più alti interessi della Fede.
6 Che ognuno osservi e mediti sul comportamento di questo
Vilipeso. Dall'inizio di questa Rivelazione sino ad oggi, Ci
siamo rifiutati sia di nasconderCi ai nemici sia di abbandonare
la compagnia degli amici. Benché assediati da miriadi di dolori
e di afflizioni, abbiamo invitato con ferma fiducia i popoli della
terra all'Alba della Gloria. La Penna dell'Altissimo è restia a
raccontare a questo riguardo i mali sofferti. Rivelandoli
getterebbe senza dubbio nel dolore gli eletti fra i fedeli, coloro
che veramente sostengono l'unicità di Dio e sonocompletamente devoti alla Sua Causa. Egli, invero, dice la
verità ed è Colui Che tutto ode, l'Onnisciente. La Nostra vita
è trascorsa, per la maggior parte, in mezzo ai Nostri nemici.
Constatate come ora viviamo in un nido di vipere.7 Questa Terra Santa è stata menzionata ed esaltata in tutte
le Sacre Scritture. Vi sono apparsi i Profeti e gli eletti di Dio.
È il deserto in cui hanno vagato tutti i Messaggeri di Dio, da
dove si è innalzato il loro grido: «Eccomi, eccomi, o mio
Dio!». È la terra promessa nella quale era destino che Si
manifestasse Colui Che è la Rivelazione di Dio. È la Valle
dell'impenetrabile decreto di Dio, il candido Sito, la Terra
d'inalterabile splendore. Tutto ciò che è accaduto in questo
Giorno è stato predetto nelle antiche Scritture. Queste stesse
Scritture, però, condannano all'unanimità la gente che vi
abita. Una volta, essa è stata definita «razza di vipere».
Vedete come ora questo Essere Vilipeso, circondato da una
«razza di vipere» chiami a gran voce e inviti tutti gli uomini
verso Colui Che è il Desiderio Finale, lo Zenit e l'Alba della
Gloria. Felice chi ha ascoltato la voce di Colui che è il Signore
del Regno dei Detti, e male incolga agli infingardi, coloro che
si sono allontanati dalla Sua Verità.1 Sappi che ogni orecchio che ode, se tenuto puro e
immacolato, deve sempre e da ogni parte ascoltare la voce che
pronunzia queste sante parole: «In verità, veniamo da Dio e a
Lui ritorneremo». I misteri della morte e del ritorno dell'uomo
non sono stati divulgati e rimangono ancora sconosciuti. Per
la giustizia di Dio! Se fossero rivelati, provocherebbero un
tale spavento e un tale dolore che alcuni morrebbero, mentre
altri sarebbero colti da tale gioia da desiderare la morte e
implorare con incessante brama l'unico vero di Dio –esaltata
sia la Sua gloria – di affrettare la loro fine.2 La morte offre a ogni fiducioso credente la coppa che è
vera vita. Dona gioia ed è apportatrice di contentezza.
Conferisce il dono della vita eterna.3 Quanto a coloro che hanno gustato il frutto dell'esistenza
terrena dell'uomo, che è il riconoscimento dell'unico vero Dio
– esaltata sia la Sua gloria – la loro vita ulteriore sarà tale che
non possiamo descriverla. Ne ha conoscenza solo Dio, il
Signore di tutti i mondi.1 Chiunque accampi il vanto di una diretta Rivelazione da
Dio, prima che spirino appieno mille anni, è sicuramente un
mendace impostore. Preghiamo Dio che lo aiuti benevolmente
a ritrattare e ripudiare tale vanto. Se se ne pentirà, senza
dubbio Iddio lo perdonerà. Ma se persisterà nel suo errore,
sicuramente Iddio invierà qualcuno che lo tratterà senza
misericordia. Terribile, invero, è Dio nel punire! Chiunque
interpreterà questo versetto in modo differente dal suo
evidente significato, sarà privato dello Spirito di Dio e della
Sua misericordia che abbraccia tutte le cose create. Temete
Dio e non seguite le vostre fatue immaginazioni. Seguite
piuttosto il comando del vostro Signore, l'Onnipotente, il
Sapientissimo!